Chào các bạn! Vì nhiều lý do từ nay Truyen2U chính thức đổi tên là Truyen247.Pro. Mong các bạn tiếp tục ủng hộ truy cập tên miền mới này nhé! Mãi yêu... ♥

10. Extrema Ratio

Nero. Buio. Morte.

Respiri urgenti e pieni di terrore; qualcosa la soffocava, sentiva un peso sul petto. Le mancava l'aria. Era paralizzata; i battiti del cuore pulsavano vorticosamente come il ticchettio di una sveglia incessante.

Dei ronzii, dei sussurri. Il suo nome... Kate, che aleggiava per la stanza. C'era qualcuno senza volto che la bloccava, impedendole di muoversi.

Panico, terrore.

Voleva urlare, ma non poteva. Pur sforzandosi non emetteva nemmeno un suono. Iniziò a piangere. Lacrime di sangue le scendevano sul viso, tingendo le lenzuola di rosso, denso e scuro.

Rosso morte; rosso sangue. L'odore acre e nauseabondo del plasma, si espanse nell'aria, rivoltandole le viscere.

Tremava come una foglia. Dal peso che le bloccava lo stomaco iniziò a irradiarsi un senso di malessere. Stava per perdere i sensi, sarebbe morta e ne sentiva già il fetore. Puzza di corpi in decomposizione, fiori marci, dolore e malattia.

Le campane suonavano per il suo funerale. Vedeva tutti, ma non in volto. Li vedeva dal basso, perché era già terra e fango.

Cenere alla cenere, polvere alla polvere. Era morta, ma osservava. I becchini le spalavano la terra sul volto, e lei non poteva fare nulla. Odiava la morte, ma ormai ne era parte. Iniziò a dimenarsi, non voleva. Non poteva restare lì! Ma nulla, non riusciva a muovere neanche una palpebra. E poi d'improvviso: nero, buio, morte. Rinascita.


Kate riaprì gli occhi spaventata. Ancora un attacco. Aveva avuto un episodio di paralisi del sonno. Tra le mille fobie, disturbi e fissazioni che aveva, questo era quello che più la spaventava. Non aveva più il controllo di sé e ogni volta, allucinazioni, panico e ansia la rincorrevano per notti, terrorizzandola e non facendola dormire. Si manifestavano sempre nei periodi di stress maggiore e non aveva modo di risolvere la cosa.

Si alzò dal letto già stanca, sembrava che un camion l'avesse investita, trascinandola con sé per chilometri. Premette il palmo della mano sulla tempia, cercando di alleviare il mal di testa allucinante, ma non le fu di conforto. Così andò in cucina, e prese subito le pillole che le aveva prescritto la dottoressa Stone. Poi guardò il cellulare che era sul bancone dalla sera precedente e notò più di venti notifiche, sul social simile a Facebook, che aveva inventato Kevin, per tenere in contatto gli agenti del F.Y.R. e le sfuggì un lamento tra il contrito e nervoso.

Lo aveva fatto davvero: aveva pubblicato il video della sera precedente! E molti colleghi già stavano ridendo della situazione equivoca in cui erano stati trovati lei e Rob. E non solo! Sghignazzavano anche della discussione con Max. Sbuffò disperata, alzando gli occhi al cielo. Sperava solo che Owell fosse ancora dall'altra parte del mondo, e che nessuno dei superiori vedesse quel filmato.

Decise di non andare all'università quel giorno e inviò un sms a Sam per avvisarla che si sarebbero viste alla festa. Poi mentre stava per chiudere il display, un sms attirò la sua attenzione. Era di Julian, glielo aveva inviato un'ora prima:

Ciao, scusami se sono sparito ieri, ma non sono stato bene. Spero di vederti a lezione e magari di pranzare insieme.

Era perplessa, non sapeva come interpretare quel messaggio. Julian le piaceva, ma c'era qualcosa in lui che non la convinceva. Il sesto senso le diceva che oltre le fossette, gli occhi bellissimi e la solarità, nascondeva qualcosa. Doveva conoscerlo meglio sì, ma era davvero immune da quello che lui poteva scatenare nella sua vita? Era davvero al sicuro, dal figlio del sospettato numero uno del caso più importante della sua esistenza?

Sospirò, poi digitò veloce sulla tastiera una risposta allegra. Meglio fargli credere che era un tipo divertente e disponibile. Si sarebbe aperto di più.

Kate: Ciao belle fossette, mi chiedevo dove fossi! ci vediamo questa sera al party di Matt... oggi non sarò a lezione. Baci.

Sospirò con un mezzo sorriso alla risposta affermativa di lui, poi andò a farsi una doccia. Quel giorno lo avrebbe dedicato a sé stessa, sarebbe stata bene e avrebbe dato il meglio alla festa.

La giornata passò veloce, aveva chiamato Anita, e dopo averle chiesto scusa per l'incidente della sera prima, la sua capogruppo era stata disponibile a fare una passeggiata e a pranzare insieme. Poi l'aveva aiutata a prepararsi per la serata: aveva indossato un tubino nero lungo al ginocchio, in tessuto stretch, con delle bretelle argento fatte a catena. Nella scollatura aveva piazzato un piccolo microfono. Mentre un bracciale della stessa maglia delle spalline, che una volta srotolato, diventava un'arma da difesa, le avvolgeva il polso sinistro. Anita l'aveva aiutata con i capelli: li aveva lasciati sciolti lungo le spalle, con le punte arricciate. Mentre il trucco naturale, le faceva risaltare gli occhi. Si guardò allo specchio, era molto diversa, sembrava una di quelle ragazze dell'alta società che hanno sempre tutto con uno schiocco delle dita. Poi scorse il sorriso compiaciuto dell'amica:

«Sei bellissima Kate! Sembri una modella!» disse la collega con gli occhi luminosi di ammirazione. Lei si voltò, prese la borsetta e tra il rossetto, il cellulare e le chiavi di casa, stava per aggiungere il suo portafortuna, ma decise di tenerlo un po' tra le mani; lo aveva sempre con sé ormai. Era il suo compagno di viaggio: Extrema Ratio. Un coltello da guerra richiudibile, dal peso medio, che le era stato regalato dalla dottoressa Stone, durante uno degli ultimi colloqui. Quella donna era piena di sorprese! Le sembrava ancora di sentirla dire quella frase:

"se non puoi uccidere, colpisci e ferisci."

Lo aprì e guardò il suo riflesso nella lama in acciaio. I suoi occhi, come quelli di Anita divennero luminosi, ma per un motivo diverso:

Lei era pronta per la guerra.

Bạn đang đọc truyện trên: Truyen247.Pro