17. Cena
Avevo appena fatto accomodare tutti i miei invitati, quando mi venne il sospetto di essermi vestito troppo semplicemente e sopratutto mi fece desiderare di avere messo la corona. Tutti gli invitati avevano una bellissimi toga ed erano pieni di gioielli, io invece avevo scelto la mia toga migliora ornata di porpora, ma avevo rifiutati i gioielli tranne per un bracciale d'oro su cui era raffigurato lo stemma di famiglia, avevo addirittura scelto di non mettermi la corona, anche se Giacomo e Sofia mi consigliarono di indossarla perché avrei rimarcato la mia posizione e perché mi stava molto bene, non seguii i loro consigli perché pensavo che un abbigliamento semplice avrebbe premiato, però osservandoli chiacchierare sui triclini non ne ero più molto convinto. Uno schiavo proveniente dalle cucine mi si avvicinò in modo molto discreto e mi chiese "Il cuoco chiede se deve iniziare a far portare i piatti" "Non ancora ti dirò io quando, intanto fai servire il vino diluito" gli dissi, appena il vino fu servito a tutti tranne a me a cui versarono un succo di mela non feci tempo ad alzarmi che il senatore Marco mi chiese "Posso proporre un brindisi?" io acconsentii con un cenno del capo allora disse con voce alta e squillante "Ringraziamo gli dei per averci concesso il ritorno del nostro re, lunga vita al re" gli altri invitati ripeterono il suo augurio alzando i calci e poi ne bevendone un lungo sorso, Giacomo mi aveva messo in guardia dal senatore Marco, ma non potevo fare meno di fidarmi. Quando finirono di brindare mi alzai e inizia a girare per la stanza "Tutti, ovviamente, sapete chi sono e cosa mi attende, per cui volevo discutere con vuoi le mie decisioni per il futuro" sorrisi a Giacomo che mi aveva consigliato la battuta, le decisioni le avevamo già prese in privato io e lui, ma dando l'idea di voler chiedere loro un consiglio mi sarei portato in una posizione di vantaggio "Per prima cosa volevo organizzare un banchetto per tutta la cittadinanza per scusarmi di come sono entrato in città" feci una pausa per vedere come stavano reagendo i miei ospiti; molti avevano un volto tirato per cui aggiunsi "Ovviamente il denaro necessario sarà prelevato dalle mie finanze" molti visi si rilassarono per cui continuai "Inoltre devo imparare a usare i mie poteri per cui vorrei presentare la mia iscrizione all'Accademia" il direttore alla mia destra quasi si strozzò col vino per la velocità con cui rispose "Noi saremo molto onorati di averti come nostro allievo" se avesse potuto avrebbe iniziato a galleggiare in aria da quanto era gonfio d'orgoglio io gli sorrisi e lo ringraziai, poi proseguii "Ora arriva la parte più spinosa, non posso rimanere in questa città molto a lungo, quando arriveranno gli emissari del re per le tasse io devo essere già andato via se no Shown porterà qui il suo esercito per distruggere questa città e avrà il completo controllo sui 5 regni, per questo entro 2 mesi io e i miei compagni c'è ne andremo e ci dirigeremo in un'altro regno per consentirmi di imparare il controllo sui 5 elementi" ci fu un momento di silenzio e poi scoppiò una discussione fra i miei vari invitati e feci come mi aveva consigliato in precedenza Giacomo cioè andare a sdraiarmi sul triclino e godermi un bicchiere di succo. Dopo qualche minuto i miei invitati iniziarono a calmarsi e finalmente riuscii a sentire le prime obiezioni, il primo, con mia grande sorpresa, fu il pontefice massimo che disse con una voce che trovai immediatamente irritante "Gli dei vi hanno riconosciuto come legittimo re per cui vi proteggeranno e proteggeranno anche questa città" mentre concludeva la frase si rimise seduto visto che quando stava inveendo contro gli altri si era alzato in piedi "Ti ringrazio per ciò che pensi, ma sai meglio di me che i desideri degli dei sono molto volubili e io non voglio rischiare la vita dei cittadini" prese la parola il senatore Marco "Sono molto triste per questa tua decisione, ma non posso che non concordare con te, l'unica cosa che ti imploro è quella di portarti una scorta di στοιχεῖον in questo modo sarai più protetto visto che in così poco tempo non riuscirai a padroneggiare il controllo degli elementi" rimasi spiazzato da questa sua richiesta, ma accettai a costo di non avere una scorta troppo numerosa se no avrei dato nell'occhio. Dopo il senatore non ci furono altri interventi per cui ordinai allo schiavo di iniziare a servire; le portate furono tante e molto abbondanti e durante la cena chiacchierai per primo con il direttore dell'Accademia: "Io non so nulla dall'Accademia, mi può raccontare qualcosa" chiesi con educazione al direttore il quale prontamente mi rispose "Certamente, normalmente si inizia l'Accademia in giovane età in modo da sviluppare e allenare i poteri prima ancora che si manifestino, ma anche per iniziare a formare le successive unità, appena si sviluppano i poteri si inizia il corso di un'anno per poterli controllare" "Io però non ho disposizione tutto questo tempo, ho solo pochi mesi nei quali dovrò imparare il più possibile" gli precisai con un sorriso "questo è vero per questo pensavo di inserirla in un gruppo già iniziato da qualche mese però è molto pericoloso perché come abitudine l'allenamento consiste in una piccola parte di esercizi muscolari e per il resto in un torneo di combattimenti" disse imbarazzato "Non si preoccupi per me, se succederà qualcosa di male me la caverò da solo" gli risposi sicuro "In quale dormitorio vorrebbe stare?" mi domandò soprappensiero "In che senso?" chiesi confuso "Mi scusi, mi sono scordato che non conosce i nostri usi, ogni Accademia accetta e allena tutti e 5 gli elementi, ma come ben sa ogni regno ha un elemento predominante, e stavo pensando che se vorrà andare nel dormitorio del fuoco dovrò spostare alcuni ragazzi perché c'è solo un posto" "Perché avrei bisogno di due posti" gli chiesi divertito "Uno per lei è uno per il suo Guardino" disse imbarazzato "Giac... Volevo dire il Guardiano non verrà con me, andrò da solo e sarei molto onorato di essere nel dormitorio del fuoco" gli risposi ridendo, non riuscivo a immaginare Giacomo in un'accademia paramilitare a imparare il controllo di un'elemento che padroneggiava già "Ma chi la proteggerà se fuori dagli allenamenti qualcuno la vorrà uccidere" disse preoccupato "Nessuno saprà chi sono, mi presenterò come un ragazzo di un'altra Accademia che si è trasferito e nessuno all'interno dell'Accademia conosce la mia faccia per cui dovrei essere al sicuro". Mentre i piatti si susseguivano in un turbinio di sapori, non sempre buoni, mi rivolsi al comandante della guardia cittadina alla mia sinistra "Avrei una richiesta da farle se posso" era immerso in un pensiero molto profondo perché quando mi rivolsi a lui sussultò "Mi scusi, credo di avere interrotto un pensiero profondo" mi scusai io "Non si preoccupi, stavo soltanto pensando a quante di queste persone sarebbero disposte, adesso, a mantenere fede al giuramento di fedeltà fatto alla sua casa" mi disse con tono pensoso "Probabilmente in pochi, ma li posso capire, cosa ho io in mano oltre ai miei poteri, che per inciso non so ancora utilizzare?" gli dissi con un sorriso "Sei il legittimo erede al trono ecco cosa hai in mano" mi rispose sorpreso "Ma loro cosa ci guadagnerebbero?" "Stai parlando come loro, come un politico" disse l'ultima parola con molto disprezzo "Potrei prenderlo per un complimento, ma da come lo dici sembra che tu non li rispetti" gli sorrisi "Sono loro a non rispettare me, non fraintendermi, ma è troppo tempo che che siamo in pace non mi prendono seriamente e anche per questo che sei entrato così facilmente in città" sospirò frustato "Scusami se ti contraddico, ma se non sbaglio 17 anni fa c'è stata una battaglia per il potere" "Certo che ci fu ma fu lo scontro tra 2 grandi eserciti sotto le mura della capitale, non arrivarono contingenti a tentare di prendere questa città, non sono mai tornati i soldati che combattevano per tuo padre per raccontare com'era la guerra, per cui qui si è sempre respirato aria di pace, comunque cosa voleva chiedermi?" concluse molto imbarazzato perché si accorse di essere passato, senza chiedermi il permesso, dal voi al tu "Volevo chiederle se potrebbe inviarmi, per un circa due mese, alcuni soldati perché devo addestrare i miei compagni" "Certo faranno la fila per addestrare i suoi compagni, le invierò il centurione Querto e il suo optio" "Sono i migliori?" "Certamente" sorrisi compiaciuto. Dopo l'ultima conversazione feci cenno allo schiavo di iniziare a servire pure il vino non diluito e ascoltai le chiacchiere i dei miei commensali per il resto della cena fino a quando ,uno dei tanti bracciali con cui era adornato il pontefice, catturò la mia attenzione, si accorse della mia attenzione per l'oggetto e mi rivolse un sorriso e disse "Vedo che ha buon gusto" "Grazie è veramente molto bello, ma cosa significa" gli sorrisi a mia volta "I fili d'argento con cui è fatto rappresentano l'onesta, il rubino rappresenta Marte Ultore, il dio della vendetta, e lo smeraldo rappresenta la saggezza, ognuno gli dà un significato diverso, ma pensò che la mia interpretazione sia quella più corretta, vuole ascoltarla" "Certamente" cercai di mascherare la mia disperazione, trovavo il pontefice veramente insopportabile "Mi onora, il significato è molto semplice, è stato forgiato per commemorare, ovviamente, una vendetta; la vendetta è poco onorevole però gli dei benedicono le persone oneste che si vendicano con la ragione di un grave torto subito" "Mi piace molto questa interpretazione" dissi sinceramente, però lui sentì, per questo, autorizzato a iniziare un noioso monologo sul significato di ogni singolo gioiello che indossava. Venni salvato dal senatore Marco che si congedò per ritirarsi nella sua domus, in breve tempo tutti seguirono il suo esempio e sulla porta il direttore dell'Accademia mi disse che mi avrebbe mandato un messaggio al più presto per farmi sapere quando avrei potuto iniziare l'addestramento.
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