Nuova
Si chiamava Yumi Hongren, aveva 25 anni, e a Hogwarts era stata smistata in tassorosso.
Aveva sempre saputo che sarebbe andata a tassorosso: da come gliel'aveva descritta sua mamma, la casa aveva tutte le sue caratteristiche: duro lavoro, gentilezza, molta pazienza, una certa timidezza. Infatti purtroppo, durante l'anno scolastico non si era fatta amici, solo un'altra tassa, Rechel(si legge Recel), che era diventata la sua amica del cuore, e sua sorella, che era smistata in corvonero e aveva due anni in più di lei.
Si guardò intorno. La casa era senz'altro accogliente, su questo non c'era dubbio: le pareti del corridoio erano bianche e per ogni stanza avevano un colore diverso(in cucina erano rosse, in bagno blu, in sala da pranzo e salotto verdi, in camera da letto erano color tramonto e nello studio erano azzurre). Il pavimento era di legno chiaro, lavorato, e il soffitto di ogni camera era bianco sporco, tranne nella camera da letto, dove era blu notte. L'aveva già arredata precedentemente e l'effetto era una via di mezzo tra rustico e moderno, con un pizzico di fantasia.
Ma c'erano ancora molte cose da fare: doveva creare un nuovo habitat per Kim, personalizzare le pareti e il soffitto dello studio, riempire le mensole e le librerie, e presentarsi al vicinato. Scrisse le tappe su un foglietto e lo attaccò sulla lavagnetta di sughero vicino alla porta.
Dopo aver creato una piccola buca che permetteva di andare sottoterra fino a 5 metri di profondità, per permettere a Kim di scavare gallerie, e aver comprato un tiragraffi provvisto di cucce e averlo adattato per una puffola pigmea; mentre tutti i film e i libri andavano in ordine alfabetico nelle librerie dello studio, lei si affaccendava a dipingere le pareti della stanza. Aveva in mente di dipingere delle nuvole nella parte alta e poi dell'erba nella parte bassa, e "disegnare" delle creature fantastiche, e non per vantarsi, era bravissima con questo genere di cose.
Stava finendo di colorare uno snaso che guardava in su, verso un tuono alato, quando suonarono al campanello. Controllò l'orologio appeso vicino alla finestra: erano le sei e mezza.
Sbuffando si alzò e andò alla porta, mentre si sistemava i capelli. Intanto Andy, che era stato addestrato a nascondersi al suono del campanello, saltellò in camera da letto e si mise sotto il letto, Bick invece corse alla porta e dovette prenderlo e infilarlo a forza nella sua tana. Tornò alla porta e la aprì.
Davanti a lei c'era una Rechel sorridente: era alta e magra, con i capelli ricci castani, che gli arrivavano fino a metò schiena. Portava un paio di occhiali con la montatura celeste, e indossava una felpa blu con pantaloni a zampa di elefante e stivaletti.
-di già? Sei una stalker! Non ti ho neanche avvisato!-
-Esatto, e mi avevi promesso di farlo appena eri arrivata!- disse, mettendo un finto broncio ed entrando.
Sospiro: -hai ragione, scusa...sai, l'emozione- si strinse nelle spalle e chiuse la porta.
-Allora, come ti trovi a Londra?- gli chiese mentre si sedeva sul divano. Lei si sedette accanto a lei, mentre Kim tornava e si introduceva sotto il divano -Be, in verità non sono ancora uscita, ero occupata con gli ultimi ritocchi.-
-Hu, e in cosa consistono?- "la solita curiosona..." -be, creare una nuova tana per Kim, riempire le librerie, e personalizzare lo studio. Stavo facendo la terza, quando hai suonato.
-O Merlino, posso vedere?- La guardò con una faccia supplichevole. Ridacchiò: -no, mi dispiace. Solo a opera compiuta. Ma a pensarci bene mi farebbe comodo un aiuto...ti offri volontaria?- -Certo!- E schizzò nello studio. Lei la seguì. Continuarono il lavoro fino alle dieci, interrotto dalla cena, poi Rechel tornò a casa e lei si addormentò nella sua nuova camera da letto, della sua nuova casa, della sua nuova città, della sua nuova vita.
Credo che mi sono autoinfflitta di desiderare una cosa impossibile, cioè avere una stanza dipinta come lo studio di Yumi, ma vabbè...
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