CAPITOLO 7.
-Mary, porca miseria, vuoi spiegarci che è successo? Perché sei corsa via piangendo?- mi sta chiedendo disperata Vicky da mezz'ora.
Ma non so cosa risponderle, non so neanche io il perché, è stata una reazione spontanea, avevo bisogno di scappare da quella situazione strana, mi sentivo oppressa dalle emozioni.
-Non lo so ragazze, non ho idea di cosa sia successo 10 minuti fa, ma vi posso assicurare una cosa. Quella. Non. Ero. Io.- dico disperata e ancora stupita.
-Bah, io non capisco- dice Cecilia confusa dopo pochi minuti.
-Non lo dire a me. Non sono una ragazza che scoppia in lacrime all'improvviso come un temporale in piena estate- dico mettendomi le mani nei capelli.
-Concordo! Tu sei una lunatica, prima ti urla e poi ti abbraccia- afferma subito Vicky.
-Ecco, appunto!- dico gesticolando.
-Non sono così, non lo sono mai stata, è come se davanti a lui tutte le mie difese siano crollate all'istante, sarà stato per il suo sguardo così rassicurante, le sue attenzioni, è stato così protettivo nei miei confronti- dico assorta nei miei pensieri poggiando il mento sul palmo della mano poggiato su uno dei tanti tavoli della caffetteria mentre rivolgo lo sguardo fuori dalla finestra e prendo a sorseggiare la mia cioccolata calda.
"Perché proprio io? Perché con lui?Davvero non capisco, forse sto solo lavorando di fantasia magari per lui non sarà valso niente quel momento, come biasimarlo, ma vorrei tanto tornare indietro e rifarlo, è stato così bello, inaspettato...riesco ancora a vedere i suoi occhi che mi fissano, quello sguardo mi è penetrato nel cuore e non riesco a cancellarlo".
-Ragazze che ne dite se chiamo mio cugino e gli dico di venirci a prendere? Mi fanno male i piedi e poi fa un freddo fuori, ci manca solo che si metta a nevicare- dice d'un tratto Cecilia esausta, interrompendo i miei pensieri.
-Si hai ragione, sarà meglio tornare a casa- risponde Vicky -è stata una lunga giornata, abbiamo bisogno di riposare-
Poi mi guarda negli occhi puntando un dito nella mia direzione.
-soprattutto tu, Riki ti ha proprio sconvolta- dice con tono divertito.
-Ah ah ah simpatica, più che sconvolta sembro rincoglionita, neanche una bottiglia intera di vino rosso mi farebbe questo effetto- dico mentre metto il giacchetto e la sciarpa.
-Andiamo va- prendo la borsa e usciamo dalla caffetteria.
Non appena metto un piede fuori mi investe un'ondata d'aria gelida, alzo il cappuccio e mi giro verso le mie amiche.
-Ragazze fa un freddo della Madonna! Ceci dove ci aspetta tuo cugino?-
-Credo dove ci ha lasciate stamattina-
-Bene! E dov'era?- chiedo grattandomi la testa.
-Oh sei inutile però, non sai niente- dice Vicky fingendo di lamentarsi.
-Ha parlato Google Maps- ribatto con tono scherzoso.
-Tranquille lo so io dov'è, seguitemi!- dice Cecilia sbuffando.
Ci dirigiamo nel posto in cui ci avrebbe aspettato Leonardo, arriviamo lì tutte infreddolite, nonostante l'abbigliamento pesante, ma lui ancora non c'è.
Aspettiamo circa 10 minuti e finalmente compare con la sua Volkswagen bianca, si ferma davanti a noi che subito entriamo in macchina lasciandoci avvolgere dal calore al suo interno.
-Ehm,scusate il ritardo ragazze ma c'era molto traffico da queste parti- dice leggermente a disagio e dispiaciuto.
-Tranquillo, l'importante è che sei arrivato- gli dico spontaneamente, lui dallo specchietto mi rivolge uno sguardo grato e mi sorride, ricambio il sorriso distrattamente perché subito dopo rivolgo il mio sguardo fuori dal finestrino e vedo la vita delle persone che scorre cercando di soffermarmi su altro ma la mia mente torna a pensare a ciò che è successo poco fa; metto le cuffiette e con "Perfect" di Ed Sheeran in sottofondo mi arrendo e mi lascio andare sul sedile ricostruendo ogni momento di quell'incontro solo per il gusto di riviverlo.
◾️◾️◾️◾️◾️◾️◾️
Casa dolce casa.
Lucia ha acceso la stufa e il suo calore si è diffuso per tutti gli ambienti, soprattutto nel salone.
Non appena varchiamo la soglia della porta d'entrata un'ondata di calore ci riscalda facendoci dimenticare completamente il freddo gelido che si percepiva fuori.
-Mamma siamo a casa- urla Leonardo appena entra, poggia le chiavi dell'auto sul tavolino all'entrata, nel frattempo Lucia ci raggiunge.
-Ben tornate ragazze! Com'è andato questo primo giro per Milano? Vi siete divertite?- ci chiede guardandoci incuriosita mentre asciuga le mani su uno strofinaccio da cucina.
-Direi piuttosto bene, vero Mary?- risponde Cecilia con tono divertito voltandosi nella mia direzione.
-SI.. È andata una meraviglia- ribatto con tono ironico.
-È stata una giornata sorprendente, Milano è davvero molto bella, a parte questo freddo impossibile- conclude poi Vicky contenta.
-Uh vedo che vi ha proprio colpite questa città, mi fa piacere, ne sono felice!- risponde Lucia sorridendo.
"Colpite e affondate direi" penso tra me e me.
-Stavo per preparare la cena, vi piace la polenta?-
-No mamma, ma che polenta! Io piuttosto direi, ragazze vi piace il sushi?- ci domanda Leonardo rivolgendoci un sorriso a 32 denti.
-Siii, io ne vado matta!- quasi urla Vicky dalla contentezza.
A questa sua reazione Leonardo le rivolge un mezzo sorriso compiaciuto.
-Siii anche noi andiamo matte per il sushi- dice Cecilia imitando la reazione di Vicky, lei di tutta risposta le fa la linguaccia, come una bambina capricciosa mentre io scoppio a ridere per quel piccolo teatrino.
-Ahah, aggiudicato! E sushi sia- dice Leonardo fingendo lo stesso entusiasmo di Vicky che subito ribatte infastidita ma allo stesso tempo divertita.
-Che mi prendi in giro anche tu ora?-
-Ehm...no, cercavo solo di essere simpatico- ribatte lui palesemente a disagio con una mano in tasca mentre passa l'altra tra i capelli.
-Sentite discutete dopo, io ho fame, solo a sentire la parola sushi si è aperta una voragine nel mio stomaco- dico io per sdrammatizzare la situazione.
Ok, sì ho anche fame ma non l'ho fatto solo per questo, volevo anche aiutare la mia migliore amica ad uscire da quella situazione.
-Allora, dato che sono solo le 17:30 direi di riposarci un po' e poi andiamo- dice Leonardo.
-Non hai tutti i torti, un piccolo riposino ci vorrebbe proprio- rispondo facendo un piccolo sbadiglio.
Hanno proprio ragione a dire che sono lunatica, solo un attimo prima volevo il sushi e ora voglio dormire...ahh beato chi mi capirà.
-Si infatti, anch'io ho bisogno di rilassarmi un po'- concorda Cecilia.
-Leo, sono piuttosto stanche, non sarà meglio ordinare take away? Così hanno più tempo per riposare- propone Lucia.
-Si, credo proprio tu abbia ragione, allora più tardi chiamo- dice Leonardo mentre sale le scale per raggiungere la sua camera, nel frattempo Lucia va in cucina.
-ah ragazze, quasi dimenticavo- urla Leonardo richiamando la nostra attenzione, velocemente si volta verso di noi e dalla cima delle scale riesco già ad intravedere il suo sguardo divertito.
-stasera c'è il Mamacita, non possiamo non andarci, ho già organizzato con i miei amici, ci incontreremo tutti lì- e subito scappa in camera sua senza lasciarci il tempo di elaborare le sue parole e dargli una risposta.
-Ma che è sto Mamacita?!-chiede Vicky stranita.
-Credo sia una serata in discoteca- rispondo con tono insicuro.
-Non sbagli affatto- dice Cecilia con poco entusiasmo.
Per un attimo avrei voluto tirarmi indietro e non andarci per evitare di stare in mezzo a gente ubriaca che ti si butta addosso, ragazzi che si strusciano sulle ragazze, puzza di alcool e vomito per non parlare del sudore, ma il pensiero della musica alta e la spensieratezza che ti trasmette mi fa cambiare idea.
-Sapete che c'è?! Io ci voglio andare, divertiamoci stasera, per una volta passeremo una serata senza pensare a nulla, lasciandoci andare al volume alto della musica e ballando come imbranate- propongo.
-Io non so cosa sia ma l'idea mi piace-
risponde Vicky curiosa.
-E io sono con voi, l'idea non mi dispiace- concorda Cecilia convinta.
Andiamo al piano di sopra per riposare un paio d'ore ma io mi giro e rigiro nel letto senza riuscire a chiudere occhio, la mia mente viaggia sempre ad oggi pomeriggio, ancora non mi è chiaro cosa sia successo o meglio sì, solo che non voglio ammettere di aver fatto cadere la mia corazza nel giro di due secondi a causa di quegli occhi glaciali ma tutto sommato teneri, mi trasmettevano stabilità, sicurezza, protezione.
Non so forse sto impazzendo o semplicemente sono troppo paranoica.
Dato che non riesco a dormire telefono a mia madre per dirle com'è andato il pomeriggio, omettendo un piccolo particolare cioè "l'incontro" con Riccardo.
Mia madre ovviamente parte col farmi mille domande e dicendomi che le manco e non vede l'ora che torni a casa e non vi dico quante polemiche e raccomandazioni quando le ho riferito che sarei andata in discoteca quella sera.
Buon Dio semmai avrò dei figli un giorno spero di non essere una madre paranoica e ansiosa come la mia, chissà quante me ne direbbero.
Come al solito cerco di tranquillizzarla facendole passare tutta l'ansia che l'ha assalita e quando le dico che ci andremo con Leonardo...
-Chi è questo ragazzo? Sei solo da un giorno a Milano e già ti sei data alla pazza gioia?! Già hai conosciuto un ragazzo e ci esci insieme?!- urla dal telefono.
-Mamma calmati, è il cugino di Cecilia, è il figlio della zia che ci ospita e poi tranquilla non è interessato a me e nemmeno io a lui, nonostante sia molto carino-
-Mh vabene, allora mi fido eh? Mi raccomando però, non ti fidare troppo che a volte sono proprio quelli più vicini a causarti guai-
-Si lo so, ora stai tranquilla, non faremo troppo tardi tanto, siamo piuttosto stanche non resisteremo in piedi a lungo-
-Vabene tesoro, mi raccomando fatti sentire ogni tanto non farmi preoccupare, ci sentiamo domani-
-Certo, a domani mamma, salutami tutti a casa-
Chiudo la chiamata e subito dopo controllo l'ora, sono le sette, cacchio come passa in fretta il tempo.
-Ragazzeee sveglia! Il riposino è finito, è tardi sono quasi le otto- urlo dopo aver dato uno scossone a entrambe.
-Cosa?! Le otto?! Muoviamoci dobbiamo ancora cambiarci e cenare, su su- dice Cecilia carica di energie mentre si precipita giù dal letto.
Vicky continua a mugolare senza degnarsi a scendere dal letto.
-Daje dormigliona, è tardi!- urlo e l'unica risposta che ricevo è un lamento.
Bene, l'hai voluto tu! Le afferro una gamba e provo a trascinarla giù dal letto ma lei furba si aggancia alle sbarre del letto.
-Ah la metti così?!- dico con tono di sfida e subito dopo le faccio il solletico sotto i piedi, uno dei suoi punti deboli, al ché cede all'istante ranicchiandosi come un riccio e io ne approfitto per tirarla giù dal letto sempre afferrandola per le gambe.
Quando si accorge di star per sbattere il sedere sul pavimento cerca di aggrapparsi alla coperta.
Il risultato finale? Lei che da una botta a terra col sedere, la coperta che le ricade addosso e il letto tutto smontato.
Subito mi rivolge uno sguardo pieno di vendetta ma io le porgo la mano per aiutarla ad alzarsi e in quel momento sentiamo i passi di qualcuno che entra nella stanza.
-Che succede ragazze?!- chiede Leonardo preoccupato -dalla mia camera ho sentito un tonfo e sono corso a vedere-
-Nah tranquillo, ho solo dovuto ricorrere a misure estreme per farla scendere dal letto, visto che non voleva muoversi- rispondo con nonchalance.
-Si e accidentalmente mi hai fatto sbattere il sedere a terra!- risponde Vicky infastidita mentre si massaggia il sedere.
-Tutto ok Vicky? Dalla botta che ho sentito di là non credo non ti sia fatta niente-
-Ehm, n-no tutto ok g-grazie, va tutto bene- nel frattempo mi fulmina con lo sguardo.
-Sicura?- insiste lui con tono premuroso.
-S-sicura!- risponde con tono incerto.
-Vabene, allora vi aspetto di sotto, il sushi è arrivato!- dice entusiasto rivolgendo un sorriso tenero a Vicky che subito ricambia arrossendo leggermente.
Improvvisamente sono finita in un film di Inga Lindstrom e non me ne sono accorta?!(autrice di romanzi rosa da cui ha fatto dei film per chi non lo sapesse).
Lui se ne va e io subito guardo Vicky con lo sguardo di chi la sa lunga.
-Non è successo nulla, non guardarmi in quel modo!- si precipita a rispondere ma posso leggere l'imbarazzo sul suo viso, sono sicura che il battito del suo cuore manderebbe in tilt un elettrocardiogramma in questo momento.
-Avrete dei figli bellissimi- mi affretto a dirle con un sorrisino malizioso.
-Io ti ammazzo- dice con tono vendicativo mentre mi punta un dito contro dirigendosi verso di me, io subito corro fuori dalla stanza e poi giù per le scale con lei che mi rincorre imprecando sottovoce, non appena raggiungiamo la cucina cala il silenzio tra di noi, una piccola tregua anche se sono sicura che presto si vendicherà.
Spazio autrice.
Ciao readers❤️ Sono tornata dopo una lunga assenza, scusate il ritardo..spero che mi perdonerete con questo capitolo piuttosto lungo e presto arriverà anche il prossimo capitolo..quindi non odiatemi please. Comunque che ne pensate dei personaggi? Qualche preferenza? Anche voi shippate Vicky e Leonardo? Io troppo *-*
Curiosità..vi piace il sushi? Io lo mangerei tutti i giorni, senza tradire la pizza ovviamente, è insostituibile😄
Detto ciò stellinate e commentate come non ci fosse un domani.. al prossimo capitolo😘
Maryanne🎶
Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro