"Il Passato": parte uno
È difficile raccontare ciò che è passato. Il tempo passa, i ricordi sbiadiscono, diventano confusi, distorti anche. Persino per un angelo caduto, essendo passati milioni di anni, risulta difficile tornare con la memoria all'inizio di tutto. Prendete uno dei vostri primi ricordi: un ricordo d'infanzia, un ricordo gioioso forse, oppure semplicemente un odore, un sapore magari, una figura sbiadita, magari è vostra madre, che vuole darvi una carezza, magari l'odore della vostra casa d'infanzia, magari è il sapore o il profumo del vostro piatto preferito da bambini...
Per Lucifero, uno dei primi ricordi è la luce. Quando un angelo viene generato rilascia un incredibile quantitativo di energia, e per questo motivo sprigiona luce. Al momento della sua nascita, il principe delle tenebre sprigionò così tanta energia, da essere chiamato da suo Padre "Lucifero".
Incarnato nel corpo angelico la prima cosa che disse fu: "Padre ho paura. Chi sono? Dove mi trovo?".
Un angelo della nona schiera celeste disse:" Nostro Padre ha appena portato alla luce un nuovo fratello correte.
Così un altro angelo disse:"Chi è costui?".
Così il Padre disse :"Lui è ,dal momento che oggi è stato generato, un vostro fratello, e lo tratterete come un vostro pari, così come avete fatto con tutti gli altri: da te, Michele, fino a lui.
Lucifero, spaventatissimo dalla situazione, essendo stato in un attimo circondato da migliaia di angeli ,non proferì nessun'altra parola. Era
completamente impietrito.
Fu portato dal Padre in un'altra zona, dove i suoi
fratelli non avrebbero potuto sentire.
"Perché mi hai fatto nascere?
qual è il mio scopo Padre?"
"Sarai odiato Lucifero, e verrà il giorno in cui tu mi odierai"
"Ma come potrei odiarti? Sei il mio creatore. Colui che mi ha messo al mondo"
" Mi odierai Lucifero, ma vedi, arrivato il momento non capirai il mio gesto, per eoni, non capirai, ma un giorno io e te ci ricongiungeremo, ricordati delle mie parole"
"Padre, ma io non voglio esserti nemico"
"Ti farò parlare col te stesso del futuro".
Comparve un angelo con le ali nere e disse: "No, non ci posso credere mi hai perdonato...
Mi hai ammesso di nuovo nella città celeste, io non lo voglio il tuo stramaledetto perdono Mostro" e cominciò a ridere a crepapelle.
"No Lucifero, questo è il passato, sto mostrando a te stesso uno scorcio del futuro".
Con gli occhi consumati dal fuoco il Lucifero del futuro gettò un urlo e scomparve di nuovo.
"Tu diventerai ciò" disse il Padre
"Io non voglio diventare..."
"Ogni cosa a suo tempo, ora va' dai tuoi fratelli".
Lucifero racconta che in paradiso era mal visto, che c'erano continui complotti nei suoi confronti e che i fratelli lo odiavano, tuttavia questa versione dei fatti è da ritenersi parzialmente inesatta. Se egli stesso afferma un attimo prima che suo fratello Michele insieme agli angeli della nona schiera, erano stati i primi ad accoglierlo insieme a suo Padre. Forse un'altra fazione angelica avrebbe ordito dei complotti contro di lui.
Lucifero effettivamente però mise molto scompiglio tra le armate celesti: metteva in discussione i comandi degli arcangeli chiedendo sempre il perché e il per come di qualche azione che doveva compiere, ed inoltre era molto irrequieto per carattere. Tuttavia, ciò che più destava problemi, era il fatto che molti angeli lo seguivano e in numero sempre maggiore accorrevano per ascoltarlo. È proprio in quegli anni che lui cominciò a conoscere le sue abilità oratorie. Imparò che aveva un'innata capacità a convincere gli altri a fare ciò che voleva. Col tempo questa situazione cominciò pian piano degenerare. Arrivati a questo punto è necessario parlare degli arcangeli. Gli arcangeli venivano eletti ogni mille anni dalle fazioni; ogni fazione aveva il proprio arcangelo, essendo quarantaquattro le fazioni, vi erano altrettanti arcangeli. Gli arcangeli avevano un compito importantissimo: trasmettere gli ordini di Dio alle fazioni. Avevano quindi un rapporto diretto col Padre. Quindi è ovvio che in molti si candidassero per diventare arcangeli.
Gli angeli che vincevano erano più o meno sempre gli stessi ogni mille anni circa.(*nota dell' autore, è difficile parlare di "anni" parlando di una dimensione ultraterrena di cui non conosciamo le leggi "fisiche" per così dire, tuttavia il periodo di tempo in questione mi è stato detto che dovrebbe coprire un arco, per l'appunto, di circa mille anni.) Michele solitamente era eletto arcangelo della nona legione, Uriel della prima, Gabriel della seconda e così via.
È per questo motivo che qui sulla terra si ricordano solo questi arcangeli: perché erano proprio quelli eletti più spesso, e quindi per più tempo coinvolti nelle vicende umane. Gabriel o Gabriele ad esempio, è noto per essere stato l'arcangelo che ha annunciato la nascita di Gesù di Nazareth.
Un giorno quindi, Lucifero decise di provare a diventare un arcangelo e più precisamente, l'arcangelo della nona legione, la quale, era totalmente spaccata in due tra i seguaci di Michele e i seguaci di Lucifero, il quale prometteva un rapporto ancora più veloce e diretto col Divino, mentre Michele prometteva invece la stabilità che aveva garantito nei tempi precedenti.
Tra i suoi seguaci, il principe delle tenebre aveva in particolare un angelo che gli stava molto cuore il cui nome era Taafele: era stato generato immediatamente dopo Lucifero, il quale lo vedeva come un fratello minore e quindi fu da sempre molto protettivo nei suoi confronti. Taafele era completamente devoto al fratello maggiore e fu il primo a votarlo durante le elezioni.
Quest'ultime non vanno intese come le intendiamo noi umani: esse erano un momento particolarmente sacro presso gli angeli.
Gli angeli della legione si riunivano e dopo che un angelo aveva annunciato il vincitore, tutti gli angeli della schiera si inginocchiavano di fronte al nuovo arcangelo. Il gesto era prettamente simbolico, essi non si stavano inginocchiando di fronte all'arcangelo in sé ma di fronte alla parola di Dio, in quanto sarebbe stato l'arcangelo a trasmetterne la Parola. Ed è per la Parola di Dio che essi si inginocchiavano, non davanti a una sorta di "tribuno militare", come avrebbe definito Cesare, ma davanti alla Parola di Dio.
Presso gli angeli questo era un rituale talmente sacro che il giorno* prima e dopo le elezioni si faceva voto di silenzio, sempre per onorare la Parola.
Il giorno delle elezioni, in cui era concesso parlare, vi fu un gran fremito: anche angeli che appartenevano ad altre legioni accorsero per assistere.
L'angelo Akfeth aveva avuto il compito di annunciare il vincitore e disse:" Fratelli miei, tutto è ormai compiuto, i voti sono stati dati, la scelta è stata fatra: l'angelo Michele è stato scelto per essere il nuovo arcangelo per la quarantesima volta consecutiva". Tutti si inginocchiarono di fronte a Michele che in quel momento simboleggiava la Parola.
Tutti tranne uno.
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