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Secrets

I due si sedettero su una delle rocce ed ella iniziò a raccontare con sorriso malinconico e amaro

-Ero una bambina come tante altre,avevo degli amici con cui giocare,mia madre mi voleva bene e così sembrava fare mio padre;non sapevo nulla sul lavoro di papà, non sapevo nulla di nulla,ne quanto fosse pericoloso non prestare molta attenzione alle persone che mi circondavano.

Era molto tardi e non avevo sonno,avrò avuto all'incirca otto anni ed ero molto matura per la mia età, avevo divorato libri su libri e avevo scoperto molte cose,belle e brutte.

Avevo deciso di fare una passeggiata torno casa per prendere un pò di sonno,non era la prima volta che lo facevo.

Ma mentre camminavo lentamente venni drogata e rapita,mi risvegliai in un luogo buio e grigio,puzzava ed ero legata,costretta nei movimenti.

Quello che mi fecero fu orribile,mi stuprarono in gruppo per giorni poi iniziarono a torturarmi,quando mio padre arrivò con i suoi uomini era troppo tardi,ero praticamente morta.

Il mio cuore si era fermato poco prima,non avevo più i miei arti o la pelle oppure lingua,occhi denti ed unghie, ma mi risvegliai. Mio padre aveva nel suo team un medico che fu in grado di donarmi un corpo speciale,un corpo che gli avrebbe impedito di perdermi e, dopo di ciò mi sgridò e mi picchiò,avevo fatto piangere la mamma dopotutto.

Iniziai a leggere libri sulla psicologia e me ne innamorai,presi persino una laurea prima di compiere la maggior età ma poi arrivò quel giorno.

A vevo quindici anni e vidi mia madre essere uccisa davanti ai miei occhi io dissi a mio padre che avevo visto chi era stato,lui non mi credette e mi picchiò, poi iniziò ad ignorarmi e a mettere il lavoro al primo posto,lo odiai con tutta me stessa e decisi che lo avrei rovinato, volevo rovinare l'uomo che aveva preferito credere a uno qualunque piuttosto che a sua figlia e così iniziai ad uccidere le persone che lavoravano con lui diminuendo di molto il suo giro d'affari.

Mi tuffai nella pazzia,era l'unica cosa che sembrava consolarmi e l'unica cosa a cui potevi aggrapparmi.

Notai una cosa,c'era qualcuno che lo metteva più in crisi di me,il famigerato capo dei Titan boy's guy,tu.

Così ti osservai,vidi la pazzia in te,vidi la tua forza sovrumana e la facilità con la quale lo mettervi nei casini e ti invidiai,avevi più considerazione tu da parte sua di me.

Sapevo che lui ti voleva morto perché ti riteneva responsabile per la morte di mia madre,ma io volevo morto lui,perché se quel giorno lui avesse messo da parte i suoi affari urgenti probabilmente lei non sarebbe morta,non in quel modo orribile almeno.

Poi il tempò passo e lui uccise il corvino che tanto ti divertiva,era corso da lui implorandolo di ucciderlo perché sapeva già di essere stato sconfitto da te e mio padre lo uccise con la tristezza nel volto, una tristezza che non aveva mai mostrato per me.

Il resto della storia lo sai già no?- finì di raccontare respirando affannosamente, non era stato facile parlare ma non era stato poi così difficile e quello solo perché si trattava di lui.

-Mi dispiace per quello che ti è successo dolly,ma sono contento che le cose siano andate così perché forse altrimenti non ci saremmo mai incontrati- disse cercando di confortarla baciandola in modo casto,definitivamente quello non era da lui.

-Ora tocca a me!- disse mentre sfregava le mani ansioso e forse anche un pò emozionato.

-Facevo parte di una famiglia felice e perfetta,solo povera,.

Vivevamo nella città sotterranea e non era facile,fu lì che trovammo Mikasa,accanto ai suoi genitori che le erano stati uccisi davanti,le ho sempre voluto un bene dell'anima.

Lì conobbi anche Armin che con il suo essere così debole fisicamente non era in grado di difendersi ma sopportava ogni infortunio senza fiatare con il sorriso sulle labbra.

Crescemmo bene,amati dalla nostra famiglia e imparando da soli quello che c'era da sapere sul modo,ma noi volevano vedere il cielo e così scappammo dalla città dopo la morte dei nostri genitori dovuta alle pessimo condizioni di vita.

Ci trovammo in un modo fatto di luci e colori che però era forse più crudele del nostro.

Io venni rapito da un uomo pazzo che fece vari esperimenti su di me rendendomi un ragazzo dalla forza e dalla fisicità titaniche e mi fece talmente tante cose che smisi di ragionare,mi aveva trasformato nella sua macchina da guerra,però i miei amici mi salvarono aiutati da altri che li avevano aiutati a loro volto ovvero Jean e Ymir.

Io avevo conosciuto la pazzia grazie a quell'uomo e mi rifiutai di tornare indietro,era utto più interessante,meno doloroso e i sentimenti diversi, in qualche modo mi sentivo finalmente a mio agio e non lo ero stato mai.

Tutti si abituarono a questo mio cambiamento e formammo un gang in modo da poter sopravvivere ai danni di quelle persone che non facevano che maltrattare gli altri,poi conobbi Levi,una personalità forte e rigida,una forza ammirevole sia fisica che d'animo e volevo piegarlo ad ogni costo,perché per me non c'era nulla di più piacevole di fare quello ma tuo padre lo uccise prima che potessi riuscirci,così quello fu il mio primo fallimento e il resto della storia la sai già- disse mentre squadrava la ragazza di fronte a lui osservandola in ogni piccolo dettaglio.

Era proprio fantastica ai suoi occhi e non riusciva a toglierle lo sguardo di dosso.

I due si alzarono e si baciarono,quella volta con più passione e il ragazzo strinse le guance pallide di Selene nelle sue grandi mani delicatamente e sulle sue labbra sussurrò -Ti amo dolly-
-Anche io Eren- sussurrò lei facendo congiungere le loro labbra ancora una volta.

Le loro lingue sembravano cimentarsi in una danza fatta di corse e volteggi mentre si sfioravano fameliche e desiderose si qualcosa di più di un semplice bacio.

-Quanto ti amo,Selene- disse mentre le mordeva il labbro inferiore facendola gemere per poi sfiorarle il sedere con una mano che aveva fatto scendere lenta.

Lei mugugnò e iniziò a strusciarsi su di lui facendogli capire che non era l'unico che aveva bisogno di contatto fisico,che non era l'unico che voleva andare oltre.

Si staccarono ansimando con il respiro corto,gli occhi che brillavano di un'intensa e misteriosa luce che li particolareggiava e uno strano calore che li impossessava.

La ragazza finì presto con la schiena contro un albero mentre Eren le era a dosso e le alzava una gamba baciandola e accarezzandole il corpo quasi del tutto spogliato.

-Oh mamma,Eren seguimi- disse lei ansimando mordendosi il labbro inferiore mentre si copriva alla buona con i suoi vestiti la pelle oramai piena di succhiotti.

Si diressero dietro alla cascata dove c'era una piccola grotta e all'interno,un materasso,un paio di puff,qualche poster e un tavolino di quello retrattili,era la tana della diafana.

[R-18]
Tirò il ragazzo per il colletto buttandosi sul materasso lanciando i suoi vestiti in in angolo della caverna.

Selene allacciò le sue gambe attorno al bacino muscoloso del ragazzo e le braccia attorno al suo collo forte baciandolo con desiderio mordendogli più volte il labbro facendogli capire quello che lei voleva.

-Così impaziente, a cosa lo devo?- chiese fra un bacio e l'altro -Perché so che non rimarrò delusa- disse lei ansimando alzando e abbassando il petto velocemente a causa del respiro affannoso lasciando osservare al ragazzo le sue abbondanti misure di petto.

Il ragazzo fece scontrare la sua erezione con l'intimità della sua ragazza facendola gemere,ella con uno scatto capovolse la situazione e fu sopra di lui.

Gli strappò,letteralmente, di dosso la maglia e gli sfilo i pantaloni strusciandosi sulla protuberanza ancora più visibile con i boxer,lo fece facendo rabbrividire entrambi dal piacere sostendosi con le braccia sugli addominali di lui.

Eren aveva deciso di lasciarla giocare voleva vedere che piega quel gioco avrebbe preso,lei si sfilò il reggiseno lentamente facendo fremere il ragazzo che a stento si trattene e gli fece fare la stessa fine del resto degli indumenti, dispersi da qualche parte.

I movimenti che la ragazza compiva lo stavano facendo uscire di testa ed Selene lo notò sorridendo.

Sii fermò,ottenendo uno sguardo interrogativo da parte del ragazzo che stava valutando l'idea di saltarle a dosso -Mi vuoi- -Ovvio- disse lui alzando la propria schiena sostenendosi con i gomiti,ella sorrise e si mise in ginocchio abbassando gli i boxer facendo spuntare vigoroso il suo enorme attributo totalmente turgido.

Lasciò che la sua lingua scorresse lungo tutta la sua lunghezza stimolandolo e lui,per l'attacco inaspettato,sussultò.

Osservò ogni minimo movimento che la ragazza compiva quasi volesse incidere nella propria mente quella vista che lo fece eccitare ancora di più perchè,lei,ogni volta lo guardava con quei suoi occhi nocciola che gli facevano perdere tutto il suo autocontrollo e ogni briciolo di raziocino che gli rimaneva.

Bastava un solo sguardo e ogni muro,ogni difesa che il ragazzo possedeva veniva spazzata brutalmente via.

Il ragazzo raggiunse il culmine ancora nella bocca della ragazza che ingoiò il liquido per poi baciare il suo amante con tanta,forse troppa foga lasciandogli percepire il suo stesso sapore.

Lui si lasciò cadere all'indietro mentre il tonico e pallido corpo nudo della pazza-psicologa torreggiava sul suo eccitandolo nuovamente mentre le loro lingue si intricavano fra loro quasi non volessero più staccarsi e le loro labbra erano premute con violenza le une contro le altre con il risultato che quando si staccarono a corto d'aria erano rosse e pulsavano

-Dolly,hai intenzione di torturarmi?-  -Magari si,magari no- disse lei ansimando mentre si strusciava contro l'erezione del ragazzo strappandogli un gemito.

Il corpo di Selene era cosparso di succhiotti,lei voleva ricambiare il favore e,mentre proseguiva con quel movimento afrodisiaco iniziò a marchiare il collo e il petto del suo ragazzo dopo poco entrambi raggiunsero il loro limite.

-Se continui così non so quanto il mio autocontrollo reggerà- disse lui mentre si tirava indietro i capelli bagnati dal sudore,che faceva risplendere le loro pelli a causa della foca luce che proveniva dall'entrata,risultando più sexy.

Selene mostrò un sorriso soddisfatto e si stese catturando il ragazzo con le proprie gambe -Sono tutta tua puppy*-  -Oh,mi hai trovato un soprannome?-  -Si- disse lei allacciando le sue braccia attorno al collo del ragazzo facendo scontrare le loro labbra fameliche mentre sentiva che entrava dentro di lei.

L'albina nsimava e gemeva senza neppure provare a trattenersi ben conscia dell'effetto che ciò aveva su di lui.

Eren iniziò ad essere sempre più violento e meno cauto lasciando prevalere quel suo lato animalesco che faceva,ogni volta,impazzire la ragazza che ,in risposta, si aggrappò con le unghie sulle spalle del ragazzo facendolo gemere e in breve entrambi raggiunsero l'apice e dopo di ciò ebbero un altro paio di rounds.

Quando furono sfiniti si lasciarono cadere sul materasso -Credo dovremmo farci un bagno prima di tornare- -Sono d'accordo dolly- ed improvvisamente rise,non che ci fosse un motivo,semplicemente lo fece,era pazzo dopo tutto.

I due si alzarono e senza rivestirsi si fecero il bagno nelle gelide acque cristalline del lago,per poi rivestirsi e dirigersi verso la villa del castano,mentre questo aveva fatto intrecciare le loro dita e di tanto in tanto le rubava qualche bacio.

Appena tornarono qualcuno gli venne in contro urlando -Dove diavolo siete stati per tutto questo tempo,guarda non mi interessa qua ci sono i tizi di Smith- -Lo sai che è il mio cognome?- -Lo sai che non m'importa?- -Ma che hai il ciclo Jean- -Disse quello- -Secondo me si- -Approvo- disse una voce fuori campo,Armin.

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