Capitolo 20
ANIMA
Un bruciore al collo mi svegliò di soprassalto, mi ero appisolata dopo una lunga chiacchierata con Abbie, vidi qualcuno vicino al letto, una figura in penombra, urlai chiudendo gli occhi ma quando li riaprì non c'era nessuno, me lo ero immaginata? In fondo ero ancora mezza addormentata.
Tom si precipitò nella stanza, ma quando era rientrato?
‹‹Stai bene?›› mi prese il viso tra le mani in apprensione.
‹‹C'era qualcuno, almeno penso, mi ero addormentata ma poi mi faceva male il collo...›› il collo! Lo tastai con le mani e urlai nuovamente terrorizzata quando vidi le mie dita sporche di sangue ‹‹che sta succedendo Tom? C'era veramente qualcuno che mi voleva fare del male? Oddio, era lui vero? Lo stalker.›› ormai ero in lacrime, come aveva fatto a entrare?
‹‹Non è possibile, non c'è nessuno in tutto l'isolato.›› Tom aveva gli occhi sbarrati, era sconvolto ma mai quanto me, avevo una ferita ma i miei piedi non volevano sapere di spostarsi da letto per andare a controllare, ero pietrificata. Lui prese il telefono e fece partire una telefonata ‹‹Abbiamo un problema, e non ho la minima idea di come sia possibile.›› fu l'unica cosa che sentii prima che uscisse dalla stanza per parlare in corridoio, non riteneva necessario che io sentissi, ma non mi lasciai mettere da parte e lo seguì.
‹‹C'è solo una spiegazione, qualcuno lo sta aiutando, non c'era nessuno che...›› si girò a guardarmi, a quanto pareva non avevo un grande futuro come spia ‹‹che potesse essere una minaccia.›› riattaccò, mi prese per mano portandomi nel salotto e mi fece sedere per analizzare la ferita che io ancora non avevo avuto il coraggio di guardare.
‹‹È superficiale, solo un graffio.›› sì, per lui, a me sembrava qualcosa di più, almeno dal bruciore che sentivo.
‹‹Cosa vuole Tom, cosa ho fatto di male?››
‹‹Niente, voleva solo dirci che è capace di entrare, è arrogante Anima e questo ci porterà a lui, non sottovaluteremo la situazione una seconda volta.›› le sue parole erano decise e mi tranquillizzarono in parte ‹‹Will sta arrivando.›› a quest'affermazione andai nel panico, cosa voleva ancora? Dopo un'intera giornata ora tornava per cosa? Per risolvere un caso o per pietà? Non lo volevo qui.
‹‹Può anche non venire.››
‹‹Non fare la bambina e lascia che ti spieghi il suo comportamento, oltretutto non puoi restare da sola e non credo che mi lascerà dormire con te.›› alzò e abbassò le sopracciglia in modo buffo ma il significato sottinteso delle sue parole mi fece arrossire.
Fuori ormai era buio, avevo dormito praticamente tutto il pomeriggio. Da quanto tempo mi osservava? Era inquietante essere alla mercé di un maniaco, capire quanto ero vulnerabile e quello che avrebbe potuto farmi mi fece sentire fragile come mai prima d'ora. Saltai al suono del campanello, presi un grande respiro, cominciava il teatro, sì perché oramai non ero molto sicura di non volerlo qui. Avevo paura di rimanere sola dopo quello che mi era capitato, ma ero arrabbiata con lui, pur sapendo di non averne diritto.
Rimasi dov'ero, rigida, seduta sul divano mentre Tom andò ad aprire la porta. La prima cosa che sentii fu il suo profumo che abbatté una parte delle mie resistenze, poi nel mio campo visivo entrò un cartone di pizza.
‹‹Davvero pensi di corrompermi con del cibo?››
‹‹No dolcezza, pensavo di replicare il nostro primo appuntamento prendendo la pizza, la tua preferita, e mangiando insieme mentre provo a spiegarti il mio comportamento e se sono fortunato anche a farmi anche perdonare.››
‹‹Non mi devi nessuna spiegazione, noi due non siamo assolutamente niente.››
‹‹Continui a ripeterlo ma, veramente lo pensi? Ti devo delle spiegazioni perché qualunque cosa mi separi da te deve scomparire, anche i tuoi dubbi.›› lo guardai negli occhi e crollai definitivamente, nel suo sguardo c'era verità, pentimento, e qualcos'altro a cui non ero ancora pronta a dare un nome. Non dissi niente, volevo ascoltarlo, ma anche tenerlo un po' sulle spine. Non potevo negare che ero sollevata fosse qui, ora ero al sicuro.
‹‹Prima mangiamo, poi vediamo cos'hai da dire.››
A un certo punto non ce la feci più e sbottai:
‹‹Perché?›› in un primo momento mi guardò confuso ma poi ci arrivò.
‹‹La verità?›› annuii ‹‹Ero terrorizzato...›› un altro uomo che fugge da un possibile impegno "classico" ‹‹terrorizzato di non riuscire a controllare quello che sento quando ti ho attorno, sei come una calamita per me, sogno di farti mia in ogni modo possibile...›› e come se non fosse abbastanza chiaro continuò ‹‹anima e corpo.›› arrossii capendo a pieno il significato delle sue parole ‹‹E poi dolcezza sei uscita dal bagno in accappatoio capisci...››
‹‹Ok, ok scuse accettate non andare oltre ti prego.››
‹‹Troppo imbarazzante?›› possibile che non avesse capito che per me tutto questo era nuovo, avevo una scritta in fronte che diceva "vergine".
Dopo questa conversazione e un peso in meno sul cuore continuammo a mangiare in silenzio, ma non uno di quelli pesanti piuttosto uno carico di aspettative. Dopo tanto rimuginare, presi una decisione. Una cosa mi aveva insegnato questa schifosa giornata, non lasciare nulla in sospeso perché basta un attimo e si perde tutto.
‹‹Will...›› lo chiamai e lui mi guardò negli occhi facendomi perdere un po' del poco coraggio che ero riuscita a racimolare ‹‹quello che mi hai chiesto ieri sera, sai prima di tutto questo casino ...››
‹‹Si?››
‹‹È sempre valido?›› ero veramente pessima in queste cose, mi pentivo di tutti gli appuntamenti mancati nella mia vita, adesso mi sarebbe servita un po' di esperienza, almeno non avrei affrontato questo discorso come una bambina alle elementari ‹‹Lo vuoi ancora? Intendo, è quello che vuoi veramente?›› si prese del tempo prima di rispondere, si fece più vicino e mi accarezzò il viso (si ti prego fai con comodo tanto io qui non sto morendo).
‹‹Anche più di prima.›› mi stavo sciogliendo davanti al suo sguardo intenso.
‹‹Allora la risposta è sì.›› si alzò di scatto tanto da spaventarmi, a quanto pareva non se lo aspettava.
‹‹Cosa hai detto?››
‹‹Ho detto sì.›› si posizionò di nuovo al mio fianco.
‹‹Ne sei sicura? Non devi farlo se non sei convinta e men che meno per paura di stare da sola, noi ti proteggeremo a prescindere.›› no, di sicuro non si aspettava una mia risposta affermativa.
‹‹Ti prego non me lo far ripetere.›› e veramente mi diede ascolto, si abbassò su di me piano finché le sue labbra non toccarono le mie. Erano morbide, un tocco leggero, stavo ricevendo il mio primo bacio, quello vero, approfondii il contatto, non sapevo se stavo andando bene ma a lui non sembrava dispiacere la mia inesperienza. Era un bacio naturale, seguivo i suoi movimenti lenti, languidi e quando sentii la sua lingua insinuarsi tra le mie labbra la mia mente partì. Non era un bacio disperato, affrettato, era sensuale, si prese tutto il tempo per assaporarmi ed io feci lo stesso. Si staccò lentamente ed io rimasi a occhi chiusi per prolungare ancora quel bellissimo momento.
‹‹Volevo farlo dalla prima volta, hai un sapore dolcissimo.›› io avevo un sapore dolce? Lui aveva il sapore più buono mai sentito ed io ero morta e andata in paradiso, non volevo assolutamente tornare indietro questo momento era perfetto, il bacio era perfetto e lui lo era ancora di più ‹‹Sei viva dolcezza? Lo so che faccio questo effetto.›› provò a scherzare facendo lo spaccone, ma lui non poteva capire quanto per me fosse importante quello che era appena successo. Aprii gli occhi e provai a recuperare un po' di contegno.
‹‹Ma che dici è solo che non me lo aspettavo.››
‹‹Hai detto sì quindi abituati, perché non intendo smettere di baciare queste splendide labbra.›› disse toccando il mio labbro inferiore.
‹‹Sei un arrogante!!!››
‹‹Ma ti piaccio.››
Scossi la testa, era incorreggibile, ma aveva dannatamente ragione ero cotta, avrei voluto toccarmi le labbra ma sarebbe stato molto imbarazzante, avevo dato il mio primo bacio e ora avevo anche un ragazzo per così dire, lui era un uomo in tutto e per tutto.
‹‹Quanti anni hai?››
‹‹Mmm sono più grande di te.››
‹‹Di quanto, giuro che non mi scandalizzo.››
‹‹Oh credimi lo faresti, ma per ora ti dico 29.›› non avevo capito il commento ma era giusto l'età che pensavo avesse.
‹‹Non è così grave, hai solo 9 anni in più ...››
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