In the Dark of the Forest
Il sole stava ormai tramontando alle spalle degli imponenti muri che avvolgevano la Radura, tingendo il cielo di rosa e arancione.
Le Porte si chiusero con un tonfo, giusto un secondo dopo che Thomas entrasse nella Radura.
Continuò a correre, diretto verso le Faccemorte, e si stupì di quanto il suo corpo fosse resistente: solo il giorno prima i muscoli gli dolevano terribilmente, e la stanchezza gli avvolgeva il corpo come in una morsa, ed ora invece aveva fatto una specie di maratona durata più di tre ore, e sentiva solo un leggero intorpidimento.
Mihno aveva ragione; sarebbe diventato un perfetto velocista.
Con un po' di fiatone, Thomas raggiunse la parte sudoccidentale della foresta, dove gli alberi si infittivano ed il silenzio regnava sovrano.
Raggiunta la porta Meridionale, Thomas sospirò, scivolando contro l'edera fino a toccare terra ed appoggiando la testa contro il muro.
Nessuno lo venne a chiamare. Nessuno lo disturbò.
E ciò diede un po' di sollievo al povero Thomas il quale, stremato, si lasciò cullare dalle braccia di Morfeo, la mente piena di pensieri...
TMR~TMR~TMR~TMR-
Newt uscì dalla porta principale del Casolare, le grida e gli schiamazzi dei Radurai che si affollavano nella sala d'ingresso alle spalle.
Si guardò intorno, lasciandosi cullare dal vento fresco ed inspirando lentamente l'aria di campagna che avvolgeva ormai la Radura da molto tempo.
Chiuse gli occhi, cercando di svuotare la mente, così piena di pensieri, di sensazioni e di preoccupazioni, ma fu inutile.
La pace era un obiettivo assai difficile da raggiungere, in quel luogo.
Ma il ragazzo non si poteva lamentare: tiravano avanti, con difficoltà, certo, ma sopravvivevano.
E forse, solo forse, grazie all'arrivo di Thomas, ora avevano davvero una speranza.
Già... Thomas.
Quel ragazzo lo aveva colpito fin da subito, con la sua testardaggine, il suo modo di fare, e la sua innata capacità di mettersi sempre nei guai.
Metà del Labirinto pensava che fosse cattivo, un soggetto da evitare, compreso quell'idiota di Gally, che addirittura lo voleva morto.
Ma Newt sapeva che Thomas era molte cose, ma cattivo non era una di queste.
Una persona cattiva non rischia la sua vita per salvarne altre, non trovate?
A questo proposito, Il Consiglio aveva deciso che Thomas sarebbe diventato un Velocista, e che avrebbe passato un giorno chiuso nella Gattabuia come "punizione".
E Newt non poteva essere più d'accordo.
Quel ragazzo lo attraeva, in un certo senso, lo attirava a sè come una calamita, e non c'era modo di sfuggirgli.
E Newt sapeva di provare qualcosa per il moro, qualcosa che andava ben oltre l'amicizia e la curiosità.
Ma non riusciva ancora ad ammetterlo a se stesso, anche perché era sicuro di non essere ricambiato.
Così nascondeva i suoi sentimenti, dietro una maschera di semplice curiosità e leggera indifferenza.
Ma sapeva di non poter evitare quei sentimenti ancora a lungo.
Sembrava che il suo cuore stesse sul punto di scoppiare.
Con un sospiro, Newt lasciò vagare lo sguardo verso le Faccemorte, il luogo dove aveva visto Thomas sparire qualche ora prima.
Il biondo non riusciva a spiegarsi la sua reazione nel
momento in cui aveva visto la ragazza: era come se fosse impazzito, borbottava cose insensate, a proposito di una voce nella testa, ed un nome, "Teresa", che molto probabilmente apparteneva alla ragazza stessa.
Comunque, per il momento, Newt aveva deciso di lasciarlo in pace.
Quel ragazzo ne aveva passate fin troppe, per ora.
" si starà gelando lì fuori, cacchio " pensò il giovane, rientrando rapido nel Casolare e prendendo una coperta posizionata lì vicino. Dopodiché, evitando gli altri ragazzi che cercavano di attirare la sua attenzione, uscì rapido dall'edificio, la coperta stretta tra le mani.
Zoppicò verso la foresta e vi si addentrò, le scarpe che producevano un leggero scricchiolio a contatto con le foglie secche del terreno.
Il suo cuore batteva più forte ad ogni passo, e per un momento pensò che potesse saltargli fuori dalla cassa toracica ed andare chissà dove.
" ma perché cacchio mi comporto così? " pensò, la frustrazione che prendeva man mano il posto dell'agitazione " È solo un altro Fagio, uno dei tanti... Cos'ha di diverso? Ma oh, chi voglio prendere in giro! Lui è diverso... Lo è sempre stato... Va bene, Newt, caspio, calmati. Vedrai che... "
Ad interrompere i pensieri confusi del ragazzo, fu la visione di una figura addormentata, con la schiena appoggiata alla soffice edera della Porta occidentale, e la testa piegata leggermente di lato.
Era Thomas.
Con un sospiro, Newt si avvicinò al ragazzo addormentato, inginocchiandosi accanto a lui e posandogli con delicatezza la coperta sul corpo.
Lo guardò per un tempo che gli parve infinito, ammirando il suo viso, i suoi capelli neri perennemente scompigliati, le labbra carnose leggermente dischiuse...
" Caspio, se è bello " si ritrovò a pensare Newt, ma subito si rimproverò.
Doveva smetterla di fare quei pensieri assurdi.
Ma era impossibile: più guardava Thomas, più si rendeva conto di provare qualcosa per lui, e questo lo confondeva, più di qualunque altra cosa.
Il suo cuore stava ormai facendo capriole, e non riusciva a spiegarsi il perché di quel comportamento, dato che di solito parlare con Thomas non gli provocava quella reazione.
Ma in quel momento, osservando il suo viso, ammirando le sue caratteristiche, Newt capì che era inutile negare.
E così, quella sera, Newt fece una cosa che poteva essere considerata la più stupida o la più geniale, a seconda dei punti di vista.
Si avvicinò piano al volto del moro, così tanto che riusciva quasi a contare le ciglia nere che adornavano le sue palpebre.
<< Caspio, Tommy >> sussurrò il biondo, passandosi le mani nei capelli << Tutto era così fottutamente semplice prima che tu arrivassi nella Radura... Io non avevo tutta questa confusione nella mia Caspio di testa, o meglio, l'avevo, ma non così tanta. >> sospirò per prendere fiato, non staccando mai gli occhi dal volto profondamente addormentato del giovane Velocista.
Una volta accertatosi che non si fosse svegliato, Newt continuò:
<< Io... Io mi preoccupo per te, più di chiunque altro. Sei intelligente, coraggioso, altruista... Sei perfetto, Caspio >> abbassò gli occhi, arrossendo leggermente, pensando stupidamente che quella che stava facendo fosse solo una pazzia, una cretinata come non ne aveva mai fatte.
Eppure, mentre pronunciava quelle parole, così vere alle sue orecchie, sentiva il cuore divenire più leggero. Come se lo stesse invitando a continuare.
E Newt non se lo fece ripetere due volte.
<< Io non riesco a capire il perché di queste fottute sensazioni. Non mi è mai capitato prima. È solo che... Con te è diverso. Io non riesco a spiegarlo caspio, è come se, quando parlo con te, tutti i problemi svanissero dalla mia mente. Mi fai stare fottutamente bene, Tommy. Ecco cosa. Mi fai stare bene, come nessuno in questo Caspio di posto. Alby è un amico, certo, ma non riesce a farmi provare le sensazioni che invece mi trasmetti tu.
A volte, devo ammetterlo, mi fai venire voglia di spaccare la tua Caspio di testa e di darti in pasto ai Dolenti, ma basta un tuo sorriso, una tua scusa, o una tua semplice parola per farmi sbollire la rabbia e... e per farmi desiderare... Ecco... >>
Il biondo arrossì, chiudendo gli occhi, e facendo un respiro profondo.
<< ...Mi fai desiderare di stringerti tra le braccia e di tenerti al sicuro, Caspio, al sicuro da tutto questo schifo di sploff in cui ci ritroviamo a vivere.
Ma so che è impossibile. Probabilmente tu ti sarai già preso una bella cotta per quella ragazza, Teresa, come la chiami tu, come tutti gli altri Radurai. Senza contare il fatto che presto sarai un Velocista a tutti gli effetti, ed io resterò ogni giorno con la paura di... di perderti, e di non vederti più tornare. >>
Il biondo fece una pausa per riprendere fiato, mentre la voce si inclinava e gli occhi gli si inumidivano: il pensiero di non rivedere più Thomas lo terrorizzava.
All'improvviso però, avvertì un movimento di fianco a sé, e subito il terrore prese il posto della preoccupazione. Si irrigidì di scatto, gli occhi sbarrati, il capo chino ed il respiro che si bloccava in gola.
I pensieri iniziarono ad invadergli la testa come uno tsunami, mentre il cuore prendeva a battere all'impazzata.
Thomas non poteva essersi svegliato. No, era impossibile.
Aveva parlato piano, a bassa voce, era stato attento, lui...
<< Newt... >>
La voce del moro confermò i terrori del giovane, il quale, come se si fosse risvegliato da una trance, si alzò di scatto, gli occhi sbarrati, le guance rosse e l'imbarazzo e la paura che gli stritolavano il cuore in una morsa.
Cosa avrebbe pensato Thomas di lui a quel punto? Lo avrebbe deriso? Lo avrebbe umiliato davanti a tutti gli abitanti della Radura, gridando ai quattro venti che il loro capo era gay? Avrebbe smesso di essere suo amico?
Questi pensieri non facevano altro che aumentare il suo terrore.
Voleva correre, scappare, come aveva sempre fatto, ma le sue gambe sembravano non volerne sapere nulla.
<< T-Thomas, i-io... >> non sapeva cosa dire. Non riusciva a nemmeno a guardarlo negli occhi.
Sentì un fruscio di vesti davanti a sè, ed il panico gli stritolò le viscere.
" Ecco, è finita " pensò, rassegnato. Non c'era più nulla da fare.
<< Newt. Guardami. >>
Il biondo scosse la testa. No, l'ultima cosa che voleva fare era guardare negli occhi di colui che lo avrebbe umiliato a breve.
All'improvviso, sentì il dito di Thomas alzargli il viso con dolcezza, ed i suoi occhi incontrarono presto quelli splendidi del ragazzo di fronte a se.
Restarono così per un po', a guardarsi negli occhi, senza dire una parola, con solo il vento ad accarezzare loro i capelli con dolcezza.
Alla fine, fu Thomas a parlare:
<< Le pensavi davvero quelle cose? >>
Newt non rispose. Aveva paura di proferire parola.
<< Newt. Rispondi. Ti prego. >> gli occhi di Thomas erano indecifrabili. Il biondo non riusciva a rilevare alcun tipo di emozione.
<< Sì >>
Quella parola, così letale, fuoriuscì dalle sue labbra prima che potesse fermarla.
Thomas lo guardò per quelli che parvero anni, ma che forse erano solo pochi secondi.
Poi, fece quello che Newt non si sarebbe mai aspettato, nemmeno tra un milione di anni, di fare.
Lo attirò a sè e lo baciò.
Fu un bacio dolce, passionale, un bacio che racchiudeva in sè amore e tristezza insieme.
Un bacio tra due ragazzi che non avrebbero mai avuto la pace che meritavano.
Newt non sapeva per quanto tempo fossero rimasti lì, avvinghiati l'un l'altro come se la loro vita dipendesse da questo.
Alla fine, però, l'incantesimo finì ed i due si ritrovarono nuovamente catapultati nella realtà.
Dura, perfida, realtà.
<< P-Perché lo hai fatto? >> chiese Newt ad un tratto, guardando il moro negli occhi << Era una specie di presa in giro o cosa? >>
Thomas ridacchiò, scuotendo piano la testa come se non credesse a quello che stava dicendo il biondo.
<< Certo, Newt, continua a pensare sempre al peggio tu. Quando diventerai un tipo ottimista, giuro che vado a ballare nel Labirinto insieme ai Dolenti >> disse, ridendo di gusto e facendo ridacchiare il
Compagno.
<< Già, bè... Non mi sembra vero ecco. Insomma, sono convinto che domani andrai a raccontare tutto a quei pive... >>
<< Mi credi davvero così malvagio? >>
<< Ma che Caspio ne so! Tu sei imprevedibile, Tommy >>
<< Ti ho mai detto che amo quando mi chiami così? >>
Newt arrossì, scuotendo la testa. << No... >>
<< E ti ho mai detto quanto tu sia fottutamente bello? >>
Il rossore del biondo si intensificò: << N-No >>
Thomas sorrise. << Bè, ora lo sai >>
Dopo quelle parole, restarono in silenzio per un po' , abbracciati, nascosti da tutto e da tutti.
In quel momento, nulla contava più: Il Labirinto, la Ragazza, i Dolenti, il Consiglio, i Velocisti... Nulla.
Erano solo loro due. Thomas e Newt.
Nessun altro.
All'improvviso, il biondo parlò, la voce triste e malinconica, quasi rassegnata:
<< Sai che non durerà vero? >>
Thomas aggrottò le sopracciglia.
<< cosa? Perché? >> chiese.
Newt scosse la testa.
<< I Radurai... Loro non approveranno mai la nostra relazione. E sta' certo che i Creatori non ci permetteranno mai di essere felici >>
<< Manterremo il segreto >> replicò Thomas << E riguardo ai Creatori, non preoccuparti, una volta usciti da qui, loro non ci controlleranno più, e potremmo finalmente sfuggirgli. Stai tranquillo, Newt. Non permetterò che ti facciano del male. >>
A quelle parole, il biondo sorrise.
Solo che quello era un sorriso vero, uno di quelli che non faceva da molto, molto tempo.
<< Grazie, Tommy >> sussurrò, baciandolo nuovamente.
Poco dopo, il sole incominciò a sorgere, ed i Radurai iniziarono a mettersi a lavoro come ogni mattina, ignari di quello che era accaduto quella notte...
... E dei segreti che erano stati svelati nel buio della Foresta.
~~~~ THE END ~~~~
Angolo Autrice:
*sclera*
*urla*
*corre per la stanza gridando*
Ho scritto la mia prima FANFICTION su Maze Runner.... Sulla Newtmas.... HO SCRITTO LA MIA PRIMA FANFICTION YAOI AHHH!!
*muore*
No okay, non so come sia venuta... Spero bene, perché ci ho messo davvero molto impegno.
Caspio, ho paura di non essere riuscita ad interpretare bene Newt e Thomas.
NON SONO ALL'ALTEZZA CASPIO!
Newt/Thomas: Smettila.
Io: AHHHH!!
*muore di nuovo*
Sta' a voi commentare miei cari lettori, come al solito mi aspetto tanti pareri!
Alla prossima!
Baci
Vostra Clacli
P.S per chi non se lo ricordasse, Newt mette davvero la coperta a Thomas nel libro "Il Labirinto" ehehehh
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