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8. Corak

Erano le 18:50 e c'erano quasi tutti davanti allo sgabuzzino mancava ancora qualche ragazzo, ma contavo che arrivassero, almeno speravo. Ero ridotto parecchio male perché per stare in piedi mi dovevo aggrappare a qualcuno e quesi sempre era Giacomo ma visto che era alto come una montagna rischiavo seriamente di slogarmi una spalla, inoltre se rimanevo per troppo tempo in un punto ai miei piedi comparivano dei fiori a che se eravamo al secondo piano di una casa, inoltre cosa più inquietante, spesso sentivo dei sussurri e con la coda dell'occhio vedevo degli esseri girare gli angoli, lo avevo detto a Giacomo, ma ne aveva dato la colpa allo stress.
Erano le 19:00 ed erano arrivati tutti quindi Giacomo mi affidò un momento a Vincenzo, le mie spalle ringraziarono, per spiegare un po' di cose "Attraversato il portale c'è la remota possibilità di essere attaccati, se questa possibilità si trasformerà in realtà non avremo scampo e mi scuso già adesso per avervi trascinato in questo pasticcio. Se non verremo attaccati varcato il portale vi sembrerà di essere a uno zoo perché troverete intorno a voi molto animali di tutte le specie e dimensioni, alcuni vi si avvicineranno, altri vi aggrediranno, ma non preoccupatevi perché sono i vostri corak e questa è l'unico metodo per trovare il vostro compagno di legame" dicendo questo sfiorò con la mano la superficie del portale che come l'altra volta fece scendere fili di seta fino a formare un'immagine.
Questa volta nell'immagine non c'era il serpente, ma soltanto una radura di strani alberi rossicci, Giacomo mi si avvicinò e mi riprese da Vincenzo "sei pronto?" mi chiese preoccupato, io gli risposi esausto " no non sono pronto, ma ho altra scelta?" cercai di sorridere,ma non so cosa riuscii a fare, Giacomo annuii e mi accompagnò dentro il portale.
In un battito di ciglia mi ritrovai (in una selva oscura ove la retta via era smarrita) nella radura che vedevo prima, mi girai per osservare il portale e vidi i miei compagni al di là della soglia, gli feci cenno di raggiungerci e mentre i primi si avventuravano nel portale Giacomo mi fece sedere su un masso lì vicino "resta qua mentre io vado ad aiutare gli altri " mi disse il mio Guardiano, mentre si allontanava sentii un fruscio nell'erba vicino a me, mi voltai per vedere cos'era e vidi il serpente che mi osservava dal portale qualche giorno fa.
Ipotizzi che fosse un pitone dal fatto che a occhio e croce misurava 10 metri di lunghezza, mi si avvicinò fino a poco più di un metro poi sollevò il muso fino a portarlo all'altezza della mia faccia, i suoi occhi mi catturarono, mentre gli osservavo vidi nella mia mente un castello circondato da un'imponente esercito, poi lo stesso castello in fiamme e su una torre un manipolo di truppe che fronteggiavano un'esercito tentando di proteggere una donna; ormai del manipolo era rimasto soltanto un'uomo che teneva lontano i soldati nemici dalla donna; finalmente vidi in volto l'uomo era stranamente simile a me: aveva dei capelli bruni che non volevano stare fermi e gli occhi erano di un'intensa colore blu. Un soldato nemico lo trafisse alla schiena e lui cadde in ginocchio, non ancora morto, un'altro soldato, per dargli il colpo di grazia, lo decapitò con un sol colpo. I soldati si avventarono sulla donna che non era armata, nel suo viso non lessi paura, ma stranamente vidi una cupa soddisfazione che rimase tale anche quando la colpirono al fianco, mentre le sua veste bianca si tingeva di rosso a causa del sangue, lei sorrise a un soldato appena arrivato e gli disse in un debole sussurro "sei arrivato tardi Shawn, James non è più qui è scappato con il suo Guardiano " dicendo questo cadde definitivamente a terra vicino al marito. Un'improvvisa consapevolezza mi colpì: quello che avevo appena visto era la morte dei miei genitori e per questo e anche per la debolezza dovute ai poteri non usati caddi svenuto per la seconda volta in un giorno, poco prima di perdere conoscenza vidi il serpente che con le sue spire faceva un cerchio intorno a me, come se volesse proteggermi e capii di aver trovato il mio corak.
Quando mi svegliai la prima cosa che notai fu che l'erba intorno a me che prima era rossiccia ora era nera, oltre a ciò notai di essere sempre circondato dal mio corak, e altri stavano chiacchierando fra di loro accompagnati dai loro corak: Sofia era appoggiata a un'orso bruno, Giorgio teneva su una spalla un bellissimo tucano e Vincenzo era perso a osservare le acrobazie del suo colibrì, ma di Giulia non c'era traccia, mi voltai per cercare Giacomo e vedere quale  fosse il suo corak, ma lo vidi appoggiato a un'albero da solo. Feci per chiamarlo, ma come se mi leggesse nel pensiero venne verso di me e mi tese il braccio per aiutarmi ad alzare, io lo afferrai e lui mi alzò "come mai sei da solo?" gli chiesi curioso e un po' più in forze "io non ho un corak" mi rispose semplicemente "ma scusa avevi detto che ogni essere umano ha un compagno e se uno moriva anche l'altro moriva con lui" gli dissi confuso " hai ragione, ma io non sono umano anche se lo sembro; sono stato creato da un tuo avo per proteggere la dinastia" mi disse sempre molto tranquillamente "ma allora cosa sei?" chiesi sempre più confuso "diciamo che sono molto simile a un golem ebraico, hai presente?" io scossi la testa in segno di diniego allora lui continuò "i golem sono creati con la terra e gli dava la vita un rabbino scrivendo su un pezzetto di carta la parola vita in ebraico e poi infilata nella bocca, l'unica differenza nel mio caso fu che a scrivere la parola vita è stato il tuo avo e non un rabbino ed è stato anche necessario una goccia del segua del mio creatore, in questo modo mi ha legato alla stirpe e non soltanto a lui" ero abbastanza sorpreso e non sapevo cosa dire, ma venne in mio soccorso Sofia.
"Ben svegliato dormiglione" disse dandomi un bacio sulla guancia "grazie" gli risposi sbuffando, non era divertente svenire per ogni piccola cosa, ma evidentemente non potevo farci nulla "allora è il serpente il tuo corak?" mi chiese preoccupata "direi di sì non è bellissimo? Assomiglia molto a Nagini*" gli dissi entusiasta e lei fece una strana smorfia "si hai ragione assomiglia anche troppo a Nagini" dicendo questo lei e il suo orso bruno si allontanarono; "come mai quando mi sono svegliato intorno a me l'erba era nera?" chiesi a Giacomo che immediatamente si rabbuiò "i tuoi compagni vedendoti a terra svenuto e circondato da un serpente enorme si erano convinti che ti avesse attaccato e fossi in pericolo, per salvarti lo stavano picchiando con un bastone e lanciandogli dei sassi, il quel non reagiva. Quando me ne sono accorto sono intervenuto a bloccarli, ma ormai il serpente era molto ferito a quel punto ti sei leggermente illuminato e l'erba intorno a te si è annerita, il serpente ti ha toccato e la luminosità è passata a lui. Appena la luminosità è cassata lui era guarito." Io gli risposi senza capire "cosa c'è di male?" lui mi rispose sempre teso "nulla, ma hai usato il settimo potere, la morte: hai ucciso per curare" rimasi un po' scioccato ma qualcosa nella mia testa mi diceva che avevo fatto la cosa giusta.

Giacomo decise che avremmo passato la notte nel bosco e solo all'alba incamminarci verso il villaggio.

Ognuno si prese un pezzettino di radura e si assopì, in compagnia solo del proprio corak, stranamente non sentivo la necessita di stare vicino alla Sofia perché, per quella sera, mi sarebbe bastato il mio corak.
Dopo una giornata molto intensa il sonno non tardò ad arrivare, ma appena mi addormentai qualcosa mi costrinse ad aprire immediatamente gli occhi e quello che vidi mi sorprese molto, prima di tutto vedevo tutto in bianco e nero e inoltre vedevo a 180 gradi, giusto per completare il tutto vedevo tutto dal basso come se stessi strisciando. Si stavo strisciando ero nel corpo del mio serpente e mi stavo muovendo, ma non ne avevo il controllo, potevo solamente guardare. Stavamo strisciando verso il limitare della radura quando sentii delle vibrazione nell'aria, erano suoni, ma i serpenti sono sordi quindi stavo sentendo le vibrazioni dell'aria grazie alla lingua, ero estasiato da tutte quelle sensazioni nuove. Oltrepassai gli alberi che delimitavano la radura è quello che vidi mi lasciò senza parole, mi andò in blackout il cervello.
Giacomo stava baciando Giulia e in quei pochi attimi che li osservavo il bacio divenne molto più intenso, volevo andarmene per lasciare loro un po' di privacy, ma il serpente la pensava diversamente; però quando la pantera della Giulia emerse da un cespuglio, il serpente cambiò idea e lasciò ai due innamorati il loro spazio, pochi istanti dopo il collegamento cesso e la mia coscienza sprofondò finalmente nel sonno.

N.A.
*Nagini è il serpente dell'oscuro signore in Harry Potter

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