1- Ti amo, Isabelle Lightwood
"Devo sapere una cosa Simon. Sei ancora innamorato di lei?" Chiese Isabelle al ragazzo seduto nella cucina dell'istituto. "Isabelle..." Qualcosa fece breccia nel cuore immobile del vampiro: i ricordi con Clary, la ragazzina rossa dagli occhi verdi. Non sarebbe mai riuscito a dimenticarla, ma la risposta alla domanda era no. Non era più innamorato di lei, perché quando era con Isabelle cambiava tutto, si sentiva sempre vulnerabile e al suo posto. Da quando era morto, lei era stata l'unica con cui si era sentito più vivo. Solo dopo averla baciata si era accorto delle differenze con Clary. Con Isabelle ogni cellula del suo corpo esplodeva in brividi. Ormai era un mese che la frequentava e forse era arrivato il momento di dirle che l'amava, ma la paura della morte lo travolse. Lei prima o poi sarebbe morta, era una Shadowhunters, lui sarebbe vissuto in eternità. Non voleva che lei si trasformasse nel suo amore epico, aveva paura. Far arrabbiare Izzy era pericoloso, ma quello che stava per fare era un suicidio. "Si, sono ancora innamorato di lei." Una lama di ghiaccio attraversò lo stomaco di Isabelle, lasciò cadere il mestolo e gli si avvicinò facendolo indietreggiare, finché non arrivò a toccare il bancone. "Stai mentendo!" Gli occhi le si riempirono di lacrime. Simon l'aveva vista piangere in pochissime occasioni. La ragazza gli si avvicinò ancora di più, posandogli un indice ammonitore sul petto, lo guardò fisso negli occhi prima di scoppiare in lacrime. "Dimmi che non è vero Simon! Dimmelo." Il ragazzo rimase immobile e lei cominciò a scuotere la testa asciugandosi le lacrime con il dorso della mano. "Sei stato un mese con me facendo finta di niente. Ti ho baciato mentre tu non pensavi a me. Ti ho amato mentre tu non eri innamorato di me." La mano di Isabelle scattò repentinamente, stampandogli uno schiaffo sul volto. "Sei uno stronzo!" Simon le bloccò i polsi. Per poco la voglia di baciarla non lo distrasse dal suo intento. Puntò gli occhi in quelli neri della ragazza. "Isabelle io voglio stare con te ma..." Lei si liberò dalla stretta. "No Simon! Io non sono la seconda scelta di nessuno. O ammetti di amarmi, perché sento che è così. O te ne vai." Il ragazzo stava per cedere. Si concentrò su un punto oltre la spalla di Isabelle per non perdere il controllo. Poi uscì dalla cucina, lasciando Isabelle con fiotti di lacrime calde che le colavano dagli occhi.
***
Simon era tornato subito a casa, aveva spalancato la porta della sua camera e dopo averla richiusa con forza si era buttato sul letto. Rimase almeno tre ore immobile a guardare il soffitto. Sentiva un dolore continuo, il suo cuore morto. Voleva piangere, voleva urlare. Ma niente di tutto ciò sarebbe bastato a colmare l'enorme vuoto che aveva dentro. Si era follemente innamorato di quella ragazza dal primo momento in cui l'aveva conosciuta davvero. Era forte, autoritaria, dolce. Era Isabelle, la sua Isabelle. Lei non lo avrebbe più perdonato. Gli ritornarono in mente le sue parole: o ammetti di amarmi, perché so che è così. O te ne vai. Ma che cosa aveva fatto? Si era lasciato sfuggire l'amore per paura della morte. Era un vigliacco. Scattò in piedi e volò fuori dalla camera. Non si curò neanche di indossare la giacca, iniziò a correre verso l'istituto con un sorriso stampato in viso. Adesso Isabelle era giovane, del problema morte si sarebbero preoccupati in futuro. Lui l'amava e doveva dirglielo! Con la velocità da vampiro in venti minuti era già di fronte all'istituto. Erano le undici di sera e probabilmente avrebbe svegliato tutti, ma non gli importava. Salto sull'ascensore. Bussò con tutta la forza sul portone, finché non si aprì. La faccia assonnata di Alec lo accolse. "Diurno, che vuoi a quest'ora?" Simon sbuffò, non era mai andato a genio ad Alec. "Sera anche a te. Devo vedere Izzy subito!" Varcò l'ingresso e si diresse verso il corridoio delle camere con Alec alle calcagna. "Ma tu lo sai che ore sono, vero? Isabelle probabilmente dorme. Non puoi entrare in camera sua così, non mi interessa il fatto che tu sia il suo fidanzato, non puoi dormire con lei." Simon alzò gli occhi al cielo mentre continuava a correre verso la camera, quando finalmente arrivò a due falcate da essa, si girò verso l'altro ragazzo. "Mi dispiace Alec, ma sono innamorato di tua sorella e devo dirglielo prima che sia troppo tardi." Prima che Alec potesse rispondere aprì la porta della stanza e se la richiuse alle spalle. L'oscurità lo avvolse. Sentì Isabelle sospirare. "Alec ti ho detto che sto bene, puoi andare a dormire." Simon prese fiato. "Non sono Alec." Sentì le lenzuola agitarsi. "Ti ho cacciato da casa tre ore fa, che ci fai qui?" "Avevi ragione." Disse il vampiro avvicinandosi sempre di più al letto. "Sono innamorato di te. Non ho mai provato niente di tutto ciò con Clary. Ogni volta che ti guardo, che ti bacio il mio corpo va in fiamme. Tu sei bellissima e io ti amo." Disse tutto d'un fiato. I suoi occhi si erano finalmente abituati al buio e ora vedeva chiaramente Isabelle. Si sedette sul bordo del letto e cercò la mano della ragazza, che strinse la presa avvertendolo. Simon si chinò avanti e sfiorò leggermente le labbra calde di lei. Isabelle gli afferrò la nuca con entrambe le mani, tirandolo sopra di sé. Simon fece scivolare le mani sulla vita della ragazza. Si spostò dalla bocca, alla mandibola, fino ad arrivare al collo, iniziò a fregare i canini sulla sua pelle morbida. Isabelle si aggrappò alla sua schiena, invitandolo a continuare. Lui tornò alle labbra. Quel bacio fu diverso, più passionale, le loro lingue si incrociarono a lungo e lui sospirò quando la lingua di Isabelle gli sfiorò i canini e i labbro inferiore. Le mani della ragazza arrivarono al lembo della maglietta di lui. Isabelle fece scorrere le dita sulla sua pelle nuda, carezzandogli prima la schiena, poi il petto. "Dimmelo di nuovo." Gli disse lei tra un sospiro e l'altro. "Ti amo Isabelle Lightwood." I denti di lei scintillarono nell'ombra, prima di far girare Simon, mettendosi a cavalcioni sdraiata su di lui. I capelli lunghi facevano da tenda ai loro baci, sempre più affiatati e passionali. In un attimo la maglietta di Simon volò via e a seguire quella di Izzy. Lei era semplicemente perfetta e Simon non si era mai sentito più sicuro di fare qualcosa. Lei percorse il suo petto con gentili baci, mentre gli sfilava la cintura. Il ragazzo si irrigidì un istante quando Isabelle gli sollevò il lembo dei boxer e infilò una mano sulla sua coscia. Ne approfittò per slacciare il gancetto del reggiseno nero di pizzo. Una volta tolto la rigirò nuovamente sotto di sé. Si bloccò un istante sorreggendosi sugli avambracci per non schiacciarla, solo i suoi boxer e gli slip di lei gli impedivano di essere completamente a contatto. Era Isabelle, era bella e voleva lui, almeno quanto lui volesse lei. Le sfiorò le labbra parlando a contatto con esse. "Non l'ho mai fatto prima Isabelle." Lei sorrise nervosamente. "Direi che te la cavi bene." Simon si scostò, non era la risposta che pensava di sentire. "Non trovi sia piuttosto strano farlo per la prima volta con una ragazza che invece non è vergine? Io sono un uomo devo pur mantenere una certa dignità." Il sorriso di Isabelle si fece ancora più nervoso. Lo attirò alle sue labbra e mentre lo baciava gli sfilò i boxer. Lui prese il coraggio di fare lo stesso con le sue mutandine. Prima che Simon potesse fare qualsiasi cosa, lei lo bloccò. "Devo dirti una cosa. Sono vergine anch'io, puoi non crederci, ma è così. E questo è il momento in cui sto avendo più paura di tutta la mia vita. Niente a confronto con l'adrenalina che si prova quando uccidi un demone. Tutto questo i baci, le carezze, l'amore sono molto di più per me." Simon le accarezzò dolcemente uno zigomo. "Se non sei sicura ..." "Sono sicurissima. Quindi non fermarti." Con un altro bacio più dolce Simon entrò in lei.
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