🖤CAPITOLO DODICI
Adesso che ho la collana, in teoria, una volta addormentata dovrei trasmutarmi a Eoxid. O così mi sembra abbia detto Nate.
Quindi, anche se sono passate le sette di sera da poco, mi fiondo in camera mia. Per fortuna in questo momento non c'è nessuno nell'appartamento visto che in genere, negli ultimi giorni, avevamo preso l'abitudine di andare al Pub per cenare al volo. Per essere comunque sicura di non venire disturbata, attacco un foglio alla mia porta con scritto «Sto dormendo, lasciatemi in pace» a scanso di equivoci.
Mi tremano le mani da come sono eccitata. Sto per tornare a vivere i miei sogni. Mi piace come suona.
Appena mi infilo sotto le coperte stringo forte tra le mie mani la collana, come se fosse un'ancora di salvataggio.
Trattengo il respiro e provo a sbirciare aprendo solo un occhio.
Ma che cazzo.
Sono ancora qui, in camera mia. Ci riprovo, girandomi e rigirandomi alla ricerca di una posizione comoda che mi faccia addormentare.
Guardo la sveglia: le venti e trenta.
Merda. Sono ancora sveglia.
Non riuscirò mai a dormire in questo stato. Sono troppo, troppo, su di giri. Devo trovare il modo di calmarmi e così, dato che in fondo è ancora abbastanza presto per la notte, decido di cambiarmi al volo sostituendo i pantaloni del pigiama con dei semplici leggins e indossando una felpa sopra alla canottiera.
Dopo aver controllato ancora una volta che in casa non ci sia nessuno, sgattaiolo fuori dal residence per correre verso quello che sta diventando il mio luogo confort: il Castello diroccato.
Ho imparato ad intrufolarmi di nascosto già dalle prime volte e ormai è un gioco da ragazzi per me arrivare di fronte a questo capolavoro della natura.
A quest'ora è ancora più bello. Dei faretti posti alla base degli angoli che definiscono la struttura, illuminano le pareti creando fasci di luce, slanciando verso il cielo quella imponente struttura.
Il panorama poi fa il resto e non ha certo bisogno di nessun artefatto che lo valorizzi.
Il Mare del Nord si infrange lungo la costa, perdendosi verso l'orizzonte in una distesa scura che sembra accogliere le stelle e inglobarle dentro di sé. Il cielo si specchia insieme alla luna crescente di stasera in quell'infinità liquida, facendomi sentire una spettatrice fortunata.
L'odore della salsedine mi riporta a casa mia, a Inverness, e cerco di respirarne il più possibile a pieni polmoni.
Tra le mani stringo ancora quella spirale che pende dal mio collo ed è proprio in quel momento che percepisco quella sensazione che sta diventando familiare.
Questa volta non mi lascio sorprendere come una bambina, mi volto lanciandogli addosso la sua stupida collana, dopodiché lo ignoro semplicemente tornando a guardare il panorama.
«Ehi, che modi piccola Ellie!» urla lui preso alla sprovvista, «ti avevo detto di trattarla bene e che cazzo!»
Nate si affianca a me scrutando il mare e per diversi minuti lui non dice niente.
Mi torna in mente il fatto che lui sa benissimo anche la lingua dei segni, così decido di iniziare a comunicare con lui.
«Perché qui non posso parlare ma riesco a sentirti?» via con la prima domanda.
Nate sospira e si volta, palesemente controvoglia, verso di me.
«Te l'ho già detto perché. Tu qui, » dice indicando tutto intorno a sé, «non puoi. Fattene una ragione. Riesci a sentire solo la mia voce perché io sono io. Capisci adesso? Non vorrei ripeterlo un'altra volta. Il tuo corpo non è nato sulla Terra, mettitelo in testa. Per motivi che adesso non ti posso spiegare, il tuo fisico ha cercato di adattarsi per sopravvivere qui, altrimenti saresti morta. Chiaro?
Hai altre domande più intelligenti?»
Nate mi sta trattando come una deficiente praticamente e il suo sorriso canzonatorio ne è la prova.
«Vaffanculo» segno chiaro e conciso prima di continuare, «perchè la tua collana non ha funzionato? Ho provato a dormire ma non è successo niente.»
«Ok, è la serata dei perché. E anche questa te l'avevo già detta. Ripeto: non funziona a comando. Tu dormi, lei funziona. Tu stai sveglia, lei non funziona. Chiaro anche questo adesso? Su, piccola Ellie, fammi una domanda più intelligente!»
Adesso lo ammazzo. Anzi no, lo prendo a pugni.
Sono mille le domande che vorrei urlargli contro ma non so nemmeno io da quale cominciare.
Lui prende il mio silenzio come segno di arresa.
«Ok. Bene. Serata dei perchè terminata. Peccato, ero in vena di risposte!» alza le spalle accennando un cazzo di sorriso intrigante.
«Andiamo?» allunga la mano destra in attesa forse della mia.
«Dove, scusa?» segno presa alla sprovvista.
«E dai, davvero un'altra domanda inutile? Scusa, ma mi avevi dato l'impressione di una ragazza intelligente. Certo non andremo a mangiare una pizza! Andiamo a letto, piccola Ellie. Ti mostro come funziona questa» risponde rendendomi la collana in mano e agganciando quest'ultima con la sua.
Lui è talmente serio che a me va la saliva di traverso. E le nostre mani sono davvero intrecciate? Cristo Santo.
«Cos'è quella faccia? Non dirmi che non hai mai dormito con un ragazzo!» Nate ride di gusto, facendomi l'occhiolino.
Io stacco la mano dalla sua solo perché devo rispondergli.
«Primo: fammi un'altra volta l'occhiolino e rimarrai come Polifemo. Secondo: se ho o non ho dormito con un ragazzo non sono cazzi tuoi. Terzo: se pensi che ti farò dormire in camera mia quello poco intelligente sei tu!»
Nate incrocia le braccia al petto, facendomi intravedere una specie di spirale tatuata sul lato sinistro del pettorale. L'apertura della camicia permette anche di notare che stasera ha alcune collane diverse dall'ultima volta che ci siamo visti.
Una in particolare attira la mia attenzione: è un piccolo ciondolo tondo diviso in due colori, il bianco e il nero. Al centro c'è un simbolo che però non riesco a distinguere bene da questa distanza.
«Finito i raggi X?» mi provoca Nate, «posso risponderti o devi continuare a guardarmi così nonostante ti avessi detto di non farlo?»
Lui si avvicina a me facendomi distogliere lo sguardo da tutto quel ben di Dio e riscuotendomi dai miei pensieri.
«Rilassati. Stavo solo guardando le tue collane. Che fai, sei geloso anche di quelle?» uno a zero per me. Forse.
«Se lo dici tu. Comunque,» riprende Nate abbassandosi al pari dei miei occhi, «punto primo: chi è Polifemo? Secondo: hai ragione, non sono cazzi miei se hai dormito con qualcuno oppure no. Punto terzo: se ti permetto di dormire con me mi devi solo ringraziare. Quindi adesso andiamo in camera tua, a meno che tu non voglia dormire qui. Ma ti avverto, credo sia un tantino scomodo come nostra prima volta.» Ritorna alla sua altezza non prima di avermi fatto un'altra volta l'occhiolino.
Si volta e mi allunga nuovamente la mano.
«Adesso andiamo o faremo tardi.» La sua voce adesso assomiglia ad un sussurro.
«Polifemo è un mostro con un occhio solo, per la cronaca.» Lo sorpasso dopo aver segnato e da dietro lo sento ridere di gusto.
Spero solo che Susan e le altre non siano in cucina, altrimenti come le spiego che mi chiudo in camera con un ragazzo? Come minimo lo riconoscono subito. Non per il fatto di sapere cosa penserebbero di me, ma solo perché domani mi sorbirei il terzo grado.
Durante il tragitto non ci teniamo certamente per mano, anzi, lui sta ad alcuni passi dietro di me, con le mani in tasca e il volto chino. Forse ha paura che qualcuno lo riconosca dopo il concerto al Pub, o forse si vergogna a farsi vedere con me.
Aspetta. Ma cosa cazzo te ne frega Ellie?
Scuoto la testa cercando di acquistare lucidità, ma la verità è che sono terrorizzata all'idea di stare nello stesso letto con lui e per tutto quello che potrà succedere: la trasmutazione, intendo.
Certo Ellie, come no.
Spero solo che non senta il battito del mio cuore perchè è decisamente impazzito.
Mi volto appena siamo davanti all'ingresso facendogli cenno di fare silenzio.
«Ti vergogni di me, piccola Ellie?» sussurra da dietro vicino al mio orecchio e se non la smette subito di provocarmi vedrà la parte peggiore di me.
Accenno a dargli un debole colpo sul fianco facendogli strada verso il mio appartamento.
«Ok, appartamento settantasette. Mi piace.»
Cazzo, se non la smette lo strozzo nel sonno.
Prima che io apra la porta, mi afferra il braccio. «Non c'è nessuno in casa, tranquilla» e entra dentro ammiccando per la terza volta.
Come se sapesse il numero della mia camera, va direttamente in quella direzione e apre la porta voltandosi verso di me. Forse perchè il cartello che avevo appeso prima è ancora in bella vista.
«Vieni, piccola Ellie, non mordo.»
Io gli do una spallata entrando come una furia in camera mia e lui ride di gusto chiudendo la porta a chiave.
«Regola base» comincia Nate, «i vestiti si trasmutano con te. Se per dormire indossi un pigiama sexy, ti ritroverai in quel modo anche a Eoxid. Quindi, a meno che tu non voglia far vedere le tue grazie a tutti, ti consiglio di andare a letto con i vestiti più comodi che hai. Anche se non mi dispiacerebbe vederti in perizoma, sia chiar...» Il cuscino gli arriva in faccia prima che lui possa terminare la frase.
«Permalosa, d'accordo. Naturalmente questa regola non vale per me. Io posso spogliarmi e ritrovarmi là con i miei vestiti preferiti addosso. Con il tempo, forse, e dico forse, potrai riuscirci anche te. »
Dopodiché inizia tranquillamente a togliersi i jeans neri che indossa, mostrando così una serie di tatuaggi che gli attraversano tutta la gamba destra; sbucano dai boxer...
Ellie non guardare.
...dando l'impressione di essere il continuo di quelli che ha sul pettorale per terminare sul piede.
Spettacolare e ipnotizzante, Santo cielo.
Si volta verso il comodino, sfiorando con le dita la rosa bianca e nera che ho trovato quel giorno in ospedale. La tengo vicino a me da quel giorno, non so perché ma non sono riuscita a buttarla via. Nonostante sia senza acqua, quella rosa sembra ancora perfettamente fresca. La osserva, la sfiora ma non dice niente.
Poi, come se niente fosse, va a sedersi sopra il letto, il mio cazzo di letto, appoggiandosi alla testata e facendomi cenno con la mano di raggiungerlo.
«Vieni a nanna, su. Giuro che le mie intenzioni sono quelle di dormire e credimi, mai avrei pensato di dirlo di fronte ad una ragazza.»
Bene. Ok. Ce la posso fare.
In fondo mi sta aiutando a farmi capire come far funzionare questa collana. Ce la posso fare. Però prima devo assolutamente fare una cosa.
Prendo i suoi pantaloni lanciandoglieli addosso con un'occhiata più che eloquente. Nate sorride tra sé e sé, ma non controbatte indossandoli nuovamente.
«Adesso vieni qui vicino a me e dormiamo, abbiamo perso già troppo tempo.»
Con tutto l'autocontrollo che ho allenato nella mia vita, cioè molto poco, mi avvicino al suo fianco maledicendomi per la situazione che si sta creando.
Nate mi attira a sé ancora di più facendomi cenno di girarmi sul fianco, cosicché lui possa abbracciarmi da dietro.
Perché il mio cuore batte più del dovuto?
«E' proprio necessario che tu mi abbracci?» provo a segnargli spostandomi più avanti.
Lui, di risposta, si avvicina ancora di più al mio orecchio sussurrando semplicemente un «Shh, adesso dormi e non pensare a me, altrimenti non dormiremo.»
Alzo gli occhi al cielo sbuffando. Facile a dirsi. Forse per lui. Ma per me assolutamente no.
Ho sempre avuto difficoltà a prendere sonno di normale. Figuriamoci in una situazione del genere. Anche perché, parliamoci chiaro, non ho mai permesso a nessuno di dormire con me.
Nate, comunque, non colma la distanza che ho creato ma prende ad accarezzarmi il braccio in un modo tranquillo, senza secondi fini e, dopo quello che mi sembra un tempo infinito, il mio corpo comincia a rilassarsi. Sento il suo torace respirare dietro di me a pochi centimetri dal mio collo e le sue gambe prendere la forma delle mie senza però che non ci sia nessun contatto tra noi. La sua mano sul mio braccio è l'unico contatto che abbiamo e lo apprezzo. Percepisco quella sensazione di formicolio che scorre tra noi, ma non mi dà fastidio, anzi, mi dona un senso di conforto.
Stringo forte la collana tra le mani finchè piano piano sento la voce di Nate svanire sempre di più.
«Tranquilla, piccola Ellie, sei in buone mani. Ci vediamo di là»
Ci vediamo di là.
Apro di scatto gli occhi e quello che vedo mi lascia senza parole.
જ⁀➴spazio autrice
Le cose si stanno per fare interessanti 👀
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A presto
જ⁀➴la vostra creatrice di lacrime
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