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<10> Ei, la conosci Emily?

Scusate per eventuali errori di grammatica e/o ortografia

«No aspetta, ripeti.» Dico per la terza volta.
«So che tu -mi indica- sei Emily, e so che tu -sta volta indica Sharp- sei Jude.» Dice di nuovo il Pirata.
«Come hai fatto a scoprirlo?» Gli chiede l'ex moscone.
«Semplice: Emily non sclerava più su di te e ad un certo punto è diventata fin troppo seria e pacata, tu invece sei diventato più goffo e impacciato. E comunque riesco a sentire e vedere quella ragazza.» Indica di nuovo Angel con un gesto della testa.

«Beh, vi siete fregati da soli se pure lui l'ha capito.» Dice il mio angelo custode.
«Però io non mi spiego come riesci a vedere Angel!» Dico ignorandola.
«Questo non lo so nemmeno io.» Risponde il mio migliore amico.
«Si vede che l'Autrice è nel suo mood in cui non sa che scuse inventarsi.» Riflette ad alta voce Angel.
«Cosa?» Le chiedo.
«Niente, niente, lascia stare.»

Faccio come dice e mi riconcentro su David che sta venendo bombardato di domande da uno Sharp parecchio nervoso e sorpreso, al contrario, la Fata Turchina risponde in maniera tranquilla e rilassata.
Decido di interrompere quella specie di interrogatorio.
«Quindi che si fa ora?»
Sharp si zittisce e mi guarda, noto che non sa cosa dire e so anche che sta provando fastidio nel non saperlo, Angel rimane zitta, smette di fluttuare sopra le nostre teste e appoggia i piedi nudi sulla ghiaia del parco. David è l'unico a prendere parola.
«Ovviamente, vi darò una mano.» Dice semplicemente.
«E come?» Chiede Sharp.
«Prima di tutto vorrei sapere come avete fatto a scambiarvi e se c'è un modo per farvi ritornare normali.»
«Te lo spiego io. -interviene Angel- Sono l'angelo custode di Emily, mi hanno offerto una promozione se fossi riuscita ad esaudire un suo desiderio e a farle capire che in fondo la sua vita non è poi così male senza cambiare nulla.»

«E il desiderio in che modo c'entra con Jude? Non volete dirmi che...»
Cerco di parlare -dato che so cosa vuole dire David- ma Sharp è più svelto di me.
«Approcciarsi ai ragazzi.»

Silenzio. David mi guarda come per dire "non me la racconti giusta", però regge il gioco.
«Quindi è questo. Basta semplicemente farti fare amicizia con un ragazzo? Ma non hai già me?» Mi chiede.
«Deve essere a livello sentimentale come dire amoroso.» Specifica Angel.
«Ooooh.» Esclama David anche se mi guarda un po' storto.

Mi mordo il labbro e guardo da un'altra parte, tutta questa situazione mi sta mettendo a disagio, se Sharp scoprisse la verità sarebbe troppo umiliante.
«In fondo basta solo trovarti un ragazzo, quanto può essere difficile?» Dice il Pirata.
«La fai facile bro.» Commenta l'albina.
«Ei!» Protesto offesa.

«Scusa ma quanti ragazzi hai mai avuto nella tua vita?» Mi chiede Angel.
«Ehmm...» Resto zitta e arrossisco.
«Come immaginavo.»

«L'unico problema è il fatto che Jude è nel tuo corpo...come possiamo flirtare con un ragazzo?» David si afferra il mento tra l'indice e il pollice e pensa squadrando il mio corpo.
«Farò di tutto pur di tornare normale.» Proclama Sharp senza esitazioni.

«Wow, certo che non vedi l'ora di riavere il tuo corpo.» Commenta David con sarcasmo.
«Hai idea di quanto sia difficile truccarsi?»
«Guarda che neanch'io me la passo bene!» Intervengo gonfiando le guance e guardandolo male, mi sento offesa.
«E dove sarebbe la difficoltà nell'avere un corpo maschile?» Sharp mi guarda dal basso a causa della bassezza del mio corpo.
«È difficile e imbarazzante fare la pipì.»

✌🏻✌🏻✌🏻

Sono passati circa due giorni da quando David si è proposto di aiutare me e Sharp e l'unica idea che gli è venuta era quella si trascinare il mio corpo per tutta la scuola e dicendo "Ei, la conosci Emily?" al primo ragazzo che passava per poi andarsene...non ha funzionato.

Una sinistra e acuta risata mi distoglie dai miei pensieri.
«Ihihihi, splendido, non è vero Signor Dark? È l'orgoglio della nostra scuola: i giocatori controllati da un sofisticato programma!»
In questo momento mi trovo nella palestra della Brainwashing, la prossima squadra che affronterà la Raimon nel Football Frontier.

Onestamente né io né il capitano della Royal riusciamo a capire perché mio padre ha preso di mira quella squadra, non sono molto forti e non sembrano nemmeno costituire un grande problema.
Mio padre guarda il campo da calcio sotto di noi e poi guarda l'allenatore, un tale coi capelli biondo cenere lunghi fino alle spalle e uno strano paio di occhiali che lo fanno sembrare un ciclope mette abbastanza paura.

«Devo ammettere che, anche se gli avversari sono solo virtuali, è interessante.» La voce di mio padre è molto apatica, non c'è nessuna emozione nel suo volto. Lo guardo cercando di capire cosa ha in mente e poi guardo Sharp che ha la sua stessa espressione...fanno paura pure loro.

Il ciclope smette di smanettare col computer e si gira verso di noi sogghignando.
«Certo, il programma analizza ed elabora tutti i dati sulla squadra avversaria, i nostri ragazzi si potrebbero definire cybercalciatori e di certo sapranno vincere con facilità anche nella partita reale.»
«Vincere? Lei dice? Non sono d'accordo.» Mio padre alza leggermente il mento mentre l'ombra scura che aveva già calata sugli occhi si scurisce ancora di più.
«Schiacciare la Raimon non è vincere, è semplicemente sterminare dei pidocchi.»

Rimango abbastanza sconvolta, ma cerco di trattenermi. Come può covare così tanta rabbia verso una squadra?
Intanto l'altro uomo gli dà ragione un po' sconvolto pure lui.
Vedo Sharp guardare attentamente i giocatori, disposti ordinatamente in fila, con degli strani occhialini verdi sugli occhi e due elettrocardiogrammi sulla fronte.

«Cosa ne pensi?» Gli chiedo sussurrando.
«Tutta questa storia non mi piace.» Risponde.
«Siamo in due.»
Si gira un attimo e con la coda dell'occhio controlla mio padre e l'allenatore.

«Non penso che questa la squadra possa riuscire a vincere.» Dice Sharp
«Perchè?» Gli chiedo, ma non sono molto sorpresa, questo metodo di allenamento non mi convince per niente.
«Queste sono solamente poche informazioni a loro anca quella più fondamentale.»
«E sarebbe?» Continuo a chiedere sperando che arrivi al punto.
«Mi sembra strano che tu non ci sia ancora arrivata.»

«Sai non tutti abbiamo un cervello da calcolatore seriale.» Sussurro offesa un po' dalle sue parole.
«Cosa?» Mi chiede il ragazzo.
«Niente, niente. Ho detto che qui fa molto freddo.» Mi invento una scusa e faccio finta di nulla.

«Io sto bene.» Dice Angel mentre guarda la console che controlla la simulazione, indossa sempre gli stessi vestiti di quando ci siamo incontrate: una canotta e pantaloncini bianchi; vederla così mi fa venire freddo.

«Comunque ho intenzione di parlare col loro capitano e il capo cannoniere.» Dice Sharp facendo riportare la mia concentrazione su di lui.
«Riguardo al dato mancante?» Chiedo.
«Esattamente.» Risponde.

📋📋📋

Dopo che mio padre l'allenatore hanno parlato per una buona ora ce ne andiamo. Io e Sharp abbiamo detto a mio padre che dovevamo parlare con il capitano della Brainwashing e lui non ha detto nulla al contrario.
Vediamo i due ragazzi uscire dal cancello con indosso la loro divisa scolastica.

«Vorrei chiedervi una cosa. -Sharp si appoggia al tronco dell'albero lì vicino e incrocia le mani al petto...io sul serio mi chiedo come possa essere così disinvolto- Perché non siete interessati a spiare gli allenamenti della Raimon?»
I due si girano in contemporanea e guardano sia me che il ragazzo dentro al mio corpo, cerco di rimanere il più rilassata possibile.

«Voi siete Jude Sharp e Emily Dark, della Royal Academy.» Neil Turner, un ragazzo dai capelli rosa, ignora la domanda posta.
«E' una perdita di tempo. -Risponde Thomas Feldt- Abbiamo già vinto molte volte con la nostra simulazione.»

«Qualcuno gli può consigliare un parrucchiere? Tra poco mi sanguinano gli occhi se guardo ancora un po' i suoi capelli.» Commenta Angel con una faccia schifata vedendo i capelli del ragazzo mentre fluttua al mio fianco.

In tutta risposta Shrp distoglie lo sguardo facendo un sorrisetto.
«Uhm, evidentemente sei convinto che sia perfetta, ma è comunque una simulazione basata sui dati che avete raccolto. -L'ex moscone si stacca dal tronco e cammina verso di loro, non avendo tasche punta le mani su quelli che dovrebbero essere i miei fianchi.- Io ve ne voglio fornire uno che sicuramente vi manca.»

«Wow, è veramente bravo.» Sussurro tra me e me,... o meglio: tra me e Angel.
«Già segnati come fa se lo vuoi imitare meglio e, fidati, ti serve.» Arriccio le labbra per l'ultimo commento.

«A che cosa miri?» Chiede il capitano della Brainwashing senza scomporsi, la mia bassa statura non riesce ad intimorire nessuno.
«Voglio solo essere certa che la Raimon sia annientata. Dovete capire che non è gente normale. No, quelli la... sono degli sciocchi.» Dice senza che il ghigno gli scompaia dalla faccia.
«Degli sciocchi?» Ripete il rosa un po' incredulo per le parole usate.
«E sarebbe questo il dato?» Chiede il viola abbastanza scocciato.

«Esatto. -Sharp si porta la mano destra dietro alla nuca passando le dita tra i miei lisci capelli neri- Vedete, in effetti non so bene come spiegarvelo, -riabbassa la mano- vi consiglio di verificare con i vostri occhi e poi il portiere, Mark Evans, quello è decisamente il più sciocco tra tutti.» Mentre dice le ultime parole Sharp si gira e inizia a camminare verso di me facendo un veloce segno di saluto.

«Ma se li tocco mi pungo?» Chiede ad un certo punto Angel avvicinando l'indice ad uno dei coni del tizio alto, istintivamente faccio un'espressione tirata/incredula.
Il dito di Angel passa attraverso i capelli e per un attimo si smaterializza.
«Oh giusto.. sono incorporea lol.»
Freno l'impulso di tirarmi una manata in faccia.

Sharp vede la mia espressione e alza un sopracciglio confuso, evidentemente non gli sto facendo fare una bella uscita se mi metto a fare espressioni da pesce lesso, mi volto velocemente e inizio a camminare via pure io.

«Mi spieghi che cavolo stavi facendo?!» Sussurra strillando l'ex moscone non appena siamo un po' più lontani.
«Chiedilo al mio angelo custode.» Rispondo
«Scusa, volevo provare una cosa.» Dice l'albina imbarazzata.

Dopo qualche minuto in cui regna solamente il silenzio decido di prendere parola.
«Ti va di fermarci a mangiare qualcosa?» Azzardo mentre camminiamo fianco a fianco, il sole sta tramontando e tutte le strade sono colorate a una luce arancione.

«Certo, perché no.» Risponde senza guardarmi.
«Dove vorresti an...» Una notifica proveniente dai nostri cellulari mi interrompe. In contemporanea li controlliamo.

Messaggio da David⚽️🐧
Ho casa libera, venite così parliamo del piano per farvi ritornare normali.

Chiudo il telefono e guardo il capitano della Royal.
«A quanto pare non abbiamo scelta.» Dico sarcasticamente.
«Trovo che sia una buona idea, forse riusciamo a trovare qualcosa. Andiamo.» E senza dire nulla o guardarmi in faccia il ragazzo dentro al mio corpo inizia a camminare verso la metro più vicina.

«Wow, che freddo.» Commenta Angel simulando dei finti brividi.
«Già.» Dico semplicemente.

❄️❄️❄️

Dopo un quarto d'ora siamo già seduti sul divano di casa Samford, David ha preparato del ramen istantaneo e ora siamo tutti qui a discutere sul da farsi e a mangiare.

«Allora il piano A è fallito.» Dice sconsolato il Pirata.
«Piano A?» Chiede l'ex Moscone.
«Si, il "Ei, la conosci Emily?"» Gli spiego prendendo un po' di spaghetti.
Sharp sospira e inclina leggermente la testa di lato. «E tu quello lo chiami Piano A?»

«Senti almeno a me è venuto in mente qualcosa, voi due che avete fatto?» Si mette sulla difensiva il ragazzo.
«Siamo andati a vedere la prossima squadra che sfiderà la Raimon.» Risponde Sharp.
«Wow, bel piano per tornare normali.» David imita la voce del suo migliore amico.

Angel scoppia a ridere. «Bella risposta amico!» Gli dice mentre alza il braccio per battergli il cinque.
David sorride e imita il suo gesto, ma Angel lo trapassa.
Okey, non mi sarei mai aspettata di vedere il mio angelo custode "battere il cinque" al mio migliore amico.

Appoggio i noodles sul tavolino affianco a me e incrocio le gambe. «Ragazzi, onestamente non so come possiamo fare.»
In realtà ci sarebbe il modo: dire tutta la verità, ma sarebbe troppo imbarazzante sia nei miei che nei confronti di Sharp.

Che posso dire? "Oh sapete, vi ho mentito, in realtà il vero desiderio è assomigliare di più a Sharp perchè mi sono presa una cotta assurda verso di lui e lo ammiro fino a questo punto!" No, grazie.

«Beh, peso che sia arrivato il momento di effettuare il piano B!» Proclama David sbattendo la mano sul tavolino e per poco non fa cadere tutta la zuppa per terra.
Io, l'ex Moscone ed Angel stiamo in silenzio ad ascoltarlo.

«Non te lo volevo dire, pensavo di trovare un altro modo, ma non c'è scelta. Jude, -il pinguinomade guarda il mio corpo occupato dall'interpellato- devi uscire per una appuntamento con Joe.»




HEY! HEY! HEY!

I'm back!
Si, sono sorpresa quanto voi. Dopo anni finalmente sono riuscita ad aggiornare e ammetto che non ho scusanti se non: "non avevo voglia", ma lasciamo stare.

In questo capitolo non succede nulla di così tanto interessante, diciamo che è più per fare traslazione.

Spero che comunque vi sia piaciuto, commentate e lasciate una stellina.💕💫

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