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16. Scelte

Mi svegliai con una fastidiosa luce negli occhi, quando gli aprii notai che tutta la mia stanza era immersa nella luce dell'alba, imprecai, io volevo dormire e chi era quello schiavo scemo che non aveva pensato di chiudere le imposte? Mi alzai, tanto valeva fare qualcosa di utile, notai che ero ancora vestito con la toga di ieri probabilmente perché ieri sera ero letteralmente crollato sul letto, decisi che per prima cosa mi sarei fatto un bagno, stavo per uscire quando sentii un tonfo provenire del letto e solo allora vidi che nella stanza con me c'era anche il mio serpente ed era appena sceso da letto facendo un rumore infernale, sperai che non avesse svegliato qualcuno, la mia speranza venne infranta quando dalla porta principale entro lo stesso servo di ieri sera e da una porta laterale entrò Giacomo, "Tutto bene?" mi chiese preoccupato Giacomo "Si non preoccuparti era solo il serpente che scendeva dal letto" gli risposi con un sorriso "Molto agile" commento lui, il corak come se avesse capito lo guardò storto come se lo volesse trafiggere e poi venne da ma e alzò la testa avvicinandola alla mia mano, io gli accarezza la testa come se fosse un normale cucciolo. Dopo un paio di carezze uscì dalla porta aperta per, probabilmente, andare o sul terrazzo o nel giardino per prendere un po' di sole "Visto che siamo ormai svegli possiamo discutere di un paio di cose" fece Giacomo "Va bene però prima vorrei lavarmi visto che ho la farina anche nei capelli, ci vediamo a colazione fra circa una mezz'ora?" dissi io "Va bene a dopo" acconsentì lui, lo schiavo mi fece strada verso i miei bagni privati e lungo il tragitto gli chiesi "Se non ho capito male sei il mio schivo personale, giusto?" gli chiesi soprappensiero "Esatto, mio signore" mi rispose lui intimorito "E come ti chiami?" "Mi chiamo Leonardo" mi disse terrorizzato "Perché hai paura?" gli chiesi sorpreso "Nella mia breve vita le uniche volte che il padrone mi chiedeva il nome era perché dovevo essere punito" mi rispose con un filo di voce "Non preoccuparti io volevo solo fare conoscenza" gli risposi sorridendo, anche lui mi sorrise e arrivammo al bagno in silenzio. Feci un bagno molto rilassante e dopo riuscii a evitare il massaggio e gli oli, per cui arrivai in orario da Giacomo che mi stava aspettando per fare colazione. Ci sdraiammo sui triclini e ci venne servito un vassoio di frutta e uno di pane, io presi dal vassoio del pane quello che sembrava essere il pane più morbido, ma Giacomo mi blocco "Lascia perdere, assaggia questo" mi disse mentre mi lanciava un panino, mi fidai e lo assaggia, era delizioso a quanto mi sembrava era un panino al miele però aveva un retrogusto fantastico che però non riuscivo a definire. Mentre facevamo colazioni chiesi a Giacomo "Esattamente cosa sono i στοιχεῖον?" "Come li conosci?" mi rispose Giacomo sorpreso "Ho le mie fonti" sorrisi, ringraziando mentalmente Riccardo "I soldati di questo mondo si dividono in due grandi categorie i στοιχεῖον e i soldati normali, i στοιχεῖον sono coloro che hanno il potere di controllare un'elemento per cui combattono con quello e gli stili di combattimento sono più o meno uguali per tutti e 5 i regni, invece i soldati normali combattono con armi e armature e in simbiosi con il loro corak e il loro stile di combattimento varia da regno a regno" prese un morso dal suo panino al miele e continuò " I στοιχεῖον non combatto con armature, ma coperti solamente da un vestito di cuoio e hanno legato in cintura un nastro colorato del colore del loro elemento e in testa hanno una fascia su cui hanno scritto il nome e il grado" "Grazie, ma quindi io dovrei essere il re solo di un regno o di tutti e 5 sono leggermente confuso" gli dissi "Tu dovrai regnare su tutti e 5 i regni, vengono definiti regni per comodità perché sono 5 zone geografiche che hanno delle differenze culturali e geografiche, abbiamo il regno romano, giapponese, siluro, egiziano e Maya per cui, come puoi immaginare, combattono in modo molto diverso, ma ogni stile di combattimento ha i suoi pregi e i suoi difetti ad esempio le legioni romane sono imbattute da 500 anni, ma sono poche e per addestrarle ci vuole molto tempo, al contrario gli eserciti barbarici sono enormi e male addestrati, ma se ne spazzi via uno ne arriva subito un'altro, per cui ogni fazione ha i suoi pro e i suoi contro, stavo per dimenticare; ogni regno è specializzato sul un elemento" "Cosa vuol dire che sono specializzati su un'elemento?" chiesi io "Vuol dire che ogni regno ha una prevalenza di στοιχεῖον di un determinato elemento ad esempio in questo regno si ha la predominanza dei στοιχεῖον del fuoco, invece i giapponesi dell'acqua, i barbari della terra, gli egiziani della natura e per ultimi i Maya controllano l'aria. Se vuoi imparare a controllare tutti e 5 gli elementi devi visitare tutti e 5 i regni" finimmo la colazione in silenzio e dopo ci spostammo in una stanza molto più piccola che credo fungesse da ufficio dato che era occupata principalmente da una scrivania e da alcune sedie. Parlammo per tutta la giornata dei progetti per il futuro e sorpresi Giacomo perché avevo le idee già molto chiare, l'unico aspetto su cui ebbi bisogno di confrontarmi con lui era su come muovermi quando sarei stato pronto ad abbandonare la città. Decidemmo che per cena avrei discusso con le più alte cariche della città, per cui invitai una delegazione al consiglio, al capo militare, al capo dell'Accademia e scoprii con mia sorpresa che c'era anche un capo religioso, invece nel pomeriggio feci convocare gli amministratori delle mie tenute perché volevo parlargli e conoscerli. Discutemmo anzi litigammo a lungo riguardo alla mia istruzione e del destino dei nostri compagni, perché Giacomo sosteneva che avrei dovuto prendere lezioni private dal maestro del fuoco e che i miei compagni avrebbero dovuto stare al sicuro in questa città, invece io desideravo andare all'Accademia e imparare insieme agli altri iniziati il controllo del fuoco e volevo che i miei compagni scegliessero il loro destino; alla fine, come sempre, lo convinsi e mandai Leonardo a chiamare i miei compagni.
Quando arrivarono i miei compagni li feci accomodare nei triclino "Buongiorno a tutti, dormito bene?" gli chiesi, la prima a rispondere fu Giulia "Non urlare, ti prego ho mal di testa" "Se bevevi meno ieri sera adesso saresti stata meglio" la rimproverò Giacomo che, in cambio, ricevette uno sguardo carico d'odio, gli altri si erano controllati meglio ieri sera per cui stavano abbastanza bene anche se erano evidentemente in imbarazzo perché non sapevano come comportarsi con me; infatti nessuno mi guardava negli occhi, "Io e Giacomo abbiamo discusso del mio futuro è di conseguenza del vostro e abbiamo deciso che non è giusto vincolarvi a me e al mio destino per cui avete 2 possibili scelte, la prima è quella di rimanere con me e condividere nel bene e nel male il mio destino e se sceglierete questa vi giuro che farò il possibile per darvi la possibilità di difendervi, invece la seconda scelta consiste nel sistemarvi in una delle mie tenute e vivere una vita tranquilla. Detta così anche io sceglierei la seconda, ma vi avverto non avrete la possibilità di scegliere il vostro destino perché siete miei amici e nella sventurata possibilità che io muoia voi verrete sicuramente uccisi o dai sicari del mio nemico oppure dai cittadini di questa città nella speranza di non farsi passare tutti a fil di spada. Qualsiasi sia la vostra decisione io la rispetterò, però vi do questo ultimo avvertimento; quelli di vuoi che verranno con me saranno sottoposti a un duro addestramento che li porterà non soltanto a sapersi difendere, ma sopratutto a essere delle macchina da guerra, non dovete rispondermi subito anzi prendetevi pure tutto il giorno e la notte mi farete sapere domani mattina" detto questo li congedai perché dovevo prepararmi per il colloquio con gli amministratori delle mie tenute.
La preparazione per l'incontro con gli amministratori mi impegnò il resto della mattina perché mi volli informare sul nome di ogni tenuta e su cosa producesse e su dove fosse collocata. Arrivati gli amministratori li invitai a sedere sui triclini e gli offrii da bere, con mia sorpresa tutti rifiutarono, per cui iniziarono subito a informarmi su come stavano andando i raccolti e sulle razzie che commettevano i lupi o i danni provocati dall'ultima tempesta, scoprii che la produzione delle mie tenute era quasi completamente a grano per cui a due tenute ordinai di iniziare a coltivare la vite dalla prossima stagione, le mie mandrie erano al sicuro anche se subivano ogni tanto gli attacchi dei lupi, ma la mia flotta di pescherecci era ridotta al l'osso per cui diedi al responsabile il denaro sufficiente a costruire almeno altre 3 navi. Poco prima di congedarli gli amministratori mi fecero notare che le loro tenute avevano pochi schiavi per cui mi chiesero il permesso di comprarne altri con i soldi che ogni tenuta aveva guadagnato dalla stagione  precedente, io acconsentii, volevo che le mie tenute lavorassero a pieno regime.
Congedai gli amministratori quando mancava più o meno due ore alla cena per cui prima di iniziare a prepararmi avevo il tempo di fare una corsa per rilassarmi un po', trovai Giacomo nel mio ufficio che si era addormentato su della carte, infatti non lo avevo voluto con me nella discussione con gli amministratori perché volevo sforzarmi di essere autonomo e non essere sempre aiutato, per cui lo svegliai e gli chiesi "Anche se so già la risposta, vuoi venire a correre con me? " "No grazie sto bene qui" mi rispose assonnato "Ci avrei scommesso" gli risposi ridendo mentre uscivo per andare a mettermi qualcosa più idoneo per la corsa, ci misi poco perché 5 minuti dopo ero già nel giardino a correre mentre il mio corak mi controllava da una roccia al sole.

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