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/Sesto Giorno/

"Non c'è più serata in giro e chiami tu.
Non c'è più nessuno che ti fa,
pensare male di me
ma in fondo non sai se crederci veramente.
Pensare male di me,
anche quando non vuoi poi fai finta di niente.
Lascia un vestito da me così domani potrai
avere ancora la scusa.
Per ritornare da me, ma in fondo non vuoi
andare via veramente."
The Kolors ft.Elodie - Pensare Male.

[Dovrebbe esserci un GIF o un video qui. Aggiorna l'app ora per vederlo.]

(L'ascolto della canzone è facoltativo.)

Il penultimo giorno di quella strana vacanza era finalmente arrivato. Questo per Stéphane, significava dire addio allo strambo sconosciuto; da una parte ne era felice, dall'altra, sentiva un peso opprimente sul petto.
Si era sentita viva. Mai come allora, aveva liberato i suoi freni inibitori.
Essere una Stonewall, implicava il portarsi grosse responsabilità sulle spalle, e per un attimo, era arrivata anche ad immaginarsi la sua vita con affianco un uomo del genere.
Glielo avrebbe anche riferito, se solo non si fosse comportato da completo stronzo arrogante. Trattarla in quel modo dopo aver condiviso tutta se stessa, non riusciva proprio a tollerarlo.
Le era sembrato turbato, come se avesse appena ricevuto una cattiva notizia, ma non era quello il modo di agire: ella voleva solo aiutarlo.

Jude Sharp si era sentito in colpa. Le aveva risposto nel modo peggiore, ma esclusivamente perché desiderava stare da solo. Non pensava realmente quelle cattiverie che le aveva urlato contro, anzi, tutto il contrario. Insieme a quella sconosciuta, aveva forse passato, i migliori giorni di quell'anno maledetto.
Gli rimaneva solo la sorella minore, dato che il padre -seppur adottivo- a causa di un infarto improvviso, si era spento all'inizio del freddo inverno di gennaio. Aveva deciso di non partecipare ai suoi funerali, non avrebbe retto lo sguardo pietoso di tutte quelle persone. Si era recato alla sua tomba solo dopo, e aveva chiesto il suo perdono, perdono per non essere il figlio forte che credeva di aver cresciuto.
La donna conosciuta sull'isola, era stata come una nuova ventata d'aria fresca, che gli scombinava il cuore, invece dei capelli.
Scoprire l'agghiacciante verità su uno dei suoi migliori amici, gli aveva surriscaldato la temperatura del corpo, e per un po', si era sentito come quando ricevette la notizia della morte del genitore dall'ospedale in cui era ricoverato.
Voleva andare a trovarla, spiegarle che niente di quello che aveva detto era vero. Ci sarebbe anche andato, se non fosse stato per la richiesta di una videochiamata da parte di Caleb.
<<Perché chiami sempre nei momenti meno opportuni? Sei uno scocciatore.>> Rispose sedendosi sulla sedia, per poi, appoggiare il pc sulla scrivania.
<<Come sei simpatico questa mattina moscone. Credo ti interesserà sapere che ci sono nuovi sviluppi.>> Disse il castano, alzando un sopracciglio per schernirlo.
<<Qualche novità su Alex Zabel?>> Distolse lo sguardo, in attesa del verdetto.
<<Quando ho scoperto la verità, mi sono chiesto se non fosse stato costretto da qualcuno... ma tramite delle spie, si è saputo che ha accettato di parteciparvi volontariamente.>> Sgranò gli occhi al suono di quelle parole. Aveva anche lui messo in dubbio quest'ipotesi, più che altro per giustificarlo. Ma a quanto pare, il loro ex compagno di squadra: era stato corrotto.
<<Volevo solo avvertirti, ti conosco, so quanto tu possa essere paranoico.>> Ed era vero, la serata di ieri, lo aveva dimostrato.
<<Allora mister voto del silenzio, come sta andando questa vacanza lontano da tutto e tutti?>> Domandò curioso, pronto ad ascoltare le avventure piccanti del rasta.
<<Non fare quella faccia. So a cosa stai pensando, la risposta è no.>> Distese la testa all'indietro per stiracchiarsi. Aveva paura che Stonewall, semplicemente guardandolo in faccia, se ne fosse potuto accorgere.
<<Mi stai dicendo che non hai conosciuto nessuna? Comunque la tua stanza è molto simile a quella di mia sorella. Avete scelto anche la stessa località, non è che l'hai incontrata?>> Scattò a sedersi dritto, non tanto per il fatto che avesse una sorella -di cui non conosceva l'esistenza- ma perché adesso, alcune ipotesi gli erano decisamente più chiare.
Sperava con tutto se stesso di sbagliarsi.
<<Beh, dovresti descriverla. Forse l'ho notata, ma non sapevo fosse lei.>> Provò ad estrapolare tesi che potessero in qualche modo, smontare le sue "strambe" teorie.
<<Lunghi capelli castani, molto bassa e occhi azzurri. Sono molto preoccupato per quella sconsiderata, non ha fatto nemmeno in tempo a tornare dall'America, che subito è ripartita. Non la capirò mai.>> La descrisse e tutti i punti, coincidevano perfettamente con la ragazza che gli aveva occupato i pensieri in questi giorni.
<<Sinceramente non mi risulta, sai benissimo che io e le donne, non andiamo molto d'accordo.>> Rifilò una delle sue solite scuse, indossando gli occhiali bianchi e verdi.
<<Prima o poi te la farò incontrare, anche se conoscendola, non credo andreste molto d'accordo. Siete gli opposti.>> Rise tra se e se, immaginandola arrabbiarsi per le cose più stupide.
<<Non me ne hai mai parlato, come mai?>> Chiese, provando a capire ulteriormente se ci aveva visto giusto.
<<È complicato, anzi, lei lo è. L'ho chiamata l'altro giorno per sapere come stava, e mi ha liquidato in fretta e furia con un misero: "ti basta sapere che sto bene, tornerò lunedì pomeriggio".>> Le parole, coincidevano perfettamente con quelle pronunciate dalla giovane il secondo giorno.
<<In poche parole, una stronza apatica come il fratello.>> Lo prese in giro, in quanto, sembrava non rendersi conto delle somiglianze con la minore.
<<Come sei spiritoso. Meno male che Celia non è come te.>> Non sapeva cosa c'entrasse in quel momento, ma aveva l'impressione che quei due, gli stessero nascondendo qualcosa.
<<Caleb, cosa vuoi dirmi?>> Lo osservò di sottecchi. Il brutto presentimento che aveva, si sarebbe avverato di lì a poco.
<<Assolutamente niente, anzi, credo sia arrivato il momento di salutarci. Devo andare, ci vediamo martedì a scuola.>> Senza nemmeno aspettare una risposta, l'amico premette il pulsante rosso di chiusura.
Non aveva nessun diritto di giudicarlo, lui aveva appena scoperto di essere andato a letto con l'amata sorellina.
Si odiava, perché non solo gli era piaciuto, ma voleva anche rifarlo. Si maledisse, non ci trovava nulla di sbagliato ad andarle a bussare. Finito questo giorno, sarebbe tornato alla sua monotona vita, e non l'avrebbe più rivista.
Non avrebbe mai saputo nulla.
Mise le ultime cose in valigia, pronto per partire di prima mattina, e dopo aver dato un ultimo sguardo alla camera, si diresse a bussarla come aveva stabilito.
<<Cosa ci fai qui, ieri sera, sei stato piuttosto chiaro.>> Aprì la porta ritrovandoselo di fronte.
<<Lo so e mi dispiace, sono stato davvero crudele. Non pensavo davvero quelle idiozie, ero arrabbiato per una cosa personale... ho sbagliato a sfogare la rabbia su di te.>> Abbassò il viso, e per un attimo, si chiese quale fosse il suo vero nome.
<<Posso entrare?>> Indicò con l'indice la piccola stanza. Stéphane era combattuta, voleva perdonarlo, ma anche non buttarsi ancora tra le sue grinfie.
<<Sì, ma mettiamo in chiaro le cose, non faremo sesso.>> Lo incenerì con i suoi bellissimi occhi blu, che gli ricordavano le profondità dell'Oceano Pacifico.
<<Non sono qui per questo.>> Altra piccola bugia, in realtà ci sperava. Si fece spazio a piccoli passi, anche lei stava "riordinando" i suoi vestiti.
<<Sei molto ordinata a quanto vedo.>> La prese in giro sedendosi sulle lenzuola pulite.
<<Sono un'artista, l'ordine non fa per me. Preferisco il caos, anche se, credo sia una cosa di famiglia.>> Sorrise divertito, ricordando una scena simile con il fratello maggiore.
Aveva la soluzione davanti, e non se ne era accorto. Il destino aveva stabilito che dovessero incontrarsi, così per caso, tra tanta gente presente sulla faccia della terra.
<<Domani è l'ultimo giorno.>> Gli fece notare accomodandosi sulla poltrona.
<<Questi giorni sono volati, vorrei fermare il tempo ora. Non mi sono mai sentito meglio.>> Fece questa piccola confessione, infondo, non l'avrebbe più vista, quindi se lo poteva permettere.
<<A proposito di questo, volevo davvero spezzare la nostra promessa e conoscerti, ma non sarebbe giusto. In questo posto, ho tirato fuori una parte di me, che non sapevo di possedere. Questa potrebbe anche piacerti, ma dubito possano farlo le altre.>> Aveva fatto il suo stesso ragionamento, e si ritrovava perfettamente nel discorso.
<<Ho pensato la stessa cosa, io non sono affatto così. Di solito le donne scappano per la mia freddezza, oppure mi reputano così cattivo, dal non provare nemmeno ad avvicinarsi.>> Tutte tranne lei, che tuttavia, non aveva avuto modo di conoscerlo davvero.
<<Quindi rimane tutto così com'é, sei d'accordo?>> In realtà avrebbe sperato in una risposta negativa, non di certo che acconsentisse. Non voleva ammetterlo, ma si era legata a lui più di quanto volesse.
<<Che ne dici di dormire insieme per un'ultima notte?>> Sorrise fintamente, e gli fece cenno di accomodarsi sotto le coperte.
<<Vado ad indossare il pigiama, arrivo subito.>> Entrò in bagno e tirò un sospiro di sollievo. Non era in grado di restare per altri minuti in sua compagnia.
<<Comunque per quel che vale, mi sarebbe piaciuto incontrarti nella vita di ogni giorno; e se un giorno dovessimo rincontrarci, sappi che quanto accaduto su quest'isola: è stato tutto vero, non mi pento di nulla.>> La strinse tra le sue muscolose braccia, ascoltando il cuore perdere dei battiti.

<<Buonanotte moscone.>> Sussurrò piano, provando a lasciarsi andare al mondo dei sogni.
Sapeva che se ne sarebbe pentito, ma non poteva fare altrimenti. Appena addormentata, lasciò il giaciglio, scrisse un misero messaggio di addio e a malincuore, la abbandonò.
Non prima di averle lasciato un ultimo bacio sulle labbra.

/Spazio Autrice/
(Domani pomeriggio correggerò gli errori, chiedo scusa!)
La storia parte ufficialmente da questo sesto capitolo. Jude l'ha lasciata senza nemmeno salutarla, ma non ha compreso la gravità del suo gesto. Si renderà conto di aver commesso un grosso errore, solo quando se la ritroverà ancora una volta davanti.
-Avete qualche idea su cosa succederà nel prossimo?
Se sì, vi aspetto a discuterne nei commenti.
Spero di aggiornare il prima possibile.
La vostra S.

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