7.Una chioccia e un cane
Il mattino successivo, Kate si alzò presto. Quella notte non aveva dormito molto. Tanti pensieri le affollavano la mente e lei aveva passato le ore a girarsi e rigirarsi nel letto.
Dopo essersi fatta un caffè veloce con la macchinetta per espresso che aveva ordinato da internet e che portava ovunque andasse, decise di farsi una doccia veloce e andare a correre.
Quel pomeriggio, dopo le lezioni, avrebbe incontrato Sam Green e Sara Scott. Il giorno precedente, durante l'incontro in mensa, l'avevano invitata ad una festa per quel venerdì e lei aveva preso la palla al balzo per poter incontrare, di nuovo la figlia del sospettato e conoscerla meglio. Doveva assolutamente entrare nelle sue grazie se voleva avere accesso alla villa e alla vita degli Scott.
La sua intenzione era di evitare "mister fossette" per non combinare guai in missione, ma aveva parlato con lui al telefono già la sera precedente, quando lui le aveva telefonato per chiederle se aveva problemi con lo studio. Mossa gentile quella di Julian, peccato che dopo un iniziale tentennamento di Kate aveva finito per restarci a parlare per due ore.
Aveva scoperto un ragazzo molto simpatico e con il quale aveva molte cose in comune, lasciandola con la voglia di risentirlo, ma con una domanda insistente nella testa: che combini Kate? Non fare stupidaggini!
Non le avrebbe fatte. Era naturale provare simpatia per una persona allegra e che la metteva di buon umore. Doveva comunque cercare di essere socievole e diventare sua amica per la missione. Quindi avrebbe fatto così; non avrebbe coinvolto il cuore, avrebbe ragionato con la testa e non ci sarebbero stati problemi. Sì, perché era fredda e sapeva fin dove poteva arrivare!
Controllò il telefono per vedere se era arrivato un suo messaggio e andò a farsi una doccia veloce. Non c'erano sms, al diavolo la coerenza!
Come era possibile? Cioè, lui si era svegliato e non le aveva mandato neanche un messaggio? Non aveva l'impulso di scriverle? Eppure le aveva detto "ci sentiamo domani!"
E domani voleva dire oggi!
Pensava a questo mentre lasciava scorrere l'acqua tiepida, si asciugava e infilava velocemente abiti da running. Rifletteva mentre scendeva in spiaggia e correva sul bagnasciuga. Era talmente presa dalle sue osservazioni che non si accorse che un enorme bulldog marrone correva nella sua direzione, abbaiando e ringhiando. L'atterrò senza che riuscisse a fare nulla.
Kate rimase immobile, col cane che le alitava in faccia. La padrona le si avvicinò, la guardò in faccia e non seppe se ridere o piangere. Dove aveva preso quel cane? iniziava bene la giornata!
«Scusami! È scappato, non sono riuscita a fermarlo!» le disse la bionda con fare preoccupato, mentre tirava il cane verso di sé.
«Certo, non poteva fare altro!» rispose Kate spazientita mentre si rialzava da terra. La bionda le offrì la mano e lei l'accettò afferrando anche il bigliettino nascosto in essa. La guardò stupita ma non disse nulla: se Anita aveva architettato quella scenetta voleva dire che non poteva parlare. Mentre pensava a cosa poteva essere successo, arrivò l'amico di Julian, il ragazzo con cui aveva scherzato in mensa. Matt, vestito di scuro, sembrava stanco. Dietro di lui, due ragazzi con gli stessi abiti, li guardavano senza nessuna espressione evidente.
«Ciao Kate, tutto bene? Ho visto che il cane ti ha aggredita!» disse avvicinandosi e guardando la bionda accigliato.
«Ciao! Non preoccuparti, non è successo nulla!» gli rispose Kate, facendo finta di ripulirsi e approfittandone per inserire il biglietto passatole da Anita nell'elastico dei leggings neri. Poi guardò la collega e le disse con noncuranza:
«Sono Kate Walsh, piacere di conoscerti.» La bionda le strinse la mano sorridendo.
«Sono Anita Cooper, scusami ancora per l'incidente! Posso offrirti qualcosa?»
«Certo, ma non ora perché tra poco ho lezione all' università.»
«Va bene! Ti lascio il mio numero, quando vuoi.» le rispose, porgendole un bigliettino da visita dalla tasca dei jeans sdruciti. Salutò con un cenno della testa Matt e si allontanò col cane.
Kate guardò Matt e gli fece un sorriso di circostanza.
«Io vado, sono in ritardo. Grazie per esserti preoccupato per me.» In realtà non era sicura che si fosse avvicinato perché era preoccupato per lei, ma qualcosa non andava. Lui alzò gli occhi al cielo e poi le sorrise
«Tranquilla l'importante è che tu stia bene. Vado anche io!» disse. Ma Kate lo fermò. Era strano che Matt fosse in spiaggia in completo scuro, con le occhiaie e i capelli arruffati come chi non ha chiuso occhio tutta la notte. Guardò i ragazzi che erano con lui e notò che avevano lo stesso aspetto.
«Sei uno spogliarellista per caso?» chiese a bruciapelo. Matt la guardò sorpreso, accigliò le iridi castane in uno sguardo prima confuso e poi quasi divertito. Era in imbarazzo, era stata molto diretta ed era vero, ma era la prima domanda che le era venuta in mente.
«No! Perché me lo chiedi?» disse il ragazzo sorridendo.
«Perché siete vestiti uguali. Sembra quasi che indossate una divisa!» disse indicando con la testa i ragazzi dietro il bruno. Matt la guardò stupito, passò una mano tra i capelli imbarazzato e le disse:
«Hai una buona vista! suoniamo insieme, siamo tornati ora da una serata!»
Certo! Se loro erano una band lei era Angelina Jolie in Tomb raider! Stava per ridergli in faccia quando lui la salutò con la mano e si allontanò in tutta fretta coi suoi amici.
Kate dopo aver ricambiato il saluto con un sorriso falso, corse a casa. Per strada ripensò ad Anita. Doveva ammetterlo: sapeva il fatto suo, sia come agente che come donna, eppure fino a qualche anno prima non era così efficiente.
Qualcosa doveva essere cambiato quando aveva scoperto che sua madre, alcolizzata aveva ucciso suo fratello gemello, lanciandolo dal balcone quando aveva tre anni e aveva tentato di uccidere anche lei.
Al suo sedicesimo compleanno, gli era stato riferito che la madre si era impiccata e d'allora lei era cambiata. Manteneva sempre il controllo per ogni cosa. Poi si ricordò del biglietto che le aveva lasciato e lo aprì sorridendo tra sé mentre leggeva:
"ore11.00 p.m. la chioccia richiama i suoi pulcini"
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