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Capitolo 3

- TRAVIS -

Restai ad osservala, e finsi di non aver visto quella lacrima che le rigò la guancia. Era già abbastanza a disagio, e non volevo metterla del tutto in imbarazzo. Mentre mi sfregai l'indice della mano destra sul labbro inferiore, pensai a quanto quella ragazza, fosse rimasta la stessa dopo tutti questi anni.

Avevo paura che mi sarei trovato davanti una persona sconosciuta, invece lei, era ancora la mia Emily. La ragazza che mi rubò il cuore e che mi fece perdere la testa, ma io, troppo coglione e immaturo per dimostrarle quanto l'amavo. I movimenti del suo corpo erano ancora gli stessi. Quando è nervosa si sposta continuamente ciocche di capelli invisibili dietro l'orecchio, quando è imbarazzata si passa una mano sul braccio, quando è ansiosa inizia a torturarsi le dita delle mani, mentre quando è a disagio abbassa lo sguardo e si morde il labbro inferiore fino a farlo arrossare per la stretta. Sì, non era cambiata, aveva solo cambiato vita. C'era una cosa che da quando si era accomodata accanto a me, mi stava facendo impazzire. Il suo corpo era scosso dai fremiti quando le ero troppo vicino, e stavo facendo appello a tutto il mio autocontrollo per non saltarle addosso su questo divanetto.

<<Scusa, stavo solo pensando>>, mi risvegliò la sua dolce voce.

Non era più la ragazzina squinternata che aveva sempre voglia di fare baldoria, Emily ormai era una donna con la D maiuscola, e forse qui l'unico che ancora era un ragazzino, ero io.

<<A cosa?>> mi ritrovai a chiederle curioso.

<<Nulla di che>>, si prese di nuovo il labbro inferiore tra i denti. Dio quanto avrei voluto farlo io al suo posto.

<<Se vuoi parlare dei vecchi tempi dì pure. In fondo, siamo qui per questo no?>> le feci un occhiolino sperando che mi lasciasse entrare nella sua testa.

<<Come siamo arrivati a questo?>>

Spalancai gli occhi. Questa era una delle ultime domande che avrei voluto sentire. Come eravamo arrivati a questo? Per colpa mia, e lei lo sapeva bene, solo che non vedeva l'ora di sentire il "mea culpa" uscire direttamente dalla mia bocca. Non le volevo dare questa soddisfazione. Mi limitai a sollevare le spalle e fingere di non saperne il motivo. Come avevo previsto, Emily fece per rimettersi la giacca ma io le afferrai un polso bloccandola. E si bloccò sul serio, con lo sguardo sulla mia mano che la stringeva leggermente. Ammetto che anche a me fece un certo effetto ma cercai di non pensarci. Ora che l'avevo ritrovata non volevo rischiare di perderla di nuovo. Allentai la presa e liberai il suo polso dalla mia stretta cercando i suoi occhi.

<<Non andartene, ci sono ancora tante cose di cui vorrei parlare>>, ed era vero. Avevo un sacco di domande da farle, e non vedevo l'ora di sentire le risposte.

Sbuffò pesantemente socchiudendo gli occhi. Era difficile per lei quanto lo era per me. Sapevamo entrambi cosa volesse dire ritrovarci da soli nella medesima stanza, eppure, non ce ne importava nulla.

<<Che vuoi sapere?>> il suo tono di voce era cambiato. Un mix tra nervosismo e stress. Avevo ancora lo stesso effetto su di lei, e questo mi faceva andare fuori di testa, ma dovetti starmene buono e non rischiare nessun passo falso.

<<Da quanto sei fidanzata?>>

<<Da quasi cinque anni>>, con le dita della mano destra si rigirò l'anello di fidanzamento che stava sull'anulare sinistro. Era innamorata, la conoscevo bene, e solo il fatto che quella ragazza un tempo mia, ora potesse essere di qualcun altro, mi mise paura.

<<Lo ami?>> la domanda mi uscì di getto, pentendomi subito dopo per averla fatta.

Emily si voltò nella mia direzione con un espressione corrucciata. <<Che razza di domanda è? Certo che lo amo.>>

<<Hai ragione scusa>>, sollevai le mani in segno di resa. Non avrei dovuto farle una domanda del genere. Forse volevo solo essere certo dei suoi sentimenti, o forse, speravo di sentire una risposta diversa.

<<Sapevo che non sarei dovuta venire>>, si infilò la giacca in tutta fretta e si alzò per uscire di corsa dal bar. Merda!

Lasciai una banconota da dieci dollari sul tavolo e le corsi dietro, sperando di fermarla prima che potesse allontanarsi di nuovo da me.

<<Emily, ti prego aspetta!>> gridai non appena misi un piede fuori dal bar.

<<Cosa Trav? Che diavolo vuoi ancora da me? Non ti è bastato quello che mi hai fatto in passato?>> si girò di scatto con le lacrime agli occhi. Ferirla era l'ultima cosa che avrei voluto fare, ma evidentemente non riesco a combinare nulla di buono quando sono con lei.

<<Non era mia intenzione Emy>>, mi avvicinai e le posai una mano sulla guancia. Sussultò per un momento, ma poi lasciò andare il peso del suo volto contro la mia mano socchiudendo gli occhi, come se si sentisse finalmente al sicuro. Come se fosse questo ciò di cui aveva bisogno.

Una lacrima le rigò la guancia, e io mi sentii in dovere di asciugargliela con il pollice. Aprì di nuovo gli occhi e cercò i miei. Ci separavano pochi centimetri. Riuscivo a sentire il calore della sua pelle attraverso la mia mano, nonostante fuori il clima non fosse così caldo. Sentii il mio fiato farsi sempre più corto, come se la ragazza che avevo di fronte mi stesse risucchiando l'anima. Era inutile negarlo, quella ragazza riusciva ancora a farmi lo stesso effetto. Pensai a qualche altra domanda per tenerla interessata, e specialmente per tenerla ancora un po' accanto a me.

<<Raccontami qualcos'altro ti prego. Voglio sapere tutto quello che hai fatto dopo che... bhe... lo sai>>, mi passai una mano tra i capelli nervosamente.

Emily fece un lungo sospiro poi iniziò a parlare, incitandomi a fare quattro passi sul marciapiede lungo la strada.

<<Se proprio ci tieni a saperlo, dopo che te ne sei andato ho avuto bisogno di quasi un anno per riprendermi. Facevo regolarmente due sedute a settimana da uno psicologo, finché conobbi il mio attuale fidanzato. Mi aiutò davvero tanto dopo quell'anno d'inferno, e più lo frequentavo, più me ne innamoravo. Così, un anno dopo mi propose il fidanzamento, e io non potei far altro che accettare. Tre anni fa rimasi incinta e poi nacque la piccola Vanessa. Le somiglia molto, anche nel carattere, è buona come lui. Quell'uomo mi ha trasformata, mi ha aiutata quando nessun altro riusciva a farlo, e mi ha dato una nuova angolazione per osservare la vita. Mi ero lasciata andare dopo di te, ma ora finalmente, sono riuscita a rimettermi in piedi. Allora Trav, altre domande?>> sorrise trionfante, come se in un certo senso sapesse quanto potei sentirmi schiacciato dal peso del suo racconto.

Ed era davvero così. L'avevo ferita, l'avevo rovinata, ma purtroppo nel momento del bisogno ero già altrove, spaventato dal doverne affrontare le conseguenze.

<<No>>, risposi con voce debole.

Mi aveva incastrato. Aveva fatto la ragazza innocente fino a quel momento, per poi investirmi con le sue parole dalla pesantezza di un carrarmato. Emily Hale, non si smentisce mai.

<<Posso fartela io una domanda?>> mi guardò con la coda dell'occhio.

Avrei voluto gridare di no, perché non volevo che arrivasse nel punto che aveva già in mente da quando ci siamo incontrati al centro commerciale. Feci l'uomo, per una volta, e annuii lasciando che mi sputasse addosso il suo dolore.

<<Perché mi hai tradita?>>

Una semplice domanda penserete, ma per uno come me, pieno di rimorsi e sensi di colpa, era davvero insostenibile.

<<Non lo so. Ero ancora immaturo e quella ragazza era attraente>>, mentii spudoratamente. Io non avevo la minima intenzione di tradirla a quei tempi.

Non me la sentivo di darle la vera motivazione del mio gesto. Non ancora. Se il nostro "vederci" sarebbe andato avanti, in un modo o nell'altro promisi a me stesso che le avrei detto tutto. Ma non era ancora il momento. Non lo sarebbe stato finché non fossi stato sicuro che lei non si sarebbe allontanata di nuovo.

<<Bhe spero che tu ora abbia messo la testa a posto, per lo meno per la tua ragazza>>, affondò le mani nelle tasche della giacca di pelle che stringeva attorno al suo corpo. Erano già le dieci di sera e le temperature si stavano abbassando.

<<Oh sì, Brianna è una ragazza fantastica>>, sorrisi debolmente. Era fantastica sul serio, ma non era neanche lontanamente paragonabile ad Emily.

<<Brianna? Mi piace come nome>>, sorrise sinceramente.

Ci voltammo di nuovo per tornare indietro. Per un po' camminammo in silenzio, solo il rumore dei suoi tacchi sull'asfalto umidiccio ruppe questa pace. Guardò per tre volte l'orologio che aveva al polso. Era nervosa.

<<Hai il coprifuoco?>> domandai sfottendola leggermente.

<<Una cosa del genere, e poi, ho pur sempre una figlia Trav>>.

<<Giusto>>, mi grattai la nuca imbarazzato. Quanto sono coglione!

Si fermò accanto ad un Range Rover Evoque. <<Ti ringrazio per la chiacchierata, ma ora devo proprio andare>>.

<<Senti, sabato c'è una di quelle feste di cui ti parlavo. Perché non vieni? Ci facciamo quattro risate con gli amici di una volta>>, infilai la mano nella tasca della mia giacca di jeans ed estrassi un bigliettino, in cui c'era scritto l'indirizzo del luogo in cui sarebbe avvenuta la festa. L'avevo preparato mentre ancora ero al tavolo da solo in quel bar, intenzionato già ad invitarla. In realtà, ebbi tutto il tempo del mondo per farlo siccome ero arrivato con mezz'ora d'anticipo.

<<Non ti prometto niente>>, afferrò il bigliettino sorridendo, e non appena le sue dita sfiorarono le mie, un brivido mi percosse lungo tutto il corpo.

<<Buonanotte Emy>>, le sorrisi fingendo di non aver provato nulla in quell'attimo.

<<Buonanotte Trav>>, mi sorrise a sua volta, salì sull'auto e partì.

Rivederla scaturì in me un mix intenso di emozioni che nemmeno io sapevo spiegarmi. Era chiaro che Emily avesse ancora un immenso potere su di me. Mi misi in auto e mi diressi verso casa con un sorriso stampato in volto che non vedevo da secoli. Una parte di lei ancora mi apparteneva ne ero certo, come del resto una parte di me, era sempre stata sua. Ora non mi restava che attendere e sperare di rivederla di nuovo sabato. Avevo bisogno di vederla.

Dovevo vederla.

//Spazio Autrice

Buonasera a tutti, scusatemi se ho postato il capitolo così tardi. Come state?

Allora, abbiamo appena visto il capitolo dal punto di vista di Travis, cosa ne pensate? C'è troppa tensione tra quei due, chissà cosa succederà nel prossimo capitolo, avete già qualche idea?

Ci sentiamo al prossimo aggiornamento. Un bacio.

- Erika -

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