Capitolo 51.
«Questa sera dove andiamo?» chiede Margot.
La sera ognuno è libero di fare quello che vuole e non abbiamo nemmeno limiti di orario perché alloggiamo presso le famiglie e non in un'hotel.
«Domani dobbiamo incontrarci alle 10 con gli altri quindi credo che sia la serata perfetta per andare in discoteca» propone Dakota e io spero con tutto il cuore che cambino idea.
Non mi piacciono le discoteche, soprattutto per quell'odore malsano di alcol mischiato a fumo che ti lasciano sui vestiti e i capelli.
«Sei un genio!» esclama Margot battendo il cinque all'amica.
«Tu cosa ne pensi?» mi chiede.
«Si può fare» dico mentendo. Preferirei restare a casa da sola se non fosse che dopo passo per quella asociale.
«Perfetto! So già cosa mettermi» Margot è entusiasta e afferra nel suo armadio un minidress argentato. «Metto questo» dice mostrandoci l'abito.
«Io non mi sono portata niente del genere, credo di venire con dei jeans» mi sdraio sul letto e afferro il telefono.
Nessuna notifica. Nessun messaggio di Jason.
«Ma in che locale vogliamo andare?» chiedo.
«Al Fabric, ovvio» dice Dakota guardandomi come se avessi fatto la domanda più inopportuna del mondo.
Digito un messaggio a Jason per dirgli che questa sera andiamo in discoteca se pur contro la mia volontà.
*Dove andate? Veniamo pure noi e ti faccio compagnia* leggo la sua risposta nell'anteprima delle notifiche e aspetto prima di rispondere. Dovrei chiedere alle mie amiche se possono venire anche Jason e i suoi amici.
«Se dovessero venire anche Jason e i suoi amici al Fabric è un problema?» chiedo.
«Perché dovrebbe?» dice Margot e io le sorrido.
*Andiamo al Fabric. Fammi sapere quando state lì* scrivo di risposta a Jason.
Devo ammettere che, forse, ora ho un po' più di voglia rispetto a prima; così ho qualcuno che mi farà compagnia.
«Flam, ti presto alcuni miei vestiti. Non puoi andare con dei jeans» Margot inizia a cacciare tutti i vestiti dalla valigia e io alzo gli occhi al cielo. «Questa è perfetta!» esclama mostrandomi una gonna di jeans scuro.
«Ehm okay, ma non ho le calze» dico.
«Tranquilla amica, ho tutto io» Margot viene da me e mi abbraccia: «come faresti senza di me»
«Sarei persa» ridacchio. «Sopra la gonna posso metterci una semplice t-shirt nera?» incrocio le mani e le faccio gli occhioni per convincerla a dirmi si.
Margot e Dakota si lanciano un'occhiata di resa: «e va bene» dicono in coro.
Guardo l'orologio ed è mezzanotte. È da mezz'ora che siamo in fila davanti alla discoteca per entrare. Di tanto in tanto mi guardo attorno per vedere se c'è Jason; afferro il telefono impaziente per vedere se magari mi abbia scritto, ma nulla.
Lo chiamo, il telefono squilla, ma non ricevo risposta. Inizio a pensare che forse non verrà e che si prevede una lunghissima e noiosissima serata.
Finalmente entriamo. La musica è già ad altissimo volume. Ci sono dei ragazzi appoggiati su dei tavoli che sorseggiano il loro drink, un gruppo di ragazze si stanno gia scatenando e altri fermi ai bordi della pista ad aspettare che la serata inizi.
«Che dite se andiamo al bancone del bar?» la voce di Dakota cerca di essere più alta della musica, ma ci riesce a stento tanto che sono riuscita a capirla solo grazie al labiale.
«Aspettiamo che arrivi più gente almeno» dico io e con la parola gente intendo Jason e i suoi amici. Continuo a guardarmi attorno ma nulla.
Dakota e Margot annuiscono e, come la maggior parte dei ragazzi, ci mettiamo al lato della stanza. Pian piano la sala comincia ad affollarsi e a me sta venendo sonno. La scorsa notte abbiamo dormito solo due ore e l'ultima cosa che avrei voluto fare era venire qui.
«Allora, andiamo a ballare o a bere?» chiede Dakota impaziente.
«Bere» dico e Margot annuisce.
Ci sediamo al bancone e prima che il barista ci noti controllo il telefono. Sono le 00:55 e ancora nessun messaggio.
«Flam tu?» chiede Margot.
«Come scusa?» le chiedo.
«Ma non stavi ascoltando? Ti ho chiesto che drink vuoi»
«Scusami, stavo vedendo se Jason mi aveva scritto» blocco il telefono e lo rimetto in tasca. «Prendo un Long Island» dico.
«Pensi che non verrà?» mi chiede.
«Spero di si» ammetto.
I drink sono pronti e iniziamo a sorseggiarli. Devo ammettere che l'alcol si sente abbastanza, decido quindi di berlo con calma.
«Flam noi andiamo a ballare, vieni?» domanda Dakota.
«Per il momento no, resto ancora un po' qui» sorrido.
Continuo a bere il mio drink e a controllare il telefono.
Due mani mi afferrano la vita e una bocca calda si appoggiano sul mio corpo: «chi è questa bella ragazza sola soletta?»
Rabbrividisco al suono della voce, mi giro ed è Jason. Getto le mie mani intorno al suo collo: «per fortuna sei venuto»
«Solo per te» dice e comincia a baciarmi sul collo e a toccarmi.
«Jason!» esclamo infastidita. Afferro la sua testa tra le mie mani e ci mettiamo faccia a faccia. «Ma sei ubriaco» ha lo sguardo perso e gli occhi lucidi.
«Un po'» ridacchia.
«Un po' tanto direi» alzo il tono della voce e lo allontano da me.
«Eddai piccola non arrabbiarti» mi abbraccia e io resto indifferente.
Sono stata un'ora ad aspettarlo, a chiamarlo e ad attendere un suo messaggio; mi stavo anche preoccupando che forse gli poteva esser successo qualcosa e invece stava ad ubriacarsi con i suoi amici.
«Non ho più voglia di stare qui, torno a casa» mi alzo e vado a cercare le mie amiche.
«Vengo con te» dice Jason prendendomi per un braccio. Non gli rispondo, gli parlerò appena fuori dal locale perché questa musica mi sta dando sui nervi.
Dopo aver parlato con Dakota e Margot, ci facciamo spazio tra la folla e usciamo.
«Jason tu sei ubriaco, devi tornare a casa tua» dico.
«Non ti faccio tornare sola» mi stringe a se. Cerco di staccarmi dalla presa: «Prendiamo il taxi e ci facciamo riportare alle rispettive abitazioni»
«Vengo da te» dice.
«È l'alcool che parla al posto tuo, sei matto» alzo gli occhi al cielo e allungo il braccio per fermare il taxi.
Al tassista gli dico la via della casa di Jason. Poi da lì mi faccio riportare a casa mia che sta ad un isolato di distanza.
Durante il viaggio Jason si appoggia alla mia spalla e mi supplica affinché resto con lui.
«Allora vieni da me» dice. «Ci addormentiamo subito, non voglio stare solo»
Scoppio a ridere, ma alla fine accetto.
Quando arriviamo a casa i suoi amici già dormono, probabilmente l'alcool li ha fatti crollare sul letto immediatamente. Silenziosamente andiamo in camera e realizzo che non ho nulla per dormire.
«Dovresti darmi una maglietta e una tuta per dormire» dico sedendomi sul letto.
Mi guarda e scoppia a ridere.
«Lascia perdere faccio io» dico alzandomi e andando a rovistare nella sua valigia. L'unica cosa che trovo è una felpa, non ha una tuta solo jeans. Fantastico!
«Tieni» mi passa i pantaloni del suo pigiama. «Io dormo in boxer»
«No ti prego!» esclamo. «Sto bene così»
«Okay, io non li metto» dice e si infila dentro al letto.
Lo guardo basita e mi metto anche io nel letto, girandomi nel lato opposto al suo.
«Mi gira la testa» dice e ridacchia.
«Ssh, dormiamo»
«Flam» si tira su a sedere. «Resti con me per sempre?»
«Jason sei ubriaco, meglio se dormi» incomincio a spazientirmi.
«Sono serio» dice.
«Domani ne parliamo. Buonanotte»
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