Fiori di pesco /// J. Jk
['Immagina' richiesto da LAMOGLIEDICHANGBIN99, spero di non aver deluso le tue aspettative!]
La tua stanza era bianca.
Nessun oggetto vi era in disordine, tutto sistemato con una maniacale perfezione e spoglie di colori;
Le tue palpebre si chiudevano in continuazione, impedendo ai tuoi occhi di avere una visione chiara dell'ambiente circostante.
Pensavi fosse sonno, nonostante ti fossi svegliata/o qualche ora prima per fare delle analisi dalla tua infermiera, che riusciva a sorriderti nonostante la situazione fosse grave.
Più il tempo passava, più le forze diminuivano, impedendoti anche di alzarti per andare in bagno, avendo così il bisogno di essere accompagnata/o costantemente da qualcuno per evitare che cadessi da qualche parte della stanza, facendoti molto male.
Ogni passo che facevi, era controllato costantemente da qualcuno, non avendo più una vita privata su cui contare, ma nonostante questo ti infastidisse molto, era per la tua salute.
Nella stanza, si sentì il rumore della porta aprirsi, facendoti finalmente aprire gli occhi dalla sorpresa, vedendo la figura di tua madre guardarti con compassione dalla parte opposta alla tua;
In mano reggeva una busta, una di quelle dal materiale di carta e dai mille colori sbiaditi di cui non riuscivi neanche a leggere il nome del negozio da cui è stato acquistato.
"Ti ho portato qualcosa da mangiare" alzò il braccio verso l'alto, scuotendo leggermente la busta, avvertendo il suono delle ciambelle scuotersi tra di loro, per poi appoggiare la busta sull'asse di legno collegato al tuo letto.
Un sussulto uscì dalle tue labbra, quando la mano fredda di tua madre si posizionò sulla tua schiena, in modo da aiutarti a metterti seduta sul materasso.
"Non hai aperto bocca, come ti senti?" La voce preoccupata di tua madre ti giunse alle orecchie, obbligandoti a parlare.
"Non molto bene" era la prima volta nella giornata che pronunciavi parole, la gola secca ti fece tossire, facendola preoccupare più del dovuto, per poi passarti un bicchiere d'acqua per farti passare il fastidioso mal di gola.
"Non ti sforzare, nessuno si mangia le tue ciambelle!" Scherzò, sperando di vedere il tuo sorriso per una volta, riuscendoci.
Prese la busta a due mani, per poi posarlo con attenzione sull'asse di legno, infilando la mano all'interno della busta in cerca del tuo cibo.
Tirò fuori il contenitore di plastica con al suo interno 4 ciambelle colorate.
Il tuo umore cambiò, osservando con interesse i dolci presenti davanti a te lasciati in bella vista, che urlavano implorando di essere mangiati da te.
La tua mano tremò, quando venne tolta dall'ammasso di coperte che tenevano al caldo il tuo corpo, per poi tastare il sottile strato di glassa bianca che era presente sul dolce acquistato da tua mamma.
La suoneria del tuo cellulare si sentì per tutta la stanza, cogliendo alla sprovvista tua mamma, che balzò all'improvviso.
Si alzò dalla sedia coperta da un lenzuolo bianco, per andare alla ricerca del tuo telefono smarrito in qualche angolo della stanza.
"Jungkook ti sta chiamando" constatò, dopo averti consegnato preoccupata il tuo telefono con certa pressione.
In cuor tuo sapevi che tua mamma ci teneva a Jungkook, era più che comprensibile quella agitazione ogni volta che si iniziava a parlare del ragazzo.
"Pronto?" Un colpo di tosse interruppe la domanda, facendo preoccupare tua madre.
"Hey Y/N! Come ti senti? Tra 15 minuti arrivo in ospedale" esclamò leggermente distratto, guidando la macchina con il telefono poggiato sulla spalla.
"Potrebbe andare meglio, fai presto, ti aspetto" terminasti la chiamata tra voi due, per poi posare il telefono sul tavolino dinnanzi a te.
"Sta arrivando?" Tua madre domandò curiosa, per poi sorriderti, notando come ti agitavi contenta/o nel tuo lettino.
"Sono molto felice" il tuo sorriso si allargò a dismisura.
Dopo il suo arrivo, Jungkook ti colse di sorpresa portandoti in dono un libro che desideravi da davvero molto tempo.
Per te, era già un emozione vedere la busta penzolare dalle dita affusolate di Jungkook, capendo immediatamente trattarsi di un libro.
"Jungkook... non dovevi" la tua vista era coperta dalle numerose lacrime accumulate, eri sul punto di piangere per un libro davanti agli occhi di Jungkook.
Senza risponderti, ti riservò un dolce sorriso, non trovando le parole adatte per risponderti.
Dopo qualche minuto, tua madre annunciò la sua uscita dalla stanza, aggiungendo una motivazione per lasciarvi parlare da soli, senza disagio.
"È il libro che volevi? Non ti piace?" Domandò titubante, osservando costantemente il tuo volto leggermente triste, che osservava le varie caratteristiche presenti sulla copertina del libro.
"Mi piace molto! Ma... sono sicuro/a che non riuscirò a leggerlo tutto"
Quelle parole causarono malcontento dentro Jungkook, il quale lo fece notare attraverso la sua espressione facciale facendoti sentire in colpa, poiché nella tua testa continuavi a ripetere che eri tu la causa del suo malumore.
A interrompere il momento, per tua fortuna, fu l'infermiera che ti faceva visita ogni mattina, e annunciò che l'orario delle visite si era concluso.
Jungkook chinò la testa verso le sue scarpe bianche, emettendo uno sbuffo che riuscì a sentire anche tu nonostante fossi molto distante dalla poltrona su cui sedeva.
"Sono venuto troppo tardi... ci vediamo domani?" Il ragazzo ti sorride caldamente, aggrappandosi all'unica speranza di vederti il giorno seguente.
"Certamente! Porta qualcosa da fare, mi annoio sempre di più..." piagnucolasti rivolto/a al ragazzo, nel frattempo ti circondò le spalle con un braccio, per poi posare sulla guancia rosea, un dolce bacio.
Il tuo amico lasciò la stanza senza obiezioni, per poi affrontare tua madre all'ingresso della camera bianca, che salutò con un cenno della mano destra.
"Di che cosa avete parlato?" Domandò curiosa tua madre dopo essere entrata all'interno della tua stanza, per poi sedersi con cautela sulla poltrona color cachi dal tessuto molto morbido.
"Abbiamo avuto poco tempo per parlare, mi ha portato un libro" le tue dita gelide toccarono la copertina rigida del libro da te voluto, per poi afferrare le estremità dell'oggetto con la sola intenzione di consegnarlo alla persona che ti ha partorita.
Un verso di stupore uscì dalle labbra di tua madre alla sola vista del libro che tanto bramavi, per poi sfogliare qualche pagina con interesse.
La sera arrivò molto presto, e di restare sveglia non ne volevi proprio sapere.
Jungkook ti chiamò al telefono per darti la buonanotte, ma la chiamata durò più di un'ora, passata a raccontare del più e del meno.
"Buonanotte amore mio" disse con un tono dolce tua madre accarezzando dolcemente la tua testa, per poi augurarti sogni d'oro.
Ti rimboccò le coperte fino alla spalla, coprendo quasi tutto il tuo corpo magro.
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Il fatidico giorno arrivò in fretta.
Jungkook non faceva altro che ripetere allo specchio qualcosa di rassicurante, che non lo facesse scoppiare a piangere dinnanzi alla sua immagine riflessa nello specchio intero dalla cornice dorata.
L'abito nero gli stava d'incanto, nonostante il suo viso pallido e stanco, riusciva ad essere un ragazzo attraente senza neanche fare sforzi.
Leggermente stanco, si passò le dita affusolate sulla pelle, leggermente unta, del viso, procedendo con dei movimenti circolari sugli occhi, cercando di risvegliarsi dal sonno di qualche ora prima.
"Jungkook... dobbiamo andare" disse dolcemente la madre, sapendo della terribile situazione nella quale capitò suo figlio.
Jungkook fece un cenno con il capo, per poi prendere il vaso pieno di terra con al suo interno impiantati dei fiori di pesco che Y/N amava tanto; portandolo con se per tutto il viaggio in macchina.
"Hey Jungkook! Come stai?" Cercò di sorridere naturalmente la madre di Y/N, in lutto per la morte di suo/a figlio/a.
"Dovrei chiederlo io a te" abbracciò la donna con tutte le sue forze, cercando di trasmetterle un po' di conforto per farla stare meglio.
"La cerimonia è terminata da una quindicina di minuti, ti lascio solo" la donna diede una pacca sulla spalla al ragazzo, provando un profondo senso di pietà rivolto nei suoi confronti.
Jungkook avanzò verso la lastra di pietra incisa conficcata nel terreno, per poi piangere disperato dopo aver posato la piantina sul piccolo gradino.
"Ciao, Y/N."
SONO 6 MESI CHE NON AGGIORNO QUESTA STORIA, CHIEDO SCUSA DMCMCKXKXJ
A tutte le persone che mi hanno chiesto un'immagina, possono riscriverlo nei commenti?💗
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