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Scrivo un messaggio:
"Ti ho aperto il cancello, vieni davanti all'ingresso."
Corro alla finestra per vedere se il mio ospite stia arrivando ed improvvisamente lo vedo sbucare da una delle curve del viale alberato che attraversa il giardiano.
È davvero lì.
Sta arrivando da me.
Capitombolo alla specchiera per darmi una sistemata.
Spazzolo velocemente i capelli con le mani, do un paio di passate di mascara, infilo una maglietta scollata e mi rifiondo alla finestra per vedere a che punto sia.
Probabilmente per sistemarmi ho impiegato più tempo di quanto pensassi, perché una volta alla finestra vedo che Liam è proprio davanti all'ingresso e si sta beatamente fumando una sigaretta.
Cavolo, lo sto facendo aspettare... anzi, meglio, se lo merita.
A pensarci bene perché sto correndo da lui?
Mi ha baciata, abbandonata, umiliata e rinnegata, non merita un decimo di tutta quella preoccupazione.
Eppure il suo messaggio mi ha fatto venire le palpitazioni.
Scendo le scale ed apro la porta con mano tremante.
Dal vivo è ancora più bello che nei miei ricordi.
I capelli sono scompigliati alla perfezione e sul mento un accenno di barba da un aria vissuta alla pelle giovane e perfetta.
Solo gli occhi stonano nel complesso, verdi più che mai ma cerchiati da profonda occhiaie nere.
Sorride facendo risaltare le sue mille fossette ma lo sguardo rimane teso, guardingo, preoccupato.
-Ehi.
-Ehi. Come mai questa visita?
Si inizia a guardare i piedi, strisciando le scarpe sulla ghiaia.
-Mi mancavi... e volevo parlarti.
Si certo, sicuramente non mi bevo quella storia sul fatto che gli manco perciò se è qui sicuramente è perché vuole qualcosa.
-Dimmi pure.
Mi guarda imbarazzato, indeciso sul da farsi. Sembra non voglia dirmi qualcosa.
-Non è che potrei usare il bagno prima?
Ma stiamo scherzando? Lo ha detto solo per rimandare il nostro discorso o è proprio per questo che è imbarazzato?
Fortunatamente mia madre tornerà solo per cena, quindi nessuno vedrà entrare in casa quel gran figo e mi risparmierò di dover inventare mille scuse e spiegazioni plausibili.
-Certo, ti accompagno.
Gli mostro il bagno degli ospiti e mi sistemo sul divano.
-Quando ti ho riaccompagnata qui la volta scorsa non pensavo che Villa Lovelace fosse proprio casa tua. Pensavo vivessi qui vicino. Cavolo questa casa è enorme!
La sua voce alle mie spalle mi coglie di sorpresa.
In effetti non è il primo a dirmi così, anche se Villa Lovelace non aveva visto molti ospiti della mia età.
-Mio nonno era Marcus Lovelace e da quando è morto mia madre ha ereditato la casa e ci siamo trasferiti qui.
-Capisco.
Cala un silenzio tombale e rimaniamo alcuni secondi, minuti forse, a guardare in giro evitando accuratamente il contatto visivo.
Poi si siede sul divano e inizia a parlare.
-Grazie per l'altro giorno, per aver fatto finta di niente insomma. Non è stato bello da parte mia dire quello che ho detto davanti a tutti, soprattutto dopo quello che c'è stato tra di noi.
E questo chi se lo aspettava!
Sono tutta orecchi, ho la bocca spalancata e gli occhi strabuzzanti ma lo lascio continuare senza interromperlo.
-Ti sarai chiesta per quale motivo io abbia fatto finta di niente...- si ferma qualche secondo ad osservare la mia faccia in attesa, scalpitante, poi continua- Beh io non so esattamente come o perché quelle cose siano uscite dalla mia bocca, vederti era l'ultima cosa che mi immaginavo e sono andato in panico. Mi hai preso alla sprovvista...
A quel punto non riesco più a trattenermi e spinta da un sentimento profondo e corrosivo nascosto in qualche recondito punto del mio cuore salto su con voce sarcastica:
-Ahhh giusto! Quindi non era perché ti vergognavi di dire quello che c'è stato davanti ai tuoi amici! Non era per evitare di dire di fronte alla tua ragazza che sei andato con me!
Sprizzo veleno da tutti i pori.
L'umiliazione subita che ero riuscita a nascondere sta in quel momento emergendo, facendo tornare a galla tutto i sentimenti di delusione e rabbia.
Sono un fuoco vivo.
Le mie parole devono aver fatto centro perché Liam chiude gli occhi e si appoggia allo schienale del divano, restando in silenzio.
Il suo silenzio è praticamente un'ammissione di colpevolezza ed il fatto che sia venuto a casa mia per scusarsi e abbia provato a rifilarmi delle scuse patetiche è inammissibile.
"Mi hai preso alla sprovvista..." è la scusa migliore che sia riuscito ad inventare.
Non ha avuto neanche il coraggio di dire il vero motivo delle sue azioni e questo mi sta facendo imbufalire.
Poi i miei pensieri, sempre più inclini all'idioticidio, sono improvvisamente interrotti da una risata soffocata.
Liam Hardy, dopo il modo in cui si era e si sta comportando ha pure il coraggio di ridere di me?
Sono interdetta.
Mi guarda negli occhi e sorride con una dolcezza incredibile.
-Quando ti arrabbi ti si formano tante piccole rughe sulla fronte e due fossette sulle guance. Sono le stesse che ti vengono quando ridi...
Prende un grosso respiro e mi fissa rilassato.
-Sei bellissima in entrambi i casi.
EHI!!
CHE NE PENSATE? LA STARÀ PRENDENDO IN GIRO O PROVERÀ DAVVERO QUALCOSA ? SCRIVETEMELO NEI COMMENTI❤❤❤❤❤
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