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🖤CAPITOLO DIECI

Stavolta non mi guarda, ma si concentra su un piccolo animaletto luminoso che gli si posa sul ginocchio, una lucciola credo. La sua mano sinistra invece continua a intrufolarsi tra i suoi capelli, scompigliandoli ancora di più.

«Vedi questo piccolo essere vivente? Tra non molto non esisterà più, come non esisteranno più questi alberi, queste stelle e soprattutto non esiterà più questo mondo.»

Si interrompe ancora una volta alla ricerca, forse, delle parole giuste finché all'improvviso i suoi occhi mi inchiodano sul posto.

«Ma tu, Ellie, ci salverai» sgancia la bomba così, come niente fosse.

Trasalisco a queste parole e la mia voce esce fuori per la terza volta: «Cosa vuol dire che io vi salverò? Io? Poi, vi? Dove cazzo siamo, vuoi dirmelo?»

Lui di rimando mi fulmina con lo sguardo e io capisco che dovrei cercare di stare calma se voglio sopravvivere fino a domani mattina.

Calma Ellie. Calma Ellie. Inspira ed espira. E' solo un sogno. Adesso ti sveglierai e tutto sarà finito. Magari riderai anche di questa storia e tutto tornerà come prima. Perciò calma Ellie.

Nate ritorna impassibile a scrutare la sua lucina personale e ricomincia il monologo.

«Credimi, è difficile per me doverti spiegare tutto e la cosa che mi fa più innervosire è il fatto che pensavo di essere pronto. Sono cresciuto con questo compito, se così si può definire. Tu non ricordi proprio niente? Eppure sei nata qui, devi ricordarti qualcosa.»

Mi guarda per una frazione di secondo speranzoso, ma ad un mio cenno negativo con la testa ricomincia a parlare rassegnandosi con un sonoro sbuffo.

«Ok. Bene. Perfetto. Non c'è un modo indolore per dirti tutto, perciò inizio dalle basi. Primo: il mio vero nome non è Nate ma Narym. Nate è il nome che uso quando vengo nel mondo nel quale sei cresciuta, anzi venivo, perchè sinceramente adesso che ti ho trovata non credo di volerci tornare. Il mondo nel quale ci troviamo adesso non ha una collocazione fisica ben precisa. Se davvero non ti ricordi niente, sarai cresciuta con la convinzione della Terra come pianeta del Sistema solare, insieme a molti altri che a sua volta si trovano nell'Universo. Niente di più vero e sbagliato allo stesso tempo. Gli uomini si sono dati risposte scientifiche alle quali si sono aggrappati per secoli e così rimarrà anche nel futuro, ma la verità è che esistono altre tipologie di mondi impossibili da percepire se non si è nativi.

Secondo: anche il mio aspetto non è questo che vedi. Riesco a mantenerlo perché ho passato molto tempo con queste sembianze e al momento non voglio turbarti ancora di più. Perciò per te rimarrò Nate.

Terzo: la tua vita sta per cambiare. Tutti gli abitanti di questo mondo ti stanno cercando in ogni angolo degli Universi ai quali possiamo accedere. Al momento nessuno sa che ti ho trovata e rimarrà un segreto finché non saprò cosa fare con te. Ora come ora ti basta sapere che non tutti ti aspettano a braccia aperte, perciò ho il compito di proteggerti da tutti quelli che credo siano dal lato sbagliato. Ti insegnerò ogni cosa del nostro mondo, ti mostrerò ogni angolo e ti presenterò ogni creatura vivente. Ti racconterò molte storie, soprattutto la tua vera storia e rimarrò al tuo fianco finchè si compirà il finale al quale sei destinata.»

Finalmente il suo monologo è finito e io sono sconvolta. Oltre che incazzata a morte.

Possibile che sia tutto vero e che abbia vissuto una vita non mia? Che cazzo succede?

«Perchè dovrei credere a tutte le cazzate che mi hai detto?» Il mio tono è stranamente calmo mentre mi avvicino a lui che si era già alzato e gli punto un dito contro il petto.

«Dimmi perché dovrei crederti e perché qui » dico indicando il luogo intorno a noi «le mie orecchie funzionano e posso parlare come una cazzo di persona normale.»

Rimango a fissarlo negli occhi aspettando una sua risposta.

«Tu sei nata qui. Ecco perché. I medici del tuo mondo non hanno trovato una risposta scientifica alla tua sordità, vero? E scommetto anche che hanno provato a farti guarire con interventi chirurgici che poi si sono rivelati inutili, giusto? Adesso ti dico una cosa e mettitela bene in testa: tu sei nata per stare qui. Le tue orecchie qui funzionano benissimo perchè sono nate per ascoltare questi suoni. Tornerai a vivere nel silenzio ogni volta che sarai là. Ed è anche per questo che tu da ora in poi starai qui

Le mie mani si stringono a pugno e non vorrei davvero dare il peggio di me, ma sento che sto per esplodere.

«Stammi bene a sentire,» gli urlo, «io non rimarrò di certo qui ovunque siamo solo perché lo hai deciso tu. Non posso scomparire dalla vita dei miei genitori e interrompere tutto quello che credevo fosse la mia vita fino a poco fa. Non so nemmeno se sto sognando o se devo crederti, ma di certo non ho intenzione di rimanere qui per sempre.»

I miei occhi, ormai, si sono riempiti di lacrime di rabbia alle quali non permetterò di scendere. Mi asciugo gli occhi con il dorso della mano continuando a sfidarlo negli occhi.

Nate, Narym, o come si chiama, mi guarda serio e percepisco la sua difficoltà di dover prendere decisioni inaspettate.

Pensava davvero che fossi un cagnolino indifeso pronta a farmi proteggere da lui? Ma per piacere. E' bello sì, senza dubbio, e la sua bocca attrae i miei occhi in un modo vergognoso, ma non mi lascerò stravolgere così.

«Se la metti così, ti dico un altro punto fondamentale», dice all'improvviso. «Quarto: ti servirà questa.»

Si sfila una delle sue collane e me la fa passare dalla testa. Sento le sue mani soffermarsi più del dovuto vicino al mio viso nello stesso momento dell'accentuarsi di quell'intorpidimento piacevole. Poi fa un passo indietro facendomi cenno di osservare ciò che adesso pende dal mio collo.

La prima volta che avevo notato tutte le collane che indossa lui, ho creduto che fossero di un metallo pesante e, data l'elevata quantità, mi sono chiesta come potessero non dargli fastidio. Invece, se sono tutte come questa, mi devo ricredere: se non la vedessi con i miei occhi non penserei nemmeno di averla talmente è leggera. E' formata da una lunga catena argentata che mi arriva sotto il seno con un ciondolo alla fine che riconosco all'istante. Ha la stessa forma di uno dei suoi numerosi tatuaggi che gli partono dalla mano e che salgono sull'avambraccio. E' un motivo geometrico che crea una sinuosa spirale, contraddicendosi ad ogni battito di ciglia. Se lo osservi in modo frettoloso sembra infatti un disegno geometrico, ma se invece lo guardi attentamente, quelle geometrie si trasformano in una specie di spirale bidimensionale che si racchiude su se stessa.

«Perché questa collana?» gli chiedo senza staccare gli occhi da quel pendente ancora tiepido dal contatto con la sua pelle.

«Non è una semplice collana. E' la chiave d'entrata per tornare qui. Visto che hai espressamente messo in chiaro la tua volontà di non rimanere, quello che hai al collo è il tuo lasciapassare. Potrai tornare qui se, e solo se, la indosserai quando dormirai. Appena varcherai il regno di Morfeo il tuo corpo si trasmuterà facendoti arrivare dove siamo adesso e, prima che tu me lo chieda, no: nessuno si accorgerà della tua assenza perché tu ti chiuderai a chiave e no, non sentirai la stanchezza quando ritornerai. Tutto chiaro?»

«Ma stai scherzando o pensi davvero che creda a queste cazzate? Scusa ma sono decisamente scettica. E' solo una collana del cazzo, ecco. Perchè sono qui allora se non ce l'avevo poco fa? Io non stavo dormendo, eppure eccomi qua ovunque noi siamo. Io credo invece che tu mi abbia rifilato un sacco di stronzate chissà per quale insano motivo e che questa cosa del sentirci, beh, io ... non lo so perchè cazzo le mie orecchie abbiano deciso di funzionare proprio ora ma forse se dovevano funzionare per ascoltare tutte queste fandonie era meglio il silenzio, ecco.» Sbraito come una pazza furente e lo vedo improvvisamente ridere di gusto per la prima volta.

Cazzo se è bello.

I suoi denti bianchi risaltano sotto le sue labbra e il suono che fa mi arriva direttamente nel basso ventre.

«Che cazzo ridi adesso?» cerco così di riprendermi per darmi un contegno.

«Hai detto davvero fandonie?», inizia a dire tra una risata e l'altra, «prima hai sparato un sacco di parole poco carine per una ragazza e poi hai davvero detto fandonie? Scusa ma mi hai fatto proprio ridere.»

Io di rimando, sapendo di non poterlo colpire con un pugno, incrocio le braccia al petto offesa, voltandomi per non farmi vedere rossa in volto.

Sento i suoi passi avvicinarsi dietro di me e vorrei davvero scappare a gambe levate dalla vergona. Sono stata derisa per tutta la mia vita e non permetto più a nessuno di prendermi in giro.

«Non ti azzardare a fare un altro passo verso di me, hai capito?»

La mia voce trema di rabbia e lui si ferma a poca distanza dalla mia schiena.

«Non fare l'offesa Ellie. Non ti sto prendendo in giro, ma dire una sequela di parolacce e infilarci nel mezzo una parola di almeno un secola fa, fa ridere, non trovi?»

Anche se non lo vedo, sento che sta ancora sghignazzando e senza farglielo notare, anche le mie labbra si incurvano all'insù.

«Si, forse un pò.»

Alla mia affermazione riprende soddisfatto ad avvicinarsi poggiando entrambe le mani sulle mie spalle.

«La senti anche tu questa sensazione di intorpidimento che aumenta anche se ci sfioriamo e basta, vero?»

Le sue labbra si sono pericolosamente avvicinate al mio orecchio e la sua voce si è ridotta a un sussurro. Io, di riflesso, non emetto nessun suono limitandomi ad annuire impercettibilmente con la testa.

«Ti do una notizia flash: non lo so nemmeno io perché accade. Quando, al Castello, ieri sera, stavi per svenire io ti ho preso al volo per non farti sbattere in terra di nuovo e questo formicolio si è trasformato in una scarica trasmutante catapultandoci qui, a Eoxid. E' anche per questo che sei qui senza la mia collana. Non era previsto che tu venissi, non prima di averti spiegato un bel po' di cose almeno. Avrei dovuto parlarti, insegnarti tutto quello che devi sapere e poi ti avrei dato la mia collana. Quindi, se permetti, non me ne frega un cazzo se ti sei offesa ma ti chiedo comunque scusa. Io sono cresciuto con un compito, quello di trovarti e adesso che ci sono riuscito stanno accadendo delle cose di cui nessuno mi aveva messo a conoscenza. Detto questo, dobbiamo cercare di conoscerci meglio e instaurare un rapporto amichevole finchè non sarai pronta a fare quello che ci si aspetta da te.»

Interrompe il contatto e improvvisamente sento un vuoto dentro.

Con un respiro, prendo coraggio e mi volto affrontando quella marea nera che sono i suoi occhi.

«Punto primo: che mondo è Eoxid e dove siamo di preciso? Punto secondo: cosa vuol dire che non sei veramente così? Hai detto che la tua vera sembianza è un'altra, voglio vederla. Punto terzo: perché gli abitanti di questo mondo del cazzo mi stanno cercando? Punto quarto: come faccio a credere che questa collana sia davvero, come dire, magica? Punto quinto, che aggiungo io: cosa vuol dire "la mia vera storia" e "quello che ci si aspetta da me"?»

Ecco fatto. Adesso mi sento meglio.

Lui sorride e i miei occhi, traditori, scivolano sulle sue labbra. Se ne accorge perché, prima di rispondermi, mi alza il mento con l'indice affinché possa guardarlo negli occhi.

«Punto primo: è meglio se la smetti di guardarmi così. Punto secondo e terzo: ogni cosa a suo tempo. Punto quarto: questa collana funziona davvero

La sua voce mi arriva in un soffio e nello stesso momento che termina la frase sento le sue mani avvicinarsi al mio collo e sfilarmi la sua collana. Improvvisamente tutto diventa sfocato e mentre sento che sta succedendo qualcosa di indefinito al mio corpo, sento un'ultima volta la sua voce con tono canzonatorio.

«Ci vediamo, piccola Ellie.»

Ed io, nel tempo di un respiro, sono in camera mia, nel Campus.




જ⁀➴spazio autrice

Eccoci in Eoxid... un mondo dove niente e' come sembra👀

Ellie ancora ha molte moltissime cose da scoprire☠️

Questa e' la collana che Nate le ha dato...


Aiutatemi a far conoscere INREVERSE🖤🤍

Vi leggo volentieri nei commenti e non dimenticate le stelline ⭐️⭐️⭐️

A presto

જ⁀➴la vostra creatrice di lacrime

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