Capitolo 2
Ad aspettarmi in tavola era un bel piatto di lasagne gustose che divorai velocemente. Sparecchiai e mi misi sul letto ad ascoltare un po' di musica come mia abitudine, fino a quando mi addormentai.
Aprii delicatamente gli occhi e vidi che era passata un'ora. La giornata sembrava infinita, non avevo programmi e iniziavo ad annoiarmi un po'. Avrei dovuto studiare per la maturità ma la mia voglia era pari a zero, così decisi di invitare Antony a casa mia per guardare un film. Il telefono squillava e lui rispose subito. «Hey orsacchiotta» era un nomignolo con il quale mi chiamava perché secondo lui ero graziosa quanto un orsacchiotto di peluche. Dopo tanto tempo non riuscivo a capire se mi piaceva essere chiamata così; era un po' sdolcinato, forse un po' troppo per i miei gusti.
«Ciao bro» risposi consecutivamente. Bro sarebbe il diminutivo di "brother", lui per me era come un fratello oltre a essere il mio migliore amico. «Ti andrebbe di vedere un film a casa mia questa sera?»
«Film e pizza?!» domandò con entusiasmo.
«Il solito mangione! Vada per la pizza allora» affermai sorridendo.
Mentre leggevo un libro soprannominato da mia madre "il mattone" dovuto alle troppe pagine, vidi il cellulare illuminarsi. Era Maddy.
Aveva mandato un video di una ciambella bruciacchiata e la cucina in totale disordine come se avesse cucinato per un esercito intero. Le parole che disse nel video erano chiare: torta per i Barros bruciata, SOS!
«Maddy» la chiamai non appena finii di vedere il video.
«Non sai quanto sono felice di sentire la tua voce in questo momento, ho bisogno del tuo aiuto! Mia madre ha invitato i Barros a casa nostra per mangiare una pizza e ha chiesto a me di cucinare un dolce perché lei è fuori a fare delle commissioni.»
«Okay, calma. Le soluzioni sono due: tagliare la parte bruciata e ricoprirla con la glassa o uscire a comprare un dolce in pasticceria» decise di seguire il primo consiglio e di proseguire con il secondo se il risultato finale del primo consiglio non avesse avuto un aspetto presentabile.
«Grazie Emily. Vorrei tanto essere altrove stasera, non mi va di rivedere Allison e Ettore.» Sentendo nominare quei nomi mi ricordai che una volta mi raccontò quello che successe. I Barros erano per i suoi genitori amici di famiglia. Le parole che utilizzò Maddy per descriverli furono "una famiglia di snob che in confronto a quelle viste nei film definirei fuori dalla norma per quanto si credono superiori a tutti".
I suoi genitori invitarono i Barros a cena e Maddy era contenta di fare nuove conoscenze, come sempre d'altronde. Una volta finita la cena si spostarono tutti in soggiorno mettendosi a chiacchierare di cose a cui Maddy non prestò particolarmente attenzione dato che a sette anni era piccola per capire un discorso di politica. Fece vedere ad Allison dove si trovava il bagno e dopo andarono nella sua stanza a giocare con la cucina giocattolo di Barbie. Le aveva seguite anche Ettore, il fratello di Allison: un ragazzo biondo dalla carnagione leggermente scura che sembrava quasi fosse abbronzato in tutte le stagioni dell'anno.
Inizialmente a Maddy stavano entrambi simpatici, ma crescendo iniziarono a diventare insopportabili quasi come i genitori e iniziarono a prenderla in giro senza alcun motivo. Mi vennero in mente ricordi che avrei voluto eliminare definitivamente dalla mia testa insieme a quel cognome, e per quanto possa averci provato, rimuovere del tutto dei ricordi spiacevoli non sempre era possibile. «Ho invitato Antony per una serata film e pizza a casa mia, se vuoi...» non mi lasciò completare la frase che urlò in maniera euforica che sarebbe stata presente anche lei e che si sarebbe inventata qualche scusa per saltare la cena con i Barros, come quella di dover finire di studiare per il compito del giorno dopo. «Non abbiamo nessun compito domani.» «Questo lo sai tu, non i miei.» «Va bene, vieni da me per le venti e non tardare come sempre» le raccomandai.«Ci proverò» rispose con una piccola risata. Suonai qualche brano al pianoforte in sua attesa così da potermi esercitare. In casa si udivano solo le note del brano Nuovo Cinema Paradiso di Ennio Morricone. Mi lasciai travolgere dalla sua semplicità e bellissima linea melodica, ma poi le mie mani si fermarono non appena sentii il suono del citofono di casa. Maddy era stata di parola. Percorremmo le scale in direzione della mia camera e ci sedemmo sul letto.
«Grazie a te sono riuscita a non passare un'altra serata con quella famiglia insopportabile. Ettore potrebbe anche essere uno dei ragazzi brasiliani più belli che esista su questa terra ma non mi metterei mai con lui, è insopportabile! Una famiglia di snob» pronunciò seccamente, sbattendo i pugni sul cuscino.
A tale reazione mi misi a ridere e subito dopo si aggiunse anche lei. Qualche minuto dopo sentimmo bussare alla porta della mia stanza che con cautela si stava aprendo.
«Ciao ragazze!» esclamò Antony. «Quando sei arrivato? Non abbiamo sentito suonare il citofono suonare» risposi con aria sorpresa. Parlando con Maddy non mi ero accorta di niente. «Cinque minuti fa. Tua madre ha voluto scambiare qualche chiacchiera con me dato che non mi vedeva da un bel po' di tempo. Ha detto di dirti che sta uscendo con tuo padre per andare a una...»
«Festa over quaranta» lo interruppi, continuando la frase.
«Quei due si sono dati alla pazza vita da adolescenti negli ultimi giorni.» Notai che Maddy continuava a fissarlo silenziosamente. Era la prima volta che passavamo del tempo tutti e tre insieme al di fuori delle poche volte che ci scontrammo nel corridoio di scuola. I suoi occhi erano puntati su di lui, la sua espressione cambiò da essere allegra e rilassata a seria e nervosa, mentre le sue mani stringevano il cuscino che teneva sulle gambe incrociate. Non conosceva Antony personalmente, ma quelle volte che lo vide a scuola, continuava a ripetermi più volte che le avrebbe fatto piacere approfondire la sua conoscenza. D'altronde non aveva tutti i torti, era un bel ragazzo: statura alta, moro con qualche riccio, fisico da palestrato e occhi verdi. Aveva anche un carattere dolce, sempre disponibile, ma quando voleva sapeva essere veramente stronzo. A volte pensai a ciò che la gente pensasse di noi due, ai nostri comportamenti che il più delle volte venivano definiti "da innamorati" ma che per noi si trattava di affetto e complicità. Tra di noi ci fu una strana e bella sintonia fin dal primo giorno di scuola, un'amicizia che si rafforzò con il corso del tempo e che non venne mai stravolta da pregiudizi simili. Davvero esiste ancora qualcuno al giorno d'oggi che si chiede se l'amicizia tra uomo e donna sia possibile o no? Si sostiene che prima o poi possa entrare in campo l'attrazione fisica o un sentimento amoroso.
Potrà anche essere vero, ma non è una fase obbligatoria. La nostra era un'amicizia sincera, di confidenza, di complicità, onestà, rispetto... tutto ciò che stava alla base di un'amicizia vera. Un'amicizia che speravo di portare sempre con me senza interruzioni. «Vieni a sederti qui con noi» battei la mano sul letto per invitarlo a sedersi.
«Ciao Maddy» pronunciò Antony con voce profonda, avvicinandosi e mettendo in mostra uno dei suoi soliti e meravigliosi sorrisi. «Sei particolarmente carina oggi» Antony si sedette accanto a lei e i loro occhi si incrociarono alla stessa altezza, contatto che fece pietrificare quelli di Maddy.
«Ti ringrazio» ribatté in sua risposta mentre le sue guance assumevano un colore simile a quello di un pomodoro. Diventò ancora più nervosa dopo quel complimento al punto da iniziare a direzionare lo sguardo in qualsiasi punto della stanza per non incrociare di nuovo i suoi occhi.
Mentre digitavo il numero per poter prenotare le pizze, lasciai a loro il compito di decidere il film da vedere. Maddy voleva vedere un film romantico mentre Antony un film horror: da lì scoppiò la guerra tra i due. Si alzarono di scatto dal letto e si misero a discutere, ma proprio in quel momento, fortunatamente, mi venne in mente un'idea per poter cessare la situazione che stava iniziando a diventare patetica.
«Ho un'idea. Però prima calmatevi e fate i bravi» incrociai le braccia e intervenii come se fossi la madre di due bambini. Entrambi si sedettero sul letto aspettando che parlassi. «Guarderemo prima un film horror e poi uno romantico, così non ci saranno più discussioni. Io sono del tutto indifferente.»
«Va bene» risposero in coro. Durante una scena paurosa Maddy si coprì gli occhi con una mano e si portò le gambe fino al collo. I film horror le facevano sempre questo effetto. Antony si accorse della sua paura, allora l'avvolse in un abbraccio per rassicurarla.
«Grazie» sussurrò togliendo la mano dal viso per guardarlo e potergli sorridere. «Di nulla» rispose lui, ricambiando il sorriso. Erano talmente teneri da guardare che se fossero stati una coppia sarebbero da invidiare. Scesi al piano di sotto per andare a prendere le pizze non appena arrivarono. Salutai gentilmente il fattorino delle pizze dopo averle pagate e andai in cucina per poter prendere una bevanda dal frigorifero insieme ai bicchieri e salii cercando di non fare cadere tutto ciò che avevo in mano.
"Menomale che ho lasciato la porta aperta", pensai. Arrivata davanti la porta mi fermai. Vidi Maddy e Antony ridere e scherzare insieme.
Era da tanto che non la vedevo così felice, soprattutto dopo la rottura con il suo ex. Eh già, sarebbero proprio una bella coppia. Erano così concentrati a scherzare che non si accorsero della mia presenza.Davanti quella scena non potevo fare altro che sorridere; un sorriso che non durò a lungo per via dei bicchieri e le troppe cose che stavano per cadere dalle mie mani.
«Ehm... Scusate se vi interrompo, verreste ad aiutarmi?» borbottai cercando di prendere i bicchieri caduti a terra.
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro