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Trasferimento

Era stata davvero una fortuna per gli Smith ereditare dal lontano zio Oliver la casa nella piccola cittadina di Hiddenville. Troppa fortuna. Quel giorno di inizio settembre, nell'aria tersa del mattino, gli Smith viaggiavano in macchina, slittando sull'asfalto nuovo. Al volante John Smith, il capo famiglia e alla sua destra sua moglie Helen Smith, che dormiva pesantemente sul sedile per via delle ore di viaggio. Dietro, due ragazzine: una sui 15 anni, Emma, incollata al telefono da 4 ore, e la minore, Harley, che giocava con un peluche.
Nessuno di loro, eccetto John, pareva aver voglia di scendere, dopo aver visto la casa ereditata: da fuori si vedevano le finestre chiuse da scotch e travi di legno, la porta era crostata e pezzi di muro (in apparenza appartenenti alla casa) erano sparsi per il giardino disordinato e incolto.
John scese dalla macchina sbattendo la portiera vigorosamente, svegliando la moglie. Emma ripetè l'azione del padre, ma con il telefono in mano, e Harley scese dalla macchina assonnato, strofinandosi gli occhi con le mani.
《Eccoci qui. Casa nuova.》esclamò John come un bambino nel reparto dei giocattoli al centro commerciale.
《Papà, è ecco un po'... vecchiotta no?》disse Emma incerta.
《Vedrai che dopo un paio di lavoretti sarà perfetta!》ribatté John sulla difensiva.
《Sono sicura che ce la faremo, tesoro.》s'intromise Helen, baciando il marito sulla guancia.
《Entriamo, dai!》Harley come al solito era eletrizzata dall'idea di trasferirsi lì e spinse via i genitori per mettersi davanti alla porta.
Dentro la casa era arredata con buon gusto, mobili abbastanza moderni. Accanto all'ingresso c'era una sala da pranzo enorme, il salotto accanto alla cucina e a al bagno e le scale a chiocciola che portavano alle stanze di sopra.
《Correte a occupare le vostre stanze, i mobili dovrebbero essere già lì.》le incoraggiò Helen, spingendo le figlie verso le scale.
Harley dimostrò subito una felicità tale che si precipitò su per le scale, lasciando la sorella salire lentamente.
Emma salì le scale e subito di fronte alle scale si trovava la sua stanza, con una gigantesca E di legno su una porta bianca appena scrostata. All'interno c'erano i familiari mobili della stanza a New York.
Forse quella stanza poteva funzionare... trascinò la valigia in centro alla stanza e iniziò a svuotarla, infilando i vestiti nell'armadio divisi per pantaloni e maglie.
Dopo aver sistemato ogni cosa, si  mise davanti alla porta e osservò la stanza.
Già quella stanza iniziava a piacere.

Spazio scrittrice
Ciao! Spero che il 1 capitolo vi sia piaciuto, e comunque non siate troppo crudeli :)

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Tags: #mistero