Toxic
@FedericaBruni8 (solo perché sono buona :3)
La pelle della ragazza era ricoperta da lividi,non c'era andato così leggero e quel ragazzo aveva più forza di quanto lei si aspettasse, il che rendeva le cose più interessanti dal suo punto di vista,però si chiedeva se il castano fosse all'altezza del suo corpo non totalmente suo.
Si addormentò tranquillamente quasi non fosse in pericolo lì.
E,mentre ella vagava nel mondo dei sogni la porta si aprì leggermente mostrando una ragazza molto bassa,dai capelli biondo platino a caschetto lunghi fino alle spalle e due innocenti occhi di un azzurro purissimo,questa figura minuta ed esile si avvicinò alla prigioniera addormentata e la svegliò dolcemente con un sorriso triste e il dispiacere negli occhi,le disse che sarebbe stato meglio per lei farsi un bagno e disse che quella era l'unica cosa che poteva fare per lei.
La condusse al bagno sorpresa dal fatto che non avesse provato a scappare restò nella stanza mentre la prigioniera lasciava scivolare a terra i suoi pantaloni con una sensualità inaspettata mentre non la degnava di uno sguardo,ma quando finalmente si volto vide le cicatrici che aveva sulla pelle e strabuzzò gli occhi -Tu sei una sua vittima?- -Nessuno rimane vivo dopo averla incontrata come vittima,o meglio dire avermi- fini la frase la più alta per poi scoppiare in una fragorosa risata.
Gli occhi azzurri dell'altra si scurirono immensamente e si iniettarono di sangue,era stata lei ad uccidere la sua famiglia innocente senza pietà eppure se ne stava lì a ridere tranquillamente della sua perplessità,meritava di morire tra atroci sofferenze e di certo non meritava affatto la sua pietà,non lei.
La prigioniera era restia ad immergersi,non si fidava e buttarsi in una sostanza non nota non era la cosa migliore da fare...
Continuò ad osservare il liquido fino a quando la bionda non le si scagliò addosso facendole perdere l'equilibrio e facendola finire nella vasca che in realtà conteneva sostanze tossiche.
Il dolore provato a causa dello scioglimento della sua pelle e dei vestiti le impediva di ragionare e muoversi,si dimenava come un animale ferito in quel liquido pericoloso urlando a pieni polmoni mentre i suoi capelli si schiarivano sempre di più divenendo completamente bianchi.
Dopo una ventina di secondi riuscì ad uscire dalla vasca con uno scatto che di umano aveva avuto ben poco,la sua pelle era praticamente scomparsa e quella poca che si era salvata era divenuta emborea,priva di colore,i suoi capelli si erano leggermente rovinati sulle punte e si erano accorciati di qualche centimetro,si avvicinò pericolosamente alla più bassa che si ritrovava a terra mentre remava come una foglia e la guardava spaventata.
Il sorriso inquietante che la prigioniera aveva in viso scomparve improvvisamente,le sue labbra si unirono in una sottilissima linea dritta,inespressiva,i suoi occhi da castani divennero totalmente neri e la vena del suo collo sembrava essere più marcata rispetto a quanto già non lo fosse.
Quello sguardo fece gelare il sangue nelle vene alla povera ragazza indifesa mentre nei suoi occhi diveniva sempre più evidente la paura.
la più alta prese i capelli biondi dell'altra e la strattonò con forza portandola ai piedi della vasca, un sorriso malato le spuntò improvvisamente sul volto deturpato mentre lasciava che l'immacolato volto di colei che l'aveva attaccata arrivasse a pochi millimetri dalla superficie che ribolliva appena creando dei piccoli schizzi.
Una risata spaventosa si diffuse per la piccola stanza mentre la bionda aveva iniziato a piangere copiosamente biascicando delle scuse fra i singhiozzi,ma era inutile,tutto inutile con lei, la donna che non conosceva la pietà.
Ella spinse il volto della ragazza affinché entrasse in contatto con il liquido e ce la tenne mentre ella si divincolava a causa del dolore e della mancanza d'ossigeno.
Successivamente la fece tornare a respirare per qualche istante facendola urlare e di nuovo la riportò a contatto con le sostanze tossiche che le avevano divorato la pelle,fino a quando la porta non si spalancò -Christa!- urlò una voce femminile che apparteneva a una ragazza di media statura,capelli castano scuro,gli occhi del medesimo colore e la pelle abbronzata prima di lanciarsi sulla prigioniera che però la scivò abilmente.
-Aiutatemi,presto Mikasa,Armin!- urlò disperata,alla terribile vista e sul volto dell'ormai irriconoscibile ostaggio comparve un sorriso soddisfatto,amava vedere gli altri soffrire ed essere distrutti dal dolore ed era proprio quello che c'era nello sguardo della castana mentre reggeva il corpo della più bassa svenuta a causa del dolore.
Una ragazza dai capelli lunghi fino al collo,neri,occhi del medesimo colore e fisico ben definito con uno scatto iniettò nella ragazza del rilassante muscolare che sarebbe stato sufficiente a far soffocare chiunque a causa dell'eccessivo rilassamento del tessuto polmonare,ma non lei,lei non era come tutti gli altri,non lo era mai stata.
Venne portata nella sua cella dalla corvina che la sbatté a terra con una cruda violenza e troppa evidente rabbia,poi con delle manette la legò ad una delle lunghe catene che si originavano dal soffitto per poi uscire chiudendo a chiave la porta correndo preoccupata dai suoi amici.
L'ostaggio chiuse gli occhi,avrebbe dato al suo corpo il tempo di cui aveva bisogno per riprendersi,per smaltire il dolore,il rilassante muscolare e per tornare intera.
Armin,che era il cervellone del gruppo e anche il medico,controllò attentamente le condizioni delle due ragazze,la più alta non aveva particolari problemi,ma la bionda...
-Ymir,tu ti rimetterai ma,per Christa,non c'è possibilità di tornare come prima e dubito anche che l'ostaggio sia in condizioni migliori delle sue,ho ricontrollato i filmati delle telecamere di sicurezza e devo dire che la prigioniera c'e stata abbastanza tempo da rischiare la morte- -Stava sorridendo Armin,io quella l'ammazzo con le mie stesse mani!- -Ti consiglio di non farlo,di restare al tuo posto perchè sembra che Eren l'abbia fatta diventare il suo nuovo giocattolo e non sono certo che ce la farà passare liscia per questo...- furono interrotti dalla profonda e possente voce del loro capo che urlava infuriato -VENITE SUBITO QUI,FORZA!-
Era appena rientrato da una piccolo lavoretto che doveva sbrigare e si ritrovava a osservare la ragazza da dietro le sbarre,parzialmente celata dall'oscurità,legata ad una catena con un paio di manette e con la pelle devastata,ciò che si poteva vedere dalle gambe era che nonnci fosse più un solo brandello di pelle a coprire le sue carni vive.
-Adesso voglio sapere chi è stato a privarmi di tutto il divertimento- disse mantenendo a stento la calma,dai suoi occhi si capiva che era molto,troppo pericoloso provare a discutere con lui in un momento del genere,ma qualcuno che poteva riuscirci c'era,il più diplomatico,che infatti venne fatto parlare -È stata Christa,ma non c'è bisogno di punirla ci ha già pensato la nostra prigioniera,la faccia della bionda non tornerà mai più come quella d'un tempo- -Povera Christa,ma sono abbastanza certo che l'idea non sia stata sua.
Lascerò perdere,dopotutto penso che abbiate tutti imparato una lezione importante,poi sono contento nello scoprire che non è qualcuno di così facile da domare,mi sarei annoiato altrimenti-
Eren sorrideva tutto contento sotto lo sguardo confuso e quasi spaventato dei suoi amici,non lo capivano,come potevano farlo,loro non potevano perchè non conoscevano la pazzia,non potevano capire il divertimento che gli provocava piegare al suo volere una creatura di una discreta forza non solo fisica ma anche psicologica.
A nessuno venne in mente di entrare nella cella della ragazza per giorni,ella non si era svegliata,non si era mossa e di conseguenza non aveva mangiato ne bevuto nulla,nessuno sapeva se fosse migliorata in qualche modo o no,non era certo neppure che fosse ancora viva e se non lo fosse stata sarebbe stato un problema.
Era piena notte quando finalmente i suoi occhi si riaprirono,si sentiva indolenzita a causa di tutti quei giorni di totale immobilità e presto si accorse delle manette che avrebbero dovuto limitare i suoi movimenti.
Si arrabbiò,proprio non sopportava di essere sottovalutata,se delle manette non potevano nulla contro il criminale cosa avrebbero potuto mai contro di lei e la sua forza letteralmente disumana?
Con un semplice movimento delle braccia mandò in frantumi le sue costrizioni e si rese conto che i suoi vestiti si erano sciolti nelle sostanze chimiche e che nessuno si era preoccupato di procurarle almeno dell'intimo,sorvolò sulla questione persone indecenti e controllò le condizioni nelle quali il suo corpo si trovava,perfette,quasi,la sua pelle aveva perso totalmente tono e così i suoi capelli.
Si mise in piedi sgranchendosi un pò sbadigliando annoiata,poi dopo aver risvegliato la sua muscolatura intorpidita si aggrappò,com'era solita fare,a una delle lunghe catene che pendevano dal soffitto arrampicandosi fino a sfiorare il soffitto lasciando che il rumore metallico si propagasse nel religioso silenzio dal quale era circondata avvertendo chi era di guardia del suo risveglio.
Per qualche strano scherzo del destino quella notte di guardia c'era proprio Ymiri che si avvicinò velocemente alle sbarre della stanza per controllare la ragazza che fino a qualche minuto prima giaceva immobile a terra legata ad una catena.
L'ostaggio penzolava giù da una catena con le braccia libere nei movimenti,ma la cosa che la sorprese maggiormente fu che la sua pelle le aveva nuovamente ricoperto il corpo,la voleva morta con ogni fibra del suo essere,aprì la pora e vi entrò richiudendola subito dopo.
-Oh,sei tu,come sta la bionda?- chiese provocatoria continuando ad oscillare sopra la testa della castana senza degnarla di troppa attenzione -Non si è ancora ripresa e non lo farà mai,la colpa per questo è solo tua!- disse con lo sguardo che era odio puro -Lei è debole,questa vita non le si addice- disse di rimando con espressione affranta che però mutò velocemente in un grosso sorriso quando toccò terra.
-Vuoi vendicare la tua principessa?- disse ridendo l'albina tenendosi la pancia a causa della fragorosa risata -Pensi di poter battere il drago tu che sei solo un comune scudiero?- disse parlando metaforicamente,la castana schioccò la lingua sul palato infastidita,lei non era forte abbastanza per qualcuno che era riuscito a riempire di lividi il suo capo.
Ella si voltò aprendo la porta -Tu sei pazza!- -No,controlla pure le mie cartelle cliniche.-disse sorridendo muovendo la mano salutandola amichevolmente,quasi,per poi urlarle un sarcastico "Torna presto" con il puro scopo di vederla impazzire.
Eren era in una stanza poco distante che sistemava le ultime cose per i suoi giochi,era come se volesse giocare al medico e al paziente,lui ovviamente sarebbe stato colui che avrebbe operato la malcapitata.
Sorrideva pregustando di già le urla di dolore e disperazione che sarebbe riuscito a cacciarle fuori quando qualcuno bussò con violenza alla porta interrompendo le sue fantasie.
Il ragazzo sospirò per poi uscire di malavoglia dalla stanza ritrovandosi,inaspettatamente,Ymir davanti con uno sguardo sprezzante d'odio -Si è svegliata- si limitò a dire quasi infuriata per poi scortarlo nella cella della prigioniera.
Per la prima volta la porta della cella fu spalancata lasciando che la luce delle lampade nel corridoio illuminasse la stanza e chi la abitava da qualche giorno.
Anche agli occhi del castano quello era impossibile,umanamente impossibile;la pelle le era tornata quasi come nuova solo diafana a causa del bagno nelle sostanze chimiche.
Lei era seduta a terra e la sua schiena rifletteva la luce che proveniva dall'esterno,all'udire il rumore della porta ruotò leggermente il volto in modo da poter vedere chi era entrato e intrecciò il suo sguardo con quello del criminale.
Più spesso lo incrociava più non poteva fare a meno di odiare quel bellissimo sguardo nocciola,lo odiava davvero tanto.
-Che rude,non è bene per un uomo guardare una donna nuda,non ti hanno insegnato le buone maniere Jeager?- -Touchè,Ymir,portale qualcosa,sbrigati- disse decidendo di farle una piccola concessione come scusa per quello che le era capitato in sua assenza -Chiedo scusa per il comportamento dei miei uomini durante la mia assenza- esordì con tono sinceramente dispiaciuto mentre di nuovo incontrava quello sguardo sicuro e ipnotico -Oh,è stato divertente in fin dei conti,ma sono offesa,pensare che delle manette avrebbero potuto fermarmi,sottovalutarmi in questo modo non è stato affatto cortese- disse l'unica in grado di poter comprendere la pazzia del ragazzo,l'unica in grado di poter sfruttare quello spaventoso mostro che ti consuma a suo vantaggio.
-Questo è perchè non ero qui,con me sarà più divertente,almeno per me- rise poi allegro,quasi avesse detto una battuta incredibilmente divertente,mentre la castana tornava con dell'intimo che lanciò sbadatamente alla prigioniera,la quale lo indossò con una sensualità indesiderata sotto lo sguardo attento ed interessato dell'altro,quando si voltò fu chiaro che quel reggiseno le andava davvero troppo stretto.
Ella fece un passo avanti sorridendo -Hai intenzione di portarmi nella tua stanza dei giochi?- -Si è così,se mi seguirai e farai la brava ti lascerò scegliere che gioco fare oggi- -Allora farò la brava- disse lei sorridendo allegra seguendolo docilmente sotto lo sguardo sconcertato e scioccato dell'altra.
Una volta entrati nella stanza e una volta che la porta fu chiusa alle loro spalle lei parlò -Lo sai che non mi vincerai mai se non sai tutto di me come io invece so tutto di te- -Mi sono informato,so molto cose su di Smith- -Non chiamarmi cosi,è disgustoso,usa il mio nome Eren- -Come vuoi Selene- ella si sedette sul lettino in ferro a gambe accavallate con un piccolo ma sincero sorriso in volto.
Le piaceva come suonava il suo nome pronunciato dalla calda e sensuale voce del castano,in più nessuno la chiamava mai così,era da troppo tempo che non usavano più il suo nome ma soltanto il cognome ereditato dall'uomo che lei disprezzava con tutto il suo cuore.
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