🖤CAPITOLO VENTIDUE
Trovo mia mamma davanti alla televisione, intenta a seguire tutte le notizie del telegiornale sia locale sia di Londra.
Non posso dirle quello che sto facendo con Nate, così mi limito a farle compagnia sul divano tenendole una mano. Il fatto che non ci sia nessuna notizia su mio papà potrebbe essere un buon segno, credo.
La serata passa così, tra segreterie telefoniche e notiziari finchè lascio mia mamma per andare in camera dopo una cena veloce.
E' strano respirare questo clima in casa mia, in genere anche quando siamo state sole, mia mamma e io ci siamo sempre divertite passando serate tranquille e serene.
Stavolta la situazione è diversa: lei a malapena riesce a guardarmi negli occhi e non ha nessuna voglia di intraprendere una qualche conversazione con me. Mi ha chiesto a stento degli studi, poi basta. Questa situazione la sta facendo reagire più male del previsto.
Quindi, quando le comunico che sarei andata a dormire, non ha fatto storie, si è limitata a darmi un abbraccio scoppiando a piangere.
E' proprio mentre sto per staccarmi dalle sue braccia che lei si dirige di scatto davanti alla TV mentre io mi affretto a seguirla per leggere i sottotitoli.
Mio papà è lì, in primo piano, che sta raccontando le vicende accadutogli. Passano molte scritte sotto di lui ma io penso solo al fatto che sta bene.
Sta bene. Sta bene.
Ripeto questo dentro di me mentre entrambe piangiamo e ci abbracciamo nuovamente.
Penso a Nate, che sicuramente ha mantenuto la promessa.
Penso a mia mamma, che deve essersi tolta il peso più grande del mondo.
Penso a mio papà, che domani sarà a casa.
Rimango ancora un pò con mia mamma a seguire il notiziario e appena la vedo addormentarsi le metto una coperta addosso spegnendo la tv.
Io invece corro in camera mia e, dopo aver chiuso a chiave, mi do una sistemata preparandomi a tornare a Eoxid.
Dopo pochi minuti, dovuti anche alla stanchezza del giorno, la collana fa il suo dovere e mi ritrovo nello spiazzo sempre più familiare.
Scorgo subito Nate seduto al solito posto appoggiato al tronco, ma in questo momento è Narym.
Rimango a fissarlo più del dovuto, perché da sobria il ricordo che avevo di lui non rende giustizia a quello che vedo adesso.
Cristo Santo.
Appena si rende conto che sono lì, lui si volta sorridendomi.
«Missione compiuta», scherza facendo l'occhiolino.
Ha i capelli arruffati e tiene una gamba distesa a terra. Solo avvicinandomi un pò, noto che la sta sorreggendo, come se fosse ferito.
Mi siedo vicino a lui cercando altri dettagli apparenti sul suo corpo sussurrandogli un «grazie».
«Non so bene cosa ci facesse in quel buco di riserva, ma l'ho trovato sdraiato in terra privo di sensi vicino ad una specie di piccola grotta. In fondo non ho fatto granchè, l'ho solo portato più vicino al sentiero. Ci è voluto poco prima che qualcuno lo trovasse e avvertisse la Polizia. Non mi ha visto nessuno.»
«Perchè sei ferito?» gli chiedo.
Lui rimane un attimo spiazzato prima di riprendere secco il discorso.
«Questa me la sono fatta per un altro motivo. Sei per caso preoccupata per me Eylin?» sorride ammiccando.
«Idiota. Mi preoccupo solo che il mio mentore non muoia prima di avermi spiegato un altro pò di cose sulla mia vita. Esiste un disinfettante da questi parti?»
«Lieto di non morire allora. E visto che ci siamo: lezione di botanica. Prendi un petalo di quel fiore viola scuro che vedi laggiù, senza strapparlo mi raccomando, altrimenti seccherà.»
Faccio come mi dice e al tocco delle mie mani, quel petalo ha un guizzo di luminosità. Lo stacco con delicatezza e ritorno vicino a lui.
«Vieni, ti mostro come fare» mi dice prendendo la mie mani tra le sue. «Apri bene il petalo, ponilo tra i tuoi palmi e tienilo così per qualche secondo in modo che si riscaldi.»
Ok Ellie. Qui quella che si sta scaldando sei tu, non il petalo.
«Adesso lo puoi appoggiare sopra la ferita» continua, «ma prima devo liberare la zona dagli indumenti o non riuscirai a sistemarlo bene».
Ha detto davvero quello che ha detto? Autocontrollo, Ellie, autocontrollo.
Narym si toglie i pantaloni e i miei occhi registrano due cose contemporaneamente anche stavolta: la ferita è più profonda del previsto ed è proprio sulla gamba piena di tatuaggi.
«Faccio da solo se ti sconvolge», interviene lui di fronte alla mia paralisi.
«Nossignore. Altrimenti se morirai non avrò finito la lezione di botanica» ribatto io cercando di alleggerire la situazione per non mostrare il mio imbarazzo.
Mi prende la mano e mi aiuta a far aderire il petalo proprio sopra la ferita. Appena lo fa, quel sottile velo viola aderisce alla parte lesa aumentando la sua misura in modo da coprirla tutta e nello stesso istante viene completamente assorbito.
I miei occhi assistono stupiti tracciando e memorizzando anche ogni singolo centimetro di quei disegni ipnotizzanti.
«Domani starò meglio. E' un fiore medicante, voi lo chiamereste antibiotico, qui si chiama kiddan. Puoi spuntare la lezione come terminata» ammicca lui soddisfatto.
«Mi dirai come ti sei ferito?» chiedo invece io.
«Non adesso. Non voglio rovinare il momento» sussurra fissandomi più del dovuto.
«Il momento del dottore e l'apprendista?» scherzo io.
«Il momento in cui tu mi guardi come se fossi l'unico. Anche se sono in questa forma, in mutande e ferito.»
Cristo Santo.
Deglutisco visibilmente. Non può averlo detto davvero e io devo controllarmi.
Distolgo lo sguardo dai suoi occhi e li poso sui tatuaggi della sua gamba.
Lui segue il mio sguardo. «Perché li guardi così?»
«Perché mi ipnotizzano, mi incantano e sembrano che vogliano dirmi qualcosa» rispondo di getto senza pensarci.
Narym fa cenno di sì con la testa come a voler rispondere ad una domanda fatta dentro di sé.
«Eylin» sospira con voce bassissima, «non ero preparato a questo, a tutto questo...Io sono stato addestrato per riportare alla luce i tuoi ricordi, per spiegarti la storia di Eoxid e per proteggerti finchè la Rottura non sarà riparata. Non sono pronto a questo, non ero preparato...»
«Questo cosa?» chiedo con voce tremante, «non lo vorrei ammettere, dico davvero, ma io ho paura, Narym. Prima che tu possa pensare che sia tu a spaventarmi, no, non lo sei. Sei l'unica cosa che non mi spaventa, al momento. Ma non so quello che tu ti aspetti da me o come diavolo riparare questa Rottura del cazzo. Quindi, ripeto: questo cosa?»
Lui si ferma immobile come una statua per diversi secondi.
Poi afferra il mio viso.
«Questo» afferma.
E le sue labbra sono sulle mie.
જ⁀➴spazio autrice
Regalo di San Valentino
╰┈➤E' scattato il primo bacio💋
Ve lo aspettavate ?
Fatemi sapere cosa ne pensate, ogni consiglio e opinione sono importanti!
➛Se vi va condividete INREVERSE a tutto il mondo
E non dimenticate la ⭐️
A presto
જ⁀➴la vostra creatrice di lacrime
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro