Capitolo 28.
«Ragazzi ho degli aggiornamenti sulla vacanza di Londra» dice il professore di inglese prima ancora di sedersi.
«Ci dica» interviene tutta composta la perfettina della classe.
«La notizia brutta è che non saranno più venti giorni ma dieci..»
Tutti iniziano a lamentarsi e dire cose del tipo: «Noo, perché?» «Non è giusto, che palle»
«.. la bella notizia è che non si partirà più a metà aprile ma il 31 marzo. Esattamente fra un mese!» continua il professore. Sono felicissima che il viaggio è stato anticipato, non vedo l'ora!
Tutti coloro che prima stavano sbuffando, ora esultano, tutti impazienti di partire!
«Cosa ne pensi?» chiede Jason.
«Che sarà una figata assurda» ammetto e lui ridacchia.
«Ciò significa che entro il 15 marzo dovreste portare l'acconto» aggiunge. «Qualcuno ha notizie della signorina Margot Allen? Flaminia?» chiede il professore attirando la mia attenzione.
Per un momento mi trovo in difficoltà nel cosa rispondere. Il professore sa tutto quello che è successo? Poi ricordo che la signora Jane Allen venne a scuola a parlare col preside e i professori, quindi lo sa sicuramente!
«Sta meglio, in settimana la dimettono e probabilmente lunedì riprende le lezioni. Comunque partirà anche lei per Londra, la madre ha già confermato l'iscrizione» dico.
«È una bella notizia» sorride il professore.
Già, è proprio una bella notizia! L'assenza di Margot si è sentita molto, troppo direi. Nessuno deve farle del male e sono troppo curiosa di sapere chi è stato ad investirla. Non è possibile che ancora non scoprono nulla e ovviamente lei non si ricorda.
«Che hai?» Jason poggia un braccio sulla mia spalla.
«Nulla» sorrido.
«Non è vero. Ti vedo pensierosa» dice.
Ma come fa? Non è possibile che riesce a capirmi così bene.
«Voglio scoprire chi ha investito Margot» ammetto.
«Se non ci riesce la polizia, come pensi di fare?»
«Indago» rispondo seriamente.
Jason si porta una mano davanti alla bocca, so che sta soffocando una risata e pensa che sono pazza ma io non sto scherzando, dico seriamente. È successo davanti al Bar di John quindi qualcuno ha dovuto pur vedere oppure magari il negozio ha delle telecamere che hanno ripreso.
«Sono seria Jason» gli lancio un'occhiataccia.
Si ricompone e mi chiede: «Voglio aiutarti»
Annuisco e gli sorrido.
Trascorro il resto della mattinata a fantasticare su come potrei scoprire l'accaduto. Tutti pensano che sia stato un semplice pirata della strada che per la velocità con cui andava non avesse visto Margot. Io, invece, ho la brutta sensazione che sia qualcuno che ha voluto farle del male appositamente, altrimenti si sarebbe fermato a soccorrerla.
Finalmente l'ultima campanella suona e mi dirigo velocemente verso l'uscita. Jason non so dove sia ma vengo raggiunta da Taylor.
«Flam, come stai?» chiede.
«Ciao Tay, tutto bene grazie» sorrido.
«Senti.. Mi dispiace per l'altra sera, ero ubriaco non avrei mai voluto importunarti» abbassa lo sguardo e continua a camminare al mio fianco.
«Non preoccuparti, non fa niente» dico e il mio subconscio interviene dicendo "bel modo per farsi perdonare: chiedere scusa nel bel mezzo del caos della gente"
«Ora devo andare, ci si vede» fa l'occhiolino e se ne va.
Corro verso il pullman, spero di non perderlo altrimenti devo aspettare quello successivo fra un'ora. Non so dove sia Jason, al suono della campanella si è praticamente smaterializzato davanti ai miei occhi.
Decido di mandargli un messaggio appena salgo sul pullman: *Ehi, dove sei finito?*
La risposta ci mette un po ad arrivare: *Scusa, andavo di fretta*
Ho notato! Interviene la mia mente.
*Allora oggi vieni ad aiutarmi?* digito il messaggio e lo invio.
*Si poi mi dirai il tuo piano* dice. Blocco lo schermo del telefono e inizio a fissare la strada.
Ho deciso che voglio scoprire in qualche modo chi è stato a causare l'incidente, so che sarà un'impresa difficile ma almeno voglio provarci.
Non so da dove iniziare, sinceramente, ho pensato che la prima cosa da fare è parlare con Margot, farla sforzare a ricordare qualcosa.
*Posso venire da te alle 15.00?* chiedo per messaggio a Margot. Le racconterò delle novità sulla gita poi caccerò il discorso sul 28 gennaio.
*Si vieni 😘😄* risponde. Quelle faccine mi fanno strappare un sorriso dalla bocca.
Entro in cucina e trovo un post-it sulla credenza dove c'è scritto: "nel forno c'è il pranzo. Sono tornata prima al lavoro per sbrigare delle commissioni. -Mamma"
Okay! Ciò significa che tocca a me fare le faccende di casa dopo pranzo e devo pure sbrigarmi se voglio andare da Margot alle 15:00.
Nel forno ci sono le cotolette e le patatine, le afferro e inizio a mangiare. Metto della musica per farmi tenere compagnia.
Nel frattempo scrivo a Jason che ci dobbiamo incontrare nel piazzale dell'ospedale alle 4 e mi risponde che non vede l'ora. Nei suoi messaggi percepisco un pizzico di ironia e so che ha deciso di aiutarmi solamente perché vuole prendermi in giro.
Sono già le 14:45 quando finisco tutte le faccende. Afferro le chiavi di casa ed esco. Per fortuna l'ospedale è facile da raggiungere a piedi, altrimenti non so come avrei fatto senza la macchina.
Salgo nell'ascensore e digito il numero del piano. Si ferma al secondo piano e sale un uomo sulla quarantina che emana un odore acre di sudore. Mi attappo il naso e la bocca con la mano e prego affinché arrivi velocemente il sesto piano. Ovviamente la fortuna non può stare mai dalla mia parte e facciamo sosta ad ogni piano. Fantastico!
Finalmente compare sul display il numero 6. Mi tuffo verso l'uscita, prendo una boccata d'aria e mi dirigo nella stanza di Margot.
Entro e lei è sempre lì stesa su quel letto bianco che le ha fatto compagnia per un mese.
Corro ad abbracciarla: «Come stai?» chiedo.
«Meglio» sorride. «Come mai sei qui?»
«Alle quattro devo uscire con Jason quindi ho pensato di venire a salutarti prima» mento.
«Voglio spiegazioni su te e Jason» ridacchia e mi fa l'occhiolino.
«Ma non c'è nulla da sapere, siamo solo diventati amici»
«Si certo amici» ridacchia. «Ti piace da morire, lo so»
«Smettila, che dici» le lancio per scherzo uno schiaffo sul braccio.
«È palese cara mia! Ti si illuminano gli occhi quando ne parli e poi in tutte le lettere che mi hai scritto non ce n'è una in cui non parli di lui»
«Va bene, va bene» alzo gli occhi al cielo. «Non sono venuta per parlare di lui. Volevo dirti che la vacanza a Londra è stata anticipata per il 31 marzo però non è più 20 giorni ma 10»
«Che bello, fra un mese! Sono emozionatissima» sorride. Che bello vederla felice, mi mancava!
«Anche io! Pensa a quanto ci divertiremo nella stessa camera» scoppio a ridere immaginando tutte le nottate che ci usciranno.
«E quante foto ci faremo» aggiunge.
«Già» sorrido. «Ti hanno detto quanto ti dimetteranno?» chiedo.
«Mercoledi» esulta.
L'abbraccio: «Che bella notizia»
«Ma.. tu non ricordi nulla dell'incidente?» chiedo.
La felicità le scompare dal volto e dice: «Purtroppo no. Mi ricordo che stavo per attraversare e una luce si è avvicinata a me e poi un rumore fortissimo e alla fine tutto nero» spiega.
«Una luce?» chiedo curiosa.
«Si un faro. Suppongo di uno scooter o un motore. Per certo so che non era una macchina. Mi ricordo la sgommata e il rumore di una moto» dice.
Questo potrebbe essere già un indizio in più. Perfetto!
«Voglio sapere chi è stato» dico.
«Anche io» abbassa lo sguardo.
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