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Capitolo 21

SURPRISE 🤘🏻😜

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I due scesero in silenzio le scale dell'appartamento, ognuno perso nei propri pensieri e preoccupazioni. Il sole non era ancora sorto - era troppo presto.

"Che ore sono?" Harry fu il primo a parlare, infilando le mani nelle tasche dei suoi jeans mentre si allontanavano dal quartiere.

Zayn cacciò il telefono dalla tasca, accendendo lo schermo. "Sono quasi le cinque del mattino."

"Merda," imprecò Harry. "Non pensavo fosse così tardi, cioè, così presto - visto che è mattina."

"Già," Zayn rispose con tono rigido, rabbrividendo. Le calde notti estive stavano terminando, concedendo il posto all'aria fredda che avrebbe accolto l'autunno.

Ancora una volta, il silenzio scese tra i due, mentre camminavano lentamente sul marciapiede del quartiere.

Ad Harry non dava fastidio il freddo - a lui piaceva l'aria fresca e pulita, che percepiva insinuarsi nel naso, e che poi veniva esalata dalla sua bocca. I suoi occhi erano concentrati su Zayn, che si trovava qualche passo davanti a lui.

Si accorse del disagio che era sceso tra i due, e della preoccupazione incisa nei lineamenti di Zayn.

Sapeva che Zayn non gli avrebbe detto molto, ma doveva provarci.

"Cosa è successo ad Elsah? Ha degli incubi?" Parlò Harry.

Zayn scosse solennemente il capo, infilando le mani nella tasca dei pantaloni. Sospirò, il suo respiro non fu visibile nell'aria - non era ancora abbastanza freddo.

"Dimmelo," insistette Harry. Doveva sapere, poiché Zayn gli era sembrato sconvolto dopo che Elsah gli aveva detto dell'incubo. Non era normale preoccuparsi così tanto dei sogni di qualcuno. Doveva essere qualcosa di importante, qualcosa che Zayn gli stava nascondendo.

"Perché dovrei dirtelo?" Sbuffò. "Dammi una ragione per cui dovrei farlo."

"Perché," Harry rispose immediatamente, nessuna esitazione nella sua voce. Le sue parole erano scorrevoli, sicure e persuasive. "Perché dovrai tornare all'università oggi e se hai detto che questi sogni sono ricorrenti, potrebbe averne degli altri, quindi devo sapere come comportarmi e come aiutarla quando tu non ci sarai."

Mentre continuavano a camminare sul marciapiede, Zayn si morse l'interno della guancia, irritato dal fatto che Harry gli avesse dato una valida ragione.

Harry notò immediatamente il cambiamento sul viso di Zayn non appena quest'ultimo realizzò che Harry avesse ragione, ma riuscì a nascondere il suo sorriso compiaciuto. Era meglio non provocare Zayn, per cui Harry mantenne un'espressione neutrale.

"Quindi?"

"Giuri che non le dirai niente di quello che sto per dirti?"

Harry ridacchiò. "Certo che non le dirò nulla."

"Giuralo sulla tua vita."

Harry alzò gli occhi al cielo, scuotendo la testa. "Lo giuro."

"Sulla tua vita?"

"Sulla mia vita. Per caso vuoi anche la promessa col mignolino?" Aggiunse sarcasticamente Harry.

"Stai zitto, bastardo." Zayn sospirò infastidito, prima di fare un profondo respiro. "Sì, ha degli incubi. Beh, aveva, tanto tempo tempo fa. Non so perché siano ritornati."

"Perché li ha? Su cosa sono?" Domandò Harry.

Zayn smise di camminare, girandosi per guardare Harry. I suoi occhi erano socchiusi, guardando sospettosamente Harry, prima di rispondere. "Non lo so. Tutto ciò che dice è che c'è un cigno che non riesce mai a salvare. Non so cosa significhi. Non mi ha detto di più."

Harry prestò attenzione ad ogni parola detta da Zayn. "Perché ha gli incubi? Sono una conseguenza di un qualcosa che le è accaduto?"

"Sì, si tratta di DPTS o una cosa del genere," rispose Zayn.

"Cosa?"

"Disturbo post traumatico da stress. Sai, quando una persona è coinvolta in un evento traumatico e -"

"No, idiota," Harry alzò gli occhi al cielo. "So cosa significa DPTS. Volevo dire, cosa è successo? Qual è la causa dei suoi incubi?"

"I suoi genitori."

Harry spalancò leggermente gli occhi, senza farsi vedere da Zayn. "I suoi genitori?"

"Sì, sono stati uccisi ed Elsah rimase distrutta."

"Come?" La preoccupazione era udibile nella voce di Harry.

Zayn deglutì. "Non spetta a me dirtelo." Iniziò di nuovo a camminare.

Harry si morse il labbro, abbinando il ritmo dei suoi passi a quello di Zayn. "Ma perché gli incubi? Cosa c'entra un cigno con questa storia? E cosa c'entrano i suoi genitori?"

"Non lo so," gli rispose Zayn. "Sono confuso quanto te. Mi ha detto che ha iniziato ad avere gli incubi circa una settimana dopo la morte dei suoi genitori."

Ancora una volta, Harry prestò la massima attenzione alle parole di Zayn, notando il cambiamento nel suo tono di voce e i movimenti del suo corpo. Riusciva a capire quando Zayn stava mentendo, quando Zayn stava dicendo la verità e quando non si sentiva a suo agio a parlare di una determinata cosa. Il suo linguaggio del corpo lo aveva smascherato e tutto ciò non era di certo passato inosservato agli occhi attenti di Harry.

"Qual è invece la tua storia?" Domandò Zayn, distogliendo l'attenzione da lui.

"Cosa vuoi dire?" Harry parlò lentamente.

"Voglio dire, cosa cazzo ci fai qui? Cosa ti trattiene? Non hai nessuna altra parte in cui andare? O nient'altro da fare piuttosto che approfittarti di Elsah?"

Harry distolse lo sguardo da Zayn per la prima volta da quando erano usciti dall'appartamento. "Te l'ho già detto, sono stato cacciato di casa."

Zayn sbuffò. "Cazzata."

Harry strinse i pugni. "No, non lo è."

Zayn smise di camminare, incrociando le braccia al petto. "E allora perché sei stato cacciato di casa?"

Harry strinse gli occhi, scuotendo la testa. "Questi non sono cazzi tuoi."

Zayn alzò gli occhi al cielo. "Stai solo mentendo."

"No." Scattò Harry. Odiava essere accusato di mentire quando non lo stava facendo. Odiava la voce irritante di questo stupido uomo, e odiava il fatto che Elsah lo considerasse un amico.

"Mmm," disse Zayn. "Stai nascondendo qualcosa, e non mi piace. Non mi fido di te."

"Non me ne frega un cazzo."

"Cosa stai nascondendo?" Domandò Zayn.

"Niente! Non sto nascondendo nulla!"

"Allora perché non mi vuoi dire il motivo per cui sei stato 'cacciato di casa'? Non sai spiegare nemmeno le tue bugie!"

"Se stessi mentendo, non te ne accorgeresti nemmeno. Ti avrei raccontato una lunga storia piena di stronzate e tu mi avresti creduto." Disse Harry, l'irritazione presente nella sua voce.

"Stai mentendo."

"Non sto mentendo!" Urlò Harry. "Ti ho detto che sono stato cacciato dal mio fottuto padre, okay? Avevamo delle opinione differenti, e lui è un coglione intollerante!"

Zayn aprì la bocca per parlare ma Harry lo interruppe, furioso.

"Non tutti hanno dei genitori fottutamente fantastici, okay? Ad alcuni genitori non frega un cazzo di nessuno. Tu hai probabilmente trascorso un'infanzia perfetta, ricca di tutto ciò che volevi - quindi non puoi capirmi. Sei solo un altro di quei ragazzi ricchi con la puzza sotto il naso-"

Non era da Harry scoppiare in questo modo e perdere il controllo del suo temperamento. Riusciva sempre a nascondere le sue vere emozioni. Ma il fatto che Zayn avesse toccato un argomento molto delicato per lui, aveva aggiunto altra adrenalina alle ceneri - riuscendo a riaccendere il fuoco.

Zayn distolse lo sguardo, incrociando le braccia al petto. "Non sai niente."

"Beh, neanche tu," ribatté Harry, controllando la sua voce.

"Non sono mai stato ricco - informati meglio. Ho a mala pena i soldi per pagare le tasse universitarie."

"Okay, allora," disse Harry. "Non presumere cose sulle persone se non vuoi che quest'ultime facciano lo stesso con te."

Zayn rimase in silenzio, irritato dal fatto che Harry avesse di nuovo ragione. Nonostante ciò, c'era ancora qualcosa che non quadrava.

"Quindi tuo padre. . ."

"È un coglione," disse Harry, alzando lo sguardo al cielo. La luce stava lentamente filtrando attraverso l'oscurità della notte.

"Perché parli di lui in quel modo? Non importa ciò che fa, è comunque tuo padre," disse Zayn con tono accusatorio.

"Fidati, se lo conoscessi, diresti cose peggiori."

"Non ho un bel rapporto con mia madre, ma non vado in giro ad insultarla."

Harry alzò gli occhi al cielo mentre continuava a camminare. Avevano quasi finito di fare il giro intorno al palazzo, e si trovavano di nuovo vicino l'appartamento di Zayn. "Beh, non tutti sanno essere così dolci."

Zayn alzò solamente gli occhi al cielo, rimanendo in silenzio. Il sole iniziò a sorgere ad Est, alzandosi lentamente su nel cielo.

"Vuoi tornare ora? Penso che le abbiamo concesso abbastanza spazio." Disse Harry. "Che ore sono?"

Zayn controllò il suo telefono. "Quasi le sei."

"Penso sia passato abbastanza tempo."

Zayn concordò con lui, annuendo mentre ritornavano verso l'appartamento.

"Quando andrò via, assicurati che lei stia bene e cerca di scoprire se ha altri incubi."

"È esattamente quello che avevo in mente di fare."

"E non diventare tutto appiccicoso con lei. È pura."

Harry rimase in silenzio, decidendo di non rispondergli e di evitare una discussione.

Arrivarono alle scale, salendone due o tre alla volta. Il sole era completamente sorto ora.

Zayn avvicinò l'orecchio al portone, cercando di percepire qualsiasi movimento o rumore. Aggrottò la fronte quando non sentì alcun suono, e poi avvolse la sua mano attorno la maniglia del portone e lo aprì.

Il silenzio regnava nell'appartamento non appena Harry e Zayn vi entrarono.

"Elsah?" Chiamò Harry.

Fecero dei passi avanti. Nessuna risposta - era paurosamente silenzioso.

"Elsah?" Ripeté Zayn, il panico iniziò a crearsi dentro di lui. C'era qualcosa che non quadrava e ciò stava innervosendo Zayn.

"Elsah? Elsah?" La chiamarono ancora.

Harry entrò in salotto e le sue spalle tese si rilassarono, la sua espressione si addolcì. "Sta dormendo."

Zayn entrò in salotto, guardando Elsah sdraiata sul pavimento. Le sue spalle si alzavano ed abbassavano ad ogni respiro che faceva, circondata da un'aurea di calma e serenità.

Harry si avvicinò immediatamente a lei, accovacciandosi e prendendola tra le sue braccia.

La tenne in braccio senza alcuno sforzo, sorpassando un Zayn estremamente tranquillo per portarla nella sua camera.

Una volta messa sul letto, la coprì con le coperte ed uscì dalla camera, Zayn subito dietro di lui.

Harry andò in cucina ed aprì il frigo, mentre Zayn si poggiava su uno dei banconi.

Harry prese una bottiglia d'acqua, togliendo il tappo e portandola vicino la bocca per prenderne un sorso. Dopo aver bevuto, si fece sfuggire un lungo sospiro e chiuse gli occhi.

"Hai intenzione di tornare a dormire?" Domandò Zayn.

Harry si morse la lingua, scuotendo la testa. "No, non sono più stanco."

Zayn lo guardò con sospetto.

"Vado di nuovo a farmi un giro," gli disse Harry, chiudendo la bottiglia dell'acqua. "Ho bisogno di un po' d'aria fresca."

"Okay," rispose Zayn.

Harry alzò le sopracciglia, rivolgendo a Zayn uno sguardo disinvolto, e poi chiuse il frigo. "Torno presto," si diresse verso il portone, aprendolo e permettendo all'aria fresca di entrare all'interno.

"Quando -" iniziò a chiedere Zayn, ma Harry era già andato via, sbattendo la porta dietro di lui.


-


Così tanti pensieri si mescolavano, intrecciavano e vorticavano nella mente di Harry, non appena uscì dall'appartamento.

Conflitto, respirò bruscamente, cercando di liberarsi da tutti quei pensieri.

Stava per entrare in panico, il cuore batteva all'impazzata e l'adrenalina scorreva nelle sue vene. Ignorò la sensazione di vertigini, cercando di controllare l'ansia che lo stava inghiottendo.

Harry era felice di essere riuscito ad andare via giusto in tempo - non avrebbe mai permesso che Zayn o Elsah lo vedessero perdere la calma, impazzire, diventare ansioso ed entrare in panico. Doveva controllarsi.

Non si era nemmeno accorto, dal momento che stava camminando velocemente, di essersi imbattuto in qualcuno.

"Cazzo," imprecò Harry, alzando lo sguardo.

Liam.

Il demone dai capelli castani sogghignò, assottigliando gli occhi. "Harry, che piacere rincontrarti. Sono pronti i mille e ottocento grammi di sangue della tua amichetta?"



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Ehilà 👋🏻 ci era mancato tantissimo tradurre questa storia, ringraziamo "lavhazz" per averci inviato il capitolo; ne posteremo altri tre, e poi dobbiamo aspettare che l'autrice risposti la storia qui su Wattpad. Speriamo vi sia piaciuto questo capitolo e non vediamo l'ora di farvi leggere gli altri, 😁 Grazie per le letture, voti e commenti, a presto. x

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