Think about your actions.
Le settimane passarono velocemente e Martin era sempre più occupato con il lavoro. Un giorno dopo pranzo mi coricai sul letto mentre Martin si chiuse nello studio. Doveva mandare da un po' un nuovo brano a mio padre ed ancora non l'aveva fatto.
Annoiata, dopo circa un'ora passata sui social, chiamai Martin al telefono.
-"Amore, stiamo un po' in piscina?"- dissi quando rispose alla chiamata.
-"Non posso, sono in videochiamata con le...cioè la mia piccola!"-
-"Da quanto?"-
-"Quaranta minuti circa, perché?!"-
-"Da quando siamo qui, no ne hai passati nemmeno cinque con me!"- dissi chiudendo la chiamata.
Indossai un abito, presi la borsa ed uscì dalla stanza. Nel corridoio incrociai Laura. Stava uscendo anche lei e decidemmo di fare una passeggiata insieme.
-"Solo io penso che tuo fratello sia diverso?"- dissi guardando delle scarpe Gucci.
-"Forse è troppo preso dal lavoro! Si sta impegnando tantissimo per il Tomorrowland."- disse prendendo un abitino rosa pesca.
-"Quindi con te parla?!"-
-"Si, ogni sera parliamo!"- disse guardandomi.
-"Ti piace quel vestito?"- dissi indicando il capo che teneva tra le mani.
-"Si!"-
-"Te lo regalo!"- dissi facendole l'occhiolino.
Tornammo a casa con una decina di buste e Martin ci accolse in malo modo davanti al portone.
-"Dove cazzo eri finita?!"- urlò.
-"Sono uscita a fare shopping!"- dissi tranquillamente.
-"Non mi avevi detto di venire in piscina?!"-
-"Te l'avevo detto tre ore fa e tu mi hai detto che non vuoi!"- urlai andando verso la stanza.
-"Fai il cazzo che ti pare! Tanto sei buona solo per spendere soldi!"- urlò.
Tornai indietro e gli poggiai le mani sul petto per spingerlo.
-"Mi hai davvero rotto le scatole!"- urlai scoppiando in lacrime. Mi voltai e mi chiusi a chiave nella stanza.
Sentì bussare ma non risposi.
-"Ashlee, tesoro!"- disse la madre di Martin.
Continuai ad ignorarla ed a piangere più forte.
-"Piccola, puoi aprire la porta?"- disse Martin bussando insistentemente.
-"Tu non mi rivolgere più la parola!"- urlai alzandomi dal letto.
-"Dai, non facciamo i bambini e parliamone con calma."- disse con un tono di voce più pacato.
Cercai di asciugarmi le lacrime ed aprì la porta. Martin entrò e la richiuse. Mi strinse in un suo abbraccio e disse:-"Mi dispiace sono davvero sotto stress ultimamente!"-
-"Non puoi trattarmi male e pretendere che io passi altro tempo con te!"- dissi con un tono di voce molto calmo. –"Ti stai giocando tutte le possibilità che sono disposta a darti."-
-"Lo so ma rilassati. Scusami e cerca di fare qualcosa che ti faccia stare bene."-
-"Okay."-
-"Io torno a lavorare. Ci vediamo tra poco."- mi schioccò un bacio sulla fronte ed uscì dalla stanza.
Mi sentivo davvero fragile e spaventata. Martin non mi trattava più come prima e tutto ciò mi rendeva vulnerabile. Presi il lap-top e mi misi a lavoro per evitare di pensarci.
Dopo qualche ora la porta si spalancò.
-"Martin!"- dissi quando lui entrò nella nostra stanza per cambiarsi.
-"Che vuoi?"- disse senza degnarmi di uno sguardo.
-"Dopo del concerto, andiamo a Tenerife?"-
-"No!"-
-"Perché? Ci siamo stati solo una volta con la bambina!"- dissi sedendomi.
-"Stai diventando una rompi coglioni!"- sbatté la porta della cabina armadio.
-"E cosa ti avrei fatto ora?!"-
-"Mi stai troppo addosso! Non ti voglio nemmeno al concerto!"- disse uscendo dalla stanza.
Deglutì per far sparire il nodo che avevo alla gola ed andai in cucina per cenare con la famiglia di Martin. Mangiai davvero poco perché non stavo molto bene. Mi sentivo uno schifo per come mi trattava Martin ma decisi lo stesso di andare al suo concerto.
Presi il pass che mi aveva lasciato sul comodino ed uscì di casa. Si sarebbe esibito all'Hi di Ibiza. I suoi amici erano già con lui e stavano ridendo insieme.
-"Ehy!"- dissi entrando.
-"Perché sei venuta?"- Martin mi guardò e le risate cessarono.
-"Pensavo che, in fondo, ci tenessi che io venissi!"-
-"Ne abbiamo parlato prima. Potevi rimanere a casa!"- si alzò e mi venne incontro.
-"Sei sicuro di ciò che stai dicendo?"-
-"Si!"-
-"Perfetto. A me faceva anche un po' schifo essere qui! Divertiti!"- uscì e richiusi la porta violentemente.
Tornai a casa e preparai un borsone di Louis Vuitton. Presi il primo volo per Tenerife ed intanto anche Jim era lì. Ci incontrammo e lo invitai nella villa che Martin aveva affittato.
Gli raccontai tutto mentre lui sembrava davvero felice con Avril.
-"L'ho sempre pensato che Martijn fosse uno stronzo!"-
-"Vedrò cosa fare. Sono sicura che il tempo sistemerà tutto!"- ci alzammo dal divano ed andammo in due camere diverse per dormire.
Durante la notte ebbi un incubo insolito che mi fece spaventare troppo. Sognai di aver perso Martin e non riuscivo più a ritrovarlo in un luna park pieno di luci stravaganti e di bambini. Poi qualcuno iniziò a seguirmi e mi svegliai di soprassalto. Mi alzi velocemente dal letto e corsi nella stanza in cui stava dormendo Jim. Mi infilai sotto le coperte ed abbracciai il mio migliore amico da dietro.
Mi addormentai subito. Qualcuno mi prese in braccio. Non sapevo che orario fosse. Mi voltai e vidi il viso di Martin.
-"Cosa stai facendo?"- dissi abbastanza assonnata.
-"Ti porto nella nostra stanza."- disse sottovoce.
Mi coricò sul letto e mi rimboccò delicatamente le coperte. Chiusi gli occhi e dopo poco me lo ritrovai accanto. Il sogno di prima mi tornò in mente e riaprì gli occhi.
-"Ehy, cosa c'è?"- disse Martin.
-"Niente!"- ero ancora molto arrabbiata con lui. Si era comportato troppo male.
-"Mi dispiace per prima. Non so cosa mi sia preso...ho sbagliato!"- mi abbracciò e poggiai la testa sulla sua spalla. -"Potevo abbracciarti, vero?"-
-"Si!"- aveva un profumo che mi rilassava e grazie ad esso riuscì a dormire.
Il mattino seguente, mi svegliai sentendo Martin e Jim parlare nella stanza. Sbadigliai ed i due si voltarono.
-"Buongiorno, amore!"- disse Martin sorridendo. -"Scusa ancora per ieri..."-
-"Ti ho perdonato. Jim, potresti lasciarci soli?"-
Il mio amico uscì dalla stanza, io mi sedetti sul letto e Martin mi si fiondò accanto.
-"Perché sei venuto qui?"- lo guardai e Martin perse un po' di tempo prima di rispondermi.
-"Mi mancavi!"- disse avvicinandosi lentamente a me. Mi sfiorò le labbra con le sue e mi baciò. –"Tu perché sei qui?"-
-"Volevo venire a Tenerife."-
-"Ne riparliamo dopo."- si alzò dal letto e si chiuse in bagno per lavarsi. Dopo poco feci la stessa cosa anch'io. Jim mi salutò con un caloroso abbraccio e Martin cercò un volo per quel pomeriggio.
Spazio autrice:
Ehilà, scusate davvero per l'assenza ma la scuola mi tiene molto occupata. Voi cosa state combinando di bello? Avete già fatto l'albero? Spero che questo capitolo vi piaccia e vi prometto che questa settimana aggiornerò di più! Grazie mille per le visualizzazioni, i commenti e le stelline! Quindi COMMENTATE e lasciate una stellina anche qui! ✨
Love u! 💕😝✌🏻
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