Voce d'angelo di Martina Iacopino
Titolo: Voce d'angelo (I-X)
Protagonista: Sara Alghieri
Voce.
Cos'è una voce? Un insieme di suoni, vibrazioni di corde vocali ed è anche lo schiocco della lingua sul palato. Ma la voce può essere parole, virgole, frasi ed esclamazioni.
E oggi, rubo Voce d'angelo, per farvi riflettere sul sogno di ogni scrittore:
Oggi, proverò a dar voce a Sara e alla sua autrice. Quindi, mettetevi gli auricolari e state a sentire queste giovani ventenni!
Sara Alghieri, ragazza occhi di cielo, romana, cantante, nullatenente.
L'unica cosa che Sara possiede è la sua voce.
Quando è nata le urla di sua madre hanno sovrastato i suoi vagiti. Quando ha perso i suoi genitori, i suoi pianti hanno fatto tremare la terra e il cielo a una magnitudo e a un'intensità per nulla paragonabile al terremoto che li ha spazzati via.
Nonostante tutto, Sara ha al suo fianco una voce amica, nonna Cetti, e una migliore amica, la sua chitarra Kitty.
Poi, un giorno, decide che non vuole più avercela una voce. Il suo silenzio è giustificato: il Covid, la morte della nonna, le bollette, l'affitto da pagare... tutti buoni motivi per abbandonare il sogno di diventare un'artista.
Sara ha smesso di credere nella vita e guarda il fondo del Tevere dal ponte di Castel Sant'Angelo. Lo ammira, crede che sia il suo lieto fine, quello che non ha mai avuto.
Tratto dal II. Viaggio
Quindi, Sara spicca il volo... ma qualcuno non è d'accordo.
Se è destino, Dio, o fortuna, Sara non lo sa. I suoi timpani sono spaccati da un grido, rude e maschile.
Volete il nome di chi o cosa ha sottratto Sara dalla morte?
Genere: Paranormal romance (PNR)
Sottogenere: fantasy contemporaneo, PNR New Adult
Obiettivo di genere: Romanzo musicale/vocale
Sottogenere: letteratura di viaggio
Parole chiave: urban, pastiche
Il genere adottato è un paranormal romance, dove l'ambientazione sovrannaturale fa da contorno a una storia d'amore centrale senza la componente da thriller del dark-horror. L'habitat del racconto è urban: Roma, caput mundi, la location dell'amor per eccellenza. La narrazione è in prima persona, il tempo è il presente, ideale per descrivere tutto ciò che ruota attorno alle scelte di Sara, dal tentato suicidio al viaggio che sarà costretta a intraprendere. Pubblico target di lettura: New Adult, 16-20 anni ma fruibile a tutti.
Da queste premesse vi aspettereste qualcosa di visto e rivisto no? Fallen, Twilight o Shadow Hunters?
Avete già in mente un commenti del tipo "ehi ladra, ti meravigli per nulla, che sarà mai? Una ragazza tenta il suicidio e una giovane aitante creatura la trae in salvo, embè?
Pff! Bisogna sempre prestare attenzione ai dettagli... miei cari lettori!
Voce d'angelo è un paranormal romance non convenzionale, che trae dal genere soltanto pochi elementi per introdurne di nuovi. Gli elementi canonici presenti:
- Creature sovrannaturali: creature celesti e esseri umani. Le descrizioni fisiche angeliche sono classiche e classicheggianti: le statue di Castel Sant'Angelo sembrano prender vita con la sua penna, delinea abilmente i loro corpi, privi di pudore, virili e adulti.
- Contrapposizione tra mortalità e immortalità, tra anima e corpo.
- Introduzione di poteri e talenti fuori dal comune.
- Rimando alla mitologia.
Tutti questi elementi vengono declinati in una chiave quasi "paranormale" dal genere di riferimento facendo uso di:
- Humour: prettamente italiano che si evince e alleggerisce i temi trattati.
Tratto dal IV. Lo specchio e le finestre [Pt.1]
- Assenza del triangolo amoroso e dell'amore a prima vista.
- Innumerevoli richiami a tutto tondo: dalla filosofia ellenica fino al relativismo di Schopenhauer, proseguendo con accenni di cultura greco-romana, storia dell'arte, letteratura, musica e cinema internazionale.
Quest'ultimo è il punto forte, il più originale e - mi sento di dire - la ciliegina sulla torta. Il testo intervalla a riflessioni psicologiche e alle azioni svolte, citazioni e aforismi musicali e letterari, diventando a tutti gli effetti un pastiche letterario: con questo termine si intende un'opera composta da passi o versi derivanti da testi preesistenti.
Questo stile narrativo è stato utilizzato anche da Proust come esercizio letterario e da Frank Zappa in alcuni suoi brani. Lo scopo del "pasticcio" è lo stesso del pasticcio della nonna: può essere imitativo (emulare uno stile), oppure copiativo (citare esplicitamente il brano).
Parlando come se magna, che si provi a seguire la ricetta del pasticcio della nonna o che si chiami la nonna e ci faccia trovare il piatto bell'è pronto, non fa differenza!
Non importa quali ingredienti scegli ma bisogna prestare attenzione al numero di strati e a come posizionarli nel modo giusto. Il passaggio dalle citazioni letterarie a quelle musicali o viceversa non è troppo repentino e si incastrano a dovere. Ogni parola citata, ogni ritornello diventa uno spunto per la citazione o per l'azione successiva in un colorato mosaico fatto di musica e scrittura.
Però, però, però... devo essere del tutto sincera, questa storia avrei preferito ascoltarla perché si nutre e cresce con la musica. Dunque, voi avete mai letto un romanzo musicale, un racconto che avreste preferito ascoltare?
Autrice: MartinaIacopino
Lei è originale: l'idea, l'ambientazione italiana e il modo in cui gestisce le fonti da cui trae spunto rendono il racconto particolare e unico.
Senza troppi giri di parole, ha dato vita a qualcosa di innovativo, a un genere che - credo con assoluta certezza - non troverete altrove, nè su wattpad nè fuori. Mi sono permessa di soprannominarlo romanzo musicale o vocale, perché entrambi gli aggettivi calzano a pennello. Da un lato, la vita di Sara è per la musica, dall'altro, la sua voce subisce un'evoluzione lungo tutto il testo: da muta con il tentativo di suicidio, si fa sempre più alta, azzardandosi cantante in una terra ultraterrena che neanche conosce.
Se Sara con la musica sconfigge la paura del nuovo, l'autrice si cimenta anche a compositrice scrivendo le canzoni della sua protagonista:
Tratto dal IV. Lo specchio e le finestre [Pt.2]
Il topos del viaggio è parte integrante di Sara e della sua essenza. Come diceva Plauto nelle sue commedie, Nomen omen ovvero "un nome un destino", ma in questo caso parleremo di Cognomen omen: Sara Alghieri.
Ripeto, Sara Alghieri.
Vi dice niente questo cognome?
Sì, quel giovane Al(i)ghieri che si è fatto un bel viaggetto tra Inferno, Purgatorio e Paradiso. Insomma una cosa da poco! Sara è un Dante al femminile del ventunesimo secolo, il cui viaggio inizia con una brusca tempesta: difficoltà di tutti i giorni che si concretizzano in una spinta propulsiva per scoprire un mondo nuovo, quello degli angeli.
Dritte
Oltre qualche refuso ed errore di battitura (che ho fatto notare nel corso della lettura), passiamo ai miei dubbi amletici e a qualche suggerimento pratico:
- Tema del suicidio - erotismo:
Il suicidio è uno dei più complessi da affrontare e da gestire, bisogna fare delle scelte capitolo per capitolo per non peccare di superficialità.
Il primo tentativo, il tuffo dal ponte, si avvale di un climax discendente: la progressione inizia con un evento drammatico (la volontà di morire) e sia ha un decrescendo di emozioni, sentimenti e pensieri del personaggio quasi istantaneo, dal capitolo I già al III il cambio di registro è evidente. La struttura con cui delinei il suo disagio psicologico è lineare: ci sono pochi intervalli tra un momento di ricaduta emotiva e di ascesa/salita positiva sia nei pensieri sia nello scambio di battute con i personaggi secondari.
La sua reazione dopo il primo tentativo e i successivi può apparire quasi innaturale per la rapidità con cui si getta tra le braccia del suo "compagno di viaggio" sul quale fantastica lasciandosi prendere dall'attrazione fisica. Tutto accade in una notte e, sebbene sia vero quello che si dice, "ognuno è diverso e reagisce in modo diverso agli eventi avversi della vita", è necessario gestire i due elementi per rendere il tutto non credibile ma convincente.
Ci vorrebbe qualcosa di mezzo, qualcosa che stemperasse la sofferenza iniziale dalla leggerezza successiva e dal desiderio carnale che prova. I successivi tentativi di suicidio, sono anch'essi molto rapidi e poco ragionati, e i motivi che la spingono a riprovare o che la portano a fantasticare in modo lascivo possono risultare sfuggenti e poco chiari al lettore.
Tratto dal III. Sotto e sopra la luce
- Citazioni: ne hai scelte di belle e d'effetto, ma troppe volte vengono ripetute per intero nello stesso periodo, rischiando di appesantire troppo la lettura. Qui ad esempio, in un solo paragrafo, citi Bob Marley, Socrate, Platone e Aristotele, rischiando dei voli pindarici.
Potresti servirti di:
- Forma indiretta
- Rielaborazione delle citazioni, in qualsiasi forma anche come metafore o perifrasi.
- Questione musicale: hai inserito i video di youtube con i brani musicali all'interno del testo, ma potresti optare anche per una playlist spotify capitolo per capitolo e un link di reindirizzamento.
Detto questo, ringrazio l'autrice per avermi fatto studiare il suo racconto e invito voi a leggere e ad ascoltare Voce d'angelo!
© Tutti i diritti correlati alla trama, alle citazioni, alle canzoni e alla creatività dell'autore sono riservati a MartinaIacopino, e contenuti in Voce d'angelo.
© Tutti i diritti della recensione sono riservati a inkwarrior_ e alla suddetta opera.
🖋📓È vietata qualsiasi utilizzazione, totale o parziale, dei contenuti inseriti nel presente testo, ivi inclusa la memorizzazione, riproduzione, rielaborazione, diffusione o distribuzione dei contenuti stessi mediante qualunque piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica. Chiunque desiderasse copiare, citare, riprodurre l'immagine o porzioni di essa deve essere autorizzato. Eventuali richieste di qualsiasi natura devono essere inoltrate direttamente al proprietario.
L.I.
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro