20. Sole nero
Ciao a tutti questo capitolo lo racconta Riccardo
Anche questa volta Andrea mi aveva battuto, anche se sembrava il classico colosso senza molto cervello era furbo, non riuscivi mai a prevedere le sue prossime mosse e il suo fuoco era molto potente ci voleva molta concentrazione e energia per fermare i suoi attacchi, anche questa volta mi aveva battuto facendomi perdere la concentrazione con le sue stupide battutine. Mi aspettavo che scendesse dal ring, invece bevve semplicemente dell'acqua e rilassò i muscoli come faceva prima di ogni incontro, dovevo essere io l'ultimo sfidante. Proprio in quel momento vidi salire sul ring un ragazzo più o meno della mia età che indossava il mantello scarlatto che gli copriva la testa rendendo impossibile vedergli la faccia, quello che aveva interrotto lo scontro poco prima della mia disfatta. Si prepararono a combattere e appena lo scontro fu iniziato Andrea, come al solito, iniziò a cercare di distrarre il suo avversario, il quale si comportò veramente bene perché a volte lo ignorava altre volte sembrava proprio che non lo sentisse. Andrea iniziò ad attaccare con molta foga, voleva finire velocemente il combattimento, il suo avversario si difese veramente bene con delle fiamme alimentate dalla calma; ottime per difendere, ma con le stesse fiamme tento di attaccare e fu un'errore perché quelle fiamme erano ottime per difendere, ma per attaccare serviva un'emozione più forte, più difficilmente domabile. Andrea non ebbe problemi a parare i colpi però non contrattaccò anzi si misero a camminare in cerchio con gli occhi sempre fissi sul loro avversario poi Andrea disse "Tutto qua quello che sai fare? Cosa farai quando i tuoi compagni staranno morendo introno a te" qualcosa nel suo avversario cambio "Cosa farai quando il nemico si avvicinerà ai tuoi amici per finirli e tu il massimo che farai sarà quello di lanciargli delle palle di fuoco troppo deboli" sembrava che il suo avversario ci stesse cascando perché abbassò le mano dalla posizione di attacco a distese lungo i fianchi e Andrea continuò "Cosa farai quando i tuoi nemici verranno da te con le mani sporche del sangue dei compagni a cui avevi promesso la tua vita e ti lasceranno andare ringraziandoti del tuo aiuto" c'era qualcosa che non andava; "Farò questo" urlò il suo avversario e iniziò il fine modo. Improvvisamente dai bracieri che illuminavano la stanza si alzarono delle lingue di fuoco che disegnando una parabola andarono a confluire nello scudo dell'avversario di Andrea, al contatto con lo scudo le fiamme divennero improvvisamente nere, paura e rabbia pessima combinazione, ormai lo scudo era diventato una sfera al cui centro c'era l'avversario di Andrea. La sfera iniziò a galleggiare nell'aria, la luce cambiò, i tentacoli emanavano una flebile luce, invece la sfera emanava dei fortissimi bagliori neri che illuminavano la stanza, sembrava un sole nero, la sfera iniziò a emanare delle onde di fuoco che si abbattevano su tutta la stanza, erano incredibilmente potenti e ne arrivavano di continuo, come se fosse il battito di un cuore, ci voleva tutta la mia energia per evitare che mi colpissero. L'addestramento prese il sopravvento su tutti noi e ci dividemmo in reparti io trovai il mio è ci mettemmo a triangolo in modo tale che uno potesse difendere gli altri mentre questi si riposavano per poi dargli il cambio. Non so come facesse Andrea a difendersi da solo; il mio reparto era esausto e la sfera non sembrava voler smettere di emanare queste onde. Dopo un tempo che a me sembrò interminabile le onde cessarono e la sfera scese a terra, tutti pensammo che fosse finita invece l'avversario di Andrea iniziò a dirottare i fiumi di fuoco che provenivano dai bracieri contro Andrea il quale cercava di schivare, ma il più delle volte dovette evocare delle barriere per evitare di essere bruciato, stava visibilmente esaurendo le energie ed era sempre più terrorizzato. L'avversario di Andrea si mise in ginocchio e i fiumi di fuoco si fermarono in aria iniziando a vorticare formando un serpente e un'aquila, gli istruttori stavano ancora cercando di superare la barriera di fiamme che isolava il ring, anche loro, come me, capirono che il combattimento stava per concludersi perciò moltiplicarono i loro sforzi. Andrea era esausto e ustionato, era accasciato contro il muro, ma comunque il suo avversario alzò un braccio e il serpente scattò in avanti, apri le fauci per inghiottirlo, ruppe la barriera di fuoco che Andrea aveva tentato di creare e riverso le sue fiamme sul suo povero corpo. Non potevo sopportarlo, mi buttai in mezzo alle fiamme per cercare di fermarlo, prima che alzasse l'altro braccio per scatenare la furia dell'aquila. Ero in mezzo alla fiamme e sentivo bruciare ovunque, vidi nelle fiamme scene in cui dei ragazzi venivano attaccati e il personaggio da cui vedeva le immagini era del tutto impotente, stavo vedendo le sue paura, cercai di avanzare e uscire dalle fiamme, ma era come camminare nel miele, più facevo forza più mi resisteva, usai i miei poteri per creare una piccola bolla intorno a me per non morire subito ustionato e dopo molti sforzi riuscii a uscire dall'altra parte. Stava per alzare il braccio e io ignorando il dolore che proveniva da qualsiasi parte del mio corpo, gli bloccai il braccio con una stretta decisa, allora lui si voltò e sembrò riconoscermi, ma a causa del cappuccio non riuscì a vedere chi fosse. Abbassò definitivamente le mani e l'aquila esplose in mille comete una delle quali incendiò il suo cappuccio e in poco tempo riuscì a riconoscerlo era James il nostro re. Non riuscivo più a stare in ginocchio a causa del dolore per cui mi accasciai a terra, esausto e invaso dal dolore, James chiuse il pugno e spense le fiamme che ardevano sul suo cappuccio, sul mio corpo e quelle che isolavano il ring. Non vidi e sentii altro perché svenni. Riaprii gli occhi poco dopo perché qualcuno mi versò addossò dell'acqua, vidi James "Cosa stai facendo" gli chiesi con un filo di voce "Sto cercando di curarti per cui stai fermo e zitto" mi rispose e io ubbidii. Mi stava fissando, ma a un certo punto il suo sguardo cambiò, anche se mi stava fissando era come se non mi vedesse, alzò le mani e le lasciò sollevate sopra di me, l'acqua si illuminò e iniziò a gorgogliare e a raccogliersi sotto le sue mani dove si formarono dei vortici che lentamente risalivano l'aria fino a che non toccarono le sue mani a quel punto i vortici lentamente si trasformarono in colonne, come quelle che ornavano i templi della città, e io iniziai a sentire un piacevole formicolio in tutto il corpo che si trasformò in solletico che poi improvvisamente cessò, le colonne crollarono e io mi alzai, guarito. James riprese a fissarmi e cercò di sollevarsi, ma barcollò paurosamente e in molti ci avvicinammo per sorreggerlo, me compreso. Ci fece cenno di allontanarsi, si avvicinò ad Andrea e chiese altra acqua, due ragazzi corsero a prenderne altra e quando ritornarono James la versò su Andrea e come aveva fatto come me mise le mani sopra di lui e iniziarono a formasi delle colonne, ma al contrario di me non si formarono solo due colonne, ma almeno 5 o 6 per mano, era meraviglioso vedere come dove prima c'era la pelle carbonizzata, dopo il passaggio dell'acqua tornava a essere naturale, il processo durò molto e più il tempo passava più l'acqua che James stava utilizzando diventava luminosa. Finalmente l'acqua cessò di essere luminosa e Andrea riaprì gli occhi sorpreso e si alzò, James lo vide, sorrise e svenne.
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