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Capitolo 14

Ordinarono la pizza - solo quella al formaggio perché nessuno dei due mangiava quella al salame - e si rilassarono sul divano mentre Zayn leggeva ad alta voce i suoi libri.

Elsah poggiò la sua testa sul grembo di Zayn, i suoi occhi fissi sul viso di lui mentre leggeva. Le piaceva il suono della sua voce dolce e calma mentre leggeva le origini della genetica. Lui continuò a giocare con i suoi capelli durante la lettura, lei chiuse i suoi occhi e ascoltò solamente.

Dopo un po', Elsah iniziò a muoversi e ad agitarsi; Zayn se ne accorse immediatamente.

"Tutto bene, Ellie?" Si accigliò mentre lei si alzava, "senti ancora dolore? Come sta la tua schiena?"

"Mi fa ancora male," fece una smorfia per il dolore. "Pensavo fosse guarita ormai. Non sta guarendo velocemente come avevo pensato."

Zayn si accigliò, poggiando il libro sul tavolino davanti a lui. "Ti dispiace se vedo le ferite?"

Elsah scosse la testa, esitando. "Non so. . ."

Il cipiglio di Zayn aumentò, ma non insistette. "Forse potrei provare a prendere qualche pomata quando torno all'università. Ci sono una marea di laboratori con dottori e tutto il resto. Posso provare a chiedere."

"Lo apprezzerei molto," disse sinceramente, sperando che Zayn cambiasse argomento. Elsah non si sentiva a suo agio a parlare di questo costante ed infinito dolore. Se ne era abituata ad esso, quindi non le dava più di tanto fastidio, così da andare avanti e vivere la sua vita in modo normale, ma ogni volta che l'argomento veniva risollevato, ricordava di nuovo tutto, il tormento ancora presente sulla sua pelle.

"Non so come hai fatto, El." Zayn scosse la testa, la sua voce quasi un sussurro.

Non l'aveva fatto per suo volere, lo aveva fatto perché era stato necessario, e non aveva avuto altra scelta, "Zayn, ti prego, possiamo parlare di altro?"

Sospirò ed annuì. "Certo, vuoi che continui a leggere?"

Elsah annuì immediatamente, disperata di cambiare argomento. Poggiò cautamente la sua testa sulla coscia di Zayn, aspettando che lui prendesse il suo libro ed iniziasse a leggere da dove avevano interrotto. "Sì, ti prego."

E quindi, come aveva desiderato Elsah, Zayn cambiò l'argomento che le infastidiva, ed iniziò a leggere di nuovo.

-        -

Ormai il sole era tramontato ed Elsah si era addormentata, le sue gambe oltre il bracciolo del divano, e la sua testa sul grembo di lui. Continuò a leggere, anche se ora lo stava facendo a bassa voce, cercando di terminare il lavoro, assegnatoli per la prossima settimana. Pagina dopo pagina, continuò a leggere le teorie e gli sviluppi degli Angeli, dei Demoni e della razza umana.

Divenne sempre più buio nell'appartamento, tutte le luci del giorno erano sparite, così Zayn si allungò per accendere la lampadina accanto a lui; la accese, aggiustandosi di nuovo gli occhiali e continuando a leggere; Elsah dormiva profondamente su di lui.

-       -

Un rumore assordante provenne dalla porta, facendo sobbalzare Zayn, che, nelle ultime ore, si era completamente immerso nei suoi studi. Prima ancora di riuscire a spostare Elsah, senza farla svegliare, un uomo alto entrò, buste di alimentari in entrambe le sue mani.

I suoi occhi verde scuro guardarono Zayn, scioccati, mentre faceva cadere gli altri alimenti a terra per la sorpresa. "Chi cazzo sei?" Chiese l'uomo.

I suoi occhi verdi si fermarono su Elsah, che stava ancora dormendo tranquillamente sul grembo di Zayn, e poi spostò i suoi occhi attenti sull'uomo strano, sul quale era poggiata la testa di lei.

Zayn rimase a bocca aperta, osservando i capelli ricci dell'uomo e la sua alta statura, e poi immediatamente capì.

"Oddio, per favore, non dirmi che sei tu l'Harry di cui mi ha parlato," gli rispose Zayn.

Harry strinse gli occhi, inclinando la sua testa di lato. "E se invece fossi proprio io?"

Zayn rimase immobile sul divano, ma mise il libro sul tavolino, attento a non svegliare Elsah.

"E tu chi sei?" Harry chiese di nuovo, avvicinandosi ai due. "Perché sei qui?"

"Sono Zayn," rispose Zayn, stringendo anche lui gli occhi; non gli piaceva il suo comportamento. "Sono qui perché lei è mia amica."

"Tua amica?" Domandò Harry, facendosi ancora più vicino.

"Sì," rispose Zayn a denti stretti.

"Beh, ora puoi levarti dal cazzo. Ci sono io con lei, non preoccuparti." Harry raggiunse finalmente il divano, allungando le mani per prendere Elsah. Un'emozione sconosciuta si abbatté su di lui - un'emozione simile ad un fuoco ardente ed arrabbiato. Odiava vedere Elsah dormire e rilassarsi su un uomo, che lui non aveva mai incontrato prima. Odiava il fatto che le braccia dell'uomo fossero poggiate sullo stomaco di Elsah, e che lei si sentisse a suo agio in quella posizione.

Zayn allungò un braccio per allontanare Harry, che si era avvicinato. "No, tu puoi levarti dal cazzo. Questo è il mio appartamento. La porterò io a letto, ci sono io qui con lei."

Harry strinse nuovamente gli occhi, "quindi tu sei l'amico che viveva in questo appartamento?"

Zayn alzò un sopracciglio, sibilando. "Sì e ti sbatterei fuori in un fottuto istante, ma so che ad Elsah non farebbe piacere."

Un sorrisetto si formò sulle labbra di Harry ed incrociò le braccia. "Pensi che le dispiacerebbe?"

Zayn sospirò, "a lei importa sempre di tutti." Fece una pausa, e poi lo fissò dritto negli occhi. "E proprio per questo, faresti meglio a stare attento, hai sentito? Se le fai del male, io ti ucciderò. Non è una minaccia - è una promessa." Sibilò Zayn.

"Ma come, sei geloso?" Disse Harry, ironicamente. Ed un'altra volta, quell'emozione sconosciuta trovò la strada per insediarsi dentro di lui.

Zayn non rispose ma scosse semplicemente il capo.

"Ed ho intenzione di essere civile nei tuoi confroni quando Elsah si sveglierà, perché non voglio farla arrabbiare, e ti suggerisco di fare lo stesso." Zayn scosse di nuovo il capo, sospirando. "Non so perché voglia esserti amica."

Harry incrociò le braccia al petto, come se non avesse sentito una sola parola di quello che aveva detto Zayn, "quindi la lascerai semplicemente dormire sul divano in questo modo, con il suo collo storto e il corpo senza spazio? Che bell'amico che sei."

"Vaffanculo," replicò Zayn, muovendosi attentamente sotto di Elsah per non svegliarla. L'uomo, Harry, aveva ragione, e Zayn volle immediatamente alzarsi e portarla a letto.

Ma a causa dei suoi movimenti, dalle labbra di Elsah sfuggì un dolce lamento, i suoi occhi si aprirono lentamente. Quest'ultimi si fermarono su Zayn, e poi sorrise. "Scusa, devo essermi addormentata." Ridacchiò mezza addormentata, poi si girò e vide Harry.

"Harry," sorrise, mettendosi su a sedere. I suoi capelli erano scompigliati, per aver dormito sul grembo di Zayn. "Sei tornato! Grazie mille per la colazione, era deliziosa." Inconsciamente, come per abitudine, Zayn fece scorrere una mano tra i suoi capelli, pettinandoli delicatamente.

Alle sue parole, Harry si rilassò. "Nessun problema - è stato un piacere, piccola."

Zayn si irrigidì accanto ad Elsah, ma lei non se ne accorse. Invece, gli occhi di Harry se n'erano accorti, ed indossò un sorriso soddisfatto.

Zayn si alzò, un profondo cipiglio sul suo viso. "El, vuoi andare a dormire?"

Elsah annuì, alzandosi cautamente, la sua voce ancora rauca dal sonno. "Sì, andrò a dormire ora." Si girò per guardare Harry, che si trovava in piedi vicino a lei.

Lei poggiò una mano sul suo braccio, per rimanere in equilibrio. "Harry, tu come stai? Stai bene? Ti senti meglio?"

Harry rivolse un altro sorrisetto a Zayn, senza farsi vedere da Elsah, e poi continuò a guardarla. "Sì, piccola, mi sento meglio ora. Vuoi andare a letto? Dovresti riposare."

Harry si avvicinò a lei, mettendo una mano sulla sua schiena e premendo le sue labbra su quelle di lei, prima di allontanarsi con un sorriso sul suo volto.

Lei arrossì, guardando in basso per non guardare Zayn. Gli aveva detto riguardo i baci, ma era comunque imbarazzante. Lei non era abituata a baciare qualcuno davanti al suo migliore amico. "Sì, ora vado a letto. Buonanotte Harry, buonanotte Zayn."

Ma prima di andare via, andò ad abbracciare Zayn, senza ancora incontrare i suoi occhi, e poi si affrettò ad andare a dormire.

-          -

Quando Elsah sparì nella sua camera, Zayn cercò di ignorare Harry. Ritornò sul divano e prese uno dei suoi libri per finire di leggere i capitoli assegnatoli. Gli era stato assegnato un'enorme quantità di lavoro, ma lui riusciva sempre a finirlo. E poi, la lettura era una scusa in più per ignorare l'uomo maleducato dagli occhi color smeraldo.

Ma ad Harry non dispiaceva affatto il silenzio. Gli andava bene, non voleva parlare con quello strano ragazzo universitario, al quale Elsah sembrava essere molto affezionata. Non gli piaceva il nome 'Zayn' o quello che era, la sua presenza nell'appartamento lo irritava.

Mentre Zayn leggeva, Harry prese gli alimenti da terra e li posizionò in cucina. Mise le buste sul bancone, e iniziò a tirare fuori le cose che aveva comprato. Non era molto cibo, ma abbastanza da sfamare sia lui che Elsah, almeno per un paio di giorni. Mise le verdure in frigo, chiedendosi per quando tempo questo Zayn sarebbe rimasto con loro. Anche perché lui aveva comprato del cibo sufficiente solo per due persone, e non aveva la minima intenzione di sprecare i suoi soldi per un ragazzo comparso dal nulla, che per di più voleva rubare la sua Elsah.

"Quanto tempo hai intenzione di restare qui?" Harry disse dalla cucina, rompendo il silenzio dopo aver messo dei sacchetti bianchi in una delle credenze.

Zayn alzò immediatamente la testa, le sue dita aggiustarono i suoi occhiali. Rimase in silenzio per un secondo, prima di rispondere. "La domanda è quanto tempo tu hai intenzione di restare? Faresti meglio a non approfittarti di lei."

Harry sbuffò. "Oh ma ovvio che mi sto approfittando di lei  -  ecco perché sono uscito a comprarle gli alimenti."

Zayn ignorò il tono sarcastico di Harry, posizionando il libro pesante sul suo grembo, "per quanto tempo hai intenzione di rimanere con Elsah? E perché stai qui con lei? Non puoi andare da qualche altra parte? Dove cazzo vivi?"

Mentre interrogava Harry con queste domande, Zayn si alzò, andando in cucina, dove si trovava Harry.

Harry smise di guardare Zayn, avvicinandosi al bancone per raggruppare tutte le buste di plastica nelle sue mani. "Non lo so," rispose a bassa voce, ogni traccia del suo sarcasmo era sparita.

"In che senso?" Zayn insistette, non fidandosi ancora dell'espressione seria di Harry.

Harry sospirò profondamente, chiudendo i suoi occhi per alcuni secondi. "Non ho un posto in cui stare al momento. Mio padre mi ha cacciato."

Il tono di Zayn divenne meno aspro dopo aver sentito le parole di Harry, provando un po' di compassione per lui. "Perché?"

A questa domanda, Harry aggrottò le sopracciglia, scuotendo la testa. "Non sono cazzi tuoi, okay? Perché sei così dannatamente invadente?"

E poi, quei pochi secondi in cui Zayn aveva provato dispiacere per Harry, svanirono immediatamente. "Perché," sibilò Zayn, "non voglio un ulteriore peso sulle spalle di Elsah. Ha già attraversato un periodo di merda, e non voglio che debba avere a che fare anche con la tua. Non ha bisogno delle tue stronzate."

Ancora una volta, il tono di Harry si addolcì alla menzione di Elsah. "Cosa l'è successo?"

Zayn scosse la testa, riprendendo le parole di Harry. "Non sono affari tuoi. Ne ha passate tante, e non voglio che si preoccupi pure di te. Non ha bisogno di altri problemi. Trovati un'altra persona con cui stare." Ordinò Zayn.

Harry sospirò, sapendo che questo Zayn, che era di gran lunga troppo protettivo nei confronti di Elsah, non lo avrebbe lasciato in pace se non lo avesse rassicurato, e quindi questo fu ciò che decise di fare. "Okay, Zayn, ascolta. . ."

Zayn inclinò la testa di lato, incrociando le sue braccia al petto, "cosa devo ascoltare?"

Harry alzò gli occhi al cielo, sospirando profondatemente prima di iniziare a parlare. "Okay, beh, mi piace davvero Elsah, e penso che a lei vada bene se io resti qui. Non mi sto approfittando di lei - giuro che comprerò tutto io mentre starò qui, sia le mie cose che quelle di Elsah. Non è un problema per me, mi saprò prendere cura di lei. Ho semplicemente bisogno di un posto in cui stare prima che risolvi i miei problemi e merdate simili."

"È questo che mi preoccupa!" Ringhiò Zayn, scuotendo la testa. "Una volta che risolvi le tue cazzate, prenderai le tue cose e te ne andrai, dopo averla usata, ed io non voglio che lei soffra!"

"No, non lo farò." Harry rispose tranquillamente, aprendo il frigo e tirando fuori due bottiglie di coca. La sua mano tremò un po' mentre afferrava le bottiglie, ma ignorò la cosa. "Volevo solo dire che troverò un posto e non starò più qui. Ho solo bisogno di un po' di tempo."

Harry raggiunse una credenza, aprendola e afferrando due bicchieri. Quando li mise sul bancone, aprì il tappo delle tue bottiglie e versò la bevanda nei due bicchieri - uno per lui, ed uno per Zayn. Usò le sue mani per mantenersi in equilibrio, sentendosi un po' debole.

Una volta riempito il bicchiere di Zayn, lo fece scivolare sul bancone, e Zayn lo fermò immediatamente con le sue mani per impedirgli di continuare ad andare oltre. Zayn afferrò il bicchiere e lo portò vicino le sue labbra, prendendo un sorso.

Anche Harry fece la stessa cosa, e poi fece scorrere una mano tra i suoi capelli prima di riprendere a parlare. "Sai, penso che abbiamo iniziato con il piede sbagliato, okay? Non voglio che ci siano problemi tra di noi, specialmente se abbiamo intenzione di stare con Elsah tutto il tempo."

Zayn alzò un sopracciglio, "tutto il tempo?"

Harry annuì, "senti, a me piace davvero, okay? Voglio continuare a conoscerla. E la miglior cosa che tu possa fare è cercare di andare d'accordo con me, perché ad Elsah piaccio così come lei piace a me."

Zayn rimase momentaneamente in silenzio, sapendo che Harry avesse un po' ragione.

"Okay, ma lo giuro su Dio, se le fai del male, io -"

"Non lo farò." Lo interruppe Harry. Gemette, poggiandosi sul bancone della cucina per mantenersi in piedi. Era come se le vertigini si fossero abbattute improvvisamente su di lui, e sbatté le palpebre un paio di volte per liberarsene. La sua mano stava ancora tremando, ma stava peggiorando notevolmente.

"Okay," rispose Zayn. "In caso contrario, ti ucciderò."

Harry sbatté nuovamente le palpebre,  ma quest'azione lo faceva soltanto avere più capogiri, così le sue mani strinsero fortemente il bancone, lottando per non svenire.

"Hey amico, stai bene?" Zayn si avvicinò, un'espressione confusa sul suo volto. Zayn aveva immediatamente notato l'improvviso cambiamento di Harry ed il rossore sul suo viso.

Harry si morse il labbro, gli occhi si aprivano e si chiudevano ripetutamente mentre cercava di fare dei respiri profondi. "S - sto. . .bene." Ansimò.

Zayn allungò un braccio per reggere l'uomo visibilmente debole.  Era tutto così strano - tutto ad un tratto, ci furono delle gocce di sudore sulla fronte di Harry, il quale era privo di espressione al momento e vedeva tutto sfocato.

"Cosa sta succedendo, amico? Vuoi sederti?" Zayn gli si avvicinò ulteriormente, mettendo la sua mano sulla schiena di lui.

Harry guardò Zayn, i suoi occhi verdi più scuri - le sue pupille dilatate, prima di perdere completamente l'equilibrio e collassare a terra.

Insieme ad Harry cadde anche il bicchiere che aveva in mano, frantumandosi in numerose schegge lungo il pavimento della cucina.

Scioccato, Zayn prese Harry da sotto il braccio, allontanandolo dalla coca e dai pezzi di vetro. Zayn portò il peso di Harry su di sé, avanzando difficilmente.

"Cosa sta succedendo?" Una vocina, colma di preoccupazione, risuonò attraverso la cucina. Il sonno era ancora presente nella sua profonda voce, mentre si accorse di Harry e Zayn, gli occhi mezzi aperti. "Ho sentito il rumore di bicchieri -"

Le sue labbra si schiusero per lo stupore, "oh mio Dio, Harry, sta bene?" Urlò, andando vicino a Zayn.

"Non ti muovere!" La avvertì Zayn. "Ci sono pezzi di vetro dappertutto."

Ma ovviamente Elsah non gli diede ascolto. Harry stava male, e questa era l'unica cosa che le importava. E poi non era chissà cosa il fatto che ci fosse del vetro per terra - quest'ultimo non poteva procurarle alcun taglio. Solo il platino era in grado di perforare la sua pelle.

Aiutò Zayn a sostenere Harry, e velocemente lo portarono nel soggiorno, facendolo stendere sul divano.

"Harry? Harry?" La voce di Elsah era piena di terrore mentre prendeva la faccia di lui tra le sue mani, accarezzando la sua pelle impura. "Harry, per favore, rimani sveglio."

Harry si lamentò, i suoi occhi ruotarono all'indietro. Il suo corpo si inarcò verso l'alto, e si sporse verso il bordo del divano, pronto a vomitare.

"Zayn, vai a prendere qualcosa in cui può vomitare. Veloce!"

Dopo pochi secondi, Zayn tornò con un piccolo cestino di rifiuti nelle sue mani. Lo passò ad Elsah, ed Harry abbassò la sua testa per vomitare.

"Che cos'ha?" Domandò Zayn, i suoi occhi angosciati.

"Non lo so!" Elsah si fece sfuggire un suono disperato, "era di questo che ti parlavo. Continua a succedere!"

Zayn si fece più vicino ad Harry, cercando di capire cosa cavolo gli stesse succedendo. Sembrava che le sue condizioni fossero peggiorate rapidamente negli ultimi quindici minuti.

Guardò mentre Harry continuava a vomitare, i suoi occhi su Elsah e poi su Harry. C'era un'espressione strana sul viso di lei, come se stesse decidendo qualcosa, e poi parlò

"Zayn, c'è un piccolo sacchetto grigio in bagno - vallo a prendere!"

Zayn annuì e si affrettò per prendere ciò che gli aveva ordinato, ritornando da lei il più velocemente possibile.

"Tieni!" Aprì il sacchetto, guardando al suo interno, e poi la sua bocca si spalancò.

"El, non dirmi che hai continuato a dargli il tuo sangue!" Urlò, tirando fuori l'ago di platino ed il tubicino di plastica dal sacchetto. Non riusciva a credere di avere davvero quegli oggetti nelle sue mani, continuando a chiedersi dove li avesse procurati.

"Zayn, non ora!" Urlò, allungandosi per prendere l'ago ed il tubo dalle sue mani, ma Zayn li allontanò ancora di più.

"El!" Gridò Zayn, "non puoi continuare a mettere a rischio la tua vita per lui! Non ne vale la pena!" Zayn era così preoccupato, così dannatamente preoccupato che lei si stesse facendo del male per mantenerlo in vita. Le aveva detto che lui continuava ad ammalarsi, ma non aveva minimamente pensato che, per far stare meglio lui, lei gli avesse continuato a dare il suo sangue.

"Sono io a decidere se ne vale o meno la pena!" Elsah gli urlò contro. Solitamente, non avrebbe osato alzare la voce davanti al suo migliore amico, ma Harry stava morendo e lei doveva aiutarlo.

"Ti sto solo proteggendo, Ellie!" Zayn alzò le mani al cielo per la disperazione, scuotendo la testa. "Quante volte gli hai dato il tuo sangue? Finirai per morire dissanguata!"

Elsah ignorò la sua domanda, saltando per prendere gli strumenti da Zayn. "Lui sta per morire!"

Zayn afferrò il braccio di Elsah, facendola fermare. "El, morirai se non hai abbastanza sangue!"

Elsah si dimenò dalla sua presa, scuotendo la testa e distogliendo lo sguardo via da lui. "Se muoio, ben venga. Non me ne starò qui a lasciarlo morire quando io posso fare qualcosa per salvarlo." Parlò, la sua voce più bassa rispetto a prima.

Non poteva lasciarlo morire. Era solo un fragile umano, e anche se non lo conosceva molto bene, le piaceva tutto di lui. Anche se lei non era pronta, lui era riuscito lo stesso a baciarla, e l'aveva costretta ad imprecare. Certo, all'inizio queste cose non le erano andate a genio, ma allo stesso tempo non le avevano impedito di avvicinarsi alla sua fiamma.

La sua mano continuò a tremare mentre cercava di tenere fermo l'ago, paura e nervosismo si abbatterono su di lei, mentre lo avvicinava al suo polso. Trattenne il respiro, chiudendo i suoi occhi e trasalendo.

Non voleva chiedere aiuto a Zayn, ma lo fece lo stesso. Non voleva che Zayn si arrabbiasse con lei, ma non aveva altra scelta.

"M - mi aiuti?" Disse tremando, mentre alzava lo sguardo su Zayn.

Gli occhi color caffè di Zayn si addolcirono, e sospirò. "Ellie."

"Ti prego," lo implorò, fissando le sue mani tremanti. Le sue mani tremavano insieme alla paura, paura di non fare in tempo a dare il sangue ad Harry, paura che lui non ce l'avrebbe fatta. "Ti prego," ripeté.

"N - non riesco a farti del male." Mormorò Zayn, scuotendo la testa. Tuttavia, le sue azioni lo contraddissero mentre si avvicinava ad Elsah e prendeva il piccolo ago di platino dalla sue mani

"Non mi farai del male," lo rassicurò, "mi aiuterai."

Una smorfia attraversò il viso di Zayn, ma poi annuì, avvicinando la punta affilata dell'ago sulla vena del suo polso.

-       -

Per sopresa di Zayn, proprio come aveva promesso Elsah, il suo sangue iniziò immediatamente a cambiare le condizioni di Harry. Non che a Zayn importasse la salute di Harry, ma perlomeno sapeva che non era stato un sforzo inutile.

La temperatura corporea di Harry si era abbassata e, anche se c'erano ancora delle gocce di sudore, il suo viso non era più arrossato. Il sudore aveva inumidito i suoi capelli, facendoli attaccare sulla sua fronte, mentre giaceva addormentato sul divano, un'aura serena lo circondava.

Elsah si sedette a terra accanto al divano, poggiando la sua testa sul bordo di esso, una delle sue mani intrecciate a quelle di lui. Aveva gli occhi chiusi - il suo sonno era stato interrotto - ma, ora che Harry era tornato alla normalità, non stava più tremando di paura.

Zayn li guardò entrambi mentre prendeva posto sull'altro divano, di fronte a loro. Controllò l'ora sul suo telefono - erano quasi le tre del mattino.

"Ellie," parlò, la sua voce poco più di un sussurro.

"Mhhmm?" Mormorò mezza addormentata, senza aprire gli occhi.

"Ellie, dovresti andare a letto. Dormi lì. Starai più comoda." Disse Zayn, sperando lo avesse ascoltato.

Lei sbadigliò, prima di rispondergli. "Fa niente. Voglio stare qui per assicurarmi che lui stia bene."

Zayn si accigliò, riprovando un'altra volta. "Ti prego, El? Fallo per me. Lui starà bene."

Lei non rispose, quindi Zayn ritentò un'altra volta. "Ti prego, Ellie?"

Sospirò, sconfitta, annuendo. "Okay. Va bene."

Zayn si alzò, arrivando immediatamente al suo fianco. Era stanca, e non voleva che lei andasse da sola in camera sua, quindi mise le sue braccia sotto le gambe di lei e la sollevò da terra.

Elsah poggiò la testa sul petto di Zayn, mezza addormentata mentre lui la portava nella sua camera.

Ma prima di addormentarsi del tutto, si tirò su a sedere, togliendosi la maglietta e rimanendo soltanto in reggiseno, prima di sdraiarsi di nuovo. "Grazie, Zayn."

Zayn, che era il suo unico amico, non poté fare a meno di non guardarla. Era pur sempre un uomo, ed Elsah era più che attraente.

Ma scosse la testa, cacciando via questi strani pensieri, ricordando a se stesso che lui non provasse quel tipo di sentimento nei suoi confronti. Lei era solo un'amica - la sua migliore amica.

"Di nulla, Ellie," Zayn rispose dolcemente, spegnendo le luci. "Notte."

"Notte." Mormorò e crollò non appena Zayn uscì dalla stanza e chiuse la porta dietro di lui.

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