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Ash...just ash

Ymir posizionò il corpo privo di conoscenza della giovane ragazza sul suo letto disfatto e solo allora notò che la sua intera pelle era coperta da diramazioni nere come la pece e che la stoffa sopra al suo petto sembrava rigonfia.

Le tolse la tuta e le infilò una maglia che aveva recuperato fuori dalla porta,la maglia di Jean a quando sembrava dal sangue che macchiava la manica,arrivava fino a coprire l'intimità della ragazza le cui labbra erano divenute nere,così come le sue unghie e come le punte dei piedi e delle mani.

Mentre le infilava la maglia notò che la pelle sopra al cuore si era rialzata e pulsava anch'essa tinta di un nero pece,il suo corpo,l'aveva appena sfiorato,era gelido e rigido quasi fosse morta,il suo respiro era quasi assente come il suo battito mentre sul dorso della sua mano aveva notato un simbolo nero.

Si disse che era probabilmente un tatuaggio che non aveva mai notato che però le aveva fatto venire degli strani brividi,quel simbolo lei lo conosceva eccome se lo conosceva.

I capelli della ragazza erano leggermente più lunghi di quanto ricordasse e le punte si erano tinte di un nero pece e le unghie erano stranamente lunghe,quado aveva apportato tutti quei cambiamenti,si chiese la castana corrucciata sentendo la porta scricchiolare per poi aprirsi lentamente.

La bionda vi entrò con passo insicuro e osservò la ragazza -Poco fa non era messa così male- sussurrò con voce insicura mentre si avvicinava con lentezza alla ragazza che oramai era più simile ad un corpo morto che ad una ragazza.

Le mani piccole e delicate di Christa sfiorarono il collo di Selene e sentì come se qualcosa intralciasse il percorso delle sue piccole dita, fini per il sentire di star affermando qualcosa e tirò via,era uno spillo con la punta piuttosto grossa e affilata ,sporca di un liquido nero,lo stesso che veniva giù dalla sua gola,dal punto esatto dal quale gli era stato tolto lo spillo.

Improvvisamente si resero visibili un miliardo di spilli che ricoprivano il suo corpo oramai tinto di un nero profondo.

-Cosa diavolo le sta succedendo?- quasi urlò la bionda allarmata stretta al petto della sua ragazza che cercava di confortarla dal vedere quel macabro spettacolo.

La maglia che indossava si distrusse in piccoli pezzi mentre sul suo volto la pelle si crepava e si riempiva di grinze,così come tutto il suo corpo,in quel momento la porta si spalancò rivelando Armin e Jean che si chiusero con prontezza la porta alle spalle -Lei mi ha chiesto di non farla vedere a lui- sussurrò piano la bionda mentre le palpebre pece della ragazza sul letto si aprirono con uno scatto.

-C-c-c-a-a-r-t-t-a- riuscì a dire con fatica mentre la sua voce sembrava un insieme di pezzi rotti buttati in un unico contenitore,distorta e per nulla riconducibile ad una voce umana.

La sua richiesta fu esaurita e un biglietto di carta le fu stretto fra le mani,dai polpastrelli quella sostanza nerastra uscì e come fosse un magico inchiostro si mosse sulla carta formando delle lettere perfette ed ordinate che lasciarono perplessi i presenti,era umana?

Umana?

Non poteva essere umana.

Christa era rimasta perplessa mentre quelle lacrime nere le macchiavano le guancia che lentamente diventavano del medesimo colore sgorgando da quei buchi neri e senza fondo che si ritrova a posto degli occhi.

La piccola ragazza sostenuta da Ymir che le accarezzava le spalle lesse il piccolo pezzo di carta -Io non ho ucciso la tua famiglia coniglietto biondo,io ero parte della tua famiglia,hai più anni di quanto tu possa credere e lo stesso per me,piccola Christa ricorda 目 (me "l'occhio in giapponese) ルックス (rokkusu " osserva in giapponese") Ricordi chi mi hanno fatto questo,lui mi tiene così lui mi impedisce di vivere ancora ,ho bisogno di cambiare e quando lo farò ricordami chi ero coniglietto- quando finì di leggere quelle lettere nere come la disperazione che privava iniziò a piangere silenziosamente abbracciando il corpo freddo che era disteso sul letto con lacrime agli occhi.

-Buona notte Faith,sarò qui quando ti sveglierai- sussurrò piangendo mentre cantava una dolce ninnananna interrotta dai suoi muti singhiozzi,un sorriso sincero solcò quello stanco,rovinato e nero volto prima che l'ultimo respiro scivolasse fuori dalle sue labbra e la vita svanisse da quel corpo ricostruito.

La piccola figura dai capelli color oro si lasciò cadere a terra mentre le lacrime le rigavano il volto copiosamente mentre si stringeva il pezzo di carta al petto che lentamente diveniva cenere nera come il corpo della ragazza che così scomparve senza lasciare traccia di lei.

-Grazie al biglietto la mia mente si è sbloccata,il mio vero nome era Historia e lei era mia sorella Faith,e tre demoni si innamorarono di noi,uno di me e due di lei,ci resero capaci di riavere la memoria di ogni vita passata,a causa del nostro rifiuto, ma tra i due che si erano innamorati di lei,c'era un demone molto, molto potente che le impose il divieto di amare ed essere amata e dato che ciò si è verificato la maledizione l'ha presa ma tornerà, tornerà come se non fosse mai morta e con la sua anima liberata da ogni costrizione e maschera e io dovrò ricordarle chi è- finì la frase con la voce incrinata per aver perso di nuovo la sua famiglie mentre dei passi veloci risuonavano nervosi per il lungo corridoio della villa.

Eren spalancò la porta e vide tutti lì,fermi,immobili,con il dolore negli occhi -Dov'è, dove Selene?- sbraitò con rabbia fin troppo evidente.

-È andata,è andata ma tornerà, tornerà davvero, quella vera- sussurrò Historia mentre scattava in piedi e accarezzava la cenere nera sul letto.

-Faith- sussurrò il suo nome e uno strano simbolo le apparse sulla mano,nero come la pece brillava di una luce altrettanto scura e raccapricciante cosa che a Yimir non sfuggì

-Qualcuno mi spiega che sta succedendo?- chiese ancora più irritato e con una strana ed impercettibile paura che la bionda notò, alla gli si avvicinò lenta mentre lo fissava negli occhi smeraldo privi di cattiveria,solo ricolmi di dolore e paura.

La ragazza lasciò che la cenere che stringeva fra le dita cadesse a terra lenta mentre i suoi occhi blu la osservavano cadere con dispiacere e amore, un amore fraterno davvero forte.

Rivolse il suo sguardo di nuovo al castano che quasi non la riconosceva,vedeva in lei lo sguardo di qualcuno che la sa lunga sulla vita,più di chiunque altro e una decisione che non le si adattava quasi.

-Eren,se ascolterai tutta la storia fino in fondo,senza dubitare,senza credere "è impossibile" e senza intterrompermi allora ti racconterò la mia storia e quella di Faith- -Chi diavolo è?- chiese leggermente irritato vedendo l'espressione della bionda che restava piatta mentre lo osservava in attesa di una risposta -Mia sorella- aggiunse vedendolo sbalordito -Il mio nome non è neppure Christa ma bensì Historia,ma la storia è lunga- disse invitandolo a scendere in uno dei salotti nel piano inferiore per ottenere ulteriori dettagli.

Lasciò che il cielo imprigionato nel suo sguardo dolce ma al contempo segnato dalle atrocità delle vite che aveva vissuto incontrassero il blu di Armin che si era improvvisamente irrigidito e tutto perché anche lui era coinvolto in quella storia che andava avanti da fin troppo tempo.

-Anche voi dovreste sentirla,Ymir perché è la mia fidanzata,Armin deve dare la sua versione e Jean sta con lui,ma tu più di tutti dovrai capire la storia Eren,è importante moltissimo per quello che succederà- fece una pausa mentre osservava la finestra predando le sue labbra sottili in una linea

-Il tempo è poco e quello che devo raccontare tanto,non c'è attimo che può permettersi di essere sprecato,allora,cosa farai?- -Va bene,Historia,ascolterò ciò che hai da dire- disse mentre li conduceva in un piccolo salottino chiuso da molto, vi entrava solo in casi rari ed era impossibile disturbare chi vi era all'interno,fece entrare tutti e poi chiuse le porte in silenzio sedendosi.

Jean e Armin si accomodarono sul divanetto in pelle accanto al loro amico mentre la ragazza continuava ad osservare il panorama rustico che si intravedeva dalla finestra.

Era giunto il momento di raccontare,di mostrare la verità.

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