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Hi,father

Le scale terminavano in un corridoio strettissimo,buio,freddo e sporco,c'era una brutta atmosfera laggiù,nell'aria c'era forse paura...

Nessuno aveva detto nulla avendo notato quanto tese fossero le due sorelle che continuavano a scambiarsi occhiate cercando di rassicurarsi a vicenda.

Eren era infastidito,perché lei non si affidava a lui,perché non le stava dicendo nulla,non lo sapeva ne lo capiva e quello stava peggiorando il suo umore che mano a mano diventava sempre più pessimo.

La castana si fermò invitando tutti a proseguire ma fermò il suo amato tirandolo per il polso facendolo voltare e cominciò a baciarlo senza badare al fatto che si stavano separando dagli altri,avevano capito che dovevano restare soli.

Lei fece combaciare le loro labbra,portò le sue mani lunghe e affusolate al volto del ragazzo avvicinandolo ancora a se,si intrufolò nella sua bocca e iniziò a cercare la sua lingua,aveva bisogno di conforto,di fra gli capire che aveva bisogno che lui le restasse vicino perché c'era qualcosa di difficile da affrontare per lei dopo quella porta.

Quando si staccarono a corto d'aria si guardarono per una attimo prima che lui la stringesse al suo petto, lei era semplicemente disperata e spaventata,era qualcosa che lui non le aveva mai visto negli occhi e vederla così lo feriva.

-Dolly, piccola,io sono qui,sono qui per te e non me ne andrò, andrà tutto bene- le sussurrò dolcemente mentre le accarezzava il capo sfiorandole i capelli facendola calmare lentamente -Grazie- disse per poi baciarlo ancora una volta.

Fecero intrecciare le dita delle loro mani mentre raggiungevano gli altri poco più avanti,fermi davanti ad una grande porta nera,c'erano delle incisioni "non aprite,non entrate se la morte non cercate il più pericoloso fra tutti qui è stato segregato e addormentato" provarono tutti ad aprire la porta,era qualcosa di apparentemente impossibile ma poi le due sorelle misero una mano ciascuna sul portone che si spalancò con un inquietante scricchiolio.

Dietro quelle porte inespugnabili quasi c'era una piccola stanza nera e buia,dal soffitto penzolavano delle catene spezzate,sul pavimento erano evidenti dei segni di graffi e al centro cera un trono nero sul quale era addormentato un bellissimo uomo dai capelli neri dai quali spuntavano delle corna nere, gli occhi castani,due enormi ali nere come la pece,le braccia avvoltr da una specie di guanti neri,ma non erano guanti,era così realmente ed era a torso nudo,mostrava il suo fisico perfetto segnato da delle cicatrici.

Appena le due sorelle entrarono nella stanza si accesero delle torce che eressero tutto visibile,il castano squadrò quell'uomo dormiente,aveva un qualcosa di familiare che non riusciva a spiegare...

Il demone si svegliò e balzò indietro attaccando le due,combatterono per un bel pò, tra calci pugni e colpi evitati,ma nessuno dei tre era anche solamente stanco,poi Faith sbatté le sue ali divenute oramai rosse spegnendo per qualche istante le torce,quando si riaccesero lei era sparita,il tuttò si ripeté una seconda volta e fu dietro all'uomo mentre gli puntava gli artigli neri e affilati al collo.

L'uomo la guardò, poi guardò la bionda e si rilassò, allora la castana abbassò la mano tornando davanti al corvino sconosciuto.

-Ciao Padre- dissero in coro le due con una certa punta d'ironia -Le mie bambine,come state,che avete fatto di bello,come mai vi siete risvegliate,cosa mi sono perso,quello stronzo che ci hai intrappolato è morto,e vostra madre?- chiese a raffica guadagnandosi un'occhiataccia dalla maggiore -Non sappiamo dove sia la mamma,si il tipo è morte,ti sei perso un bel pò di cose,è lunga da spiegare tutta la faccenda e stiamo bene-
-Dobbiamo trovare vostra madre e trovarvi dei ragazzi in modo che possiate sposarvi e- -Padre,sei in ritardo- disse la bionda mentre si fiondava fra le braccia di Ymir che la strinse gelosamente a se come per dire che non le avrebbe permesso di mettersi con qualcun'altra così egli spostò lo sguardo sulla maggiore.

-Non pensarci neanche- disse lei corredo da Eren che la prese al volo prendendola in braccio ancora una volta come fosse la sua regina,lei nascose il volto nel collo del castano facendolo sorridere.

-Suppongo che non ci sia nulla che io possa fare,in ogni caso io sono Kuro,il padre di Faith ed Historia- -Io sono Ymir e sono la fidanzata di sua figlia- -Io sono Eren e sono il ragazzo di tua figlia- -Cos'è tutta questa confidenza ragazzo?-
-Cattive abitudini,suppongo dolly?-
-Ma che sarai tu che sei stronzo e ti divertì a dare fastidio?- -Così mi ferisci- fece il finto offeso mentre faceva tornare con i piedi a terra la ragazza che lo aveva fatto impazzire con quello sguardo.

Uscirono tutti e rimisero il pavimento com'era prima poi Eren sussurrò alla sua amata nell'orecchio che stava diventando piuttosto impaziente così lo trascinò di sopra nella confusione generale mentre si abbandonavano alla lussuria e al piacere,quello era uno dei modi che avevano per dimostrarsi che si amavano.

-Hey,ma dové tua sorella?- -È occupata padre,diciamo così- a sentire quelle parole vaghe Jean rise abbracciando Armin -Perché non ci diamo da fare anche noi,non vorrai andarli in astinenza- sussurrò in modo che nessuno altro potesse sentire facendo arrossire il biondo .

Il ragazzo mingherlino trascinò Jean nella loro camera chiudendo la porta a chiave -Jean,non puoi dire certe cose davanti a lui- -No?- chiese l'altro iniziando a baciare il suo ragazzo,lentamente passò dalle labbra al collo poi sempre più giù mentre si prendeva cura di "Armin j.r." più si abbandonavano alla lussuria più la loro natura fremeva per essere esposta,di fatti a Jean spuntarono delle corna,le due orecchie divennero a punta,delle ali da pipistrello,una coda come quella di Historia e dei segni color pece sul petto oltre che degli artigli.

Armin in versione demoniaca era praticamente uguale,solamente le sue pupille si allungavano e delle squame si intravedevano sul suo corpo,aveva delle piccole ali e i denti erano più affilati.

Non è difficile immaginare quello che i due fidanzatini abbiano fatto,o meglio erano in procinto di fare prima che qualcuno buttasse giù la porta,Armin era steso sul materasso,aveva il volto arrossato,gli occhi lucido,la camicia quasi completamente sbottonata e le dita del più alto nell'orifizio.

Jean stava per uccidere chiunque fosse,guado si girò vide che non cera nessuno,solo delle squame color sabbia che odoravano di putrido.

-Jean,non possiamo farlo così- ansimò il biondo mentre l'altro continuava a preparare la zona intima del ragazzo facendolo quasi urlare -Arm,devi contenerti o ci scopriranno- disse facendolo venire per poi sostituirsi alle sue dita,entro con una secca spinta di reni iniziando a muoversi subito velocemente facendo genere sempre più forte il biondo che so mordeva la lingua per non essere sentito.

Quello che non sapevano e che degli occhi rossi li guardavano ansimando,una creatura pudrita e repellente che si eccitava a vedere due maschi avere delle relazioni sessuali in versione demoniaca,che li osservava ansimando,una creatura nata dalla morte di un essere umano.

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