Capitolo 10
Camminarono a lungo in silenzio, entrambi concentrati su pensieri molto diversi, su domande molto simili.
Che fine avevano fatto i loro compagni? Quando si sarebbe fermato il treno? Come avrebbero fatto a sopravvivere nel frattempo? Dove stavano andando?
La pianura si trasformò lentamente in boscaglia, incontrarono un fiume decisero di seguire il suo corso, andando contro corrente.
La sera si avvicinava sempre di più e per la prima volta si godettero un tramonto vero, che non fosse delimitato dal rettangolo ristretto della finestra.
Il bosco venne inondato dalla luce calda del sole morente e le foglie verdi divennero trasparenti filtri colorati.
Si fermarono finalmente per riposare, non avevano nulla da mangiare, l'acqua del fiume non la bevvero per sicurezza.
Avrebbero pensato il giorno successivo a trovare un modo per sopravvivere. In quel momento avevano bisogno di riposare.
Darren riuscì miracolosamente ad accendere un fuoco e poi con il suo solito spirito la invitò a dormire vicino a lui.
Lei declinò l'invito e si accucciò ai piedi di un albero.
- Tornerai mai indietro? - gli chiese, lui si strinse nelle spalle.
- Il treno si fermerà prima o poi- commentò, - Qualcuno dovrà dare il benvenuto a quelli che arriveranno- disse con un sorriso.
- Se siamo gli unici qui, anche ammesso che troviamo un modo per sopravvivere, cosa pensi di fare? - domandò.
Lui di nuovo scosse la testa, - Non mi viene in mente nulla... l'importante è non morire...- disse.
Lei annuì e fissò le fiamme deboli del fuocherello.
-Vorrei tornare al treno e cercare gli altri. Anche loro sono stati buttati fuori, vero? Spero che siano ancora vivi...- disse poi.
In qualche strana maniera si sentiva legata a quei "criminali" che vivevano nei sottotetti dei treni, si sentiva vicina a loro e ne avvertiva la mancanza.
Si domandò dove potesse essere Mirko.
Era rimasto sul treno?
E gli altri? Chi era stato risparmiato?
Sospirò e Darren le sorrise, - Non preoccuparti, sono sicuro che se la caveranno. Sono tutti ragazzi in gamba- la rassicurò, poi fece un sorriso divertito, - Proprio con te mi toccava finire...la più noiosa del gruppo. Devo essere davvero sfortunato- commentò strappandole una risata poco entusiasta.
- Non credere di poter scherzare troppo con me- lo avvertì, fu un'avvertimento serio.
Lui alzò le mani, - Non potrei mai- si difese.
Lei scosse la testa esasperata.
- Sai Anna, non ci sono molte ragazze come te- le disse Darren pensieroso.
Lei lo interrogò con lo sguardo, sebbene non fosse sicura di voler conoscere il motivo di quel l'osservazione.
Il giovane biondo si appoggiò ad un'altro albero e sospirò fissandola negli occhi, - Non lo so... sei incredibilmente ingenua da un lato, mentre dall'altro sei pericolosa e in gamba come uno dei Cacciatori o dei Ladri del sottotetto...Non riesco a capire come pensi e non riesco a spiegarmi tutte le tue decisioni. Di solito sono molto bravo a decodificare i comportamenti di una persona- disse poco modestamente, ma con uno sguardo serio.
Stava cercando davvero di conoscerla e per lei fu una sensazione stranissima.
Non aveva mai avuto amici o persone interessate a lei; non i suoi genitori o parenti, non i suoi coetanei del treno sud. Non aveva mai avuto legami all'infuori di quelli con i ribelli.
Anche per quello le sembrava strano rapportarsi con altre persone, tenere a loro, temere per la loro salute.
In fondo al cuore dovette ammettere di essere sempre stata da sola, di aver sempre pensato a se stessa.
Ora era diversa.
Stava cambiando e Darren non la capiva, era imprevedibile.
Sorrise.
- Non mi dispiace che tu non riesca a leggere ogni mia azione, potrebbe essere comodo avere un'arma a sorpresa qualche volta- gli disse e lui sorrise.
- Non sperare che io smetta di studiarti- le disse con un tono buffo da falso scienziato.
Lei annuì e si strinse nelle spalle, - Buona fortuna- gli augurò.
A lei non importava conoscerlo troppo, ma sentiva il bisogno di avere il suo sostegno.
Lui le sorrise e socchiuse gli occhi, - Ora dovremmo dormire- Domani sarà una giornata lunga- le annunciò e lei segui il consiglio senza pensarci troppo.
Emotivamente e fisicamente era esausta e aveva bisogno di spegnere la testa per un po'.
Il terreno morbido del bosco le sembrò un materasso morbido in confronto ai pavimenti duri a cui era abituata.
Si coprì come meglio potè e ma il freddo non le permise di chiudere occhio.
Si arrese all'idea che l'unico modo per non morire congelata sarebbe stato dormire vicino a Darren.
Si alzò sbuffando e andò ad accucciarsi di fianco a lui.
Il ragazzo ridacchiò, - Mi chiedevo quanto ci avresti messo...- disse senza aprire gli occhi, lei sorbì il commento senza lamentarsi e sbuffò girandosi dall'altro lato, lo sentì ridere.
- Sono felice di essere qui- commentò ancora il ragazzo senza malizia ma sinceramente.
Lei sorrise e annuì, - Io non lo so...- rispose lei, con la stessa dose di sincerità.
Tuttavia, vicino a Darren, riuscì a dormire.
Si svegliarono entrambi con un cattivo presentimento.
Il fuoco si era ormai spento, il sole era appena sorto.
Intorno a loro il bosco aveva preso vita.
Aprirono gli occhi e capirono che cosa non andasse: non erano soli.
Gli uccelli cantavano, in lontananza si sentiva lo sferragliare del treno, ma più di tutto, ciò che li lasciò senza parole fu trovare a pochi centimetri da loro le punte appuntite di lance e frecce.
Una decina di uomini li avevano circondati.
Darren si parò di fronte a lei con uno sguardo minaccioso e allo stesso tempo curioso, cercando di capire se fossero alleati o nemici.
Ma non ci fu bisogno di aspettare molto prima che fossero loro a parlare.
- Siete superstiti del treno? - chiese un uomo sui cinquant'anni, dagli occhi piccoli e la mascella squadrata.
Il suo era un accento strano, come se avesse imparato la loro lingua da adulto, o come se l'avesse dimenticata.
Darren annuì, - Ci hanno buttato fuori ieri- disse lentamente.
Gli uomini che li circondavano si rilassarono un po', ma non abbassarono le armi.
- Perché vi hanno cacciato?- domandò ancora l'uomo.
- Perchè abbiamo fomentato una rivolta nella prima sezione, abbiamo disattivato i meccanismi di alimentazione del treno, si fermerà- disse Darren lasciando sconvolti tutti i presenti.
- Non è possibile... - fu il commento incredulo, - Se quello che dici è vero, finalemente avremo un'occasione di liberare tutti i Passeggeri- disse l'uomo.
Darren annuì e Anna lo imitò, - Erano anni che preparavamo quest'azione...- disse fieramente lui.
- Come vi chiamate? - domandò un'altro dei sopravvissuti.
- Io ho molti nomi, ma quello qui potete chiamarmi Ethan- disse Darren con semplicità.
Anna sorrise di fronte alla sua disinvoltura, rispose anche lei, ma non mentì, - Anna, dal treno sud- disse semplicemente.
L'uomo dai capelli grigi fece un cenno ai compagni che abbassarono le armi, - Molto bene, benvenuti tra i sopravvissuti- annunciò, facendo loro strada, attraverso alla foresta, verso un nuovo mondo, una nuova missione.
Anna e Darren camminarono fianco a fianco, consapevoli di aver davanti a loro ancora molte difficili sfide, consapevoli che quello che avevano affrontato era solo l'inizio di una lunga battaglia.
Sorrisero camminando verso le montagne.
In lontananza il treno si muoveva ancora, sempre più piano.
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