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3. La casa

Finalmente Giacomo si staccò da Giulia e così potei andare da lui a porgli qualche domanda "Giacomo... Guardiano cosa succede adesso" quando stava par rispondermi gli cedettero le gambe e solo il mio intervento gli impedì di cadere a terra "Non qui andiamo in cucina così nessuno può sentirci" mi disse Giacomo e sempre appoggiato a me lo accompagnai in cucina.
Giunti in cucina Giacomo si accasciò su una sedia non prima, però, di aver recuperato il bicchiere con la bevanda grigio topo, mi disse con voce stanca " Prima di tutto chiamami pure Giacomo e così che mi hai chiamato per molto tempo quindi non vedo il motivo per cambiare" bevve un sorso della bevanda che teneva in mano e continuò "Quella sfera infuocata che mi ha colpito mi ha ferito abbastanza gravemente e per poter guarire devo riposare" la mia faccia probabilmente era un misto fra rabbia e preoccupazione, ma Giacomo non ci fece particolarmente caso e continuò "Questa bevanda mi farà dormire per 3 giorni e questo mi darà il tempo di recuperare le forze per aprire il portale che ci conduce al tuo mondo, mentre dormirò questa casa penserà a tutte le vostre necessità e mi dispiace di non poter rispondere a più domande, ma ora devo riposare" dicendo questo si alzò e andò verso le scale barcollando vistosamente e lasciandomi in un turbinio di emozioni , che nemmeno io sapevo spiegare.
Credo che fosse ormai l'ora di pranzo quando vidi comparire in cucina un paio di miei compagni che mi chiesero "Sai dov'è andato Giacomo ?" io non gli risposi subito, mi presi un momento e gli risposi "Andate in sala devo parlarvi".
Ritornato in sala parlai in modo che tutti mi potessero sentire "Dunque cosa dire, Giacomo o come diavolo si chiama è rimasto ferito dal combattimento, quindi è andato a riposare per tre giorni e ha detto che la casa penserà a noi, non so cosa significhi" esplose di nuovo il caos tutti urlavano qualcosa tranne, ovviamente, Giulia che era ancora troppo debole per potermi urlare contro.
Tutti mi urlavano contro che volevano tornare a casa e non ne volevano sapere nulla, pensavano che fossi pazzo come Giacomo , che era tutta colpa nostra per quello che stava succedendo; cosa pensavano, credevano che mi stessi divertendo? Oh come si sbagliavano ero, fra tutti, quello che era più preoccupato e spaventato, per colpa mia Giulia era quasi morta, Giacomo era ferito e tutti eravamo in pericolo mortale però, per fortuna, mi venne in soccorso il mio orgoglio che invece di farmi sprofondare nel panico più profondo mi fece rispondere a tono "Nessuno vi trattiene. Se volete andarvene fatelo e non rompetemi, quella è la porta" dissi indicando la porta "Ma non vi lamentate se poi verrete di nuovo attaccati come oggi a scuola, e questa volta verranno per voi e non per me. E non ci sarà nessuno a difendervi" si zittirono e Sofia disse "Scusa, ma cerca di capirci sbattuti fuori da scuola in quel modo e tutte quelle palle di fuoco e come hai curato Giulia, ci ha lasciato tutti, come dire, scioccati " le risposi, tornato quasi calmo "Non sapete quanto vi capisco. Già due persone hanno rischiato la vita per me, in più ho scoperto di essere una sotto specie di erede di un mondo parallelo e fantastico. Se voi siete rimasti sconvolti per la guarigione della Giulia immedesimatevi nei miei panni: come vi sentireste se aveste guarito per magia una vostra amica?" Giulia finalmente disse qualcosa "Io inizio ad avere fame, qualcuno sa dov'è il cibo?" tutti si misero a ridere.
Appena smettemmo di ridere li guidai verso la cucina che appena ne varcammo la porta si riempì magicamente di cibo: il tavolo era pieno di pizza fumante, il forno si aprì e uscirono 5 teglie di lasagne, sui fornelli c'erano dei tegami pieni di pasta con vari tipi di sugo.
A tutti iniziò una salivazione eccessiva che portò non pochi a sbavare mentre si avvicinavano al cibo. In breve tempo mangiammo tutto e i piatti magicamente scomparvero come erano apparsi, "Vado a fare un giro della casa così magari scopro qualcosa. Voi non muovetevi da queste due stanze" dicendo questo uscii dalla stanza e mi diressi verso il corridoio.
La prima porta a destra dopo la cucina era chiusa e scritto sulla porta bagno invece sulla porta di sinistra c'era scritto dispensa. Superai entrambe le porte senza entraci perché non mi interessavano particolarmente, invece sulla seconda porta a sinistra c'era scritto biblioteca, la stanza mi interessava parecchio e quindi ci è entrai; appena entrato vidi una stanza grande quanto la mia classe con le pareti completamente coperte di scaffali di libri, per terra c'era un bellissimo tappeto turco, la finestra era chiusa da una tenda verde scuro che era anche lo stesso colore del soffitto.
Nel centro della stanza c'erano 4 poltrone anche queste verde scuro con vicino un mobiletto che reggeva delle lampade da lettura, al centro della stanza c'era un leggio con un libro aperto; mi ci avvicinai lessi il titolo del libro "ISTRUZIONE PER L'USO DELLA CASA" incuriosito feci per aprire il libro, ma appena lo toccai questo si aprì da solo a pagina 75.

Questa casa risponde solo a James S.
Questa casa si adatterà a ogni tuo desiderio
Si plasmerà a seconda dei Tuoi gusti
Ti fornirà qualsiasi cosa Tu voglia
Al momento ci sono 26 camere
1 è per il Padrone, 2 per i suoi guardiani (1 già occupata)
23 sono per gli ospiti
Il padrone può andare in qualsiasi stanza senza chiedere il permesso
I Guardiani possono andare ovunque tranne nella stanza del Padrone
Gli ospiti possono andare soltanto nella loro stanza e nelle stanze comuni
Ogni stanza si plasmerà sul gusto dell'uso fruitore
Le stanza comuni si plasmano sul gusto del Padrone
Il Padrone desidera, la Casa fa

Rimasi sorpreso da quello che avevo letto, la casa quindi sapeva come mi chiamavo e sapeva quanti eravamo; sarebbe stato comodo avere una mappa della casa e come avevo letto mi comparve vicino al libro un foglio bianco che pian piano si colorò fino a diventare una mappa vera e propria.
Pensai che ormai avevo fatto 30 e quindi tanto valeva fare 31 perciò chiesi mentalmente di avere altre 23 mappe della casa, che puntualmente apparvero vicino al libro. Con le mappe sotto il braccio e il libro nell'altra feci ritorno in sala dove i miei compagni, più tranquilli, dopo il pranzo sostanzioso riposavano.
Arrivato in soggiorno distribuii le mappe e notai che i puntini che indicavano le persone si spostavano con esse, inoltre spiegai che la casa era mia e sia le limitazioni che il regolamento, indipendentemente da me, le imponeva lei.

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