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Fear

Si precipitò verso di lei e la portò di corsa, stringendola far le sue forti braccia da Armin.

-Eren le è stato trafitto il cuore non so che fare- -Dalle del sangue,fa qualcosa!- -C'è Mikasa?- -È morta-
-Cosa?- -È stata lei,poi Selene l'ha uccisa- -Oh,Em portate qua il suo corpo- fu fatto alla velocità della luce e ne estrasse ogni goccia di sangue sapendo che era dello stesso tipo della paziente e glielo iniettò tramite una trasfusione.

Fu attaccata a varie macchine che ne monitoravano i parametri vitali,e le misero una mascherina che l'aiutava a respirare.

Notarono qualcosa di sconvolgente lei respirava ma non c'era battito.

Eren la visitava ogni giorno anche se vedere il suo volto privo d'espressione e vederla immobile attaccata a tutti quei fili lo faceva stare male,molto male e la colpa era sua,solo sua che non era stato capace di proteggerla.

Le accarezzava il volto anche se pensava che ella non ne fosse entusiasta dato era arrabbiata con lui in fin dei conti e lui la capiva,aveva ragione.

Ogni giorno era uguale,respirava ma non si svegliava,respirava ma il suo cuore non mostrava segni di vita e ogni giorno il castano lasciava uscire qualche lacrima che sfuggiva al suo controllo ferreo.

Non pensava che amare facesse così male,tanto che avrebbe preferito essere al suo posto pur di non doverla guardare soffrire e forse morire di una lenta agonia.

Osserva quei tratti che lo avevano conquistato e la notte sognava quegli occhi che aveva tanto odiato ma che in quel momento desiderava come null'altro al mondo.

Passò un mese nel quale Eren fece vari colpi per distrasi e ne aveva bisogno,ma non funzionava,rivedeva sempre l'immagine della sua amata in quello stato e si sentiva sempre di più a pezzi -Dolly,svegliati,se continui cosi mi ucciderai sai- sussurrò piano arrivato al suo limite.

Sttava quasi per piangere e lui non aveva mai pianto una volta,una che fosse una.

Delle calde e amare lacrime iniziarono a percoregli il volto per poi infrangersi sulla fredda pelle della ragazza che già da qualche istante aveva ripreso conoscenza ma essendo molto arrabbiata voleva sentire il suo dolore,il dolore di chi aveva preteso di giocare con lei.

-Mi perdonerai se ti dico che mi dispiace,no,io non lo farei,è colpa mia,odiami,uccidimi,ma svegliati,per l'amor del cielo mostrami quello sguardo che mi ha fatto cadere in trappola come un topo- disse mentre le lacrime scendevano sempre più veloci e dolorose esprimendo il suo dolore.

Aveva chiuso gli occhi disperato mentre lei aveva aperto i suoi dato che per lei era abbastanza lui gli aveva dimostrato che se voleva giocare con lei doveva preparasi a soffrire,perché lui in primis le aveva fatto del male con quelle parole,quasi non gli importasse nulla se lei restava oppure se ne andava via.

Con quel suo sguardo ipnotico osservò il ragazzo piangere per lei era bello,quelle lacrime lo erano,non lo avrebbe mai ammesso ma le lacrime che vide quel giorno le trovò stupende e quella fu la prima volta che si accorse di quanto quel ragazzo fosse mozzafiato.

Selene sospirò ,non le piaceva vedere il suo gangster comportarsi come uno smidollato,così attirò la sua attenzione schiarendosi la voce.

Eren la guardò con quei suoi occhi che da quasi neri tornarono smeraldo.

-Per quanto ho dormito?- chiese cercando di sembrare arrabbiata e ci riuscì -Un messe- -Troppo lenta- disse più a se stessa che al ragazzo riferendosi alla sua guarigione

-Forse ancora l'effetto di quelle droghe- disse far se
-Si,quella lama ne era unta- - Come immaginavo,quella ragazza mi ha sottovalutato,di nuovo- disse mettendosi a sedere nonostante il castano l'avesse pregata di rimanere a riposo e non sforzarsi.

-Hai pianto?- chiese mentre sbadigliava assonnata -Si- rispose lui sedendosi tenedo la testa fra le mani e le gambe distrutto -Tanto- disse con la voce che era un sussurro,quasi che se avesse parlato più forte sarebbe andato in pezzi.

-Va bene- disse lei semplicemente cercando i suoi occhi sporgendosi e obbligandolo ad alzarsi con le sue mani -Non è colpa tua- disse sospirando, non capiva perché lo stesse consolando quando lui l'aveva presa in giro.

-Non ero serio- disse improvvisamente, aveva davvero continuato a pensarci,si,lo aveva fatto -Non ero serio,non lo avrei mai permesso,a costo della mia vita- disse mentre la vice gli moriva in gola,non si riconosceva,non era da lui comportarsi così, si sentiva così patetico,lei mostrò un sorriso soddisfatta

-Hai avuto paura?- -Si-
-Ricrdala bene,ricorda bene la paura che hai provato e ricorda che con me nulla è scontato- disse lei mentre si godeva la sua posizione di evidente supremazia in quel momento.

Non solo Eren dipendeva da lei,ma anche lei da lui,solo che lei era brava,molto brava a nasconderlo ed era quello il suo vantaggio in quella relazione priva di raziocinio.

Il ragazzo le aveva portato dei vestiti puliti e lei ne approfittò, poi la portò nella sala da pranzo e mangiarono in compagnia degli altri -Il tuo cuore era...- -L'ho già detto,non è così semplice uccidermi- sussurrò con lo sguardo basso mentre ripercorreva gli eventi che l'avevano resa irriconoscibile.

Si alzò improvvisamente e si diresse nella camera da letto nella quale aveva avuto un rapporto selvaggio con il castano ed entrò in bagno chiudendosi la porta alle spalle lasciandosi cadere a terra mentre cercava di frenare il passato.

Tirò i suoi capelli con tanta violenza da strapparne alcune ciocche ,poi iniziò a ridere mentre l'espressione sul suo volto si deformava.

Chiuse gli occhi gattonando posizionandosi vicino alla vasca e iniziò a cantare una melodia inquietante ~Lalalala~ ripeteva come una bambina che canta la canzoncina che la madre le ha insegnato per smettere di avere paura.

Chiuse forte gli occhi iniziando a dondolare come una bambina che tenta di scacciare le cose brutte,che tenta di svegliarsi dal suo terrificante e brutale incubo.

Eren bussò alla porta avendo notato una strana reazione da parte di Selene e quando non ricevette risposta entrò.

La vide seduta a terra che lo osservava con gli occhi tinti di un nero purissimo che sembravano brillare a causa della sua insanità mentale,lei lo osservava mentre lui chiudeva la porta alle sue spalle e si abbassava alla sua altezza.

Egli notò delle ciocche dei suoi capelli a terra e del sangue sulle sue mani che veniva giù anche dalla sua cute,notò il suo sguardo perso e un lieve tremore che la percuoteva,allora si avvicino.

Fece si che le loro fronti fossero a contatto cercando di tranquillizzarla
-Dolly,cosa c'è,cos'hai?- chiese preoccupato osservandola con quei suoi profondi occhi smeraldo sentendo che lentamente smetteva di tremare,lei non disse nulla semplicemente fece scontrare le loro labbra.

Aveva bisogno di sentire che lui era lì,per lei ,e che l'avrebbe ascoltate e che l'avrebbe sostenuta e consolata,che l'avrebbe protetta dal suo passato che minacciava di ucciderla divorandola.

Quel bacio,Eren lo percepì, era strano da parte sua,le sue labbra tremavano leggermente ed era un bacio gentile che sembrava implorare per un pò d'amore.

Una volta che si staccarono gli occhi della ragazza diafana si schiarirono gradualmente mentre respirava lentamente cercando la calma di cui necessitava e lui capì, capì che tutto quello era dovuto al suo passato e che doveva aiutarla, non voleva perderla,non lei.

-Hey,va tutto bene,sono qui,per te- le sussurrò piano quasi  fosse fatta di cristallo e se avesse parlato con un tono di voce troppo alto  si sarebbe sgretolata.

Selene pressò le sue labbra insieme nervosa lasciando che il ragazzo le posizionasse le mani sul fondoschiena facendole allacciare le gambe attorno alla sua vita in modo da poterla prendere in braccio e portarla sul letto.

La fece stendere e la abbracciò con delicatezza,dolcezza e sicurezza che ella percepì -Dormi,piccola- disse lui con voce calda e sensuale mentre le accarezzava la testa dolcemente cullandola in un sonno tranquillo e calmo.

Eren non era abituato a fare quello cose ne aveva un equilibrio mentale tale da aver mai pensato di consolare qualcuno e non prendersi gioco del suo dolore e per lui quelle sensazioni erano tutte nuove.

Paura,tristezza e dolore erano emozioni che aveva avuto modo di scoprire grazie a quella ragazza che lo aveva messo in trappola.

Selene si svegliò qualche ora dopo,lui non le aveva tolto gli occhi di dosso per un solo istante osservandola dormire tranquilla mentre si stringeva sempre di più a lui faccendolo sorridere dolcemente.

Lui le accarezzò dolcemente il collo baciandolo amorevolmente con una dolcezza che non credeva neppure di possedere.

-Buon giorno- disse lei mentre si stiracchiava -Scusami,ti ho svegliata?- chiese lui con un tono di voce preoccupata ,lei lo guardò e sospirò portandosi una mano alla testa strizzando gli occhi -No- disse mentre si metteva a sedere -Come ti senti- -Una favola- disse ironica mentre si alzava in piedi

-È il momento,ti dirò ogni cosa,ma dobbiamo essere soli,qua c'è troppa gente,cambiati velocemente e seguimi- disse con gli occhi velati di malinconia per poi iniziare a cambiarsi.

Indossò una gonna morbida lunga fino al ginocchio nera,una maglia aderente del medesimo colore,delle autoreggenti sempre pece e delle décolleté nere,poi uscì dalla stanza legandosi i capelli in una coda di cavallo già tornati a posto.

Uscirono poco dopo e la ragazza si inoltrò per i sentieri di campagna sempre meno moderni, fino ad arrivare ad uno stretto e sconnesso sentiero di terra battuta che attraversava un campo incolto oramai abbandonato tempo.

L'erba era secca e alta una manciata di centimetri,tanto da sfiorare i polpacci della ragazza che percorreva quelle strade dimenticate da tempo con sicurezza.

Il sentiero finiva in un bosco scuro e fitto dove entrò e lui come aveva già fatto la seguì silenziosamente con i nervi a fior di pelle senza sapere dove lo stava guidando.

La strada che percorsero era complicata ed intricata tanto che egli non fu in guardo di ricordarla,quando Selene si fermò si ritrovarono in in piccolo paradiso.

C'era una cascata scrosciante alta qualche metro che terminava in un piccolo e pacifico laghetto cristallino che rifletteva le varie luci assumendo colori differenti,c'erano delle rocce candide disseminate sul terreno rigoglioso,verde, che ospitava fiori bellissimi.

Si poteva udire il rumore della grande massa d'acqua mischiato al canto degli uccelli e ai versi degli altri piccoli e pacifici animali nella zona.

-Questo è il mio posto speciale- disse lei con la voce sofferente -Me lo mostrò mia madre- disse mentre rivolgeva il suo sguardo al cielo limpido mattutino.

-È il momento di incominciare con la storia-

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