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5.

Col fiatone e le gambe che gli dolevano, Louis si fermò un momento a prendere fiato. Ammirò il panorama, mentre Neve saltellava tutto attorno e Giovanni lo aspettava poco più in alto. In silenzio percorse lentamente le ultime decine di metri, e sgranò gli occhi. Quella che dal basso pareva una crepa, era in realtà una profonda fenditura.
-Ma nessuno dice niente?!- Si stupì, percorrendo con gli occhi il margine superiore della frana su cui stavano posando i piedi.

-I pareri sono discordanti, perché la gente è preoccupata, ma i geologi hanno assicurato che si tratta di uno smottamento superficiale. Io non me ne intendo, Louis. Tu cosa dici?-

-Proverò a chiedere di poter visionare le perizie. Non credo che metterebbero a repentaglio le persone, comunque. Se hanno rassicurato la popolazione, sarà a ragion veduta- ragionò Louis.

Quella sera stava cenando da Rosa, immerso nei suoi pensieri, quando un alterco ruppe il quieto chiacchiericcio del locale semi-deserto. Alzò lo sguardo e vide Steve, scuro in viso, allontanarsi di fretta da Harry, che aveva una espressione attonita. Il ragazzo seguì con lo sguardo Steve fino a che questi non uscì, per poi guardarsi attorno e notare Louis, verso il quale si incamminò. Il bellissimo viso era teso, intento a non lasciarsi scappare le lacrime che minacciavano di strabordare da quegli occhi incredibili. Louis subito si alzò, facendo un cenno a Rosa per congedarsi, e lo accompagnò fuori per allontanarsi da sguardi curiosi.

-Cosa succede, Harry?-

Le parole gentili di Louis parvero romperle le difese di Harry, che scoppiò a piangere nascondendo il viso tra le mani. Louis lo blandì, guardandosi attorno preoccupato di dare spettacolo, e lo condusse tra i larici, dove l'aria era già frizzante.

-Ehi. Non piangere, tesoro- gli disse, accarezzandogli la schiena. Harry singhiozzò come un bambino, prima di tirar su col naso e guardare Louis con occhi lacrimosi. Il giovane rimase incantato dal fatto che, anche durante il pianto, il ragazzo fosse di una bellezza surreale.

-Cosa succede?- Insistette.

-Steve è arrabbiato. Si irrita sempre, quando qualcuno parla male di... noi-

Louis aggrotto' la fronte, allo stesso tempo preoccupato e deliziato dal modo in cui il ragazzo si stava levando i ricci sudati dalla fronte.

-Chi parla male di voi?-

Harry abbassò gli occhi e arrossì, per cui Louis capì che fosse lui, quello su cui avevano sparlato.

-Mi spiace tanto, Harry. Questo è un piccolo paesino, e le novità faticano a prendere piede. Non te la prendere- commentò, mentre altre lacrime solcavano le guance del ragazzo, che nonostante il dispiacere gli accennò un sorriso, incantandolo di nuovo. Quelle labbra rosse e piene attirarono lo sguardo di Louis, che si sentì turbato.

-Ma cosa hanno detto, esattamente?-

-Non lo indovini?- chiese Harry, asciugandosi gli occhi con una manica. Louis suo malgrado arrossì. Era palese che l'oggetto dello scherno fosse l'orientamento sessuale del ragazzo, dall'aspetto troppo etereo e fanciullesco per sembrare mascolino.

Non negava che lui stesso, a notte fonda, aveva avuto pensieri poco casti sul ragazzo. E, nel retro della sua mente, tentò di non soffermarsi troppo sull'idea che Harry stesse piangendo non per le offese, ma perché Steve si fosse arrabbiato. Tentò di non dare peso al lieve morso di gelosia che faceva capolino.

-Pensano che sia soltanto una femminuccia analfabeta, e ti risparmio gli altri epiteti- continuò Harry, con un accenno di risata. Louis si sorprese di quella reazione.

-Io non me la prendo. È Steve che si arrabbia ogni volta- chiarì il ragazzo.

-Mi dispiace- rispose Louis. Harry lo sorprese con un sorriso, che gli illuminò gli occhi arrossati. Louis ebbe un moto di fastidio, mentre non riusciva a trattenersi:

- Ma perché piangi? Steve ti ha trattato male?-

-No, cosa dici. Io me ne frego di queste cose. Però a lui danno dispiacere, ed io sto male quando si arrabbia-

Louis decise che non voleva sapere altro in merito, ma volle togliersi una curiosità:

-Posso farti una domanda, Harry?-

-Fammela-

-Cos'è successo ieri sera?-

-Un uomo voleva che lo seguissi in questa pineta- spiegò tranquillamente il ragazzo, facendo sussultare Louis.

-Come... cosa? Ma perché?-

-Voleva passare del tempo in mia compagnia. Voleva pagarmi. Gli ho detto di no- aggiunse Harry, come se la cosa non lo tangesse minimamente.

Louis era sconvolto.

-Ma è inammissibile!-

Harry lo scrutò con aria assente, perso in chissà quale pensiero.

-Sei così piccolo... non dovresti conoscere queste brutture- commentò ancora Louis, mentre Harry gli faceva tremare il cuore allungando una mano ed accarezzandogli il volto. Louis gli bloccò la mano, turbato.

-Con te passerei volenteri del tempo tra questi larici, Louis- mormorò il ragazzo, talmente piano che Louis pensò di non aver capito bene. Sconvolto, si allontanò bruscamente.




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