8 - Scintille e baci
Natale era ormai passato ed eravamo in piena estate.
Era passato un anno da quando incontrai Loki la prima volta, da quando diventai la sua allieva. Non mi sembrava vero che fosse passato tutto quel tempo.
Le vacanze estive erano monotone, ma per fortuna, avevo un Dio tutto per me che mi distraeva dalla noia. Non che qualcosa nel nostro rapporto fosse cambiato, però adesso eravamo davvero legati, eravamo in confidenza. Insomma, eravamo diventati buoni amici, e direi che per Loki questo fosse un grande traguardo. Non credo che avesse mai avuto molti amici, visto il suo carattere, ma a me lui piaceva così com'è, con tutti i suoi difetti, le sue ossessiosi tipo per il Tesseract, il suo sottile sarcasmo. Preferivo chiamarli pregi, perchè lui era tutte queste cose insieme. Lui era unico e inimitabile, in tutto l'universo non c'era nessuno speciale come lui.
Questi ultimi giorni li stavo trascorrendo in montagna con i miei genitori, in un campeggio dove sono stanziate centinaia di roulotte, una delle quali era stata comprata molti anni fa dai miei genitori ancora quando ero piccola. All'esterno c'era uno spazio dove avevamo messo tavolo e sedie sotto ad un gazebo color petrolio, poi a lato della roulotte, proprio attaccata, c'era una parte simile a una casetta, che mio papà aveva rimodernato e messa a nuovo, dentro la quale si trovava un secondo tavolo, la tv, il frigo e il piano cottura e all'esterno sotto la tettoia c'era il lavandino.
I miei genitori erano partiti stamattina per fare una lunga camminata, e come sempre avevo detto che preferivo stare qui a poltrire.
Restai in roulotte tutta la mattina, e allora di pranzo misi l'acqua sul fuoco e aspettai. Mentre ero girata non mi accorsi che qualcuno mi arrivò alle spalle, coprendomi gli occhi.
-Uaaaah!- urlai terrorizzata, voltandomi di scatto e mollando un gancio destro allo stomaco dello sventurato che si trovava dietro di me.
-Ouch!- mugugnò agonizzante il malcapitato, nonché mio maestro, tenendosi la pancia con le mani.
-Loki! Porca troia mi hai spaventata! Stai bene?- mi preoccupai notando che era piegato in due dal dolore.
-Ahahah!-
-Ma che cazzo ti ridi? Ti si è fuso il cervello? Aspetta che ti do uno schiaffo, magari rinsavisci- dissi preparandomi a colpirlo ancora.
-Non ti azzardare.- ordinò ergendosi e diventando serio. -È così che saluti il tuo maestro?- ecco, voleva farmi venire i sensi di colpa, intimorirmi.
-Uff, lunatico! Tanto lo so che- ma aspetta! Come fai ad essere qui? E non è una proiezione!- esclamai sconvolta.
-Finalmente lo hai notato.- disse con un tono più calmo.
-Ma come...-
-Ho corrotto e stregato una guardia per uscire dalla mia cella, ma non potrò restare a lungo. Solo poche ore.- spiegò lui brevemente.
-E hai scelto di venire da me?- domandai sorpresa. Avrei giurato che sarebbe andato a vendicarsi degli Avengers, o magari a far fuori il suo vecchio, quello adottivo si intende, invece ha scelto di venirmi a trovare. Che dolce. -Grazie, mi fa piacere la tua visita.- dissi gentilmente.
-E per me è un piacere essere qui, mia allieva.-
Un brivido mi percorse tutto il corpo quando pronunciò "mia" in modo marcato e così dannatamente sensuale.
-Quindi vivi qui durante l'estate?-
-Non esattamente, ma ci vengo spesso dato che in città c'è caldo e quassù fresco- risposi tornando a prepararmi il pranzo. Mi venne in mente che forse lui non faceva un pasto decente da un po', visto che stava in una cella, perciò decisi di offrirmi di cucinare anche per lui. -Ti va di pranzare con me? Cucino io.-
-Va bene- accettò senza troppi indugi. Sa che non sono male come cuoca, e perciò non morirà avvelenato per quello che preparerò.
-Buono questo, come si chiama?- chiese ingozzandosi.
-Spaghetti alla carbonara. Tipico piatto italiano.-
-Davvero gustoso- commentò soddisfatto pulendosi la bocca con il tovagliolo, avendo terminato di mangiare.
-Hai già finito?- chiesi sorpresa, visto che io ero ancora a metà.
-Sei tu che sei lenta.- ribatté.
-Eh no! Sei tu che vai veloce e non ti gusti appieno quello che hai nel piatto!-
-Allora è una fortuna che ne hai fatta in più, dico bene?- affermò andando a riempirsi il piatto. Avevo previsto che gli sarebbe piaciuto, ma non immaginavo così tanto!
Quando ormai avevamo entrambi finito di mangiare, riordinai la tavola e lavai i piatti, mentre lui entrò in roulotte e si sdraiò sul letto singolo a destra, addormentandosi.
Una volta finito di lavare i piatti, decisi di mettermi a disegnare; recuperai i fogli nel mobile sotto la tv mentre i colori erano in roulotte.
Entrai per prendere il necessario, che purtroppo si trovava sulla mensola sopra il letto dove Loki era sdraiato sul fianco.
Mi avvicinai silenziosamente per evitare di svegliarlo; mentre dormiva sembrava un angioletto, era così kawaii!
Mi allungai per prendere la scatola con i colori, ma nel sonno lui mi cinse il fianco con il braccio e poi si girò, facendomi cadere sdraiata affianco a lui.
-Cribbio!- strillai per l'imbarazzo e la sorpresa, tappandomi la bocca ricordandomi che Loki stava dormendo beatamente.
Provai a liberarmi spostando il suo braccio, ma la sua presa diventò più salda e la distanza fra di noi si annullò, ed ero certa di essere diventata rossa come un peperone.
Era come se mi stesse abbracciando, e mi venne voglia di ricambiare, ma temevo che poi lui potesse svegliarsi e allontanarmi e non volevo pensare a come avrebbe potuto reagire vedendomi così pericolosamente vicina, perché lo ero davvero molto.
Sospirai e chiusi gli occhi, iniziando a pensare ad un modo per sbloccare la situazione; non trovai alcuna soluzione, e mi arresi all'idea di doverlo per forza svegliare. Aprii gli occhi e feci per scuoterlo, ma ricevetti un bacio sul collo e poi sentii succhiare: Loki in realtà era ben sveglio, e mi aveva appena dato un bacetto e ora mi stava facendo un succhiotto!
-Allora stavi fingendo! Che imbroglione!-
-Cosa ti aspettavi dal Dio dell'Inganno?- chiese retoricamente sorridendo sornione.
Feci per staccarmi, cercando di liberarmi dalla sua presa staccando le sue mani dalla mia schiena, ma lui si girò a pancia in su e io gli ricaddi sopra. Mi strinse di più a se, sentii il mio petto sempre più attaccato al suo, e la sua presa diventò più salda, mentre io diventai ancora una volta rossa per l'imbarazzo.
Con le mani sulle sue spalle, mi spinsi verso l'alto, ma lui veloce mi afferrò i polsi e li tirò in lato, così il mio viso si avvicinò al suo. Ne approfittò per leccarmi lungo la mascella e mordermi il lobo dell'orecchio.
-Altro che Dio dell'Inganno! Sei un Dio pervertito!- lo rimproverai riuscendo a staccarmi un po' da lui, ma poi mi passò una mano dietro alla testa e mi spinse in giù, facendo congiungere le nostre labbra.
Ci staccammo, e io non sapevo cosa dire, imbarazzata e confusa ma al contempo emozionata.
-Ammettilo che questo ti è piaciuto- chiese con voce suadente e lasciva, e se possibile diventai ancora più rossa in viso.
Dovevo reagire ma non sapevo cosa fare. I miei polsi erano liberi, e mi misi a cavalcioni sopra di lui, staccandomi dal suo corpo.
I nostri occhi nel mentre non si staccarono un attimo, attenti uno alla reazione dell'altra, in attesa di una risposta. Finalmente ripresi il senno di me, rendendomi conto di quanto scemo fosse il Dio che avevo incontrato.
-Sei proprio un idiota Loki!- dissi divertita, ormai l'imbarazzo stava lasciando posto al divertimento, e anche il rossore stava scomparendo. Senza volerlo sfiorai con le mani i suoi fianchi in modo così delicato e leggero che gli fece il solletico, al che lui sussultò. Ecco la vendetta perfetta; come ripagarlo del segno rosso che mi aveva lasciato alla base del collo. Sul mio volto apparve un ghigno divertito, lui capì quale fosse la mia intenzione.
Non gli diedi tempo di trovare soluzione che io iniziai a punzecchiarlo con le dita sullo stomaco, facendogli il solletico come ad un bambino; provò a trattenersi dal ridere, ma nel giro di poco cedette, lasciando libera la sua risata, cristallina come i suoi occhi si ghiaccio. Continuai la mia tortura per diversi minuti, finché non fui stufa, nonostante lui non implorò pietà, quando mai lo avrebbe fatto d'altronde?
-E chi se lo immaginava che il solletico fosse un tuo punto debole?- lo schernii continuando a sorridere, divertita dall'avere il Dio dell'Inganno alla mia mercé, intento a riprendere fiato e regolarizzare il battito.
-Io non ho punti deboli- ribatté lui con tono serio, ma con l'espressione di uno che si divertiva in volto.
-Ah no? Vuoi ripetere l'esperienza?- lo sfidai allungando le mani lentamente verso laddove lui temeva, ed ecco che la sua maschera cadde.
-No!- si apprestò a bloccarmi nuovamente i polsi e fissandoli, come fossero un'arma micidiale.
Risi del suo comportamento inaspettato, al che lui tornò a guardarmi e venne contagiato dalle mie risate. Smettemmo quando ormai i nostri sguardi si erano nuovamente intrecciati, dimenticandoci di ciò che era appena successo, persi uno nello sguardo dell'altro. Pian piano i nostri volti si avvicinarono nuovamente, spinti da quella scintilla di poco fa, e prima che me ne accorgessi tornammo a baciarci con estrema lentezza e infinita dolcezza, cosa che non mi sarei mai aspettata da lui o da altri in generale, ma perfetto per questo momento.
Un bacio più approfondito e passionale avrebbe stonato con la semplicità dell'atmosfera che si era creata scherzando e giocando come fossimo bambini.
Quando ci staccammo, ero senza fiato e una sensazione di leggerezza mi invase.
-Quindi? Quel bacio cosa significava?- domandai fissandolo intensamente.
-Non lo so.- rispose lui sincero, non distogliendo lo sguardo da me.
-Forse... affetto?- tentai io.
-Forse. Ma...-
-Ma cosa?- lo invitai a continuare, i miei occhi scintillarono di una sconosciuta energia, un'eccitazione che non avevo mai provato.
-È una sensazione strana, nuova.-
-Forse ho capito.-
-Cosa?-
-Senti le farfalle nello stomaco- affermai indugiando con lo sguardo sulle sue labbra sottili e rosee.
-E quindi?-
-E quindi...- gli diedi un bacio a stampo sulle labbra, lasciandolo di stucco.- È più del semplice affetto, mio caro Loki.- dissi, sicura di ciò che dicevo e di quel che avrebbe risposto lui.
-Intendi forse che il Dio della menzogna è caduto vittima di un sentimento futile, bislacco e puro quale l'amore?- chiese conferma, anche se non sembrava veramente turbato da ciò, solo meravigliato.
-Io credo di sì-
Ci rifletté un po' su, lasciandomi senza fiato, in attesa del suo giudizio finale.
Dopo alcuni infiniti minuti di silenzio, Loki mi baciò sulla fronte, rendendomi la ragazza più felice dei Nove Regni.
-A quanto pare, mia giovane allieva, sei riuscita a catturare il mio cuore. Non ho mai provato amore per nessuno, e una giovane fanciulla, chissà come, è riuscita a sciogliere il mio cuore di ghiaccio. Straordinario. L'ho sempre detto che sei speciale-
-Dai, che adulatore! Che dire, guarda di che gran pezzo di gnocco mi sono innamorata!-
-Uh, ora sei tu ad adulare me. Ti prego, continua- mi intimò lui scherzoso.
Risi, felice che ora qualcosa fra di noi esistesse. E poi il suo sarcasmo mi faceva sempre sbellicare dalle risate.
Ci scambiammo un altro lento, sensuale bacio, lasciando che le nostre lingue si incontrassero, giocassero in una romantica danza.
Il momento più intenso, gioioso e spettacolare della mia vita.
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