Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

Capitolo 20

Aprendo i miei occhi, percepii un senso generale di pesantezza nei miei arti - di profondo e totale esaurimento. Era come se qualche sorta di metallo pesante avesse rimpiazzato il mio sangue, abbattendomi e rendendomi quasi impossibile qualsiasi tipo di movimento. Mi sentivo immobilizzata, e non sapevo il perché. Tutto ciò che riuscivo a fare era girare a malapena la testa per guardare fuori, la finestra era spalancata ed una brezza autunnale si fece lentamente strada all'interno della stanza buia.

Anche se non era poi così tanto buia. Dando un'occhiata fuori, da dove ero stesa, incapace di muovermi, riuscii a vedere il sole che stava lentamente iniziando a tramontare, la fine del giorno era molto più vicina di quanto mi aspettassi. Per la maggior parte era cupo - nuvole del colore della graffite a ricoprire il cielo.

Mi sentivo disorientata, i miei pensieri sfocati. Tutto sembrava essere lento, sbiadito. Niente era distinto.

L'intera area che mi circondava, aveva un'atmosfera sinistra, come se qualcosa di sbagliato stesse per accadere, qualcosa di cui io non ero a conoscenza. Il modo in cui il davanzale cigolava mentre la brezza lo colpiva, era inquietante, un sorta di presagio.

Rabbrividii, una crescente sensazione di disagio nel mio stomaco. Il mio cuore batteva lentamente e riuscivo a sentire ogni suo colpo sordo contro il petto. La pesantezza dei miei arti sembrava soffocarmi, e il terrore stanziava nel mio cuore.

Cercai di guardami intorno, riuscendo solo a vedere la sveglia sul comodino; mi sentivo di nuovo come se ci fossero dei pesi a tirarmi giù, trattenendomi dal muovermi liberamente e spensieratamente.

L'orologio, i cui numeri digitali erano illuminati da un rosso sangue, lampeggiò, come se l'elettricità fosse saltata per alcuni secondi, e come se l'orologio avesse bisogno di un reset. Segnava le 7:06 e, a giudicare dal sole che stava tramontando, doveva essere tardo pomeriggio - quasi sera.

Continuarono a lampeggiare più volte le 7:06.

7:06

7:06

7:06

7:06

7:06

7:07

"Elsah?" Mi sentii chiamare da una voce sconosciuta. La voce risuonava distante, ma poi sentii una porta sbattere - qualcuno era probabilmente entrato nella stanza.

Il disagio dentro di me sembrò crescere quando sentii la voce di quella persona, che cercavo di riconoscere, ma non ci riuscivo e non riuscivo neanche a girare la testa per vedere chi fosse.

Il mio stato letargico divenne solo più soffocante e mi sentivo come se mi avessero drogata, ferma tra realtà ed incoscienza. Il panico iniziò ad aumentare nel mio stomaco e per qualche sorta di insondabile ragione, la paura strisciò nelle mie vene mentre il mio battito aumentava.

"Elsah?"

Provai a rispondere, a chiamare chiunque stesse ripetendo il mio nome, ma non riuscii a muovere le mie labbra. La mia gola era asciutta, e provai ad urlare, ma i miei polmoni erano disconnessi dal mio cervello, e non importava quanto provassi a boccheggiare ed urlare, le mie labbra non si muovevano più dei respiri lenti e letargici che continuavano ad uscir fuori. Mi sentivo ansiosa, sopraffatta.

"Elsah? Elsah?"

Mentre la voce mi chiamava di nuovo, sentivo che chiunque fosse, si stesse facendo sempre più vicino alla stanza nella quale mi trovavo io. Dato che non riuscivo a muovermi, i miei occhi erano rimasti fissi alla finestra, aspettando che chiunque fosse, entrasse ad aiutarmi.

Un cigno, bianco come la neve, atterrò lentamente dal suo volo sul davanzale della finestra, glorioso e bello. Scosse le sue ali piumate in un modo paradisiaco, glorioso in ogni senso. Era alquanto piccolo per essere un cigno - come se fosse un cucciolo; innocente. Girò la testa per curiosità, osservando la stanza con i suoi luminosi occhi color oro.

E poi, i suoi occhi incontrarono i miei, e si illuminarono di nero, scuri come il carbone, penetranti e freddi. L'oro dei suoi occhi era sparito completamente - rimpiazzato permanentemente dal nero. Il cigno interruppe il contatto visivo subito dopo, ed iniziò a strofinare il suo becco lungo sul suo corpo di piume, fremente e tremante, con convulsioni innaturali.

Con il suo becco, strappò una grande piuma bianca dal suo corpo, facendola cadere. Guardai in un modo ipnotizzato la piuma che dondolava nell'aria, avanti e indietro. . .avanti e indietro. . .avanti e indietro. . .fino a quando non atterrò lentamente sul pavimento.

E fu così che il cigno iniziò a sanguinare - dal suo corpo, dalla sua bocca, dappertutto. Le sue piume bianche erano imbrattate di sangue rosso, scuro e appiccicoso, che colava giù dal suo corpo e finiva dritto sul davanzale, striando lungo il muro.

Ondeggiò lentamente, sollevando lo sguardo di nuovo su di me. La paura e il panico continuavano a crescere dentro di me.

Lottai per tirarmi su, per avvicinarmi all'animale indifeso, ma fu troppo tardi quando l'uccello collassò a terra.

Provai a gridare, ma la mia gola era chiusa.

"Elsah?" La voce si era fatta più vicina mentre chiamava il mio nome per la quinta volta, e poi, sentii la porta della stanza aprirsi.

Lottai, combattei, urlai per muovermi ma tutto ciò che ricopriva la stanza era un silenzio assoluto e. . . la morte.

Morte, sangue e piume.

E poi, un'ultima volta, uno strillo lancinante, la stessa voce maschile urlò per la sesta ed ultima volta il mio nome.

"Elsah!"




-         -




Uno strillo inorridito fuoriuscì dalle labbra di Elsah mentre si allontanava violentemente dalle braccia di Harry sul divano, sudando e boccheggiando in cerca di aria, poiché si sentiva ancora come se stesse soffocando. Le sue lacrime ad allagarle gli occhi e poi si ritrovò a soffocare nelle proprie lacrime, le sue grida ed urla soffocate dalle sue stesse mani.

Si graffiò freneticamente la gola, cercando di rimuovere ciò che le stava soffocando, chiudendo le sue vie respiratorie, ma tutto ciò che le sue mani riuscirono ad incontrare fu nient'altro che l'aria.

"Elsah?" Harry aprì gli occhi, la sua voce intontita dal sonno. "Che succede?" Si mise a sedere lentamente, i suoi occhi rossi dal sonno, ma Elsah non gli prestò attenzione.

Lei si sedette sul pavimento, la sua mano sul petto mentre boccheggiava per un po' di aria, e non importava quanta aria lei cercasse di far entrare, sembrava che non fosse mai abbastanza. Il suo cuore batteva ad un ritmo pericolosamente veloce e le lacrime scorrevano dai suoi occhi mentre cercava di dire a se stessa che non era reale, non era reale, era solo un sogno.

Portò una mano sulla gola fino a soffocarsi quando lanciò un grido pietrificato, e si raggomitolò su se stessa, abbracciando le sue ginocchia.

"Che succede?" Zayn si catapultò in salotto, proprio quando Harry si era ripreso dal suo stato insonnolito di confusione e si era messo in piedi per vedere cosa stesse succedendo ad Elsah.

"Che cosa le hai fatto?!?" Zayn ruggì contro Harry, spintonandolo e accovacciandosi accanto ad Elsah.

"Nulla!" Rispose Harry in difesa, infastidito dal fatto che Zayn potesse pensare una cosa del genere. "Credo sia stato un incubo!"

Zayn si zittì, la sua bocca leggermente schiusa, mentre guardava Elsah, le cui mani stavano tremando. Immediatamente, si poggiò sulle sue ginocchia accanto a lei, avvolgendo un braccio attorno al suo corpo, cercando di togliere via le mani dal suo volto.

"Elsah, è vero?" Zayn chiese solennemente, l'ansia a strisciargli nel corpo.

Lei confermò i suoi sospetti quando rilasciò un altro grido inorridito, le sue mani tremavano mentre dei singhiozzi silenziosi la scuotevano violentemente.

"Cosa c'è che non va? Che sta succedendo?" Chiese Harry, accovacciandosi accanto a Zayn ed Elsah, completamente perso e confuso dal cambiamento improvviso di Zayn.

"È di nuovo lo stesso sogno?" Zayn ignorò completamente Harry, tutta la sua attenzione ora era su di Elsah. Questa era un'informazione cruciale, doveva scoprire cosa poteva fare per aiutarla.

Elsah annuì violentemente, prendendo un respiro cencioso mentre si ritraeva dai due uomini e raggiungeva l'angolo della stanza, il suo respiro ancora irregolare e il suo viso arrossato dall'orrore. "Sta succedendo di nuovo," provò a dire, i suoi occhi spalancati dal terrore "Chi è il prossimo? Chi è il prossimo?" Elsah emise un gemito.

Ed anche se Elsah era fragile, sensibile e con una personalità delicata, non era mai stata una piagnucolona. Tratteneva dentro di se le proprie emozioni, tenendole rinchiuse, legando le sue paure e le sue preoccupazioni nel profondo, così che nessuno potesse afferrarle ed usarle contro di lei.

Ma il sogno ricorrente era tornato, così all'improvviso. Ed aveva distrutto tutti i muri che lei aveva costruito e, se non si fosse ripresa velocemente, avrebbe distrutto tutto ciò che lei aveva cercato di nascondere con tanta fatica.

"Cosa vuoi dire con chi è il prossimo?" Domandò Harry, la confusione scritta su tutti i suoi lineamenti mentre cercava di capire come confortare Elsah. "Dimmelo. Proverò ad aiutarti, farò del mio meglio."

Elsah scosse furiosamente la testa, rifiutandosi di parlare del suo incubo; erano troppo privati per parlarne con Harry. Zayn era l'unico che conosceva la natura degli incubi e come il senso di colpa la uccidesse ogni volta, dopo il sogno.

"Dalle un po' di spazio," ordinò Zayn, allontanando Harry da Elsah mentre cercava di abbracciarla per confortarla. "Elsah, ascoltami. Si risolverà tutto. Non succederà nulla."

Elsah scosse la testa furiosamente, in cerca di aria. "Sono gli stessi! Sono tutti gli stessi! Io - io - io devo scoprire chi, non posso lasciare che qualche altro-"

"Elsah."Zayn afferrò il braccio di Elsah, cercando di attirare la sua attenzione così che si rilassasse. Non sapeva come calmare Elsah, ma tutto ciò che sapeva era che se lei non si fosse rilassata un po', lui non sarebbe stato capace di scoprire in che modo aiutarla.

Harry guardò confuso i due, insicuro di cosa fare o dire. Così si allontanò, osservando Zayn che la confortava e lei che rispondeva con cenni di assenso e dissenso del capo.

"Cosa?" Gracchiò lei, i suoi occhi tesi dalle lacrime.

"È tutto okay, penseremo a cosa fare prima che succeda qualcosa. Rilassati." Zayn la rassicurò. "Ti prometto che ti aiuterò."

Elsah scosse la testa, sapendo che qualunque cosa Zayn avesse fatto, sarebbe stato qualcosa all'altezza solo di un essere umano e non sarebbe stato abbastanza per fermare ciò che eventualmente stava per succedere. Solo lei poteva fermarlo, solo se prima avesse scoperto di chi si trattava.

"Di cosa hai bisogno?" Zayn le chiese, posando una mano sulla sua piccola schiena. La preoccupazione nei suoi occhi del colore del caffè era evidente, pronto a fare o dare ad Elsah tutto ciò di cui aveva bisogno, tutto ciò che lei avrebbe chiesto.

"Solo - solo. . ." Provò a sforzarsi, ma non riuscì a formulare neanche una frase intera.

"Vuoi che ti porti qualcosa? Cibo? Acqua?" Chiese Zayn.

Elsah scosse la testa, seppellendo il suo viso tra le mani, ancora inorridita, il sogno a ripetersi nella sua testa come se fosse reale, come se il sangue del cigno fosse tra le sue mani, come se fosse stata colpa sua se non era riuscita ad aiutarlo.

"Dai," Harry interruppe Zayn, chinandosi anche lui, "dalle solo un po' di tempo," disse cautamente, portando una mano sulla coscia di lei. "Els? Hai bisogno di un po' di spazio? Un po' di tempo per te stessa?" La sua voce era soffice, incredibilmente calma e vellutata, rilassante. Il suono della sua voce ghiaiosa fu abbastanza per far riprendere il battito cardiaco di Elsah in una minuscola quantità, ma fu abbastanza da permetterle di prendere respiri profondi per calmarsi.

Elsah annuì, chiudendo gli occhi, cercando di fermare il sangue che vedeva ancora, le piume, il piccolo cigno steso a terra. "P - per favore."

I suoi occhi verde giada si addolcirono, in pensiero per lei, ma rimosse immediatamente la mano dalla sua gamba, alzandosi. "Allora ti daremo un po' di spazio." Annunciò Harry.

"Per favore." Disse di nuovo lei, annuendo.

Elsah ne aveva bisogno - aveva bisogno di questo tempo da trascorrere da sola per contemplare, rilassarsi e scoprire cosa fare. Non poteva permettere che la stessa serie di eventi si ripetesse daccapo, a qualcun altro. Non l'avrebbe permesso.

"Andiamo," Harry disse a Zayn, facendo cenno col capo di lasciarla sola.

"No," Zayn protestò, "non andrò da nessuna parte, Elsah. Hai bisogno di qualcuno che resti con te, non posso semplicemente lasciarti sola mentre sei in questo stato -"

Finalmente si scoprì il viso, i suoi scintillanti occhi ametista in quelli del colore del caffè di Zayn. "Per favore, Zayn. . ."

"L'hai sentita, andiamo via di qui," disse Harry, tirando Zayn.

"No!" Zayn strappò la mano di Harry dalla sua spalla, irritato. "Non toccarmi. Tu vai via di qui."

"Zayn. . ." Nei suoi occhi c'erano lacrime che davano al violetto dei suoi occhi un aspetto cristallino. "Per favore," sussurrò.

Zayn esitò per un po', guardando verso Harry, che era in piedi, dietro di lui, con un'espressione irritata, e poi riportò il suo sguardo su Elsah. Lasciò andare un sospiro e poi annuì, assecondando i suoi desideri.

Si alzò, incrociando le braccia al petto, "c'è qualcosa che posso portarti prima che ce ne andiamo?"

Elsah scosse il capo. "No. Grazie."

"Saremo di ritorno tra un'ora," Zayn le promise e poi si fece strada verso il tavolino, dove afferrò il suo portafogli e il cellulare, facendo cenno col capo ad Harry di seguirlo.

Dopo aver dato un ultimo e persistente sguardo ad Elsah con i suoi occhi verde scuro, Harry annuì, facendo passare una mano tra i suoi capelli ricci e incasinati e seguendo Zayn.

"Andiamo," Zayn aprì la porta dell'appartamento, mettendo un piede fuori nella frescura di prima mattina, Harry lo seguì subito dopo.

//

Volevamo dirvi che l'autrice di questa storia ha cancellato tutti i suoi libri, non esattamente 'cancellato', ha semplicemente tolto la pubblicazione. È giusto che voi sappiate che Izzy (autrice) era molto stressata, le sue lettrici le mettevano pressione, le dicevano di aggiornare e anche come continuare le sue storie, così lei ha pensato di prendersi questo periodo di 'pausa' per scrivere per se stessa e non per soddisfare le richieste delle lettrici; una volta ritornata (speriamo il prima possibile) pubblicherà i capitoli che ha scritto durante questo periodo, quindi Insatiable verrà continuata e noi ovviamente continueremo a tradurla (sempre se voi siete ancora disposte a leggerla). Rispettiamo e capiamo perfettamente la decisione dell'autrice, ci dispiace solo che da questo capitolo le cose iniziavano a diventare più particolari ed interessanti, ma vabbè, l'importante è che torni presto, no?

Anyway, dopo aver letto questi venti capitoli, quali sono le vostre teorie a riguardo? Ci farebbe molto piacere ascoltarle e confrontarle con le nostre!


Speriamo di poter aggiornare il prima possibile, grazie per la comprensione. A presto. x

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro