LOTTEREMO
JULIET
"Amore, perché non mi parli?"
La voce del mio Romeo mi risveglia dai miei pensieri.
Dopo che mi ha portato via dalla scuola siamo saliti nella sua auto, non so da quanto stiamo girando, non ho fatto altro che guardare il paesaggio persa nel mio dolore.
"Scusa, amore mio, non ce l'ho con te, assolutamente!" gli dico guardandolo negli occhi.
"Sono ore che stiamo girando e tu non parli, amore mio, ho temuto che tu..."
"Che io?"
"Che tu non mi volessi più!" mi dice triste mentre parcheggia e mette dolcemente la sua mano sopra la mia.
"Non potrebbe mai accadere una cosa del genere da parte mia, io ti amo troppo" gli dico con le lacrime agli occhi.
"Amore, ti amo anch'io, ti prego, dimmi come stai? Cosa senti? Non restare in silenzio, mi uccidi così!".
Abbasso lo sguardo e chiudo un attimo gli occhi ispirando con il naso ed espirando lentamente con la bocca. Poi gli riapro.
"Perché tutto questo odio? Perché mio cugino, un cugino che mi ha cresciuta e sempre trattata con affetto e protetta mi ha trattata così male? Mi ha anche espulsa dalla scuola!" gli dico guardandolo con le lacrime agli occhi.
"Purtroppo non conosco nemmeno io le regioni di tale odio. I tuoi adesso sono via, i miei pure, me lha detto Bruno con un messaggio, staranno lottando nuovamente per qualche lavoro" mi dice senza lasciare la mia mano che io stringo forte.
"cosa farò adesso?" gli chiedo mentre le lacrime mi scendono sulle guance, lacrime che lui dolcemente asciuga con le dita.
"Ma può farlo?"
"Sì! La scuola è sua!" gli dico triste.
"Tranquilla, lavorerai con me!" mi dice serio e dolce mentre mi accarezza dolcemente la guancia.
"Ho bisogno d'aria!" gli dico mentre sfuggo al suo tocco ed esco dall'auto.
Guardo il fiume davanti a me e sospiro. È già il tramonto, accidenti, mi sono totalmente persa oggi.
"Lotteremo, amore mio, insieme!" mi dice deciso venendo accanto a me.
"Su questo non ho mai avuto alcun dubbio, io ti amo!" gli dico decisa guardandolo negli occhi.
"Ti amo anch'io! Vieni qua!" mi porta tra le sue braccia e mi stringe forte a sé ed io mi stringo forte a lui, all'uomo che io amo e per il quale darei la vita.
Mi bacia con dolcezza, con amore, con passione, ed io, rispondo con gli stessi sentimenti, lo stesso fuoco che brucia ogni volta che ci tocchiamo, che ci baciamo, che facciamo l'amore.
"Devi magiare qualcosa" mi sussurra dolcemente sulle labbra.
"Anche tu, sei anche tu senza mangiare da colazione" gli dico dolcemente accarezzando il suo bellissimo viso.
"Di me non m'importa, voglio che stai bene tu" mi dice dolcemente accarezzandomi a sua volta il viso con amore e dolcezza disarmante.
"Beh, e io voglio che stai bene tu, perciò..."
"Perciò andiamo a mangiare amore mio" mi dice sorridendo divertito.
"Andiamo, amore" gli rispondo sorridendo a mia volta, ha un sorriso così contagioso, è davvero bellissimo.
Risaliamo nella sua auto e andiamo a prendere delle pizze da mangiare a casa, stare da soli ci farà solo bene.
Arrivati a casa ci mettiamo a mangiare nel suo giardino vista fiume, è caldo stasera e si sta meglio fuori che dentro.
"Era davvero ottima!" gli dico sorridendo.
"Assolutamente, ti va del gelato?" mi chiede premuroso.
"Assolutamente sì!" rispondo e lui si alza per andare dentro a prenderlo, mentre io mi perdo a guardare il fiume alla mia sinistra.
Quando i nostri genitori torneranno tra un mese diremo loro tutto, a meno che mio cugino non lo faccia prima. Ma non m'importa, io lotterò, lotterò per il mio amore e per il mio Romeo.
ROMEO
Quando torno da lei la trovo assorta nei suoi pensieri, bellissima e pure come un angelo.
Ma quando noto una lacrima scendere sul suo stupendo viso corro da lei. Appoggio il gelato sul tavolo e la porto sulle mie gambe.
"Amore, perché piangi?" le chiedo preoccupato.
"Pensieri, amore mio, ho tanta paura che le nostre famiglie si mettano dalla parte di mio cugino e contro di noi. Ma io lotterò per noi. Lotterò per te. Non mi attenderò mai!" mi dice decisa.
"Anch'io lotterò per te, per noi, per il nostro amore!" le dico dolce e deciso accarezzandole delicatamente il viso.
"Adesso il gelato" le dico sorridendo per allentare un po' la tensione che si è creata.
"Gnam!" mi dice sorridendo come una bambina.
Le faccio vedere la scatola e lei mi fissa.
"Che gusto è?" mi chiede curiosa.
"Ho messo in questa scatola dei gusti assortiti, pesca e vediamo cosa trovi, secondo me un Magnum classico" le dico e lei ridendo mette la mano nella scatola e quando la tira fuori e nota che ho indovinato il gusto scoppia a ridere.
"Ma sei un mago?" mi chiede ridendo divertita.
"Sì!" le rispondo ridendo a mia volta.
"Adesso tocca a te!" mi dice dolcemente ed io metto la mano dentro.
"Magnum bianco!" le dico sorridendo e ci mettiamo a mangiare il gelato scherzando come due ragazzini.
"Quante stelle stasera!" mi dice dolcemente, mentre siamo abbracciati sul mio divano fuori in giardino.
"Già, ma la più bella sei tu" le dico dolcemente.
"Vorrei restare così, con te, per sempre" mi dice dolcemente guardandomi negli occhi.
"Lo faremo, amore mio, lo faremo" la dico mentre la sfioro delicatamente.
"Oh, mio Romeo, amore mio, io vivo per te"
"Juliet, amore mio, vita della mia vita, anch'io vivo per te"
I nostri visi si avvicinano così come i nostri corpi. Non siamo più stesi, ma seduti, vicini, molto vicini.
Le sfioro le labbra, la gota rosea, il collo, mentre la mia fronte si unisce alla sua e le nostre labbra si sfiorano.
"Se amarti è peccato, io voglio essere dannato per l'eternità!" le sussurro.
"Romeo!" geme sulle mie labbra.
"Se amarti significasse andare all'inferno, io ci andrei felice, perché con te, l'inferno è paradiso!" sussurro.
"Che io sia dannata se non posso amare te, che io mi consumi di te, baciami e dammi il respiro, dammi la vita, una vita che voglio vivere solo con te!" geme sulle mie labbra.
Ed io non aspetto oltre, poso le mie labbra sulle sue e la bacio, la bacio con tutto me stesso.
Lei risponde al mio bacio con un amore e una passione intensa, ci desideriamo, lo diciamo con ogni movimento di labbra, di mani, di respiri, mentre le nostre lingue parlano per noi.
Mi alzo e la prendo in braccio, lei avvolte le gambe attorno ai miei fianchi e le braccia attorno al mio collo.
Cammino dentro casa senza smettere di baciarla, l'appoggio alla parete e la bacio con più foga.
"Fammi tua! Ti prego!" geme sulle mie labbra.
"Ti farò mia, come non ho fatto mai!" Gemo sulle sue.
Questo amore ci consuma, ci domina, ci rende dipendenti l'uno dell'altro.
Ed io la voglio, la voglio da impazzire.
Eccoci ad un altro capitolo 🥰
Cosa ne pensate 😁
Grazie a tutti voi di seguire la mia storia 😍
A domani mattina con il prossimo capitolo 😘❤️
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