JULIET CONTI
JULIET
Cammino piano per poter godere appieno quello che c'è intorno a me. I colori. I profumi. Le sensazioni.
Sorrido quando il sole mi accarezza dolcemente le gote. Mi perdo ad osservare l'azzurro del lago. In questa stagione primaverile è ancora più bella la mia città. Città sensuale. Città romantica. Città magica. Verona.
Mi chiamo Juliet Conti. Ho 18 anni e sono una inguaribile romantica.
Amo la musica e la lettura. Il mio romanzo preferito è Romeo e Giulietta di William Shakespeare. E alcune volte mi sento come la protagonista di quel drammatico racconto. Vivo a Verona. Sono figlia unica. E la mia famiglia è in lotta da decenni con la famiglia Marchi.
I miei sono degli imprenditori in campo musicale. Ogni opera o musical che passa al Arena è sotto il loro controllo ma. Sono sempre in guerra con i Marchi. Anch'essi nello stesso settore.
A me queste cose non interessano. Io odio i conflitti. Bisognerebbe saper parlare e trovare una soluzione. Siamo esseri senzienti no? Non degli animali.
Arrivo alla mia meta e guardo in alto sorridendo.
Vengo quasi ogni giorno qui. Alla casa di Giulietta.
A quest'ora è aperto al pubblico. Così pago l'entrata e arrivo al mio, come lo chiamo io. Balcone.
Mi affaccio e guardo davanti a me
"oh Romeo, Romeo. Perché sei tu Romeo?" sussurro e chiudo per un attimo gli occhi sorridendo.
In 18 anni di vita non mi sono ancora mai innamorata. Ne ho mai avuto un fidanzato. Voglio aspettare la persona giusta. Quella che mi farà battere forte il cuore al primo sguardo. Lo capirò dai suoi occhi. Lo sentirò dalla sua voce. Voglio l'amore. Quello totale e completo. Quello per il cuale daresti la vita.
Guardo in basso dove c'è la statua di Giulietta e le sorrido dolcemente
"tu che dici amica mia? Troverò mai anch'io il mio Romeo?" le chiedo come se mi potesse rispondere.
In effetti è la sola amica che ho. Le altre mi ritengono strana o snob. Solo perché la mia famiglia è ricca. Beh io non sono affatto così. Per fortuna ho Aurora. Lei è la nostra domestica. Ma per me è la mia migliore amica. Anche se ha ben 20 anni più di me.
Guardo l'ora sul cellulare e mi viene un colpo
"accidenti! Farò tardi a lezione!" grido praticamente mentre in fretta torno giù.
I miei possiedono anche una scuola di arti sceniche e musicali. Da lì ne escono grandi artisti che vanno pure in America. Beh. Io studio lì. Dove mio cugino Tiziano è il professore di canto. Un giorno spero di fare un musical sul palco. Ma senza aiuto. Deve essere perché me lo merito davvero.
Corro a tutta velocità quando sento un clacson dietro di me
"ehi bella!"
"vattene o ti denuncio!" dico irritata, il solito rompi scatole.
"Juliet sono io!"
Mi volto e vedo Christian. Il mio migliore amico di sempre. I suoi genitori sono in affari con i miei. E noi siamo cresciuti insieme.
"Chris!" gli dico sorridendo mentre lui ricambia il sorriso. È davvero un bellissimo ragazzo. Alto e fatto da dio. Biondo con occhi azzurri. Piace a tutte. Ma per me. È un fratello.
"sei in ritardo eh?" mi chiede alzando un sopracciglio divertito
"ahah. Molto divertente. Se sai che sono in ritardo dammi un passaggio no?" gli dico alzando un sopracciglio
"mhm... Ti costerà un gelato"
"andata. Avrai un super mega gelato" gli dico divertita.
"dai sali!" mi dice sorridendo
"grazie. Mi hai salvato la vita Chris!" gli dico salendo in macchina
"sono il tuo eroe!" mi dice compiaciuto
"sisi. Dai premi sul acceleratore. Muoviti!"
"eh.. Che caratterino!"
Mette in moto ed in breve tempo arriviamo alla mia scuola.
Lo saluto velocemente e entro all'interno ma mi blocco nel vedere mio cugino seduto su una sedia con il labbro spaccato ed il sangue che gli esce.
"Tiziano ma che hai fatto?!" gli chiedo preoccupata andando verso di lui.
Lui si alza e mi sorride rassicurante
"nulla piccolina tranquilla"
"No che non sto tranquilla! Adesso tu mi dici cosa è successo hai capito?!" gli dico irremovibile.
Lui sospira e finalmente inizia a parlare
"ho discusso con i Marchi. Quei bastardi. Quella maledetta famiglia!" dice duro
"ma perché eh? Perché questa assurda guerra tra noi e loro? Non siano nel medioevo! Non siamo i Montecchi e i Capuleti!" gli dico veramente stanca di tutto questo.
Lui mi fissa serio
"Juliet sei ancora una bambina. Non le puoi capire queste cose!" mi dice duro ma allo stesso tempo dolce
"ho 18 anni. Non sono più una bambina!" gli dico decisa.
"oh piccola mia!" mi dice accarezzandomi dolcemente il viso. Lui è sempre stato come un fratello maggiore. Mi ha cresciuta e mi protegge sempre.
"ti prego Juliet. Stai lontana da loro!"
"ma..."
"Juliet!"
"va bene. Tranquillo nemmeno li conosco" gli dico sbuffando rassegnata. Non mi dice mai niente nessuno.
Entriamo in classe e lui si mette alla cattedra. Io mi siedo tra i miei compagni
"hai visto è la figlia dei Conti. Facile la vita per lei eh"
Dicono e io li fisso ferita. Perché questi pregiudizi. Nemmeno mi conoscono. Nemmeno sanno del impegno che metto ad ogni lezione. Non importa a nessuno di loro chi sono. Li importa solo del mio cognome. Davanti fanno tutti i sorridenti. E alle spalle mi sparlano. Ma non importa. Io andrò avanti per la mia strada e realizzero' il mio sogno. Con le mie forze.
Finita la lezione Tiziano si offre di accompagnarmi fino a casa. Tanto resterà a cena con i miei zii da me. Suo padre e il mio sono fratelli gemelli e sono da sempre molto uniti.
Arriviamo ed il cancello si apre. Parcheggia la macchina e percorriamo l'immenso giardino che porta alla mia villa.
Ricordo come da piccola amavo correre nel verde. E a volte lo faccio anche adesso. Quando nessuno può vedermi.
Appena arriviamo davanti casa vedo mio padre e mia madre che ci accolgono calorosamente.
"ben tornata amore mio" mi dice dolcemente mia madre.
"amore di... Tiziano che hai fatto al labbro?" gli chiede mio padre preoccupato.
"è stato uno della famiglia Marchi"
"figli di... Amore entra in casa. Papà arriva subito!"
"guardate che non sono più una bambina eh!" gli dico dura a tutti e tre e nervosa entro dentro casa.
"dannazione!" dico sbattendo la porta alle mie spalle.
"cosa ha la mia Julieta?" mi chiede dolcemente Aurora venendo verso di me.
"mi trattano come se avessi sei anni!" gli dico sbuffando
"lo so. Fanno arrabbiare. Dai vieni che ti preparo una cioccolata come piace a te e parliamo" mi dice dolcemente
"ok!" le dico mentre la seguo in cucina
"ti ho anche preparato il tuo piatto preferito"
"lasagne?"
"si!"
"io ti adoro!".
Mi siedo e bevo la cioccolata parlando con lei. A volte mi sento in gabbia. Esclusa. Spero davvero che un giorno tutto questo odio. Abbia fine.
Eccoci al primo capitolo della mia nuova storia e avete conosciuto Juliet 🥰
Che cosa ne pensate 😁
Grazie a tutti voi di essere anche in questa storia 😍
A sabato mattina con il prossimo capitolo dove conosceremo Romeo 😘❤️
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