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cap. 14: La scoperta della verità


Camminavano ormai da tre giorni e incominciavano a chiedersi quando sarebbero arrivati. - Non dovevamo arrivare entro due giorni?- chiese Silas spazientito - è per colpa tua se non siamo arrivati! Sei tu che ti vuoi sempre fermare!- replicò Hildbrand - ora basta! Ne ho abbastanza di voi due! Meno chiacchiere e più marcia!- esclamò Stiriaco - sono stufo di sentirvi litigare come dei marmocchi! Se non la smettete giuro che vi pianto in asso e dai Ribelli ci arrivo da solo!- . Sia Silas che Hildbrand si zittirono immediatamente e in silenzio continuarono a marciare. Si fermarono solo a notte fonda, quando ogni cosa è resa uguale all'altra dall'oscurità che inghiotte tutto nel suo manto nero. - Se continuiamo così domani saremo dai Ribelli, per adesso sarà meglio fermarsi; ripartiremo domani mattina all'alba. - disse Stiriaco e i suoi compagni di viaggio annuirono in silenzio, incominciando ad attrezzarsi per passare la notte nel miglior modo possibile. Stavano per chiudere tutti e tre gli occhi e dormire, quando sentirono un rumore. Passi. Due uomini, anzi donne. Si, erano decisamente donne. Tintinnio di spada. Donne armate. Sentirono un altro rumore, stavano trascinando qualcuno, un prigioniero o magari un compagno ferito. Stavano venendo verso di loro, avevano visto il fuoco, di sicuro. Stiriaco fece segno a Hildbrand e Silas di coprirsi il volto per precauzione e di impugnare silenziosamente le armi. I due annuirono. A tutti e tre batteva il cuore all'impazzata, potevano essere amiche ma anche nemiche... i passi si avvicinavano sempre di più...

-Non ce la faccio più a trascinare questo elfo mezzo morto. Fermiamoci.- disse Cleo - si, va bene.- acconsentì Kimberly, poi aggiunse - Janaly dice di aver visto un fuoco non lontano da qui. Tre uomini con molta probabilità. - - mmm... banditi?- chiese Cleo - forestieri- gli rispose la compagna con noncuranza - magari Ribelli. Siamo vicine al loro territorio - disse invece lei - non credo. Quelli che non sono rimasti nelle Terre di Nessuno sono nel Sud e nell' Ovest; in ogni caso siamo Cavalieri Imperiali, volenti o nolenti ci ospiteranno e poi dalla nostra abbiamo Janaly. - - hai ragione. Incomincio a vedere il fuoco di cui parla la tua dragonessa... -

-Chi va là?- gridò Hildbrand puntando la spada in direzione delle due figure che erano sbucate dal folto della foresta - metti giù la spada, siamo Cavalieri Imperiali e cerchiamo semplicemente un posto dove fermarci a riposare - disse Cleo; Stiriaco sussultò impercettibilmente, aveva già sentito la voce di quella donna. - Cavalieri?- domandò Hildbrand - esatto- intervenne Kimberly - e voi?- Stiriaco non credette alle sue orecchie. Una serie inimmaginabile di ricordi, sensazioni, emozioni lo travolsero come un fiume in piena, e in una frazione di secondo fu nuovamente cosciente di sé stesso, di chi era e di chi era stato. Lei qui? E con Cleo per giunta! No, non è possibile! Pensò sconvolto, tanto dal ritorno della memoria quanto dal constatare che la donna a cui teneva di più al mondo era Kimberly, il Cavaliere di drago, colei che non avrebbe mai potuto sposare perché destinato tristemente ad un'altra donna di sangue nobile, la donna che aveva ferito con il suo esilio, lei che l'ultima volta che l'aveva vista gli era sembrata tanto diversa, lontana da lui. Hildbrand parlò ancora - forestieri, siamo diretti a Esmeralda - - Esmeralda? Che coincidenza! Noi stiamo tornando proprio da lì... i tuoi compagni sono muti?- chiese Cleo con tono canzonatorio - no signora- rispose Silas, quindi si presentò e inventò un nome anche per Stiriaco, sapendo che non era saggio rivelare il suo vero nome - avevo un fratello che si chiamava così...- disse la guerriera poi aggiunse - abbiamo anche un prigioniero, spero non vi dia fastidio... - nessuno fiatò, solamente Hildbrand fece cenno di no con la testa, poi Cleo abbandonò Pasicrate nelle braccia di Kimberly, che lo poggiò a terra e si avvicinò a Stiriaco - con noi abbiamo anche un drago - disse - è atterrato non lontano da qui - quindi si soffermò su di lui, lo guardò a lungo, quasi volesse scandagliargli l'anima. A un certo punto sbiancò. Tutti si irrigidirono. - Dove hai preso quella spada forestiero? Dove l'hai presa?- Stiriaco rimase impietrito dannazione! Ha riconosciuto la mia spada! Che stupido... ora se parlo riconoscerà la mia voce... pensò ma non fece in tempo a fare niente che si ritrovò Cleo a un palmo dal naso, con furia gli tirò indietro il cappuccio che gli copriva il viso, senza che lui potesse fare niente per fermarla. - Tu! tu sei morto!- esclamò e indietreggiò sfoderando la sua spada. Non c'era più nulla da fare, poco importava se avevano un drago dalla loro parte, avrebbe combattuto lo stesso e se doveva essere catturato, sarebbe stato con onore, per quanto onorevole possa essere venir fatto prigioniero. I suo compagni, che come lui non avevano mai rinfoderato le armi, si misero in posizione di guardia, pronti a combattere. Era buio pesto, si sarebbero fatti bastare la luce che emanava il fuocherello. - Mi dispiace per voi, ma non sono morto. Quello che vedesti non ero io. Storia lunga, mi rammarica non poterla raccontare!- disse Stiriaco e si avventò su di lei, ma prima di esserle addosso qualcun altro la aveva già uccisa. Una spada l'aveva trapassata. - Traditrice...- sussurrò Cleo intuendo chi l'aveva ferita, poi Kimberly estrasse la spada dal corpo della compagna facendo leva sulla schiena con un piede e subito dopo il Cavaliere dai capelli rosso sangue cadde miseramente a terra privo di vita. - Se solo ti fosse importato di meno di chi erano sarebbe finita diversamente!- esclamò e gettò la spada insanguinata a terra. Stiriaco e gli altri la guardarono pietrificati - ho saputo che eri tu dal primo sguardo alla tua spada... sapevo che non eri morto - disse Kimberly cadendo in ginocchio e con le lacrime agli occhi - ora morirai! Il veleno del tatuaggio-sigillo ti ucciderà! Perché l'hai fatto? Perché? Che senso ha?- gridò Stiriaco andandole in contro - perché?- ripeté prendendole il viso tra le mani e fissandola negli occhi - credimi, sarei
morta tempo fa... è grazie a te se sono viva. Grazie a te Stiriaco - - stai delirando. È il veleno?- - no, no ora ti spiego- disse Kimberly e gli raccontò del modo che aveva trovato per aggirare il tatuaggio-sigillo - geniale- Stiriaco la guardò ancora, la fissò negli occhi, com'era cambiata! L'ultima volta l'aveva guardato con amore e odio, ora invece sembrava felice e determinata. - anche i tuoi uomini sono con te?- chiese poi - tutti. Dal primo all'ultimo- rispose fiera Kimberly - hai rischiato molto con Cleo... lui chi è?- domandò Stiriaco intendendo Pasicrate. Lei si mise a gambe incrociate e gli raccontò della missione che gli aveva affidato l'Imperatore, lo informò anche che nel Sud e nell'Ovest erano scoppiate delle rivolte. - A quest ora Isabel sarà dai Ribelli. Sarà meglio curare l'elfo, sembra messo male- disse Stiriaco, quindi ordinò a Silas di aiutare Kimberly a guarire Pasicrate, era un miracolo che avesse resistito fino ad allora conciato com'era, perché se anche l'emorragia e la ferita alla schiena erano state curate, molte altre ferite erano ancora aperte. Quando tutto fu sistemato seppellirono Cleo e andarono a dormire, l'indomani mattina sarebbero partiti molto presto.
Non appena Stiriaco fu sveglio vide che Kimberly era già in piedi e si preparava ad andarsene - Che cosa farai adesso?- le domandò - non posso stare con voi, metterei in pericolo i miei uomini.- rispose lei - non puoi nemmeno tornare senza Cleo, cosa dirai a mio padre? Che hai fallito nuovamente? - - dirò che...- stava per rispondere Kimberly, ma Stiriaco si intromise nel suo discorso - inventerai una bugia? Da quanto menti? Da quanto tradisci l'Impero e ti porti dietro questo fardello? Se torni ti condanni a morte, lo sai meglio di me. Non hai niente da offrire a mio padre come la volta scorsa. Ucciderà te e il tuo drago. - - ma che dici?! Noi gli serviamo! Gli serviamo vive. Tuo padre è a corto di uomini Stiriaco; mentre tu facevi il finto morto sono successe parecchie cose, sai? Si Stiriaco, l'esercito è a corto di uomini e l'Imperatore non può permettersi di perderne anche solo uno.- disse infastidita Kimberly - e ora lasciami partire in pace. So quello che faccio, andrò prima dai miei uomini, se non sono stati richiamati alcuni dovrebbero essere qua vicino, poi tornerò a Mistnida. Vedrai che troverò una scusa convincente e al momento giusto io e i miei uomini saremo al tuo fianco, come una volta - - stai attenta- le disse Stiriaco e le accarezzò i capelli - era da tanto che non lo facevi. Mi è mancato. Mi è mancato tanto.- e quasi si mise a piangere, così Stiriaco la abbracciò e lei si abbandonò completamente alla sua dolce stretta. - ti amo. Ti ho sempre amata, giuro che un giorno non dovrai più soffrire a causa mia e della mia stirpe. Lo giuro.- le sussurrò ad un orecchio, poi la lasciò andare e lei gli voltò le spalle, pronta ad andare da Janaly, che l'avrebbe portata dai suoi uomini. Anche io ti amo Stiriaco... pensò Kimberly e una volta arrivata dalla dragonessa le montò in groppa ed essa prese il volo, diventando immediatamente un piccolo puntino viola nel cielo grigio.

Spazio autrice:
Ciao a tutti, so che questo capitolo è molto corto, ma presto ne arriveranno altri lo prometto!
Volevo solo dirvi che ne mancano circa sette alla fine (+ epilogo) e dato l'aumento di letture, voti e tempo ( ho praticamente finito l'altra storia che stavo pubblicando) ho deciso di pubblicare un po' più spesso per non farvi aspettare troppo!
Grazie a tutti quelli che lasciano il loro voto!
Spero la storia vi appassioni!
Al prossimo capitolo!

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