10 - Una notte da ricordare
E così arrivò anche la fatidica notte del 31 ottobre.
Notte di spettri, di paura, notte di magia e di mistero; non mi sarei mai aspettata di viverla con tanto entusiasmo. Forse perché il diverso celebrato in questa festa era parte di me, una pura espressione della mia natura, così come quella dei mutanti, forse perché la follia sfrenata e il giogo allegro e al contempo malvagio che la caratterizza erano presenti ovunque, quasi mi sembrava di sentire lo spirito di questa festa nell'aria.
Non tanto per gli striscioni a pipistrello e zucca appesi alle pareti o per la vivace confusione che aleggiava nei corridoi dell'Istituto in attesa dell'arrivo di questa notte, ma più per la carica e l'aspettativa che ne derivavano, tanto che pure io decisi di parteciparvi attivamente.
In Italia non avevo mai preso parte alla notte di Halloween, ma qui eravamo in America, la patria di questa tradizione, seppur ormai era diventata solo motivo di commercio e soldi, tradendo il significato macabro e oscuro dietro all'origine della festività.
Ma nonostante queste elucubrazioni, non mi permisi di rovinare l'innocente contentezza che sprizzavano soprattutto i più piccoli, ma anche i più grandi non scherzavano. Certo, a loro non interessavano le caramelle, magari un po' più lo scherzetto, ma più che altro non vedevano l'ora di sfoggiare i loro elaborati costumi, alcuni comprati, altri fatti interamente a mano con dedita passione e accuratezza.
E così, anche io mi diedi da fare. Halloween festeggiava la paura e il diverso, e io avevo in mente l'immagine perfetta da immedesimare.
Uscii un pomeriggio con la scusa di fare shopping e prendere il materiale necessario, ma in fondo non mi serviva nulla: avevo la magia dalla mia parte, e grazie agli insegnamenti di Loki la metamorfosi non era più un sogno lontano. Cambiavo i miei abiti con un battito di ciglia, ma questo all'insaputa di tutti, che spesso si chiedevano se possedevo un potere specifico o meno, al che rispondevo con un'indifferente alzata di spalle.
Bugie su bugie avevo costruito in quei mesi, ma non mi importava. Erano fatti che riguardavano solo me e la mia vita privata, non avevo ragione per renderne noti i fatti ad estranei. In fondo non stavo facendo nulla di male; vero era che Loki era riconosciuto come pericoloso criminale su più mondi, ma ciò non mi influenzava in alcun modo, perché io lo conoscevo davvero, forse anche più del fratellastro, e ciò che provavo per lui era autentico così come lo era il sentimento ricambiato.
Vero era che era un bugiardo, l'ingannatore per eccellenza, ma non dubitavo più di lui e mai lo avrei fatto; anzi, mi ero promessa di proteggerlo quando bisogno, di appoggiarlo e non tradirlo.
Mancava mezz'ora all'appuntamento davanti all'entrata della scuola con Rogue, Kitty e Bobby, con i quali mi ero accordata per andare a far festa in città. Per quanto mi dispiaceva non stare con Desiré, questo era il mio primo Halloween e volevo godermelo come qualunque adolescente, magari evitando inopportuni alcolici, e già li avevo avvertiti che se avessero voluto andare in qualche discoteca non li avrei seguiti. Era già tanto che partecipavo con loro, ma chiedermi di frequentare posti tanto rumorosi -e sicuramente affollati vista la ricorrenza- non se ne parlava.
Mi restavano poche cose da sistemare: trucco e capelli. I capelli li tirai indietro fermandoli sulla nuca con un fermaglio dorato, lasciandoli dietro sciolti e solo qualche ciuffo a ricadermi libero ai lati del volto; i miei capelli mossi e scalati erano ben sistemati, perciò non mi restava che truccarmi. Rivestii le ciglia con un mascara dorato trovato a basso prezzo in un negozio, diedi un tocco leggero di verde sulla palpebra e infine eye-liner nero e rossetto di un rosso acceso. Volevo essere provocante e avvenente, e ci sarei riuscita.
Quando mancavano pochi minuti, mi cambiai d'abito con la magia ed entrai in scena.
Attraversai i vari corridoi e quando fui in cima alle scale davanti all'entrata, dove gli altri mi stavano già aspettando, recitai: -In ginocchio, plebaglia, davanti al vostro Dio.- dissi con arroganza.
I ragazzi si voltarono verso di me con la bocca spalancata per lo stupore.
-Non ci credo!-
-Ragazza, tu sei tutta matta!-
-Ma quello dove l'hai trovato scusa?-
-Ahahahah! Io sono magica, posso tutto!- scherzai scendendo le scale. Beh, più o meno.
-Posso...- fece Rogue allungando la mano verso la mia testa.
-Prego.-
Toccò con delicatezza il mio elmo ritoccato, avendo paura che potesse staccarsi. Ripercorse con le falangi sottili rivestite da guanti in pelle nera il corno dorato impressionata.
-Tu sei pazza!-
-Allora ho scelto il costume giusto.- ribattei io con un sorriso smagliante in volto.
-Ma come ti è venuto in mente di travestirti da lui? A mezza New York verrà un colpo!- disse nuovamente Bobby agitato.
-Pff, esagerato.- presi il mantello e lo tenni mentre facevo un giro su me stessa. -Ammetto che è ben fatto, ma è solo un costume. Quale idiota potrebbe mai scambiarmi per l'originale?- domandai sconcertata.
-Oh Gesù!- sentimmo sussurrare, noi quattro ci voltammo verso la porta d'ingresso, dove a tenersi una mano sul cuore se ne stava Logan. -Dio, non ho più l'età per queste cose.- biascicò ancora mezzo spaventato.
-Prof, sta perdendo colpi.- lo rimbeccò Bobby divertito.
-Zitto marmocchio, o vedi come te lo faccio passare quel sorrisetto che hai in volto.- lo minacciò puntandogli gli artigli sotto il mento. -Eh tu...- fece poi guardandomi con aria sconcertata. -Perché? Non potevi vestirti da vampiro, o da zucca magari, no! Da un alieno psicopatico dovevi mascherarti!- si lamentò frustrato.
-Non si sarà mica spaventato prof?- gli domandai con un sorrisetto divertito sul volto. -Stia tranquillo, non ho alcuno scettro per farle il lavaggio del cervello, non deve preoccuparsi.-
-Quella a cui hanno lavato il cervello sei tu.- mormorò fra sé e sé. -Statemi bene ragazzi, e non combinate casini.- ci avvertì lui prima di sparire in cucina a scolarsi probabilmente una bottiglia di birra. Questa era la sua serata libera dopotutto, avrebbe festeggiato a modo suo la totale assenza di studenti e marmocchi rompiballe.
-Comunque, io avrei optato per insano, intelligente e divinamente bellissimo.- asserii sfacciata, guadagnandomi delle occhiate da parte degli altri. -Cosa? Mi sto solo calando nel personaggio!- mi giustificai io. -Lo sanno tutti che è un egocentrico, non avete notato che durante l'attacco a New York si era piazzato in cima alla Stark Tower? Ci mancava solo che ci mettesse il suo nome al posto di Stark.- commentai divertita. -Cambiando discorso... Bobby? Capitan Ghiacciolo, sul serio?- domandai divertita. -Io sarò anche pazza ad essermi vestita così, ma tu sei crudele!-
-Cosa? E perché mai? Guarda che figurone!- si compiacque stringendo lo scudo in plastica come il vero supereroe.
-Si beh... uno come te che controlla il ghiaccio impersona un eroe rimasto congelato per 70 anni. Geniale.- lo canzonai sarcastica. Mi sembrava di essere Loki anche nel carattere, che fosse il costume?
-E voi ragazze?-
-Io sono vestita da Catwoman!- si esaltò Kitty.
-Io sono la Vedova Nera.- disse rimirandosi la tuta nera lucente e attillata. Anche Bobby la guardava, ma in modo più intenso e decisamente con altri pensieri in mente, tanto che anche Rogue se ne accorse e lo tirò per l'orecchio rimproverandolo.
-Dai dai, non litigate.- dissi andando a separare i due sposini e prendendo sottobraccio le ragazze. -Forza, andiamo a conquistare la città!- esclamai euforica, ma mi guardarono male. -In senso metaforico ovviamente...- aggiunsi, per poi scoppiare a ridere assieme a loro.
Andammo al garage e mi misi al volante, conducendo questo gruppo di teenager in città, anche se trovai a fatica un posto dove parcheggiare.
Trovato finalmente posto dopo una buona mezz'ora a girare per le strade trafficate di New York, ci perdemmo ad ammirare le sfavillanti decorazioni appese in tutta la città.
Davanti ai negozi c'erano zucche su zucche, di ogni forma, dimensione e incisioni da farle sembrare terrificanti, nonché striscioni simili a ragnatele e adesivi a pipistrello attaccati alle vetrate; lungo le strade, i lampioni sembravano brillare più del solito, complici le centinaia di lucine arancioni che erano state appese da un lato all'altro della strada per dare un tocco in più all'atmosfera. Nei giardini antistanti le case, lapidi illuminate da una fioca lucina e scritte incomprensibili, sangue finto, spaventapasseri e altri manichini e sagomati -per lo più zombie, streghe e, da non credersi, anche un Loki- rendevano più tetra quella fredda notte d'ottobre.
La città era un tripudio di zucche, candele e ragnatele.
La gente era già riversa in strada, c'erano migliaia di persone con costumi dai più semplici ai più artistici, come chi si era tinto interamente il corpo per assomigliare al meglio ad uno zombi, chi indossava parrucche, mantelli e altri gingilli, canini in plastica per i vampiri, lenzuola bianche per i fantasmi, chi interpretava protagonisti di film horror -più volte avevo visto da Predator a It-, ma questi non erano che una parte della popolazione di New York.
Agli abiti tradizionali di Halloween si erano sostituiti nuovi e appariscenti costumi. E si, gli Avengers andavano proprio di moda, soprattutto fra i bambini, che con i loro scudi in plastica di Capitan America, i martelli in gomma come Thor e le maschere da Hulk e Ironman coloravano la città di una nuova luce.
Non era più la festa della paura e dei morti, sembrava più una parata in loro onore. Non sapevo se esserne ammirata o schifata.
-Ehi, guardate che forza quel costume da Ironman!- esclamò Bobby estasiato avvicinandosi al tipo con le ragazze al seguito.
Si, ne ero decisamente disgustata. Se proprio volevano celebrare i loro eroi, che l'America indicesse un giorno in loro onore!
Sbuffai contrariata. Quella festa mi stava lasciando l'amaro in bocca, non era poi come me l'aspettavo, ma infondo ero lì da neanche dieci minuti, era troppo presto per giudicare.
Mi compiacqui non trovando nessuno o nessuna travestito da Loki come me. Mi sentii soddisfatta della mia brillante idea.
Beh, da tale allieva di taluno insegnante cosa ci si poteva aspettare?
Notai che molti occhi erano fissi su di me. Certo, rispetto all'originale ero più bassa, avevo i capelli castani e qualcosina in più all'altezza del petto, non potevo essere scambiata per lui. O sbagliavo?
Vidi un gruppo di ragazzi avvicinarsi a me con aria seria; indossavano i costumi degli Avengers, saranno stati poco più grandi di me e avevano di quei muscoli che mi fecero pensare non fossero merito dei loro costumi e della fierezza con cui li indossavano. Pensate che le copie di Capitan America e Thor avevano, probabilmente costruiti da sé, i loro accessori fatti non in plastica o gomma, bensì di metallo.
Deglutii a vuoto, ma non lasciai cadere lo sguardo da quello del finto Capitan America, un bestione alto credo quanto l'originale e ben piazzato come lui.
Quando mi fu a un passo si fermò. Ci lanciammo sguardi di sfida, leggevo nei suoi occhi una strana scintilla, non semplice emozione, qualcosa di più genuino e bambinesco.
Capii che non aveva nulla contro di me da quello scambio silenzioso di parole.
(far partire qui la musica a inizio capitolo; altra musica consigliata è "we will rock you")
https://m.youtube.com/watch?v=23gr_kfmQ1o
-Allora mortale, sei venuto da me a chiedere di metter fine al tuo supplizio?- intonai arrogante ma con la stessa aria burlona del vero Loki.
-No, certo che no. Sono qui per avvertirti, Ingannatrice: questo mondo non si piegherà mai ad una pazza come te.- recitò lui imitando la voce profonda e sicura di Steve Rogers.
Attorno a noi si era creata come un'aria vuota, circoscritta dagli stessi spettatori al nostro spettacolo.
-Allora il tuo amato popolo ti vedrà cadere per mano mia, Soldato.- replicai con un sorriso beffardo allontanandomi di un passo e mettendomi in posizione d'attacco, estraendo due coltelli non propriamente finti esattamente come Loki.
Sentii Kitty sussurrare agli altri -Ma quelli ce li aveva anche prima?-
No cara, non li avevo. Godetevi questo spettacolo di magia e illusioni, signori e signore: che lo show abbia inizio!
Il gruppo di finti Avengers mi si piazzò davanti, ognuno imbracciava la propria arma, chi farlocca e chi vera, ma nulla poteva intimorirmi.
Il Capitano mimò con le labbra un Sai combattere? al quale risposi con un cenno d'assenso stringendo la presa sui pugnali.
Non sembravano preoccupati per le mie armi, perciò decisi di non trattenermi. Aspettai che fossero loro a fare la prima mossa: il Soldato mi lanciò contro lo scudo ma, con un gesto teatrale, smorzai il palese entusiasmo che ogni supereroe ha quando crede di avere in pugno l'avversario e presi al volo lo scudo, facendo smorzare il fiato alla platea, mollandolo poi ad un paio di metri di distanza da me.
-Tutto qui, Avengers?- li sfottei con un ghigno in viso.
-No, non hai ancora visto niente cerbiatta. Avengers Assemble!- gridò il finto Ironman, il quale era dotato di piccoli taser all'interno dell'imbracatura di sottile metallo dei bracci.
Mi si avvicinò preparandosi a colpirmi con un pugno, per cui rinfoderai i pugnali nelle custodie dietro la schiena; l'attore mi avvisò circa il lato che aveva intenzione di colpire, ma io lo avevo già preceduto anticipando il suo stesso pensiero e afferrandogli il pugno con una forza tale da stupirlo.
-Non mi è sembrata un'idea geniale per uno che si vanta del proprio genio.- commentai con cattiveria gustandomi la sua espressione paonazza.
Poi con un rapido movimento gli ruotai il pugno sinistro, che avevo afferrato con la mano destra, in senso orario portandolo a piegarsi per seguire il movimento e cadere infine di schiena sull'asfalto. Gli misi un piede sul costato, sancendo la mia vittoria.
-Temo dovrete impegnarvi di più per battermi.- chiosai ghignando divertita.
La folla esultava, totalmente presa dalla recita che stavamo mettendo in atto; i più incitavano gli eroi, essendo loro "i buoni", ma una buona e sempre maggiore parte aveva preso a fare il tifo per me, forse perché interessati dall'esito di uno scontro in cui un Loki versione femminile e dannatamente sexy vinceva, forse perché si aspettavano poi una mia futura disfatta in modo strabiliante com'era accaduto nel reale scontro tra Loki e i veri Avengers.
Mi allontanai dal ragazzo a terra, il quale aveva deciso di fingersi sconfitto e proseguii verso Capitan America, e lo stesso fece lui, ancora privo di scudo, mimando stavolta Corpo a corpo, e sperai che questo scontro fosse più intenso e duraturo.
Ingaggiammo uno scontro fatto di schivate, prese, tentati sgambetti e pugni andati a vuoto. Il pubblico era in delirio, completamente incentrato su quel nostro scambio di colpi.
Una volta compreso da entrambi il reciproco livello di combattimento, decidemmo di fare sul serio. Lui aveva la stazza dalla sua parte, ma io ero più veloce e scattante, mentre la nostra forza sembrava equipararsi, nonostante la mia costituzione mingherlina.
In fondo, non sono completamente umana, quindi ha senso, pensai mentre scivolavo da un lato per evitare un pugno, portandomi poi in basso e ruotando con la gamba distesa, facendogli uno sgambetto che lo fece crollare a terra, ma non finì lì.
Entrambi ci rialzammo in fretta, nessuno con l'intenzione di perdere quello scontro improvvisato.
-Sei brava a combattere.- si complimentò ammiccando, portando i pugni in posizione di difesa.
-Oh, lo so. E non hai ancora visto niente.- lo provocai decisa ad attaccare.
Mi fiondai su di lui, pronta a tiragli un pugno contro la mascella, e per un breve istante sfruttai la magia, leggendogli nella mente e intercettando i suoi pensieri e il suo contrattacco.
-Non mi prenderai!-
Prima che potesse prendermi il braccio, lo presi alla provvista cambiando tattica: saltai dandomi la spinta sulla sue spalle e arrivandogli alle spalle con una capriola, coprendogli il viso col mantello che poi staccai così da bloccargli la visuale. E mentre lui se ne sbarazzava, colpii il retro delle sue ginocchia facendolo piegare a terra.
Mi portai davanti a lui, che con un ultimo tentativo si sbarazzò del mantello, lanciandolo in lato, ma ormai non aveva scampo.
-In ginocchio, davanti alla tua Dea.- asserii sfacciata e con un'aria mortalmente seria, tanto che il pubblico in quell'atto finale si era zittito per godersi lo scambio di battute finali.
Un pugnale era puntato davanti al suo viso, e lui non poteva far altro che dichiarare la sua sconfitta.
-Mi... mi arrendo.- mormorò a corto di fiato.
Un sorriso soddisfatto nacque sul mio volto, e la folla esultò ancora.
-C'è nessun altro fra voi deboli mortali che osa sfidarmi?- urlai per sovrastare il rumore della folla spalancando le braccia in un gesto teatrale e sorridendo sempre più divertita, ma mantenendo quell'impressione di arroganza e malizia che mi aveva caratterizzata dall'inizio dello scontro.
Feci qualche passo lento e calcolato davanti alla folla, in attesa del prossimo sfidante.
Girando su quel palco immaginario non mi accorsi delle figure che si erano unite alla folla in silenzio per osservare lo scontro, attirati dal brusio frenetico che imperversava lì a Times Square.
Poi, dal resto del gruppo di Avengers farlocchi si staccò l'alta e possente figura di Thor. -Sorella, cessa questa follia.- mi intimò lui, come se fossimo stati il vero Thor e la vera Loki.
L'atmosfera aveva preso una sfumatura per un secondo gelida e distante. Mi immaginai nei panni di Loki, durante l'invasione di un anno e mezzo fa. Come si era sentito Loki davanti a suo fratello, che lo credeva morto? Cosa avrebbe veramente voluto dirgli, quello lo sapevo, ma come si era sentito a tacere e sfoderare la sua lingua d'argento?
Per un attimo mi sentii smarrita, persa in quei pensieri, e non mi accorsi che quel Thor si era ormai avvicinato a grandi falcate e ora mi teneva per le spalle, come era accaduto a Loki quando lo catturarono.
-Basta così Loki! Gli umani non hanno bisogno di una regina. Torna a casa, sorella, torna da me.- ansimò con voce roca, come commosso e provato.
Entrambi avevamo gli occhi lucidi, entrambi percepivamo come quel momento fosse di particolare sensibilità, ma lui vedeva solo con gli occhi di Thor; io avevo visto con quelli di Loki.
-Eri in lutto per caso?- lo sbeffeggiai attendendo la sua risposta.
-Lo eravamo tutti. Io, nostra madre e nostro padre— - ribatté con amarezza per prolungare la recita e aumentare il pathos tra la folla in completa adorazione.
-Tuo padre.- lo corressi osservandolo spalancare gli occhi in segno di confusione.
A quanto pareva certi dettagli non erano noti al resto del mondo, perciò avrei dovuto di lì in poi prestare più attenzione alle parole da usare.
-Non ha importanza!- disse frustrato e addolorato. -Tutto ciò che abbiamo passato insieme da piccoli lo hai forse dimenticato?- domandò con lieve cipiglio.
Mi staccai da lui, sorridendo amaramente. Rammentavo un simile scambio di battute, lette fra i ricordi di Loki nei momenti di contatto tra noi due, e mi permisi di usare le sue stesse parole. -Ricordo un'ombra. Una vita all'ombra della tua grandezza. Ricordo che tu mi hai scaraventato nell'abisso, io che ero e dovrei essere regina!- dissi con sempre più trasporto e ira, attirando l'attenzione del pubblico su di me, che trattenne il fiato per l'emozione.
Ciò che era iniziato come una semplice recita aveva preso la piega di un film drammatico degno di un Oscar.
La folla era totalmente presa, travolta dallo scambio di battute e dall'intensità del momento, palpabile nell'aria.
-E hai deciso di appropriarti di questo mondo? No Loki, non te lo permetterò, anche a costo di ucciderti!- ribatté caricandomi.
Tentò di colpirmi col martello, dimenticandosi di avvertirmi come i suoi compagni, ma ciò non mi impedì di schivare agilmente il colpo buttandomi di lato per recuperare lo scudo del finto Capitano.
Stupido come l'originale, avrebbe detto Loki.
Provò a colpirmi ancora sotto le incitazioni delle persone che tifavano per lui incoraggiandolo a sconfiggermi; tentò un colpo dall'alto verso il basso, che parai sfruttando lo scudo facendo boccheggiare di sorpresa il pubblico. Dopodiché in modo lento e sensuale mi rialzai in piedi, gettando nuovamente lo scudo di lato, non staccando per un attimo lo sguardo da quello del biondo davanti a me.
Smossi della polvere inesistente dalla spalla sinistra, ridendo divertita e con una lieve intonazione da psicopatica. -Se vuoi sconfiggermi, dovrai fare di meglio, figlio di Odino.- lo canzonai nuovamente.
Ruggì rabbioso, scagliandosi contro di me col martello; ancheggiò a destra e sinistra, e prontamente schivai i colpi che fenderono l'aria con un suono frusciante.
-Perché ti comporti così sorella?- attaccò verbalmente non smettendo di avanzare e io di retrocedere.
Ad un nuovo affondo col martello, estrassi velocemente i pugnali e lo bloccai a mezz'aria. -Perché sono cattiva, sono fatta così!- esclamai stupendolo e scatenando anche alcune risate tra il pubblico, dove alcuni mi acclamarono totalmente d'accordo con la mia linea di pensiero.
Dire che adoravano le nostre sfavillanti conversazioni era poco.
Soffiò cercando di imprimere più forza sulla presa dell'arma così da farmi cadere in ginocchio, e purtroppo data la sua altezza ci stava anche riuscendo a poco a poco, ma come prima col finto Capitano, non ebbi problemi a resistere a quella forza aggiuntiva.
I nostri volti erano vicinissimi. Ne approfittai per scambiare due parole con l'attore nascosto dietro la maschera. -Esattamente, come pensavate di concludere questa messa in scena?- sussurrai soffiando sulle sue labbra per provocarlo, facendolo arrossire come una ragazzina.
-In realtà non ci avevamo pensato. Non eravamo neanche certi che tu accettassi di partecipare, e poi hai dato il via allo spettacolo impedendoci prima di consultarci, perciò...- rispose scrollando le spalle.
-Che vinca il migliore, allora.- feci io spostandomi di colpo e, dato che aveva allentato la pressione su di me abbandonandosi sul contrappeso da me fornito, cadde a terra come un sacco di patate.
-Ahahahahahah! Lo chiamavano "Il Potente!"- lo schernii mimando le virgolette, scatenando ancora l'ilarità del pubblico.
Rosso di imbarazzo come il mantello che svolazzava dietro di lui, si rialzò girandosi in tutta fretta brandendo il martello. Io in quel momento ero ancora girata verso gli spettatori, e mentre mi stavo voltando verso il biondo venni colpita in pieno sul braccio e in parte sul costato.
Indietreggiai di diversi passi per la spinta improvvisa tenendomi la zona lesa, chinando il capo. Il mio volto venne oscurato dai capelli e nuovamente calò il silenzio.
Quel Thor mi fissava spaventato e mortalmente in colpa. Prima che aprisse bocca per scusarsi o dire altro, trattenni una smorfia di dolore e sollevai il viso, mostrando un ghigno terrificante verso di lui.
-Finalmente hai deciso di fare sul serio, fratello.- commentai con voce ferma togliendo la mano dal costato ferito.
-Vai Thor!-
-Colpiscila ancora!-
La folla tornò ad incoraggiarlo; per fortuna credevano tutti che quello fosse un colpo calcolato e che non mi avesse infortunato veramente, ma Kitty e Rogue si erano pietrificate sul posto con gli occhi spalancati tinti di una scia di terrore e preoccupazione, mentre Bobby stringeva i pugni con rabbia. Se non avesse udito le mie parole, probabilmente si sarebbe fiondato su quello stupido e lo avrebbe congelato lì dov'era.
Feci loro l'occhiolino sorridendo gentilmente per fargli capire che andava tutto bene, e per lo più era davvero così. Ringraziavo la mia innaturale resistenza e i miei poteri curativi, ma sfortunatamente il braccio doleva molto, temevo che l'osso si fosse fratturato per la potenza con cui mi aveva colpita, ma non me ne preoccupai.
Avevo un combattimento da vincere.
Per lo sgomento il biondo lasciò cadere a terra il martello, che vibrò all'impatto generando un fastidioso tintinnio metallico; non si premurò di raccoglierlo, temeva di farmi nuovamente e involontariamente male con quell'arnese.
Gli scagliai un pugno, che afferrò con la mano, e lo stesso fece lui; eravamo in una situazione di stallo.
-Stai bene?- mi chiese visibilmente preoccupato evitando di usare troppa forza col braccio col quale aveva provato a colpirmi.
-Non preoccuparti, ho la pellaccia dura. Piuttosto, dovresti preoccuparti per te.- sentenziai smuovendo nuovamente le labbra in un ghigno.
-A cosa ti— - non terminò la frase che il fiato gli morì in gola.
Mollò la presa sul mio braccio e perse l'equilibrio, sbilanciandosi in avanti, ma io lo presi facendolo appoggiare col viso sulla mia spalla mentre lo reggevo per la collottola.
-Dovresti ringraziarmi.-
-Ringraziarti?- fece lui con voce spezzata e disumanamente acuta e gli occhi che quasi gli uscivano dalle orbite; il suo viso era arrossato per il dolore e sempre più imperlato di sudore.
-Il vero Loki avrebbe usato i pugnali.- risposi con un sorriso divertito, scostandomi e lasciandolo cadere al suolo proteggendo la zona fra le gambe da me lesa. -E comunque te lo sei meritato.- aggiunsi poi sentendolo gemere per il dolore e boccheggiare in cerca d'aria.
La folla era sbigottita, chi sconcertato incapace di aprir bocca e chi sembrava fare a gara per l'espressione facciale più dispiaciuta e comprensiva per le condizioni del biondo riverso a terra (questi solo tra il popolo maschile) o sotto shock, chi mi additava sgridandomi per aver giocato sporco e avergli tirato un colpo basso, ma in fondo non avevamo mai dettato alcuna regola, e in guerra tutto è lecito.
E poi quel troglodita mi aveva distrutto il braccio, dovevo assolutamente ripagarlo del favore, in un modo o nell'altro.
Ma per far piacere il pubblico, mi avvicinai a lui porgendogli la mano. -Tregua?-
Fissò in certo l'aiuto che gli stavo offrendo, ma poi accettò di buon grado. -E sia.-
Lo levai su usando troppa forza e facendolo sbattere contro di me. -Stai cercando di comunicarmi qualcosa sorella?- pigolò con fare da gran conquistatore, mai io non lo degnai di uno sguardo e me ne andai dai miei amici, decretando la fine di quella pseudo-recita/battaglia.
-Stai bene?- mi domandò Rogue mentre la folla scemava sempre più, riprendendo la consueta routine di Halloween tra feste per adulti, dolcetti e vistosi ed esuberanti scherzetti.
-Si, non preoccuparti. Non mi ha colpito molto forte, e poi mi sto già curando da me.- dissi bisbigliando le ultime parole, in modo da non far ascoltare nessuno quella conversazione privata.
-Bobby no!- lo richiamò agitata Rogue un attimo dopo andandogli dietro e tirandolo per il braccio.
Io e Kitty li seguimmo; mi piazzai davanti al mio amico, così da impedirgli a proseguire.
-Ma lui...-
-Lo so, ma io sto bene, e comunque l'ho già punito per il suo gesto sconsiderato, non preoccuparti.- lo interruppi, volgendomi poi verso il gruppo in costume con cui avevo recitato.
-È stato divertente.- proruppi attirando la loro attenzione.
-Concordo in pieno, non mi sono mai divertito tanto gli scorsi Halloween.-
-Scusami, non era mia intenzione colpirti prima, mi sono fatto prendere la mano e— -
-Si si, non preoccuparti, fratello.- lo rassicurai; il dolore era ormai passato e il braccio completamente guarito.
-Comunque, bel costume.- si complimentò il finto Hawkeye.
-Grazie, anche i vostri non sono niente male.- feci io in riposta. -Ma voi chi siete veramente?-
-Siamo semplici liceali con la fissa del teatro. Io sono Ryan.- si presentò quello vestito da Capitan America. -Loro sono Chris, Harry e Josh.- elencò indicando prima Thor, poi Ironman e infine l'arciere.
-Francesca, mentre loro sono Bobby, Kitty e Rogue. Anche noi liceali in visita da un'altra città.-
-Davvero? Di dove siete?- domandò il biondo davanti a me.
-Boston.- improvvisai, era meglio non spifferare il nome della nostra scuola né la sua ubicazione precisa.
-Sembra che abbiamo ottenuto un bel bottino questa sera.- enunciò una ragazza dai capelli rossi e lunghi lasciati sciolti; interpretava sicuramente la Vedova Nera. -Siete stati fantastici, date un po' un'occhiata.- continuò alzando uno zaino con dentro numerose banconote e scuotendolo facendo tintinnare le monete al suo interno.
-Vi siete fatti pagare?- chiese Kitty basita.
-Noi siamo una compagnia abbastanza conosciuta nei quartieri qui intorno, perciò si. Ci siamo fatti pagare.- le rispose educatamente Harry.
-Che ne dite di venire a mangiare qualcosa con noi per ripagarvi? Offriamo noi.- ci invitò gentilmente Ryan.
-D'accordo.- accettai dopo essermi scambiata uno sguardo d'intesa con i miei amici.
Quindici minuti dopo eravamo seduti a mangiare dello strano cibo. Eravamo gli unici clienti, ma abbastanza da far sembrare quel posto molto frequentato.
-Come hai detto che si chiama questo cibo?- domandò Rogue con un'espressione tra il disgustato e la curiosità.
-Shawarma.- rispose Josh masticando senza ritegno e parlando col cibo in bocca, sputacchiando dei frammenti sul tavolo.
-Amico, sei disgustoso.- lo rimbeccò Chris.
-Sapevate che dopo l'invasione aliena gli Avengers, quelli veri intendo, sono venuti a mangiare proprio qui?- commentò Ryan dopo aver ingoiato.
-Ma davvero?- feci io addentando il primo boccone. Il gusto non mi era nuovo, e per fortuna non avevo voluto salse aggiuntive. -Ma è kebab!- esclamai, ritrovata la voglia di mangiare, e il mio stomaco brontolò d'accordo con me.
-Kebab?-
-In Italia lo chiamiamo così. Tranquilli ragazzi, è commestibile.- rassicurai i miei amici, che si fiondarono sul cibo, rincuorati più che dalle mie parole dal non avermi vista stramazzata al suolo intossicata.
Finito il pasto, il gruppo di attori se ne andò, mentre noi restammo a trangugiare una montagna di patatine da loro gentilmente offerte.
-Il miglior Halloween di sempre!- sospirò Bobby con un sorriso sul volto.
-Ma se ha fatto tutto Francesca!-
-Già, non vantarti della mia spettacolare serata!- aggiunsi guardandolo di sottecchi mentre mi dondolavo sulla sedia.
-Chi ha parlato di spettacolare serata?- domandò una voce nuova all'altro lato della stanza.
Aprimmo le bocche per lo sgomento.
L'uomo, unico e solo nel suo genere, si autoinvitò prendendo posto affianco a me, mangiando il nostro cibo; cosa che mi infastidì non poco.
-Questo- dissi, -è il nostro cibo.- sottolineai sfacciata, beccandomi uno schiaffetto dietro la nuca da Kitty.
-Non si preoccupi.- disse sorridendo smagliante.
-Si serva pure, signor Stark.- le diede man forte Rogue.
-Idioti.- mormorai sottovoce mentre Stark se la rideva.
-Oh, perdonami cerbiatta, non pensavo fossi così possessiva con delle semplici patatine.-
-Mi creda signor Stark, meglio non scherzarci sopra.- gli disse Bobby avvicinandosi al miliardario. -Lei vive di patatine.- gli bisbigliò all'orecchio.
Alzai gli occhi al cielo seccata.
Ma la serata non era finita? Perché le stranezze continuano a sbucare come margherite?
-E vorresti negarmi delle patatine, a me, Tony Stark, genio miliardario playboy filantropo?- mi domandò con un sorriso che trovai irritante. Tutto di lui sembrava irritante.
-Resti pur sempre un uomo, come tutti noi.- replicai guardandolo dritto nelle palle degli occhi con una serietà mortale, smorzando il suo entusiasmo.
-Ma sono più intelligente di voi.- ribatté lui per stuzzicarmi, ritrovando l'entusiasmo.
-Dipende dai punti di vista.- sbuffai io in risposta.
Stark si voltò verso i miei amici, che avevano assistito in silenzio, percependo quanto fossi realmente seccata e infastidita. -Simpatica, dove l'avete trovata?- domandò col suo grande carisma.
-Adesso smettila di importunare i ragazzi Tony.- lo richiamò autoritario un altro uomo.
Voltandoci, riconoscemmo il vero Steve Rogers, vestito come un semplice civile, e al tavolo con lui c'erano anche altri supereroi, tutti senza uniformi o armi. Beh, forse le armi ce le avevano, ben nascoste, ma probabilmente c'erano.
-Andiamo Capitano, stavo solo trasformando la loro noiosa serata in qualcosa di epocale.-
-Io credo che non ne abbiamo affatto bisogno, soprattutto la loro Loki.- disse Natasha Romanoff in nostra difesa.
Alzai il bicchiere pieno di the al limone verso di lei, in segno di ringraziamento, poi bevvi.
-A proposito, lo avete inscenato bene lo scontro, anche se la mia controparte lasciava un po' a desiderare.- continuò indisturbato il miliardario, più rivolto a Kitty, Rogue e Bobby, che pendevano dalle sue labbra, mentre io lo ignorai, rivolgendomi invece al suo gruppo di amici.
-Ma fa sempre così?- domandai basita.
-Tu non ne hai idea.- mormorò Rogers passandosi una mano tra i capelli, come esausto.
-Forza, unisciti a noi!- mi invitò quello che riconobbi come Hawkeye, l'agente Clint Barton, l'uomo che Loki aveva sottomesso ipnotizzandolo.
Li raggiunsi con gioia, ma ovviamente Stark non poté far finta di nulla. -Ah si? Preferite la sua compagnia alla mia?-
-Fra noi due non c'è paragone, uomo di metallo.- commentai prendendo posto con gli Avengers.
-Uh, punto nel vivo.-
-Mi piace la ragazza, molto più dell'originale.-
-Quella ragazza mi ha rovesciato il suo pranzo addosso!- fece notare allora Tony, in memoria dell'incidente in sala mensa di molti mesi prima.
-Ora mi piace ancora di più.- specificò Clint, e la rossa annuì d'accordo.
-E ogni senso di colpa per quel piccolo equivoco si è totalmente volatilizzato.- dissi mangiando dal piatto di Tony.
-Eh no ragazzina, puoi rubarmi gli amici e i soldi, ma non lo shawarma!-
-Era così solo, ho pensato che avrebbe trovato buona compagnia nel mio stomaco.- risposi sarcastica dopo aver mandato giù il primo boccone.
-Possiamo prenderla in squadra al posto di Tony?- domandò Clint con tutta l'intenzione di rendere reale la sua idea.
-Per me si può fare.- lo appoggiò, incredibile ma vero, Steve Rogers.
-Capitano, mi tradisci così?- si lamentò con drammaticità Tony portandosi una mano sopra il reattore Arc.
Rogers scrollò le spalle al miliardario, gustando quella strana pietanza che in passato aveva già avuto onore di conoscere.
-Non ci credo, gli Avengers!- esclamò ancora elettrizzata Kitty saltando sulla sedia assieme a Rogue. -Possiamo un autografo?-
Solo a me la loro presenza non fa né caldo né freddo?, mi chiesi continuando a mangiare indisturbata il cibo di Tony.
No, anche io li trovo noiosi, fece eco una voce nella mia testa.
Quasi mi strozzai col cibo, e tossii per mandare giù il boccone che mi era andato di traverso, mentre una risata grassa prendeva forma nella mia testa. Steve mi porse un bicchiere colmo d'acqua, che svuotai con incredibile velocità.
-Così impari a mangiare il mio cibo.- mi rimbeccò da lontano Stark.
Steve, ignorando il commento inopportuno del collega e massaggiandomi la schiena per aiutarmi a riprendermi, si premurò di chiedere: -Stai bene?-
-Si si, tranquillo.- gli risposi educatamente. -E comunque sei tu il primo che si è avventato sul cibo altrui!- aggiunsi urlando furente alla volta del miliardario, sconvolgendo il Capitano per il mio cambio improvviso di umore.
L'attimo dopo, a Stark andò di traverso la mia bibita. Io e gli Avengers ridemmo soddisfatti, mentre i miei amici lo compativano e aiutavano.
-Facciamo cambio di amici?- proposi osservando le attenzioni che rivolgevano a quel pompato e irritante riccone. -Non sopporto Mr Ego Smisurato, mi fa salire il crimine.-
-A chi lo dici, ma non possiamo farci nulla. Dopotutto, è una delle menti più brillanti del pianeta, serve alla squadra.- risposte pacata Natasha sorseggiando la sua coca-cola.
Io sono di gran lunga più intelligente di quel mortale, commentò nuovamente la voce nella mia testa.
Serata noiosa, Loki?
Non sai quanto. Non ho più libri da leggere. Ottima interpretazione comunque, tranne il finale. Io avrei finto la tregua per poi pugnalarlo.
Non lo avrei mai detto, commentai sarcastica.
Sei meravigliosa ricoperta d'oro, mi encomiò facendomi arrossire, sembri una regina.
Per concludere in bellezza la serata, tra feste, scontri e supereroi, ci voleva proprio una visitina da parte di Loki. E quando si annoia, fa sempre una cosa.
-Ragazzi, che dite di andare? Il coprifuoco sta per scadere.- dissi ai miei compagni.
-Guastafeste.- mi insultò Stark.
-In effetti...- Rogue controllò l'ora al cellulare, ed effettivamente il tempo era volato. -Sono quasi le due.-
-Allora sbrighiamoci, che poi Logan ci fa la sua di festa.- ci incitò Bobby, conscio che tanto Logan se la sarebbe presa solo con lui.
-È stato un piacere conoscervi.- salutai gli Avengers. -Che ne dite di un selfie tutti insieme?- proposi subito dopo, dato che Kitty e Rogue non avevano avuto i loro autografi, e le sentii schiamazzare euforiche, per poi ricevere due baci su entrambe le guance da loro due e venire stretta in un abbraccio.
-Sei la migliore!- dissero in coro le mie amiche.
Stomachevole, commentò Loki.
Non sono così male, anche se preferisco i tuoi di abbracci.
-Ragazze, mi state stritolando.- feci notare sentendo l'aria iniziare a mancarmi. -Molto meglio.- sospirai ripresa aria dopo che si erano staccate.
Per fortuna, Kitty girava sempre con il bastone per selfie. Lo scatto fu magnifico, e ce lo inviammo su Whatsapp.
Li salutammo un'ultima volta lasciandoli al loro spuntino notturno, fiondandoci all'auto e partendo in quarta alla volta della scuola.
Per fortuna Logan, in veste di responsabile notturno, si era addormentato sul divano nel salotto principale con ai suoi piedi una ventina di lattine di birra. Di soppiatto ci rifugiamo ognuno nelle nostre camere, stanchi ma contenti.
Appena richiusi la porta alle spalle, qualcuno mi coprì gli occhi. -Indovina chi sono.- mi sussurrò all'orecchio. -Sono insano, intelligente e divinamente bellissimo.- continuò sottovoce spostando le mani dai miei occhi ai fianchi.
-Ti piacciono proprio i complimenti, eh?- domandai aprendo gli occhi e voltandomi, appoggiando le mani sul suo petto e guardandolo negli occhi smeraldini.
-Soprattutto se escono da questa bocca.- sussurrò prima di coinvolgermi in un bacio passionale.
-Mi erano mancati i tuoi baci.- dissi quando si staccò.
-Lo so, faccio questo effetto.- commentò con ben poca modestia, passando una mano sull'elmo dorato.
-Ruffiano.- sbuffai sorridendo e regalandogli un bacio veloce sulle labbra. -E mio.-
Lui sorrise ancora di più. -E tuo. Come tu sei mia.-
-Per sempre.- dichiarai perdendomi nel suo sguardo.
-Per sempre.- ripetè trascinandomi in un lento e romantico bacio che sembrò durare tutta l'eternità.
Spazio autrice
Ebbene ce l'ho fatta! 🎉🎉🎉🎉🎉
Dopo più di un mese ho finalmente completato il capitolo 10!
Applausi grazie 👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻👏🏻
Con ben 6000 parole e passa spero di avervi travolti cari lettori e lettrici.
Vi è piaciuto il capitolo?
Chi è che si aspettava che il tema fosse Halloween?
🙋🏻♀️ beh io naturalmente.
Allora, capitolo succoso... a quanto pare la nostra protagonista non sopporta Tony 🙈
Una sfida di battute tra lui e Francesca, secondo voi chi vincerebbe?
Io dico: potere alle donne! 💪🏻
E lo scontro? Come vi è sembrato?
Spero vi abbia emozionato e di averlo scritto bene e di aver ripreso il carattere di Loki al meglio.
A quanti è piaciuto il finale? 💚
Ora sappiamo che quando Loki si annoia si teletrasporta fuori dalla cella e va a fare visita alla nostra protagonista, io lo trovo dolcissimo❣️
Vi lascio un paio di immagini, la prima modificata da me con un'app per adattarla alla storia 😉
L'elmo era nella versione di Thor Ragnarok.
I vestiti invece erano così, con in aggiunta il mantello.
A si, non l'ho ancora chiesto!!
Vi piace la nuova cover? L'ho fatta io 😊
Non dovrei metterci molto a pubblicare il capitolo 11 perché l'ho quasi terminato, ma ormai mi conoscete quindi aspettate e sperate! 😅🙈
🌟🦋vostra Fra🦋🌟
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