Capitolo 23.
Finalmente è venerdì e questa sera ci sarà la festa di Brian. Margot si sta riprendendo ma ancora non si sa quando la dimetteranno. Vorrei che ci fosse stata anche lei questa sera, ci saremmo divertite sicuramente, come ai vecchi tempi. Mi toccherà stare con Jason, per fortuna ha deciso di venire, nonostante sia presente Ethan e spero con tutto il cuore che non succeda nulla.
Sono le 15.00 e ho ancora tre ore buone prima di iniziare a prepararmi. Decido, quindi, di riposarmi così che stasera non avrò sonno.
Vengo svegliata dalla suoneria del mio telefono. Cerco di aprire gli occhi e vedo che si tratta di una chiamata da parte di Dakota.
«Pronto» dico sbadigliando.
«Flaminia è vero che fra un po passi a casa mia? Sono disperata» dice in preda al panico.
«Cos'è successo?» chiedo. Non so se il mio cervello è ben connesso con la bocca, sembra di parlare a sbuffo senza ragionarci.
«Non so cosa mettermi né come truccarmi. Mi devi aiutare!» esclama.
«Okay a dopo» dico.
«Per le cinque» dice e chiude la chiamata.
Guardo l'orario e praticamente mancano venti minuti alle cinque.
Non posso riaddormentarmi altrimenti rischierò di fare tardi. Decido di prendere tutta la roba necessaria e prepararmi a casa sua, così potremmo andare insieme.
«Mamma posso prendere la macchina?» chiedo affacciandomi in cucina.
«Più tardi mi serve, perché?» chiede. Ecco un motivo per cui odio condividere la macchina con la mamma, non posso mai essere pienamente autonoma e devo adattarmi ai suoi impegni, devo assolutamente comprarmene una tutta per me.
«Dovrei andare da Dakota e poi alle 8 andiamo alla festa..» spiego speranzosa.
«Mh, facciamo così. Adesso ti porto io, poi alla festa porta la macchina Dakota» dice poggiandosi sul tavolo.
«Per forza» sbuffo.
Prende le chiavi della macchina e partiamo.
«Pensavo ti portasse Jason» irrompe il silenzio che era sceso tra di noi da quando siamo saliti in macchina.
«Non mi ha detto nulla, evidentemente ci incontriamo direttamente lì» spiego, sperando che non abbia cambiato idea all'ultimo momento.
«Divertiti e non fare tardi» mi saluta la mamma e io ricambio dandole un bacio.
Suono il campanello della casa di Dakota. Ad aprirmi è sua sorella più piccola.
«Menomale che sei arrivata!» escalma alzando gli occhi al cielo. La sua spontaneità mi ha fatto sempre ridere, ha soli 11 anni ma parla come se fosse una donna matura.
«Dov'è tua sorella?» chiedo entrando in casa.
«In camera sua, vai.» dice.
Percorro il lungo corridoio e busso sulla porta di Dakota.
«Entra» sento dire dall'interno.
Apro la porta e la trovo seduta per terra davanti all'armadio aperto con un espressione disperata in volto. Scoppio a ridere a questa scena patetica guadagnandomi un'occhiataccia da parte dell mia amica.
«Sembri ridotta davvero male» ridacchio.
«Aiutami tu» piagnucola.
«Mh okay» dico. «Vuoi indossare un vestito intero o qualcosa spezzato?» chiedo.
«Intero» dice.
Inizio a cercare nel suo armadio e mi meraviglio della quantità di vestiti e cose eleganti. È strano che non riesce a trovare nulla da mettersi.
«Questo?» le mostro un abito nero non troppo largo.
«L'ho messo al primo appuntamento con Brian» dice appoggiando una testa sul bordo del letto.
«Questo è perfetto!» È un abito rosso svasato e stretto nella parte superiore.
«Volevo metterlo ma non ho le scarpe adatte» si lamenta.
«Oh signore quanti problemi. Puoi metterci anche delle converse» propongo.
«NO» dal tono capisco che vuole mettersi dei tacchi e non ci sarà modo di farle cambiare idea.
Continuo a cercare e trovo un abito lungo, bellissimo con uno spacco sul lato.
«Se non indossi questo me ne vado» la ricatto sperando che le vada bene.
«Mh...che scarpe potrei metterci?» chiede.
«Quelle nere»
«Ok, metto quello» sorride e mi sento sollevata.
«Brava, sarai uno schianto!» vado ad abbracciarla e la faccio alzare da terra.
«Tu che ti metti?» chiede.
«Questo» le mostro il vestito nero e stretto che ho comprato oggi, alla fine, tra i due, ho scelto quello.
«Quindi ti prepari qui con me?» un sorriso smagliante sfodera su tutto il viso.
«Si» sorrido. «Poi andiamo insieme, però guidi tu, io sto senza macchina» alzo le mani come per giustificarmi e scoppio a ridere.
«Eh va bene» ridacchia. «Questa sera..tu e Jason..» lascia la frase in sospeso e odio quando fa così.
«Io e Jason cosa?» chiedo.
«Vi dovete mettere insieme! Siete perfetti!» parla seriamente e la cosa mi preoccupa. Come le viene in mente?
Alzo gli occhi al cielo e rispondo: «Invece di pensare a me, pensa a Brian. Noi non ci stiamo frequentando»
Scoppia in una risata e non capisco perché la mia frase le abbia fatto tanto ridere.
Iniziamo a prepararci e decido di truccarmi in modo semplice: eyeliner e mascara. Guardandomi allo specchio mi accorgo di avere dei capelli inguardabili, decido quindi di abboccolarli alle punte.
«Ti manca solo questo» Dakota mi porge un rossetto rosso.
«Assolutamente no! Niente rossetto per me» dico posando lo sguardo tra lei e il rossetto.
«Se non lo metti, non ti accompagno» mi ricatta.
«Non vale che mi ricatti» incrocio le braccia e inizio a pensare che devo perdere le speranze con lei.
«Non è un ricatto, è un compromesso» mi fa l'occhiolino.
«Uffa, va bene!» sbuffo e prendo il suo rossetto e inizio a passarlo sulle labbra.
«Ora sei perfetta!» dice guardando il mio look finale. «Anche se io avrei truccato di più gli occhi» aggiunge.
«No così va benissimo» dico sorridendo.
«Mancano dieci minuti alle otto, potremmo anche andare» dice.
Afferro il cappotto e la borsa e la seguo verso l'uscita. Odio dover passare una serata sui tacchi ma non voglio rischiare di essere l'unica con le scarpe basse, anche perché la mia "altezza" non mi aiuta.
La velocità con cui guida Dakota è poco sicura, le dico di rallentare ma lei ridacchia, quindi prego affinché arriveremo al locale sane e salve.
La notifica di un messaggio mi distrae, è Jason: *Dove sei?*
*Sto arrivando, tu?* invio il messaggio e in pochi secondi mi arriva il suo.
*All'entrata. Ti aspetto 😘* faccio un sospiro di sollievo. Sono stata tutta la giornata con l'ansia che potesse cambiare idea e non venire.
Arriviamo e fuori dal locale ci sono già delle persone. Cerco di individuare Jason e lo vedo vicino all'ingresso a parlare con un ragazzo.
«Lì c'è Jason, vieni con me?» chiedo a Dakota.
«No, vado dentro, da Brian» dice.
«Ok, a dopo» ci salutiamo e vado incontro a Jason.
«Ciao» lo saluto e rivolgo un sorriso all'amico.
«Ehi» mi saluta lasciandomi un bacio sulla guancia. «Lui è Taylor, un mio amico che viene nella nostra scuola»
«Piacere, Flaminia» gli stringo la mano e cerco di essere gentile.
«Piacere di conoscerti. Sei italiana?» chiede.
«Si ho origini italiane» spiego.
«Bello! Va bene ragazzi io vi lascio, ci vediamo in giro» dice Taylor salutandoci.
Jason ed io ricambiamo il saluto e decidiamo di entrare dentro per fare gli auguri a Brian.
«Sei bellissima» dice posando un braccio intorno alla mia vita. Arrossisco al complimento e ringrazio con un sorriso.
La sala è piena di gente e alcuni di loro già si stanno scatenando a centro pista al ritmo di musica. Ci immergiamo nella folla e a spintoni riusciamo ad arrivare al tavolo dove ci sono Brian, Dakota, Ethan e Mia e altri due ragazzi che non conosco.
«Eccolo» dico indicandolo.
«Finalmente!» esclama.
«Tantissimi auguri di buon compleanno» dico abbracciandolo.
«Flam, grazie mille e grazie di essere venuta» risponde sorridendoci.
«Auguri» dice Jason senza alcun entusiasmo. Credo che non gli stia simpatico solo perché è amico di Ethan.
«Grazie Jason. Potete sedervi dove volete» dice.
Annuiamo e andiamo a trovare un tavolo. Alla fine decidiamo di sederci nel tavolo di Taylor e i suoi amici che Jason conosce bene. L'idea di dover fare amicizia mi spaventa un pò ma mi faccio coraggio e cerco di mostrare il lato più carino e simpatico di me.
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