Capitolo 22.
Arriviamo in ospedale e la paura è tanta. Ho una sensazione strana dentro al mio corpo, come un buco nello stomaco che mi impedisce di camminare verso la stanza di Margot.
«Non sarà niente, andiamo!» fa Jason, mettendomi una mano intorno alle spalle, per incoraggiarmi a camminare.
«Okay» riesco solo a dire.
Nella sala d'aspetto c'è Dakota che sta parlando con i signori Allen. Cerco di interpretare le loro facce ma non sembrano preoccupati.
«Ciao cara» mi saluta la mamma di Margot appena mi vede.
«Ciao» ricambio l'abbraccio.
Saluto anche il signor Allen e Dakota, speravo che mi avessero dato la notizia appena sarei arrivata e, invece, come sempre, devo essere io a chiedere. E se fosse una brutta notizia?
«Come stai?» interviene Paul Allen, allontanando i miei pensieri.
«Bene grazie! Ma..vorrei sapere di Margot» taglio corto. Non mi va proprio di allungare il discorso, farei dei giri di parola e aspettare ancora per sapere la novità.
«Puoi andare a trovarla» dice. Qual è la notizia? Perché nessuno me la dice direttamente.
«O-okay» dico. Faccio scorrere il mio sguardo tra i signori Allen e Dakota che fa finta che non ci sono, hanno tutti un'aria così strana..
«Vieni con me?» chiedo a Jason.
«No, meglio se entrate uno alla volta» irrompe la signora Jane Allen.
«Ah..Okay» penso sia l'ansia a parlare per me. Non riesco a formulare nemmeno una frase di senso compiuto.
«Vai prima tu» mi incoraggia Jason con uno dei suoi bellissimi sorrisi.
Vado verso la stanza e le gambe iniziano a tremarmi, penso che potrei cadere da un momento all'altro.
Apro la porta lentamente, sperando di non trovare brutte sorprese. Mentre mi volto per richiuderla sento un movimento.
«Flam..» pronuncia qualcuno con una voce fioca. Sobbalzo per lo spavento ma quando mi giro non posso fare a meno di scoppiare a piangere per la felicità. Margot si è svegliata, è qui davanti a me che mi fissa con un sorriso smagliante.
Oddio quanto mi è mancata!
«Oddio..» riesco semplicemente a dire e le corro incontro ad abbracciarla. Le sue braccia minute mi stringono delicatamente.
«Mi sei mancata» sussurra tra i miei capelli.
«Oh anche tu, non sai quanto!» le do un bacio sulla guancia, mi sembra tutto surreale.
«Ho saputo che sei passata quasi ogni sera a trovarmi. Grazie, sei un'amica fantastica» dice con gli occhi lucidi.
«Era il minimo che potessi fare. Sono successe troppe cose in questo periodo, quelle più importante stanno scritte in quelle lettere» indico i fogli che le ho scritto ogni volta che venivo qui.
«Tutta quella roba è tua?» scoppia a ridere.
«Ehm si, dovevo pur portarti qualcosa» rido. «Quando ti dimetteranno?»
«Non lo so, mi fanno restare ancora qui per un po perché vogliono fare tutti gli accertamenti» spiega.
«L'importante è che ti sei svegliata e...che verrai a Londra!» sorrido per la felicità. Quando ho saputo dello stage in Inghilterra, la mia mente si era già fatta tutti i progetti di come fossero state le giornate, soprattutto la sera a parlare fino a tardi, Margot Dakota ed io.
«Che cosa?!» chiede stupita. Ovviamente ancora non è stata avvertita.
«Ad aprile ci sarà uno stage a Londra. Ho preso il modulo anche per te e tua mamma ti ha iscritta» dico.
«Oddio ma è fantastico!» esclama.
«Non vedo l'ora!» l'abbraccio forte. Continuiamo a parlare per altri minuti, dopodiché la saluto perché deve entrare anche Jason e non può stare attiva a lungo, dovrebbe riposarsi.
«Ti vengo a trovare domani, fai la brava» sorrido.
«Si, ciao Flam» mi manda un bacio e ci salutiamo.
Ritorno nella sala e tutti mi guardano curiosi. Jason mi da il cambio e va a trovare Margot.
«Potevate dirmelo subito invece di tenermi sulle spine» dico e poi scoppio a ridere.
«Volevamo farti una sorpresa» dice Dakota abbracciandomi.
«Sono davvero felice» dico.
«Anche io!» esclama lei, sciogliendo l'abbraccio.
«E tu..» la indico «sei una bravissima attrice di tragedie»
Scoppiano tutti a ridere e Jane interviene: «È vero, hai perfettamente ragione»
«Mi ha fatto davvero spaventare, pensavo si fosse aggravata la situazione» dico.
«Per fortuna no.» dice la signora Allen.
«Ma quando si è svegliata?» chiedo.
«Oggi verso mezzogiorno. Ha chiesto subito di te e Dakota» spiega.
Non posso fare a meno di sorridere. Mi è mancata così tanto che vorrei ritornare dentro e parlarle di tutto quello che è successo in questo mese.
Jason riesce dopo un po e anche lui ha un espressione stupita. Dopo aver salutato tutti ce ne andiamo e torno in centro per riprendere la mia macchina.
«Grazie per la compagnia e per il libro» dico prima di scendere dalla sua auto.
«Questo ed altro per te» mi da un bacio sulla fronte e ci salutiamo.
Torno a casa con una bella sensazione di felicità. Non mi ero mai sentita così. Devo subito raccontarlo alla mamma.
«Mamma» la chiamo mentre varco la soglia.
«Dove sei stata?» chiede con un espressione arrabbiata, mentre cammina verso di me.
«In centro» appoggio le buste a terra e mi siedo perché so che sarà difficile mantenere la calma in questa conversazione.
«Quante volte devo dirtelo che me lo devi dire quando esci?» si mette a gridare.
«Mamma non urlare. Comunque te lo avevo detto che andavo a fare un giro» dico.
«Pensavo a piedi. E poi un giro si presume pochi minuti non tre ore. Metti che per un'urgenza mi serviva la macchina, come facevo? E poi con chi sei stata tutto questo tempo?»
Vorrei ridere perché è davvero buffa quando si arrabbia. Inizia a parlare velocemente e a dire molte cose sconnesse tra di loro.
«Mamma calmati. Sono andata in centro da sola, poi ho incontrato Jason e meno di un'ora fa mi ha chiamata Dakota e sono andata all'ospedale» spiego cercando di trattenere una risata.
«Ospedale?» chiede. La sua espressione è totalmente cambiata, è passata da arrabbiata a preoccupata.
«Si, per Margot» dico.
«Oddio che le è successo?» chiede.
«Mamma, si è risvegliata!» esclamo.
«Menomale, che bello» sorride e viene ad abbracciarmi. Poi prosegue: «faccio subito una telefonata a sua madre Jane»
Annuisco e prendo le buste per portarle in camera.
«Ferma qui» dice mia madre alle mie spalle.
«Cosa c'è?» chiedo voltandomi.
«Fammi vedere i tuoi acquisti» dice.
Sbuffo e le porgo le buste.
Osserva bene il crop top e cerca di capire quanto corto mi stia, poi afferra il vestitino nero e dice: «Con questo dove ci andresti?»
«Ad una festa. Per esempio, venerdì ne ho una» dico.
«Di chi?» chiede.
«Compagno di scuola» taglio corto.
«Mh va bene! Ci sarà anche Jason?»
«Si, andrò con lui» sorrido.
Sorride anche lei, rimette tutto in busta e vado in camera mia. È stata una lunghissima giornata oggi, ho bisogno di farmi una doccia e riposare.
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Spazio autrice:
Ciao a tutti, grazie a tutti coloro che stanno leggendo la mia storia, spero che vi stia piacendo!
Volevo chiedervi di passare a leggere:
Your destiny is in your hands di eestory
Ve lo consiglio!
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