6. Un passo alla volta.
Michelle osserva le sue gambe mentre concentra tutte le energie che ha in corpo per farle muovere, ma nonostante ci stia provando da una mezz'ore buona non è riuscita a farle muovere di un millimetro.
"Allora? Come sta andando?" Le domanda Lance entrando nella stanza con un gran sorriso.
"Male." Risponde sinceramente la bionda. "Ho notato che abbiamo cambiato rotta. Dove stiamo andando?"
"Alla zona Patruliana, praticamente un Triangolo delle Bermuda spaziale."
"Mi sembra un'idea fantastica." Commenta ironica la ragazza.
"Già. Comunque vedrai che riuscirai a camminare presto." La rassicura Lance sedendosi sul letto accanto a lei.
"Ne dubito. Per quanto mi sforzi lo scheletro non ne vuole sapere di ascoltarmi."
"Forse è proprio questo il problema." Afferma il castano e la bionda lo osserva perplessa. "Voglio dire, quando vuoi muovere il braccio non ti concentri per farlo, ma lo fai in modo naturale. Stai pensando troppo, devi liberare la mente."
"Come? E' difficile." Si lamenta Michelle.
"Ok, ascolta me d'accordo?" La ragazza annuisce. "Bene. Per prima cosa chiudi gli occhi. Chiudili dai, avevi detto che mi avresti ascoltato. Bene. Ora scava nella tua mente, pensa ad un ricordo felice. Un ricordo che ti lascia serenità e spensieratezza. Ce l'hai? Bene, ora dimmi di cosa si tratta."
"Avevo diciotto anni, io e Keith eravamo scappati di nuovo sul tetto..." Comincia a raccontare la bionda.
"Ti sdrai spesso sul pavimento?" Domanda Keith mentre osserva il cielo con la sua amica.
"Sì, ormai ci ho fatto l'abitudine. Scomodo?"
"Abbastanza." Ammette il moro, allora Michelle lo avvicina a sé e gli fa appoggiare la testa sulla sua spalla.
"Meglio?"
"Sì..." Mormora il ragazzo, contento che la bionda sia troppo impegna a osservare il cielo per notare che è arrossito. "Oggi il cielo non si vede bene, ci sono troppe nuvole."
"Sì, ho sentito che fra qualche ora dovrebbe piovere." Afferma la ragazza.
"La costellazione di Pegaso però si vede bene."
"Hai imparato a riconoscere le costellazioni." Dice Michelle facendo un grande sorriso.
"Solo la mia preferita."
"E' la tua preferita? Come mai?"
Perché è vicina alla costellazione di Andromeda. Pensa Keith, ma non lo direbbe mai ad alta voce.
"Perché mi piacciono i cavalli alati."
"Ora che dovrei fare?" Domanda Michelle confusa.
"Apri gli occhi." Le dice Lance con un sorriso.
La bionda fa come le è stato detto e si accorgerà di essere in piedi.
"Oh cavolo!" Esclama emozionata.
"Te l'ho detto che bastava liberare la mente."
Michelle riesce a fare, con un po' di fatica, dei passi che le permettono di raggiungere la porta della stanza in cui si trova.
Ci sono state delle forti scosse e sono pure suonate delle allarmi, la cosa la preoccupa non poco e siccome nessuno è andata ad avvisarla sulla situazione ha deciso di tentare di andare a chiedere spiegazioni lei stessa.
"Ok, forse ci sto prendendo la mano..." Mormora la bionda aprendo la porta e uscendo lentamente in corridoio.
"Ma è fantastico!" Esclama Lance con un gran sorriso quando la vede. "Riesci a camminare ora!"
"Più o meno, faccio molta fatica in realtà." Ammette la ragazza girandosi verso di lui e Shiro.
"Immagino che ti stia chiedendo cos'è successo, vero?" Ipotizza il maggiore dei tre.
"Siamo stati attaccati dai Galra?"
"No, da un guardiano contro cui ci ha mandati Lotor." Replica il castano, infastidito, mentre si avvicina alla ragazza e la prende a braccetto. "E come se non bastasse, adesso lui e Allura hanno intenzione di andarci da soli."
"Da soli? Ma se vi ha attaccati!" Esclama la ragazza incredula.
"Secondo Lotor loro due sono dei prescelti e se andranno da soli non li attaccherà." Le spiega Shiro. "Allura è convinta che abbia ragione, quindi non ci resta che rimanere qui e sperare che vada tutto bene."
"Michelle, va tutto bene?" Le domanda Pidge quando i tre raggiungono la sala comandi della nave.
"Sì, non preoccuparti. Mi sono solo spaventata un po'." La rassicura con un sorriso.
"Sono riusciti ad entrare?" Domanda Lance a Coran allontanandosi dalla bionda.
"Non lo so, non accorgo dati oltre i margini del buco bianco." Replica l'alteano.
"Un buco bianco hai detto?" Domanda Michelle sorpresa prima di camminare lentamente verso i paladini.
"Sì, non è straordinario?" Domanda Hunk. "O lo sarebbe se non fosse la causa della nostra possibile morte."
"Come?"
"Potremmo rimanere senza ossigeno se Lotor e Allura falliscono." Le spiega Pidge di nuovo.
"Quindi sono praticamente torna in vita per morire nuovamente qualche giorno dopo? Fantastico." Commenta Venus con sarcasmo.
"Non moriremo." La rassicura Shiro.
Michelle e Shiro portano Lance lontano dalla sala comandi, la sua preoccupazione per Allura stava dando fastidio a Pidge, Hunk e Coran che stanno cercando di rimettere in funzione la nave.
"Terrò la bocca chiusa, non dovete farmi da babysitter." Dice il castano prima di far scontrare la fronte contro una delle pareti e rimanere in quella posizione.
"Lance, devo chiederti una cosa." Dice Shiro ignorando quanto detto dal ragazzo, dopo aver pensato bene se parlare o meno davanti alla bionda. "Ricordi quando mi hai chiesto di parlarti dall'interno di Voltron? Cos'è successo? Io non riesco a ricordarlo."
"Eravamo in una specie di mistico universo mentale di Voltron. Tu gridavi, ma io non riuscivo a sentirti." Gli spiega Lance dopo essersi girato verso di lui. "Ti senti bene?"
"Non ne sono sicuro." Ammette il maggiore. "La mia testa, è come se... Mi sento così confuso... E' come..."
"E' come cosa?" Domanda Michelle preoccupata.
"E' come se non fossi più io."
"Forse è solo la mancanza di ossigeno." Ipotizza Lance. "Faresti meglio a sederti. Ce la faremo." Aggiunge ed entrambi si siedono a terra.
"Uhm... Io non credo di essere in grado di sedermi a terra senza perdere l'equilibrio." Ammette la bionda imbarazzata, le sue guance si colorano leggermente di rosa e distoglie lo sguardo dai due.
Il fatto di non poter essere completamente automa, ma di dover dipendere da qualcuno è una cosa che infastidisce la ragazza.
Quando ha avuto bisogno di aiuto l'ha sempre chiesto senza farsi problemi, ma il doverne avere necessità praticamente tutto il tempo è tutta un'altra storia.
"Ma certo! Ti aiuto!" Esclama Lance scattando in piedi.
Il castano si avvicina a Michelle, le posa una mano sul fianco e l'altra sulla spalla per reggerla e poi si siedono insieme per terra ad aspettare che tutto si risolva.
Sebbene sia molto difficile poter pensare positivi in una situazione del genere, ormai l'ossigeno è praticamente finito e tutti stanno facendo fatica a respirare.
Le cose riescono, però, a risolversi quando Allura e Lotor tornano sani e salvi alla nave.
Comunque stavo pensando ad una sorta di spin-off, se così vogliamo chiamarlo, di questa storia.
Non è ancora stato citata la cosa perché non c'è stata l'occasione, ma Zari scrive un diario e pensavo di scrivere un libro su ciò, così da aggiungere qualcosa che non c'è stato modo di aggiungere in questo libro e altre cose interessanti più o meno collegate a Michelle.
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