tanto tempo
Prendo le chiavi della macchina e raggiungo il supermercato. Mentre mettevo nel carrello i vari cibi, pensavo ai miei compagni di classe del liceo che fine avessero fatto.
So che la mia "cotta" delle superiori è diventata un famoso calciatore con la nomina di "donnaiolo" ma non penso visto che era la persona più timida che conoscevo ma si può sempre cambiare.
Dopo aver controllato di aver preso tutto, raggiungo la cassa e sistemo sul piano scorrevole tutte le cose. Non mi accorgo però che mi è caduto un pacco di biscotti, mi giro per raccoglierlo ma la persona dietro di me stava facendo lo stesso, le nostre mani si toccano, alzo la testa e non ci posso credere...
"Chris?"
"Moe?"
"Ehm, scusi signora tocca a lei", disse la cassiera.
"Si, mi scusi"
Velocemente pagai e misi tutto nelle borse di plastica ma erano troppo pesanti..
"Serve una mano?", mi chiese.
"Si grazie"
Si era proprio fatto bello mamma mia!
"Hai la macchina?", mi chiese.
"Si si, te?"
"Si ce l'ho ma sono venuto a piedi"
Raggiungemmo la mia macchina e insieme caricammo le buste nel baule.
"Ti serve un passaggio?"
"Se non ti dispiace molto volentieri"
"Figurati"
Salimmo in macchina e ci avviammo verso casa di mia nonna.
"Ci fermiamo un attimo da mia nonna che le porto la spesa"
"Si si, nessun problema"
Durante il tragitto rimanemmo entrambi in silenzio visto che era breve. Arrivati, velocemente scesi dalla macchina e portai le buste a mia nonna.
Entrai in macchina e piano piano ci avviammo verso casa sua.
"Allora ho sentito che sei diventato un calciatore", dissi.
"Ebbene si, ho realizzato il mio sogno anche se hai poca privacy"
"Ah immagino. Sei un "rubacuori" come dicono i giornali?"
"Ahha no no, ma sai per fare un po' di gossip ti fanno uscire con chiunque. Tu cosa fai di bello?"
"Io mi sto laureando in economia e commercio, poi come hobby faccio la modella per qualche stilista alle prime opere, un po' strano ma la maggior parte delle volte è divertente!"
"Ah bè bello, dove studi?"
"Studio in un college vicino a Seattle negli Stati Uniti, fra qualche mese mi laureo"
"Wow, allora hai realizzato anche tu il tuo sogno!"
"Ti ricordi ancora? Ne parlavo sempre al liceo!"
"Ahha eh si sai?! Certe cose non si dimenticano!"
"Comunque c'è qualcuna che ti ha rubato il cuore?"
"Si c'era, per farla in breve ho appena avuto una "storia" con una modella, la amavo veramente e lo stesso giorno che sono andato a prendere l'anello di fidanzamento, l'ho trovata a letto con uno e gli urlato troia e sono andato via"
"Mi dispiace, la maggior parte delle persone al mondo sono stronze e false ma vedrai che troverai quella giusta"
"Ah grazie, come fai ad essere sempre d'aiuto Moe?"
"Non lo so mi viene spontaneo, te li ricordi i nostri pomeriggioni dopo scuola?"
"Ahha eh si, come posso dimenticarmi di tutte le cose che abbiamo fatto, mio dio si che erano bei tempi quelli!"
"Ti ricordi quando per una scommessa hai perso e hai dovuto correre per tutto il corridoio vestito da hawaiano? Ahha quanto ridere!"
"Dopo di quello non ho più fatto scommesse ma anche perchè dopo il liceo ci siamo persi di vista"
"Già troppo impegnati entrambi a realizzare i nostri sogni ma adesso siamo qua dopo 5 anni a ridere e a scherzare come una volta!"
"Mi mancavano questi momenti e mi dispiace per tutto"
"Ehi quella storia è acqua passata sto bene adesso"
Non pensate che sia successo qualcosa di grave ma in quinta superiore mi ricordo che, abbiamo litigato di brutto e non ci siamo più parlati fino ad adesso.
"Comunque Moe Anderson sei fidanzata?", mi chiese.
"Ehm si lo ero", dissi un po' malinconica.
Non riuscivo a decifrare il suo sguardo, se fosse solamente triste o arrabbiato?!
"Ehm scusami non volevo, ma sei vuoi parlarne ci sono", mi sorrise.
Accostai la macchina e lo abbracciai, rimase molto stupito ma mi avvolse intorno a se come una volta mentre qualche lacrima scendeva dai miei occhi.
"Chris io lo amavo così tanto, fatalità la stessa cosa che è successa te, è successa anche a me è solo che non era una ragazza qualunque, la mia migliore amica ti rendi conto? E pensa pure che il giorno prima avevamo prenotato un viaggio per noi due e io come una scema ci sono cascata. Dopo di quello, nei weekend uscivo sempre alle feste delle confraternite e ne combinavo una per colore, avevo 20 anni sai com'è no? A quell'età non capisci un cazzo ma adesso sono cambiata, ho la mia cerchia di amici a cui tengo molto ma preferisco tenermi lontana dalla relazioni ancora per un po' "
Mi sentivo benissimo ad essermi confidata con lui.
"Ehi mi dispiace, lui è stato un coglione perché non si è accorto della bellissima persona che sei. Arriverà l'amore e la sensazione sarà molto più forte di quella che hai già provato. Sembri un panda" e con questo si mise a ridere contagiando anche me.
"Sai sempre come far tornare il sorriso sulle persone Chris, hai sempre avuto queste dono", intanto con un fazzoletto mi ripulii la faccia e dopo misi in moto e guidai verso casa sua.
"Sono molto curioso ma una per colore? Veramente? Non me lo sarei mai aspettata da te Moe ma cosa facevi di preciso a queste feste?", mi chiese con lo sguardo da investigatore.
Non risposi ma sorrisi timidamente, penso che aveva già capito.
"O mio dio, sul serio? Non me lo sarei mai aspettato una Moe trasgressiva ma precisamente, quanto hai scopato?"
"Dai Chris smettila, vedo che sei molto fine comunque ahha! Ehi se non mi sbaglio, questa è casa tua"
"Si si grazie del passaggio", stava per scendere ma si girò verso di me.
"Ehi ti vuoi fermare da me?", mi chiese con quel sorriso, come potevo dire di no?
Mi aspettò mentre parcheggiavo e ci avviammo verso la porta.
"Ecco la mia umile dimora Moe ", disse.
"Che bella Chris, complimenti. Posso chiederti un favore?"
"Dimmi tutto"
"Potrei farmi una doccia? È da stamattina che sono fuori e non ho avuto tempo di passare da casa mia ma non vorrei disturbare"
"Non ti preoccupare. Ti accompagno"
Salimmo su dalle scale e anche sopra era arredato benissimo. Arrivammo davanti al bagno e mi diede due asciugamani.
"Grazie Chris", dissi. Mi fece un occhiolino e sparì non so dove.
CHRIS P.O.V
Si era dimenticata i vestiti quindi andai in camera mia e le presi una maglietta e un pantalone della tuta e un completo intimo, c'è non pensate male ma qualche volta mia sorella viene qua e lascia quasi sempre un cambio.
Bussai alla porta del bagno ma non ottenni risposta, quindi aprii la porta e santa maria dalle vergini beate, c'era Moe in intimo, cazzo che bella, dovevo uscire al più presto se no solo dio sapeva quello che avrei fatto.
"Ti serve qualcosa?", mi chiese senza imbarazzo mentre io ero un pomodoro vivente.
"Ehm, ti ho portato i vestiti e l'intimo", mi fermò subito.
"Intimo?"
"E' di mia sorella, ti aspetto giù, ciao"
Senza neanche darle il tempo di rispondere scesi dalla scale e andai in giardino a prendermi una boccata d'aria. Ammazza che fisico però, dovevo fermare la mia mente da fare pensieri alquanto sconci su di lei. Cazzo però, si è fatta proprio bella. Restai nei miei pensieri ancora un po' finché non sentii qualcuno sedersi accanto a me.
"Ehi, già fatto?", le chiesi.
"Si si non ci metto molto a prepararmi, comunque visto che è quasi ora di cena cosa vuoi che facciamo?"
"Che ne dici di pizza e film come i vecchi tempi?"
"Si si per ma va bene"
"Bene vado a ordinare le pizze, vieni?", visto che nel frattempo mi ero alzato le diedi la mano per tirarsi su ma nel farlo ci ritrovammo a pochi centimetri di distanza, mi persi nei suoi occhi, dio santo che belli.
"Ehm Chris", disse staccandosi leggermente con un leggero rossore sulle guance.
"Si si scusa, andiamo", rientrammo in casa senza dire una parola, mentre ordinavo la pizza lei era in soggiorno a scegliere il film.
"Non ci credo, ce l'hai ancora", urlò dal salotto, la raggiunsi e aveva in mano il nostro film preferito <GLI STAGISTI>
"Eh si, mi ricordo che me l'hai regalato ancora in terza superiore, mio dio quanti anni che sono passati!"
"Già bè guardiamo questo ovviamente", disse per poi sistemare il salotto per metterci comodi a guardare il film.
Quanto mi era mancata averla per in giro per casa mia, visto che quando eravamo adolescenti dormivamo sempre uno dall'altra.
Suonarono al campanello e urlò: "Pizzaaaaa"
"Meno male che hai quasi 25 anni"
"Sta zitto ergumeno che quando si tratta di cibo è vita, comunque pago io non voglio sentire altro", si avviò alla porta e prese portandole in salotto,
"Un attimo ma che pizza mi hai ordinato?
"Salamino piccante, pensavi che mi fossi dimenticato?"
"Aw che dolce"
Mi diede un bacino sulla guancia, lasciandomi sorpreso, per poi buttarsi sul divano con la pizza e facendo partire il film.
Dopo aver finito di mangiare, mi chiese "Ti da fastidio se mi appoggio a te?"
"No no fai pure" e si appoggiò sul mio petto regalandomi quelle sensazioni che non provavo da tempo. Dopo poco intrecciai la mia mano alla sua e finimmo di guardare il film.
Si era addormentata che cucciola. Le diedi un bacio in fronte e la osservai per un po' accarezzandole i capelli.
"Chris, che ore sono?", mi chiese a bassa voce.
"Mezza notte e mezza"
"Meglio che vada a casa", fece per alzarsi ma la presi facendola sedere su di me, "Tu non vai da nessuna parte a quest'ora, resti per favore?"
"Okay se non disturbo"
"Non disturbi mai piccola", mi abbracciò fortissimo e mi sussurrò all'orecchio: "Ti voglio troppo bene Chris"
"Anche io piccola te ne voglio tanto"
Era ancora sopra di me ma non esitava a staccarsi allora incominciai a farle il solletico e non la smetteva di ridere.
"Ahah ti prego bastaaaaa", mi pregò.
"Ok la smetto, ti va di andare a dormire?", le chiesi. Rispose di si e ci avviammo su per la scale.
Arrivati in camera, la osservai mentre si stava spogliando per poi rimanere solo in maglietta e mutande, distolsi lo sguardo appena si girò e divenne tutta rossa in viso, infatti ero rimasto solo con i boxer addosso.
"Ti da fastidio?", mi chiese.
"No no è solo che ammazza che fisico che hai Moe"
"Ahha grazie, anche tu comunque"
Ci sdraiammo sul letto e rimanemmo per un po' a guardare il soffitto.
"Sono felice che siamo amici come prima", mi disse.
"Anche io Moe non sia quanto, ti voglio bene"
"Anche io tanto Chris"
Dopo poco, ci addormentammo io disteso a pancia in su e lei con la testa sul mio petto, non desideravo essere in un posto migliore.
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