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I'm back

Quella creatura sconosciuta e brutta si diresse al piano superiore,si muoveva lenta ansimando,si fermò nell'esatto momento nel quale sentì dei gemiti,erano continui e veloci,si mise ad ascoltare e trasalì quando sentì il ringhio di qualcuno,quella suono le era così familiare,le ricordava qualcosa ma cosa?

Sentendo dei passi la ragazza si nascose entrando in una delle tante stanze,riuscì a sentire quello che dicevano le due figure -Sono così felice Ymir,però, mi manca Mikasa,se solo non si fosse messa contro quella che ancora era Selene- -Sai mi fa strano chiamarla così- -Lei è morta,Selene è morta, quella che c'è ora con noi è Faith,è tornata dopo tanto tempo-
-Oddio,quei due si stanno dando da fare eh?- -Ymir,perché non hai sentito Jean e Armin?- chiese ridendo una dolce voce delicata,poi i passi ripresero e le figure sparirono.

Mikasa aveva riconosciuto quelle due voci,erano le sue amiche Ymir e Christa,rimase anche sorpresa, quelle due creature al piano di sotto erano seriamente Armin e Jean?

Delle umide lacrime le rigarono il volto così si portò le mani davanti agli occhi,eppure,eppure ancora riusciva a vedere.

Si voltò e osservò la stanza,era molto antica e lì c'era un letto singolo a baldacchino,un enorme specchio ed era decorata in stile ottocentesco,quindi grandi armadi e finestre enormi.

La corvina era paventata ma si diresse ugualmente davanti allo specchio illuminato dalla luce del crepuscolo e quasi urlò, aveva un occhio sulla fronte,era preoccupata e spaventata allo stesso tempo.

Scostò di poco le dita dagli occhi per capire se li aveva ancora e con sollievo notò i suoi occhi neri al loro posto,notò anche delle strane corna che sembravano spuntare dalla chioma corvina e la sua pelle era marcata da cicatrici,era grigiastra e sembrava sgretolarsi,era come se stesse marcendo.

Era diventata una creatura orribile e solo all'ora ricordò un fondamentale dettaglio,lei era morta,era stata uccisa da Selene, ma oramai Selene era morta,aveva ancora una possibilità, poteva ancora avere il suo amato Eren per se.

Uscì dalla stanza e davanti a se si ritrovò Levi che la guardava stupito e al medesimo tempo minaccioso
-Cosa ci fai qui?- chiese non avendo notato che era un demone,sembrava essere l'unica che non avesse un'apparenza umana -Cosa ci fai tu qui,Mikasa- chiese con voce cupa rendendo ancora più minacciose quelle sue perle argentee.

La ragazza rise gracchiando portandosi una mano alla bocca
-Sono qui per il mio caro fratellino-
-Dubito che abbia interesse in te,sopratutto ora che è impegnato- disse indicando la porta alle sue spalle dalla quale provenivano dei gemiti "selvaggi" facendo rimanere la ragazza a bocca aperta.

-Perché vuoi fermarmi?- -Non sono affari che ti riguardano- -Ah,si,ma se non sbaglio ti sei fatto uccidere perché ti eri innamorato di Eren e non volevi perdere la ragione- -Già- disse lui tirandosi indietro i capelli mostrando ancora di più la sua bellezza mozzafiato.

Improvvisamente i rumori cessarono e sul volto di Levi comparve uno strano sorriso abbastanza inquietante che sorprese la corvina -Che diavolo hai da sorridere?!- urlò,quasi,infuriata mentre la porta di spalancava.

-Hey,potete fare un pò meno baccano e Mikasa puoi sparire se devi dare fastidio- sbuffò Eren mentre affondava il volto nell'incavo del collo di Faith.

-E quella chi diavolo è?- -Io,sono stata Selene,ma sono,in realtà,Faith- ammise con un sorriso beffardo mentre un piccolo sospiro di piacere lasciò le sue labbra
-Eren nnh,su calamati- -Ma dolly come faccio,non avevamo neppure cominciato e arriva mia sorella a distirbarci,uff- lei rise e gli accarezzò i capelli diventando improvvisamente dolce,poi riportò lo sguardo sulla sorellastra del suo ragazzo e il suo sguardo torno severo,duro e intimidatorio tanto che la corvina che fece un passo indietro.

-Eren,vuoi davvero mettere quella ragazza prima di me che ti sono sempre stata accanto,che ho rinunciato a tento per te,che ti ho sempre voluto bene,che ti ho sempre voluto e che non ti ho mai giudicato oppure pensato per un solo istante a ferirti?- chiese con voce flebile mentre i suoi tre occhiali si ricoprivano di una patina lucida.

-Io sceglierò sempre lei,non importa fra chi sia la scelta- disse con fermezza, i suoi occhi non erano mai stati così seri da quanto ella avesse memoria, spirò e pianse delle calde lacrime mentre il corvino l'abbracciò,erano parenti dopotutto.

Solo quando si fu calmata si rese conto che la castana era praticamente nuda coperta solo da un lenzuolo candido come la neve e il corpo scultoreo del fratellastro era parzialmente nascosto dalla sua figura,ma si poteva notare l'assenza dei boxer.

I due tornarono nella stanza e pregarono i due di lasciarli soli e fu ciò che fecero mentre o due piccioccini si esprimevano il loro affetto per così dire.

-Mikasa,sai che siamo parenti vero,alla lontana ma siamo parenti- -Non ne sapevo nella,Levi- -Non importa,ora lo sai,sei l'unica persona che mi sia rimasta-
-Adesso sembra che per me sia lo stesso,se l'ultimo membro della mia famiglia- -Già, devo dirti una cosa piuttosto importante- -Si?-
-Cosa ricordi della morte dei tuoi genitori?- -Oh,questo evento nella mia mente è confuso,ricordo che i miei genitori sono stati assassinati e io salvata da una ragazza sconosciuta eppure ricordo anche un incidente...- - Perché l'assassinio dei tuoi genitori risale ad una vita precedente, come è stato per me è stata lei a salvare le nostre anime da dei deboli demoni di quattro soldi,ora capisci?- -Suppongo che debba essere grata per avermi permesso di innamorarmi di qualcuno e di non sparire per sempre,grazie anche a te,forse non avrei capito nulla senza il mio saggio cugino di lontana parentela- -Siamo cugini di secondo grado,sono il figlio della cugina di tua madre- -Stavo scherzando tranquillo...- risero insieme e allora sentirono il calore di una vera famiglia che a loro mancava da tempo.

Kuro,il padre di Faith e Historia cercava disperato il luogo nel quale la sua amata fosse,ma senza successo,aveva controllato ogni millimetro della loro proprietà con ogni senso allerta ma non ebbe risultati così si recò nel bosco nel quale aveva incontrato la sua amata.

Ancora se lo ricordava,il sole splendeva nel cielo,non c'era l'ombra di una nuvola,l'aria era leggermente fredda donandogli dei brividi piacevoli quando si diresse in quel laghetto dall'acqua cristallina.

Era sgattaiolato via dal suo palazzo nel regno demoniaco a causa dello stress che essere il re immortale procurava quando i suoi occhi stanchi si posarono sulla leggiadra e delicata figura di una donna nuda che faceva il bagno.

Aveva dei lunghi capelli corvini,la pelle candida e gli occhi azzurri come il cielo di quel giorno.

Si muova aggraziata come un petalo di rosa che scivola lentamente sul filo dell'acqua.

In quell'esatto momento se ne innamorò, ma ora lei dov'era?

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