/Lo scontro con la Royal/
/IMPORTANTE: VI PREGO DI LEGGERE LO SPAZIO AUTRICE IN FONDO!/
"Perdono... se quel che è fatto è fatto
io però chiedo
Scusa. Regalami un sorriso io ti porgo una
Rosa. Su questa amicizia nuova pace si
Posa. Perché so come sono infatti chiedo
Perdono. Se quel che è fatto è fatto
io però chiedo
Scusa. Regalami un sorriso io ti porgo una
Rosa. Su questa amicizia nuova pace si
Posa... perdono"
Tiziano Ferro - Perdono.
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(L'ascolto della canzone è facoltativo.)
Le cose per la rossa andavano a migliorare di giorno in giorno e nella nuova scuola si sentiva completamente a suo agio. I suoi compagni di classe erano tutti molto disponibili e gentili, specialmente un certo Alessandro, che aveva origini italiane. L'unico problema, anzi l'unica persona che continuava a darle fastidio, era quello stronzo di Blade.
Tuttavia, dopo averlo seguito di nascosto insieme ad Arion, aveva scoperto dell'incidente del fratello maggiore e in un certo senso, tutto l'era parso più chiaro. Gli servivano dei soldi per l'operazione alle gambe e chi meglio del Grande Imperatore, poteva aiutarli in cambio di sporchi favori? Nessuno. Purtroppo, lei lo viveva in prima persona: si era unita a loro solo per aiutare la povera madre.
<<Sei carica per la partita di oggi?>> Stéphane l'abbracciò sul fianco, allontanandola dai cattivi pensieri. Nell'ultimo periodo, la vedeva sempre più felice.
<<Spero solo che Victor arriverà in tempo per aiutarci. È l'unico che può riuscire ad eseguire l'assalto tuonante!>> Rispose con un pizzico di preoccupazione. Dovevano sfidare una delle migliori squadre del paese, inoltre la Royal, sicuramente possedeva degli imperiali e non sarebbe stato molto facile superare i loro spiriti guerrieri.
<<Sei sicura che vada tutto bene?>> Domandò la castana, prendendole una mano per infonderle coraggio.
La verità era che Anita, ci aveva provato a farlo ragionare, perché nonostante le continue minacce, credeva in lui e nel suo talento. Desiderava vederlo rincorrere il pallone senza alcun pensiero sulle spalle e non comprendeva nemmeno il perché.
<<Ho paura di aver creduto nel talento della persona sbagliata.>> Contraccambiò la stretta e si fece una promessa: se il porcospino fosse sbucato dal sottopassaggio per aiutarli, anche lei avrebbe mollato quell'associazione del cazzo.
<<Abbi fiducia, non tutto è perduto.>> La rincuorò, aiutandola a scendere dalle scale del pullman che finalmente, era arrivato a destinazione.
Se da un lato c'erano dei grossi problemi da risolvere, anche la Stonewall, era in continua lotta con se stessa. Il cambio improvviso della squadra da sfidare, le aveva fatto strabuzzare gli occhi: non si aspettava di rivederlo così presto. Le cose con Mark andavano a gonfie vele, si potevano ritenere a tutti gli effetti fidanzati, anche se, non ne avevano ancora parlato.
Attraversò quei corridoi a passo svelto, aveva detto a tutti che doveva correre in bagno: in realtà la sua sola paura, era quella di incontrarlo.
<<Ma guarda chi è tornata a farci visita.>> Si girò di scatto spaventata, ritrovandosi davanti l'ultima persona che avrebbe voluto vedere.
<<Non mi siete mancati per nulla.>> Indurì lo sguardo e rispose con lo stesso tono provocatorio.
<<Siete qua per farvi umiliare?>> Sorrise viscidamente, avvicinandosi sempre di più all'ex manager.
<<Nient'affatto e stammi lontano!>> Provò a spingerlo lontano, ma il grosso fisico del giocatore, non si mosse di un centimetro.
<<Avanti dolcezza, lasciati andare.>> Le accarezzò i capelli, spostandoglieli dietro alle orecchie.
<<Remington ti avevo detto di andare nello spogliatoio, non di provarci con il nemico.>> Fu una voce rauca familiare a salvarla dalle grinfie di quel coglione da strapazzo.
<<Sì, comandante!>> Alzò la mano in segno di saluto e corse via impaurito.
Il rasta si avvicinò subito e le accarezzò la guancia, provando a "ripulire" le "impronte" di quel pervertito.
<<Ti ha fatto qualcosa?>> Chiese spingendola contro il suo petto. I cuori di entrambi, sembravano uscire dal petto per l'emozione.
<<Non ci è riuscito, sei arrivato in tempo. Grazie.>> Si staccò e prima di andarsene, gli baciò una guancia.
<<Ma che siamo all'asilo?>> La prese in giro guardandola andare via e si domandò perché continuasse a piacergli così tanto.
La partita non stava andando affatto bene per la Raimon. Sul finire del primo tempo, stavano sotto di ben due reti. Nessuno riusciva a mettere in pratica la famosa tecnica o meglio, colui che poteva riuscirci, doveva ancora farsi vivo. Anita stava per perdere le speranze e così tutti i suoi amici, finché da lontano non si udì un ragazzo gridare.
<<Ci provo io! Mi permetta di giocare questo incontro.>> Un sorriso le comparì spontaneo sulle labbra, sapeva sarebbe arrivato.
<<Ti ha mandato il Quinto Settore?>> Il capitano Riccardo intervenne subito, ormai non riusciva a fidarsi più di lui.
<<Non glielo chiede un imperiale, glielo chiede un semplice calciatore.>> Per la prima volta da quando si erano conosciuti, lesse nelle sue pozze color ambra, tanta sincerità e tanta voglia di giocare a calcio.
<<E tu credi che ci possiamo fidare?>> Parlò Aitor, arrabbiato più che con lui, con se stesso per non essere stato in grado di sostituirlo. L'allenatore stette in silenzio, toccava alla squadra decidere se accettarlo o meno.
<<Io lo farei giocare.>> La voce dolce della ragazza, arrivò a tutti come un sussurro e per un attimo, i due rivali, si guardarono come mai avevano fatto prima.
<<Io mi fido di lui signore. Solo chi ama davvero il calcio può fare delle giocate pazzesche come le sue.>> Continuò alzando pian piano la voce, suscitando tanti sguardi di sorpresa. Il diretto interessato fece un leggero passo indietro, non si aspettava l'appoggio della ragazza a cui più di tutti, aveva fatto passare le pene dell'inferno.
Dopo alcune lamentele iniziali, tutti si convinsero e scesero in campo, determinati a mostrare agli avversari il loro vero valore.
La vittoria era stata portata a casa e la rossa, non poteva essere più felice. Si era avviata prima di tutti gli altri verso il luogo di ritrovo e pensava al fatto che anche lei, fosse finalmente libera. Si sarebbe dovuta trovare un lavoro per aiutare a risanare il debito lasciato dal padre, ma questo non le importava più di tanto, almeno non dopo quello che aveva visto in quello stadio.
<<Ragazzina aspetta!>> Venne fermata da una stretta sul braccio che ormai conosceva bene.
<<Che succede?>> Si voltò sorridente, sicura di trovarlo finalmente sereno e a suo agio.
<<Devo ringraziarti per prima. Mi hai subito difeso dalle accuse degli altri e non avevi nessun motivo per farlo, dati i nostri precedenti.>> Finalmente tutto quell'odio represso era stato eliminato, lasciando spazio al rispetto e forse, a qualcosa in più.
<<Non devi, alla fine ero sicura che avresti fatto la scelta giusta.>> Gli appoggiò una mano sulla spalla, perché accarezzargli il viso, le sembrò troppo confidenziale, ma fu proprio lui a rompere le distanze, la prese per i fianchi e si lanciò nelle sue braccia. La tenne stretta a se per qualche minuto, si rilassò annusando l'odore dei suoi capelli e rimase stupido dal fatto che ella, non si allontanò.
/Spazio Autrice/
Questo capitolo lo dedico a -straight_chlorine_ perché oggi è il suo compleanno e le voglio un mondo di bene!❤️
Abbiamo dato spazio anche ad Anita, che finalmente ha fatto la pace con Victor, ed ora avranno modo di avvicinarsi sentimentalmente. Per Stéphane invece la situazione si complica, chi ha visto l'anime sa benissimo cosa succede dopo quest'episodio.
Per ora abbiamo visto un Jude, pronto a difenderla in qualsiasi modo e
nel prossimo invece?
Come sempre, vi aspetto nei commenti e vi ricordo che ho pubblicato una NUOVA STORIA. "Quest'ultima per me rappresenta una sfida: so che potrebbe non essere il genere di tutte, ma vi chiedo di non soffermarvi troppo sulle apparenze, perché sono sicura che vi piacerà. Tratta di alcuni temi molto importanti ed è comunque una storia d'amore
in piena regola!"
Per chi volesse leggerla, si intitola:
"IL NULLA FUORI - C.R."
La trovate sul mio profilo, alla prossima.
S.❤️
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