Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

/Distanze/


/LEGGERE LO SPAZIO AUTRICE/

"Però tu fammi una promessa,
che un giorno quando sarai persa:
ripenserai ogni tanto a cosa siamo stati noi.
Alle giornate al mare
a tutte le mie pare,
alle cucine che non abbiam potuto compare.
Alle mie guerre perse
alle tue paci finte,
a tutte le carezze:
che forse erano spinte.
Giuro che un po' mi fa ridere"
Pinguini Tattici Nucleari - Ridere

[Dovrebbe esserci un GIF o un video qui. Aggiorna l'app ora per vederlo.]

(L'ascolto della canzone è facoltativo.)

Quando aprì gli occhi, si sentì come se un camion l'avesse appena investito. La sera precedente, lui ed il suo migliore amico, ci avevano dato dentro alla pazza gioia. Un po' per svagarsi, un po' per dimenticare i problemi e Jude, ne aveva parecchi da risolvere. Il più grosso di tutti? Semplice, la ragazza dai lunghi capelli castani che gli dormiva di fianco.
Tenui raggi solari illuminavano il suo viso rotondo e stranamente pensò che la notte, a differenza del giorno, le donasse maggiormente. Non che in quel momento fosse brutta, ma quest'ultima aveva un tipo di carnagione molto particolare, e risaltava meglio col pallore della luna.
Gli sembrava di avere una spina costantemente conficcata nel fianco. Odiava che ella avesse questo controllo sulle sue emozioni. A lungo andare cosa sarebbe successo?
Non poteva buttare all'aria tutto quello che aveva costruito giorno dopo giorno per una donna.
<<E che donna.>> Avrebbe voluto aggiungere a voce alta, ma si trattenne per non svegliarla.
Era arrivato il momento di prendere una decisione e quella di lasciarla stare, gli sembrò la più giusta.
Perciò senza fare movimenti eccessivi, sgusciò fuori dalle coperte e quando richiuse la porta, promise a se stesso di tenerla lontana. Il cuore gli urlava di rimanere e di affrontare questo nuovo sentimento, che giorno dopo giorno, si faceva largo in lui. Purtroppo le cose non vanno mai per il verso sperato, e da buon giocatore qual era, decise che seguire la testa, fosse la strada migliore da percorrere.

Quando allungò la mano dall'altra parte del materasso, si rese subito conto che lui, non c'era. Un grosso sospiro le uscì fuori dalle labbra: avrebbe dovuto essere abituata alle sue scappatelle, ma la verità, era che sperava in qualcosa di diverso. Non fece altro che pensare ad un modo per evitarlo anche perché, si era svegliata abbastanza arrabbiata per poterlo tollerare.
<<Mio Dio, sembra morto.>> Sussurrò, osservando il fratello steso a terra con un secchio pieno di vomito al suo fianco.
<<Che schifo.>> Disse prendendo la manica di quest'ultimo, per andare a gettare il contenuto nel bagno.
<<Si vede che siamo parenti, è peggio di me.>> Sorrise, osservando il suo stesso riflesso nello specchio: gli Stonewall, sapevano esattamente come cacciarsi nei guai.
Guardò l'orologio sul polso e strabuzzò gli occhi, rendendosi conto di essere in ritardo. Recuperò le chiavi di casa dal mobiletto dell'entrata, e si incamminò a passo veloce verso quello che ormai definiva il suo 'inferno' personale. Non vedeva l'ora di trasferirsi, era convinta che così facendo, tutti i suoi problemi -in realtà uno solo- sarebbero svaniti nel nulla.

Quel giorno, il tempo non era dei migliori. Anita, aveva ricevuto una chiamata dai piani alti e quest'ultimo, dall'altra parte della cornetta del telefono, le aveva ordinato di recarsi dietro le mura della scuola prima del suono della campanella. Non le piaceva affatto quello che stava facendo, si sentiva sporca, finta. Tuttavia solo in questo modo, poteva garantire a sua madre un lavoro, che potesse aiutarla a pagare il grosso debito lasciato dal padre dopo la sua morte.
<<Finalmente sei arrivata, ascoltami bene perché non lo ripeterò due volte... già mi scoccia il fatto che abbiano mandato me a dirtelo.>> Annuì leggermente spaventata dal tono di voce del ragazzo. Non riusciva a capire chi fosse, il cappuccio della felpa, nascondeva ogni suo particolare.
<<Devi riportare al quinto settore ogni informazione utile che possa servire a stanare tutti coloro che tramano contro di noi. Sono stato chiaro?>> Domandò, allungandole un biglietto da visita contenente il numero da chiamare nel caso avesse delle novità da riferire.
<<Perché lo fate? Io non voglio più mentire alle persone a cui voglio bene.>> Dichiarò afferrando il pezzo di carta. Non ne poteva più di tutta quella brutta situazione, ma cosa poteva fare per tirarsene fuori?
<<Pensi che me ne importi qualcosa? Devo ricordati la fine che farà tua madre se non rispetterai gli ordini?>> Le afferrò il polso per non farla scappare. Alzò la testa per impaurirla con lo sguardo tagliente, ma questa sorta di trucchetto, non funzionò.
<<Ubbidirò solo per lei, ed ora lasciami se non vuoi che ti arrivi un calcio nelle palle!>> Esclamò avvicinandosi a sua volta, notando un piccolo particolare del suo viso: i suoi occhi erano di uno splendente color topazio.
<<Mi avevano avvisato di stare attento con te, ma penso che tu mi faccia solo tenerezza, non sei credibile rossa.>> Dal tono che utilizzò, la giovane aveva capito che la stesse solo prendendo in giro, perciò con un movimento veloce, lo colpì in mezzo alle gambe con una precisa ginocchiata. Il diretto interessato, si accasciò in preda al dolore e finalmente, lasciò la presa sulla sua pelle leggermente arrossata.
<<Io ti avevo avvertito di lasciarmi. Di ai piani alti, che appena so qualcosa riceveranno una mia chiamata. A mai più, stronzo.>> Gli diede le spalle e senza più voltarsi indietro, entrò dal cancello posteriore. Ad un certo punto, la vide da lontano: Stéphane era seduta sul muretto e stava aspettando che lei arrivasse.
Come avrebbe potuto tradire così la sua fiducia? Semplice, non poteva.

<<Buongiorno... anche se dalla tua faccia non sembra affatto tale.>> La raggiunse Anita, abbracciandola stretta per risollevarle l'umore.
<<Non che la tua sia messa meglio!>> Rispose, prendendola in giro a sua volta.
<<Simpatica! Allora, come mai sembra che tu non abbia per niente chiuso occhio?>> Domandò preoccupata, mentre a passo svelto, si avviarono verso la loro aula.
<<Dormici tu nello stesso letto con Jude che ti stringe per i fianchi...>> parlò a bassa voce per evitare che qualcuno le potesse sentire.
<<Che cazzo hai detto?>> Si fece udire da tutti, facendo girare molti ragazzi curiosi verso di loro.
<<Vuoi che lo scopra chiunque?>> Le tappò subito la bocca. Entrarono accomodandosi al solito posto, e poi senza farsi notare dal professore, continuarono a scambiarsi informazioni riguardo la notte appena passata.

<<Se non finite la scheda di allenamento che vi ho assegnato, non tornerete a casa. Chi non riuscirà a terminarla, non é degno di far parte di questa squadra.>> Quando arrivò in palestra, le sembrò di essere all'inferno: il comandante Sharp, sapeva come spaventare chiunque gli stesse accanto.
<<Voi due non state lì impalate. Preparate le borracce e gli asciugamani, gli sarà permesso usarli solo alla fine.>> Si rivolse ad entrambe, freddo e sprezzante.
<<Non crede di stare esagerando?>> Indicò alcuni ragazzi tremanti a causa dei crampi alle gambe.
<<Stonewall, quando finisce e come deve essere preparato l'allenamento, lo decido io. Il Quinto Settore forma dei soldati, non delle mezze calzette! Ora, muoviti a finire il lavoro che ti ho assegnato se non vuoi essere buttata fuori!>> Non aveva mai alzato così tanto il tono contro di lei, sembrava quasi la odiasse davvero. Per la prima volta, indietreggiò spaventata dall'uomo che aveva di fronte. Aveva appena dato prova di quanto potesse essere cattivo ma soprattutto, spietato. Era palese che facesse il doppio gioco con suo fratello; non conosceva le sue abilità recitative, ma allo stesso tempo, non credeva potesse farlo così bene. Perciò restava solo una soluzione: non stava affatto fingendo.
<<Sta appoggiando davvero quell'associazione di merda?>> Nonostante la paura, si fece forza e lo affrontò di petto facendosi valere.
<<Il calcio ha bisogno di essere regolamentato, in questo modo il circolo vizioso di vincitori e vinti cambierà sempre e nessuno, potrà mantenere il titolo per più di un anno.>> Nell'udire questa spiegazione, la maggior parte dei suoi 'compagni', si fermò per ascoltare.
<<Il calcio va giocato liberamente e tu, sei un traditore se la pensi diversamente!>> Urlò a pieni polmoni, dov'era andato a finire il regista amante di questo sport?
<<Sei una maleducata, non hai il minimo rispetto per coloro che con tanto magnanimo hanno accettato la tua presenza in questo club. Cosa ti hanno insegnato i tuoi genitori?>> Quella frase la ferì profondamente facendole chiudere gli occhi. Nessuno meglio di Jude sapeva tutta la storia della sua famiglia e vedersela rinfacciata in questo modo, fu davvero un colpo basso, soprattuto detta da una persona adulta come lui.
<<Vai all'inferno tu e tutto il tuo fottuto club. Io ho chiuso.>> Presa dalla rabbia, rovesciò sul campo la cesta dei palloni e con passo spedito, uscì dall'uscita principale recandosi in segreteria per dare le sue dimissioni ed iscriversi da qualche altra parte.
Si aspettava una reazione, un inseguimento, ma niente di tutto ciò avvenne. Il rasta ci aveva messo un punto bello fermo, ora non le toccava altro che fare lo stesso.
Stéphane, sapeva essere la persona più paziente al mondo, ma anche la più stronza. L'aveva ferita su qualcosa di molto più profondo che una semplice scopata, e questo le bastava per allontanarsi e non assecondarlo più. Si sarebbe trasferita alla Raimon, e con loro, avrebbe dato vita ad una sorta di resistenza, rivelando al mondo intero tutta la verità.

/Spazio Autrice/
Capitolo ricco di intrighi. Da tenere assolutamente sotto controllo anche la situazione di Anita, che diventerà uno dei personaggi cardine della storia.
Con il passare del tempo, scopriremo insieme chi sia il ragazzo misterioso che l'ha minacciata. Tenete gli occhi aperti, perché potrei lasciare degli indizi: anche in questo ne è presente uno. Per quanto riguarda i nostri due protagonisti, le cose non stanno
andando come sperato.

Sono aperte le SCOMMESSE!
Chi INDOVINERÀ il nome, riceverà uno spoiler in chat privata.
A presto, S.❤️

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro