🖤CAPITOLO VENTI
Bene.
Ok.
Perfetto.
Mi riposerò il più possibile e così Nate tornerà presto a portarmi quella dannata collana. Sarà l'occasione giusta per mettermi in pari con gli studi e riacquistare lucidità.
Facile.
Quando rientro nell'appartamento decido di videochiamare mia mamma.
Non appena apre la chiamata mi rendo conto che c'è qualcosa che la turba.
«Ehi, mamma, tutto bene?» segno prima che lo faccia lei.
«Ehi, tesoro. Ti volevo solo vedere un attimo ...» farfuglia segnando in fretta e furia, ma io non me la bevo.
«Mamma, lo vedo che c'è qualcosa che ti tormenta, stai bene?»
«Sì, non ti preoccupare. Sarà una sciocchezza ma, ecco, tuo padre non lo sento da due giorni. Non è che per caso vi siete chiamati? Quando è fuori per lavoro in genere ci sentiamo tutti i giorni, ma stavolta ...» lascia in sospeso la frase.
«Oh... sarà in un posto dove magari non prende la linea, mamma. Vedrai che stasera o domani ti chiamerà.» Cerco di tranquillizzarla ma è difficile farlo in questo modo, anche perchè sono preoccupata.
E' vero, mio papà chiama sempre mia mamma quando è fuori per lavoro, ogni giorno, più volte al giorno.
A meno che...
Mi viene un'idea.
«Mamma, vuoi che venga qualche giorno a casa? Posso sentire i professori se mi danno il permesso di seguire le lezioni on-line, così ho modo di salutare anche papà appena rientrerà, che dici? Domani è lunedì e appena avrò il permesso partirò nel pomeriggio.»
Lei sembra illuminarsi e mi fa capire che sarà lei stessa a chiedere al Direttore dell'Università il permesso.
Il piano perfetto: un paio di giorni a casa.
Tranquillizzo mia mamma, studio, mi riposo.
Perfetto.
Mi butto sospirando sul letto dando una sbirciata ai fiori sul mio comodino.
Perchè mi ha dato questi fiori? Come dovrei interpretare questi gesti?
Ho pensato molto a quello che mi ha detto l'altra volta.
Lui dice di essere stato a fianco a me da quando sono nata, ma io non riesco proprio a ricordare.
Lo so, ero piccola.
E non ricordo niente nemmeno dei miei genitori.
Nessuna faccia, nessuna voce, nessun accadimento.
Forse quella che Nate ha definito una grande magia prevedeva anche la perdita dei ricordi.
Mi monta una tale rabbia al pensiero che tutto ciò possa essere vero che non so come reagire.
Non posso urlare, non posso rifarmi su nessuno e al momento non posso nemmeno uscire di corsa perchè sono davvero troppo stanca.
E mi arrabbio ancora di più perché so che sarà una notte senza sogni.
***
Mi sveglio di soprassalto quando sento il materasso muoversi su e giù.
E' Susan che sta saltellando seduta accanto a me con Angy e Taylor appoggiate alla scrivania. Fuori è ancora buio e butto un occhio alla sveglia: le undici.
Lei segue il mio sguardo e nota le rose sul comodino.
«Ellie! Sono bellissime! Non mi dire che te l'ha lasciate ieri notte quel gran pezzo di figo. Io anche quando sono ubriaca, ricordo tutto! E' un dono di famiglia! Sono svenuta prima che potesse dire qualcosa, ma ricordo benissimo di averlo visto uscire da camera tua! Sei una ragazzaccia allora!» esordisce Susan con un pizzico di orgoglio.
Ci mancavano anche il suo monologo e le sue congetture, adesso.
Afferro al volo il cellulare e scrivo nelle note:
«E come faceva a sapere l'indirizzo?» indaga.
«E perchè allora era con te in cucina stamattina? Sembravate molto intimi a dire la verità... e poi dove ha dormito se non in camera tua?» insiste Susan, ammiccando sulla parte finale del discorso.
«E' vero Ellie» interviene Angy, «vi ho visti anche io in cucina ed eravate molto vicini. Lui addirittura ti stava sussurrando qualcosa...»
Due sensazioni si impossessano di me: la prima è che il beneficio del dubbio che avevo dato a Nate è un pochino meno dubbio, la seconda è che mi danno fastidio queste insinuazioni sulla mia vita privata.
Non voglio condividere con nessuna di loro il mio rapporto con Nate, anche perchè devo dire bugie su bugie.
E' snervante. Necessario, ma noioso. Per fortuna sono la regina delle bugie.
Dopo poche frasi scritte sulla mia innocenza e falsa testimonianza, Susan, Angy e Taylor sembrano rassegnarsi lasciandomi libera di riprendere un sonno senza sogni, chiudendo la porta a chiave stavolta.
***
Ho il permesso di partire durante la pausa di metà mattina, così dopo le prime due ore di lezione sono già in macchina.
Ho lasciato un biglietto sul tavolo in cucina per le ragazze, così non mi tempesteranno di chiamate.
Prima di partire sono anche passata dall'aula di Peter.
Volevo solo accertarmi che fosse ancora vivo dopo la festa.
Non ho ancora capito perché se ne stava da solo a bere. Pensavo fosse perché non si sentiva incluso nel gruppo, ma appena ha messo su quella faccenda del battesimo, sembrava che tutti lo tenessero in considerazione.
Non abbiamo avuto modo di confrontarci ma dal suo banco, mi ha alzato i pollici accompagnando il gesto con un «sei forte!» mentre gli stavo indicando il cellulare per fargli capire di leggere i messaggi appena avesse finito la lezione.
Non so perché mi sia sentita in dovere di scrivergli che andavo da mia mamma, ma l'ho fatto ugualmente.
Il suo messaggio di risposta arriva dopo mezz'ora di viaggio: un video di un gattino che corre dietro alla mamma gatta.
E' proprio un cretino perché in qualche modo e' riuscito a farmi sorridere da sola.
Durante il viaggio ho provato più volte anche a chiamare mio papà ma scattava subito la segreteria.
Non so che pensare.
Che abbia perso il caricabatterie? Ma perchè allora non chiama con il telefono dell'albergo? Forse la mamma sa in quale hotel alloggia e magari può provare a contattarlo lì, se non ci è riuscita stamattina.
Accelero un pochino, ho fretta di arrivare. Mi sento più riposata di ieri e spero caldamente che a Nate possa bastare.
I miei pensieri tornano inevitabilmente a lui.
Cazzo, quelle ali erano vere.
Mi ricordo benissimo tutto, adesso.
E Cristo Santo se erano bellissime.
Anche Ferven aveva delle ali ora che ci penso, ma le sue erano decisamente più piccole oltre che di colore diverso.
Ma Nate, Dio mio, è come una calamita che mi attira verso di sé e non so se è un bene o un male.
Tutta questa storia non so se sia un bene o un male, a dirla tutta.
જ⁀➴spazio autrice
Lo so, anche questo e' un capitolo di passaggio necessario.
Nel prossimo ci sara' una piccola svolta inaspettata👀
Vi ringrazio tantissimo per essere arrivati fino a qui 🖤🤍
Vi leggo volentieri nei commenti ⭐️
A presto
જ⁀➴la vostra creatrice di lacrime
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